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Milano, 14 dicembre 2014 – 10:56





Al via l’assemblea del Pd. Di fronte al pericolo di scissione di una minoranza del Pd gli animi sono tesi. La spaccatura tra renziani e minoranza si manifestata chiaramente sabato durante i lavori in Commissione Affari costituzionali. Nel corso di un’animata riunione dei dem (che ha causato il rinvio di circa due ore dei lavori) otto deputati della minoranza del Pd (Cuperlo, Lattuca, Pollastrini, Bindi, Agostini, Lauricella, D’Attorre e Giorgis) hanno prima chiesto – e poi parzialmente ritrattato – di essere sostituiti per le votazioni degli emendamenti, essendo in dissenso ma non volendo mandare ‘sotto’ il governo e i relatori. Tumulti rientrati dopo il primo s al Ddl per la riforma costituzionale. Ma domenica la giornata dell’assemblea Pd. Renzi chiede ai suoi Lealt. Non rivendico meriti, non voglio coccarde – dir Renzi -. Ma vorrei ricordarvi dell’impresa che insieme abbiamo fatto, che voi avete fatto. Avete preso un partito che aveva non vinto in Italia e lo abbiamo trasformato nel partito pi votato d’Europa. Gianni Cuperlo, esponente della minoranza Pd, primo ad arrivare al Parco dei Principi dove si tiene l’assemblea dice: Saremo leali, ma pretendiamo autonomia.

D’Alema e Bersani assenti

Massimo D’Alema, in un’intervista sul Fatto Quotidiano dichiara: Non Partecipo, non accetto minacce e o le sanzioni, come viene prefigurato in questi giorni. Mancher anche Pier Luigi Bersani, ma per un mal di schiena che lo costringe a casa, senza alcuna intenzione polemica, assicurano i suoi .

La battaglia di Civati

Si prepara alla battaglia Pippo Civati. E da Bologna, dove lancia il suo programma alternativo al Nazareno, un programma senza il complesso della camicia bianca, si spinge oltre: Se Renzi si presenta con il Jobs Act e le cose che sta dicendo alle elezioni anticipate, non saremo candidati con lui. Una dichiarazione in cui c’ il sospetto, condiviso anche da altri esponenti della minoranza come Fassina, che il premier si prepari alle urne (tra gli indizi, l’emendamento del governo alla manovra per un unico election day per le amministrative nel 2015). Dal Pd non me ne vado con infamia da scissionista, precisa il deputato dem: sarebbe Renzi a `mettere fuori dal Pd lui e un pezzo di sinistra. Gli altri dissidenti della minoranza assicurano invece che dal Pd non hanno intenzione di schiodare.

14 dicembre 2014 | 10:56

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tovato su: Il Corriere della Sera

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