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Roma, 29 nov. – (Adnkronos) – “Abbiamo chiuso il 2012 con 3.651 morti e 200.000 feriti, anche gravi. Drammatici gli ultimi 10 anni: 62.000 morti, come se fosse scomparsa una città come Siena o Verona, e 4 milioni di feriti, una città come Roma”. Così all’Adnkronos il sottosegretario ai Trasporti Erasmo D’Angelis traccia “una quadro spaventoso” sottolineando che “il nostro obiettivo è un codice della strada più snello e leggibile e abbiamo l’obbligo di aumentare la sicurezza stradale in una Paese tra i più indisciplinati del mondo e con più vittime”.

Obiettivo al quale tende la riforma del codice della strada, “il cui iter è finalmente stato avviato. Il 2014 sarà l’anno del codice della strada, ma prima del codice arriverà un decreto ministeriale che chiarirà molti aspetti e soprattutto potenzierà l’offerta di ciclabilità, settore importante e in crescita: negli ultimi due anni, dopo 50 anni, l’acquisto delle biciclette ha superato l’acquisto delle automobili, segnale che gli italiani sono più avanti della politica”.

La riforma del codice tenderà “ad aumentare la responsabilizzazione degli utenti della strada” ma anche “ribaltare anche la mobilità nelle città, ad oggi essenzialmente centrata sull’automobile”.

E quando si parla di mobilità urbana non si può prescindere dal tema del trasporto pubblico. “Con questa legge di stabilità stiamo migliorando anche tutto il settore del trasporto pubblico urbano, che ormai dal 2010 non ha più risorse per il rinnovo dei mezzi. Lo Stato – sottolinea D’Angelis – riprende ad impegnarsi finanziariamente con un investimento di 500 milioni per il rinnovo degli autobus: ne abbiamo 51.400 circolanti e circa la metà fuori norma europea, con un’età media di 12 anni rispetto ai 7 della media Ue”.

Un obiettivo importante, per il sottosegretario ai Trasporti, “per tutti quegli italiani che non vogliono prendere l’automobile e che devono poter salire su autobus moderni e avere reti di metropolitane adeguate. Anche sulla cosiddetta ‘cura del ferro’ – conclude – nel Piano Città 2 ci saranno risorse per le metropolitane per le città più importanti. Stiamo correndo sia dal punto di vista infrastrutturale sia dal punto di vista delle norme tutelando gli utenti più deboli della strada, pedoni e ciclisti”.


pubblicato da Libero Quotidiano

Sessantamila morti sulle strade in dieci anni, serve più sicurezza

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