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Il Movimento 5 stelle trionfa al Sud, Matteo Salvini (trascinando il centrodestra) si riprende il Nord. I grillini lo avevano detto: “Guarderemo l’Italia dal basso verso l’alto”. E così, mentre ancora è in corso lo scrutinio, questa è la tendenza più evidente: Luigi Di Maio e i suoi che prendono tutto in Puglia (24 collegi a 0), Campania, Sicilia (28 collegi a 0), Sardegna e Calabria; il centrodestra a trazione Carroccio che addirittura ha la maggioranza in Emilia Romagna e vola in Veneto, Lombardia, Piemonte e Lazio. Il centrosinistra a fronte di una débacle totale, si tiene a fatica Trentino Alto Adige e Toscana. Tra le partite fondamentali c’è la spartizione dei collegi uninominali che saranno divisi tra 5 stelle e centrodestra. Anche qui le sfide dirette raccontano molto: Di Maio che sfonda il 60 per cento contro Sgarbi ad Acerra, l’ex premier Gentiloni che regge e vince (solo) nel suo collegio a Roma, Massimo D’Alema ultimo in Puglia, Pietro Grasso male a Palermo, Pierferdinando Casini che batte Vasco Errani a Bologna. Poi i ministri Dario Franceschini e Marco Minniti fuori, dentro Graziano Delrio, Beatrice Lorenzin e Maria Elena Boschi. Fuori anche Claudio De Vincenti, catapultato a Sassuolo e arrivato solo terzo, così come Valeria Fedeli.

La cartina dell’Italia la mattina dopo le elezioni politiche 2018 è tutta gialla e blu (guarda la mappa interattiva del Fatto.it). Se già i 5 stelle ci tengono a chiamarla Terza Repubblica, ad ogni modo siamo di fronte a una nuovo capitolo della politica italiana. Il leader M5s Di Maio stravince nel suo collegio Camera di Acerra con il 63,4 per cento dei voti contro il 20,3 di Vittorio Sgarbi. Ce la fa anche Renzi, anche se con percentuali diverse: il segretario del Pd, in corsa nel collegio senatoriale di Firenze, è al 43,5 contro il 24,5 di Alberto Bagnai del centrodestra, con 452 sezioni scrutinate su 461. E’ una magra consolazione, a fronte di una situazione senza precedenti e un Pd che ha toccato i minimi storici: in mattinata si attende la conferenza stampa di Renzi e un suo passo indietro. Anche se il tormento interno è appena iniziato e niente è deciso ancora. “E’ buio totale”, ha detto come prima cosa Gianclaudio Bressa eletto con i dem in Trentino. Intanto Beppe Grillo è arrivato a Roma per stare vicino ai 5 stelle, mentre in casa Lega Nord i movimenti sono sempre più significativi e lasciano intendere che almeno un tentativo di dialogo si farà.

In Sicilia, i 5 stelle  sfiorano il 48 per cento dei voti (oltre 405mila preferenze). Nell’uninominale, se i dati si dovessero confermare, il M5s potrebbe vincere tutti i collegi uninominali, esattamente come accadde nel 2001 al centrodestra che vinse 61 collegi su 61. Oggi i collegi potrebbero tutti andare ai grillini del siciliano Giancarlo Cancelleri, che lo scorso novembre aveva perso le elezioni regionali, fermandosi dietro Nello Musumeci. La coalizione di centrodestra è vicino al 30 per cento dei voti, con Forza Italia tra il 20 e il 21 per cento, seguito dalla Lega al 5 per cento circa. Batosta per il centrosinistra che si attesta sul 14-15 per cento. Il Movimento 5 Stelle è sopra il 40 per cento anche in tutto il Molise. Sfonda soprattutto nell’isernino alla Camera, con Rosa Alba Testamento che si attesta sul 41,2%, in quella che era considerata la roccaforte del centrodestra molisano e nel comparto maggioritario, e al Senato al maggioritario con l’ex direttore sanitario dell’ospedale Cardarelli di Campobasso Luigi Di Marzio che raggiunge il 43,4%. L’ex presidente della Regione Michele Iorio si attesta sul 32,1%, l’imprenditore oleario Enrico Colavita è sul 17,8%, che ne mette in serio pericolo l’elezione.

In Campania, a Salerno, nel fortino del governatore Vincenzo De Luca, il Partito democratico crolla. Piero De Luca, figlio primogenito del presidente della Regione Campania e candidato al collegio uninominale di Salerno per il Pd e nel proporzionale di Caserta, a Salerno registra solo un 25,30% di voti, al momento terzo dopo M5s e centrodestra. Il competitor di De Luca jr., Nicola Provenza del Movimento 5 stelle, infatti, finora ha ottenuto il 40,45% mentre Gennaro Esposito della coalizione di centrodestra arriva al 25,83%. Eletto nel collegio uninominale Camera di Napoli 8 Roberto Fico (57,57 per cento dei voti), esponente di spicco del Movimento 5 stelle e presidente uscente della commissione di Vigilanza Rai.

In Puglia è confermata la sconfitta di Massimo D’Alema nel suo collegio storico salentino di Nardò dove correva per l’uninominale al Senato per Leu. Per lui la percentuale si ferma al 3,9%, poco sopra la media regionale presa dal partito di Grasso, ed è ultimo tra i candidati. Nel collegio vince, come quasi ovunque in Puglia, il candidato del M5s, Barbara Lezzi (39.84%), secondo è il candidato del centrodestra, Luciano Cariddi (35,17%), e terza la candidata del centrosinistra, Teresa Bellanova, viceministro uscente del Pd che ha ottenuto il 17.4%.

La Calabria è divisa a metà: nei collegi di Gioia Tauro, Vibo Valentia e Reggio Calabria è in testa il centrodestra, nelle altre il M5s. Da segnalare la Lega Nord che, qui è passata dalle percentuali di pochissimo superiori allo zero racimolate nelle elezioni politiche del 2013 ad un risultato che si posiziona al momento tra il 5 e il 6% dei voti. Nella regione il Carroccio si pone come il secondo partito della coalizione di centrodestra sebbene ad una netta distanza dietro Forza Italia e prima di Fratelli d’Italia.
Nell’arco di pochi anni, la Lega si è radicata stringendo alleanze dal Pollino allo Stretto dove, anche in campagna elettorale, il leader e candidato premier è stato presente spesso presente a differenza di altri big nazionali.

Il Centrodestra, ma soprattutto la Lega Nord, vince tutto in Veneto quando, secondo l’osservatorio del Consiglio Regionale con il 94% delle sezioni che hanno chiuso lo scrutinio, raggiunge il 48%. Tra le figure di spicco ad essere elette all’uninominale c’è Renato Brunetta (Fi) (collegio di san Donà di Piave nel veneziano) ma a segnare un’autentico exploit è la Lega che segna il 33% delle preferenze con una crescita esponenziale rispetto all’11% delle precedenti politiche del 2013 risultato segnato da Forza Italia che ha visto invertiti i ruoli. Secondo il M5s che registra un 24,5% mentre è crollo per il Pd che mai, con il 16,5, è stato così in basso. Nel 2013 aveva fatto il 23%.

Exploit per M5S e Lega in Liguria dove i risultati elettorali sanciscono in uno dei territori fino a pochi anni fa storicamente rossi del Nord Ovest italiano l’affermazione del centrodestra come prima coalizione con oltre il 37% dei voti e il boom dei Cinque Stelle che stacca gli altri partiti raggiungendo il 30%, sostanzialmente in linea con la media nazionale. La Liguria si sveglia il giorno dopo le elezioni con un altro risultato storico, quello della Lega di Salvini che sfonda il muro del 20% lasciando dietro di sé Forza Italia al 12,8% nella regione guidata dal consigliere politico di Silvio Berlusconi Giovanni Toti. In tutti i collegi uninominali si registra poi la debacle del Partito democratico, che registra il 19,8% pur a scrutinio ancora in corso una distanza difficile da coprire con i pochi seggi rimasti da verificare. Centrodestra in avanti anche nei collegi per la Camera in tutta la regione salvo a Genova dove in due collegi uninominali prevalgono i Cinque Stelle. Andamento simile al Senato con il centrodestra che si aggiudica 2 collegi e il M5s uno. Tra i candidati il ministro uscente Roberta Pinotti che arriva terza nella sua città dietro i candidati di M5S e Forza Italia.

In Emilia Romagna c’è la storica vittoria del Centrodestra con un margine di 3 punti percentuali (33 per cento contro il 30, M5s al 27): è la prima volta dal dopoguerra che la Regione abbandona il centrosinistra. Da segnalare i risultati della Lega Nord a Piacenza e Parma, dove si attesta sulle percentuali che toccò alle Regionali del 2008. I 5 stelle vincono a Reggio Emilia, i dem reggono a Bologna e Imola ma perdono poco distante nella fu rossa San Giovanni in Persiceto. Il Pd, rispetto al 2013, ha perso 11 punti: anche se è riuscito, in alcuni casi sul filo di lana, a conquistare alcuni collegi, il Pd in Emilia-Romagna ha avuto una flessione di circa 11 punti percentuali rispetto alle politiche del 2013, attestandosi attorno al 26%. Un risultato pesante se si considera che, a livello nazionale, la flessione è stata di circa la metà. Per la prima volta da quando esiste, il Pd non è il primo partito in Emilia-Romagna visto che, quando mancano ancora alcuni seggi da scrutinare, si profila un sorpasso, sia pure per pochi voti, da parte del Movimento 5 Stelle. Il confronto è ancora più impietoso se si prendono altre tornate elettorali dove il Pd aveva raggiunto risultati migliori, come le regionali del 2014 (-18%) o le Europee del 2014 (-26%, esattamente la metà). Anche la Toscana è meno rossa, con il Pd che pur riuscendo a imporsi con il 30% alla Camera e al Senato è avanti di poche lunghezze rispetto a un exploit del centrodestra grazie soprattutto alla Lega nord che raggiunge il 17% (contro lo 0,77% ottenuto nel 2013) in entrambe le camere, mentre M5s si conferma il secondo partito a quota 24%. Non sfonda Leu che non va oltre il 4,31 alla Camera.

CRONACA ORA PER ORA

Ore 12.09 – Renzi si dimette

Ore 11 – Grillo, Di Maio e Casaleggio a colloquio – Lo stato maggiore del Movimento 5 Stelle è riunito al Parco dei Principi, quartier generale pentastellato. Negli ultimi minuti il leader e candidato premier Luigi Di Maio ha avuto un colloquio con l’ormai ex collega parlamentare Alessandro Di Battista, protagonista di questa campagna elettorale, insieme al garante M5S Beppe Grillo, arrivato in mattinata, e al fondatore di Rousseau Davide Casaleggio.

Ore 10.52 – Di Maio: “E’ una giornata bellissima” – “E’ una bella giornata, nonostante la pioggia”: queste le parole di Luigi Di Maio mentre poco dopo le 10 usciva dalla sua abitazione a Roma dopo il trionfo del M5s. “E’ un dato storico ed è stata un’emozione indescrivibile”, ha aggiunto salendo sull’auto bianca venuta a prenderlo.

Ore 10.50 – Eletti M5s al comitato con Casaleggio e Grillo – Molti dei parlamentari eletti nel M5S sono all’Hotel Parco dei Principi di Roma per una riunione al quale prenderanno parte anche i vertici del Movimento a partire da Davide Casaleggio e presumibilmente Beppe Grillo. Tra le persone giunte Emilio Carelli, Gianluigi Paragone, Danilo Toninelli, Alfonso Bonafede e Vincenzo Spadafora. Bocche cucite da parte di tutti.

Ore 10.30 – La Lega guarda a M5s – “Salvini Premier? Sono convinto che il Presidente della Repubblica terrà in considerazione il risultato elettorale essendo la Lega la prima forza politica della coalizione che esprime la maggioranza dei voti e dei parlamentari”. Massimiliano Fedriga, capogruppo della Lega alla Camera, commenta ai microfoni di Radio 1 i risultati del voto del 4 marzo e, in merito all’ipotesi di un’alleanza tra Lega e M5S, precisa: “Non vedo personalmente grande alternativa a una coalizione del centro destra, anche vedendo i numeri. Come ha detto ieri il vice Segretario Federale del partito Giorgetti, il nostro interlocutore sono gli alleati; noi andiamo in quella direzione”. “Se dovessimo sederci a un tavolo con Di Maio – precisa poi a Radio Anch’io – metteremmo sul tavolo tre questioni: pressione fiscale, immigrazione e pensioni. Tre punti fondamentali da cui non possiamo prescindere”. “In questo momento la Lega ha la responsabilità della propria forza nella coalizione di Centrodestra. Dialogheremo con tutti per cercare la soluzione migliore”.

Ore 10.20 – Affluenza: manca solo il dato del comune di Marino a causa del malore di uno degli scrutatori – Uno degli scrutatori si è sentito male ed il presidente ha chiuso il seggio ed è andato via senza comunicare nemmeno il numero dei votanti. Questo – si apprende – quanto accaduto a Marino, unico comune italiano che non ha ancora chiuso le operazioni di scrutinio per le politiche. La prefettura di Roma è intervenuta sul Comune sollecitandolo a ricostituire il seggio ma, al momento, il sindaco non ha ancora provveduto. Ciò blocca il riparto dei seggi nel plurinominale a livello nazionale.

Ore 10 – Eletto Nencini, torna in Parlamento – Riccardo Nencini, segretario del Psi e promotore della lista Insieme, conferma il seggio al Senato. Nencini, candidato a palazzo Madama nel collegio uninominale di Arezzo e Siena, ha totalizzato il 34,9% delle preferenze pari a 100.086 voti, e precede la candidata del centrodestra, la leghista Tiziana Nisini, che si attesta al 33,86% pari a 96.887 voti. Le sezioni scrutinate sono 588 su 590.

Ore 09.50 – Massoni con M5s? Entra solo Vitiello e andrà al Misto – Entra in Parlamento, con un seggio alla Camera ottenuto con il 46,58% dei voti, Catello Vitiello, candidato dal M5S a un collegio uninominale campano (Castellammare di Stabia) ma poi espulso perché ex massone. Vitiello ha già fatto sapere che non è intenzionato a fare un passo indietro e andrà al gruppo Misto. Sembrano invece ormai fuori corsa gli altri due ex massoni finiti nelle liste M5S. Piero Landi, candidato all’uninominale di Lucca, al momento (287 sezioni scrutinate su 338) è fermo al 26,01, dietro i candidati della coalizione di centrodestra e di centrosinistra, Riccardo Zucconi e Stefano Baccelli. Stessa sorte per Bruno Azzerboni, candidato al Senato a Reggio Calabria. Su 673 sezioni scrutinate su un totale di 683, Azzerboni è al 35,39%, dietro Marco Siclari, del centrodestra, poco sotto la soglia del 40 (39,74%).

Ore O9.44 – Boschi vince all’uninominale a Bolzano – Maria Elena Boschi vince nel collegio uninominale di Bolzano. All’appello manca solo una sezione su 143 (tutte le altre sono già state scrutinate), e la sottosegretaria uscente ha raccolto il 41% dei voti. Gran parte di questi consensi (37.261, finora) si devono all’Svp (che ne ha portati 21.659, pari al 24,72% del totale).Il Pd ne ha raccolti 11.521, equivalenti al 13,14%. Si classifica seconda la candidata del centrodestra, Michaela Biancofiore, con 22.852 voti (25,15%), seguita da Filomena Nuzzo del M5S con 18.736 voti, pari al 20,6% circa.

Ore 09.30 – Grillo è arrivato a Roma – Beppe Grillo è arrivato a Roma, da pochi minuti è all’hotel Parco dei Principi, sede del comitato elettorale del M5S. Il garante del Movimento arrivando non ha rilasciato dichiarazioni alla stampa.

Ore 09.20 – Franceschini fuori e Casini dentro – Dario Franceschini perde nella sua Ferrara, mentre conquistano il proprio seggio alla Camera Beatrice Lorenzin a Modena e Graziano Delrio a Reggio Emilia. Cade anche un altro ministro, Claudio De Vincenti, candidato in Emilia-Romagna. Al Senato passa, nonostante il derby a sinistra con Vasco Errani, l’ex presidente della Camera Pierferdinando Casini, mentre perde il confronto diretto l’ex portavoce di Romano Prodi, Sandra Zampa. Sono questi alcuni dei risultati usciti dalle sfide dei collegi in Emilia-Romagna. Sfide che, in moltissimi casi, hanno sovvertito il pronostico, con candidati del centrodestra che sono riusciti a sovvertire il pronostico in collegi considerati blindati dal centrosinistra. Quando devono essere ancora definiti gli ultimi risultati, la sfida complessiva dei confronti diretti nei collegi dovrebbe terminare con un sostanziale pareggio. In termini assoluti invece il centrodestra supera, per la prima volta nella storia, il centrosinistra, mentre il Pd rischia di perdere, a vantaggio del M5s, soprattutto alla Camera, lo scettro di primo partito.

Ore 09.15 – Verso 28 a 0 per M5s in Sicilia – I dati definitivi non ci sono ancora ma non sembra che possano riservare sorprese in Sicilia, dove il M5S vincerebbe nei 28 collegi uninominali (19 alla Camera, 9 al Senato). Un risultato che assomiglia tanto al 61 a zero conquistato dal centrodestra alle politiche del 2001, quando la coalizione guidata da Berlusconi ottenne tutti i collegi della quota uninominale: 20 al Senato e 41 alla Camera.

Ore 09.05 – D’Alema ultimo nel suo collegio –  Manca ancora una decina di sezioni da scrutinare (550 su 564), ma è confermata la sconfitta di Massimo D’Alema nel suo collegio storico salentino di Nardò dove corre per l’uninominale al Senato per Leu. Per lui la percentuale si ferma al 3,9%, poco sopra la media regionale presa dal partito di Grasso, ed è ultimo tra i candidati. Nel collegio vince, come quasi ovunque in Puglia, il candidato del M5s, Barbara Lezzi (39.84%), secondo è il candidato del centrodestra, Luciano Cariddi (35,17%), e terza la candidata del centrosinistra, Teresa Bellanova, viceministro uscente del Pd che ha ottenuto il 17.4%.

Ore 09.00 – Affluenza al 73 per cento – L’affluenza alle elezioni politiche si è attestata complessivamente attorno al 73%, anche se all’appello manca ancora il dato relativo al comune laziale di Marino (Roma). Dai dati affluiti al Viminale emerge che per la Camera l’affluenza è stata del 72,9% e per il Senato del 73,02%.

Ore 08.50 – Collegi uninominali in Liguria – Dai collegi uninominali liguri emergono i nomi dei primi probabili eletti in Parlamento. Alla Camera: Giorgio Mulè (Forza Italia), Sara Foscolo (Lega), Roberto Traversi (M5S), Marco Rizzone (M5S), Roberto Bagnasco (FI) e il vicesindaco della Spezia per la coalizione di centrodestra Manuela Gagliardi. Al Senato Stefania Pucciarelli (Lega), Paola Ripamonti (Lega) e Mattia Crucioli (M5S), che nel Collegio uninominale 02 di Genova con 424 sezioni su 566 scrutinate è davanti al candidato del centrodestra Angelo Vaccarezza al 29,92% e a quello del centrosinistra, il ministro della Difesa Roberta Pinotti, al 26,72%.

Ore 08.26 – Calenda: “Rimboccarsi le maniche e ripartire” – “Senza rese dei conti ma cercando di capire insieme gli errori fatti. Io intanto oggi torno al ministero a lavorare. Le crisi non vanno in vacanza”. Così su twitter il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, in un primo commento dopo il voto.

Ore 08.15 – Di Maio al 64 per cento – Senza problemi l’elezione nell’uninominale per Luigi Di Maio e Matteo Renzi, anche se con proporzioni diverse. Il candidato premier M5S è al 63,4 per cento contro il 20,3 di Vittorio Sgarbi nel collegio Camera di Acerra, quando sono state scrutinate 247 sezioni su 251. Il segretario del Pd, in corsa nel collegio senatoriale di Firenze, è al 43,5 contro il 24,5 di Alberto Bagnai del centrodestra, con 452 sezioni scrutinate su 461.

Ore 8.09 – Padoan verso la vittoria a Siena – Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, si avvia a vincere nel collegio uninominale Camera di Siena. Dopo un’iniziale testa a testa con il candidato leghista Claudio Borghi, il titolare del dicastero di via Venti settembre è al 36,18 per cento, quando sono state scrutinate 279 sezioni su 293, contro il 32,48 dell’avversario.

Ore 08.00 – Vince (quasi solo) Gentiloni- Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, vince nel collegio uninominale Camera di Roma centro. Quando sono state scrutinate 205 sezioni su 218, il premier si attesta su una percentuale del 41,9 per cento, staccando ampiamente il candidato del centrodestra Luciano Ciocchetti, fermo al 30,9, e quello M5S Angiolino Cirulli, arrivato al 16,79.

Ore 07.54 – Bressa: “Buio totale” – “Buio totale. Vediamo ora cosa succede”. E’ il breve commento di Gianclaudio Bressa in riferimento alla debacle del Pd a livello nazionale, come anche in Provincia di Trento. Il sottosegretario uscente è stato eletto al Senato nel collegio uninominale di Bolzano Bassa Atesina con il 43,03% (definitivo), come anche Maria Elena Boschi alla Camera 41,00% (142 di 143 sezioni). “Gli elettori hanno confermato ancora una volta l’alleanza con la Svp”, ha detto Bressa.

Ore 7.50 – Il grillino Fico eletto a Napoli – Roberto Fico, esponente di spicco del Movimento 5 stelle e presidente uscente della commissione di Vigilanza Rai, eletto nel collegio uninominale Camera di Napoli 8 con il 57,57 per cento.

Ore 7.54 – Laricchia (M5s): “Risultato emozionante in Puglia” – “E’ stato un risultato emozionante, che ci ripaga del lavoro fatto in Puglia, dalla Regione alle amministrazioni locali”. Lo sostiene Antonella Laricchia, portavoce del Movimento 5 Stelle in Puglia, al termine di una nottata elettorale che vede i cinquestelle come primo partito, sia alla Camera sia al Senato. La consigliera regionale, ex sfidante di Michele Emiliano alle regionali 2015, parlando con i giornalisti al suo arrivo nel comitato di riferimento per il Movimento, in via Manzoni, a Bari, ha poi chiarito che “le istanze dei cittadini saranno assolutamente garantite e portate in Parlamento”. “Forza Italia e Lega non hanno nulla di simile tra di loro e – secondo Laricchia – dopo essersi unite per vincere le elezioni oggi di fatto non rappresentano la maggioranza. Noi invece – ha concluso – siamo l’unico spicchio monolitico nel Parlamento. Chiunque dovrà fare i conti con noi e dovrà parlare con il Movimento 5 Stelle”.

L’articolo Risultati elezioni 2018, seggi: M5s e Lega Nord spazzano via Pd e Forza Italia. Matteo Renzi si dimette – DIRETTA proviene da Il Fatto Quotidiano.

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