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Duello a colpi di fioretto a Bersaglio Mobile (La7) tra il leader del Pd Matteo Renzi ed Enrico Mentana. Il botta e risposta diventa febbricitante quando il direttore del TgLa7 chiede all’ex presidente del Consiglio se è irritato dalla vicenda delle banche venete. “No” – risponde Renzi – “Credo che se ci fosse stata più attenzione da parte di voi giornalisti sarebbe andata diversamente”. “Noi veramente abbiamo dato la lista dei creditori, lista mai divulgata” – replica Mentana. E il segretario dem insorge: “Scusi, Mentana, per decenni c’è stato un intreccio squallido tra banche popolari e politica ed è interrotto con il nostro decreto legge del gennaio 2015”. “Mi scusi per questo appunto” – obietta il giornalista – “tanto adesso tutti fanno i populisti. Ma siamo noi cittadini che chiediamo alle istituzioni di vigilare e c’è chi ha questo compito: la Banca d’Italia”. “Non lo dica a me, in quegli anni io ero all’università, lei faceva il giornalista”, ribadisce Renzi. “E che era? Fuori corso?” – chiede Mentana – “Quando era all’università? Questa è roba recente”. “Lei pensi al suo di fuori corso”, risponde con tono risentito Renzi. “Io non ero fuori corso, non mi sono laureato proprio”, precisa il direttore del TgLa7. “Perfetto” – ribatte il leader Pd – “Io mi sono laureato in tempo e regolarmente. Quando è iniziata la vicenda delle banche popolari, è stata oggetto di discussione in Parlamento nel 1998. Io facevo l’ultimo anno di giurisprudenza. Oh, Mentana: fact checking. Mi sono laureato nel ‘99. Ma poi stiamo parlando di un tema che non interessa a nessuno”. “Ma come non interessa nessuno?” – controbatte Mentana – “Se non interessano le banche, è la fine”. La polemica si rinnova quando il giornalista chiede al suo ospite se intende fare un governo con Berlusconi. “Ma come fa a immaginare questo?” – afferma Renzi – “Mi deve spiegare come si fa. Quante volte Berlusconi ha votato la fiducia al mio governo? Zero”. “C’è un piccolo particolare: Berlusconi non era più in Parlamento” – puntualizza Mentana – “Lo avete fatto decadere. Uno poi non può dire che non ha voluto Berlusconi e poi si è alleato con Alfano”. “Alfano ha rotto con Berlusconi”, risponde Renzi. “Sì, ma non stiamo parlando di Tina Pica e di Ursula Andress” – ironizza Mentana. “Io credo che dopo una certa ora le facciano fare un esame” – commenta il segretario Pd – “perché vedo qui in studio i ragazzi che sono preoccupati di questo collegamento Tina Pica – Ursula Andress”. “Volevo dire che Alfano non è così diverso da Berlusconi” – spiega Mentana – “era il suo delfino”. Renzi poi sottolinea che “non è ossessionato dall’idea di tornare a Palazzo Chigi”. Dopo la pausa pubblicitaria, Mentana cerca di stemperare la tensione, osservando scherzosamente: “Ci siamo presi un po’ a male parole”. “Con l’amore… amore omnia vincit”, commenta Renzi. Ma viene inevitabilmente rintuzzato dal direttore del TgLa7, che pronuncia la versione corretta della citazione latina: “Amor omnia vincit

L’articolo Renzi vs Mentana: “Lei era fuori corso, io no”. “Non mi sono mai laureato”. Poi sbaglia una citazione latina, il direttore lo corregge proviene da Il Fatto Quotidiano.

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