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Prima aveva definito “l’inizio della fine dell’orrore del terrorismo” l’isolamento del Qatar. Adesso, invece, si propone per risolvere la crisi. È una netta inversione di marcia quella compiuta dal presidente americano, Donald Trump, che ha avuto un colloquio telefonico con l’emiro del Qatar. A raccontarlo alcuni fonti della Casa Bianca. Washington non fornisce i dettagli della telefonata, ma secondo Al Jazeera Trump avrebbe offerto il suo aiuto per risolvere la crisi del Golfo, scatenata dalla decisione di Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi ed Egitto di chiudere le frontiere con il Qatar.

Un isolamento che ufficialmente era scattato perché Doha “finanzia i terroristi”, ma in realtà perché il Qatar è vicino all’Iran a cui gli Usa di Trump hanno nuovamente chiuso le porte rafforzando invece l’alleanza strategica e commerciale con Ryad. E infatti l’inquilino della Casa Bianca aveva subito twittato: “E’ bello vedere che la visita in Arabia Saudita e l’incontro con i 50 stati sta ripagando. Hanno detto che avrebbero assunto una linea dura sui finanziamenti al terrorismo, puntando al Qatar. Forse questo sarà l’inizio della fine dell’orrore del terrorismo”.

Una dichiarazione estrema visto che nel frattempo il segretario di Stato americano, Rex Tillerson aveva rilasciato dichiarazioni invitando gli Stati del Golfo alla calma e promettendo lo sforzo di Washington per cercare di mediare per uscire della preoccupante crisi regionale. E infatti poche ore dopo ecco il passo indietro di Trump, che evidentemente con quel tweet non rappresentava la linea degli Stati Uniti in politica estera.

L’articolo Qatar, la marcia indietro di Trump: telefona all’emiro offrendo l’aiuto degli Stati Uniti per risolvere la crisi proviene da Il Fatto Quotidiano.

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