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Dopo esserne stati cacciati nove mesi fa, combattenti dello Stato Islamico avrebbero preso il controllo di alcune aree della parte orientale di Palmira. Lo afferma l’Osservatorio siriano per i diritti umani che cita attivisti anti regime del Coordinamento locale della città, secondo cui i miliziani sarebbero penetrati nel sobborgo di al Amiriya arrivando fino all’ospedale cittadino.

L’offensiva degli uomini dell’Isis è cominciata tre giorni fa e a nulla sono valsi i raid aerei per fermarne l’avanzata.  L’esercito di Damasco ha annunciato di aver inviato rinforzi a Palmira dopo che nelle ultime 24 ore ha ucciso almeno 49 membri delle forze del regime siriano in scontri avvenuti vicino al sito archeologico. Nel maggio del 2015, i miliziani di al Baghdadi presero il controllo della città e vi imposero la loro brutale interpretazione della Sharia, la legge islamica, usando il teatro romano come luogo per le esecuzioni pubbliche di soldati siriani e distruggendo vari monumenti, compreso il tempio di Bal. A marzo scorso, dopo un’intensa offensiva portata avanti dai russi e dalle forze fedeli al governo di Damasco, gli uomini del califfato si ritirarono.

Per fermare lo Stato Islamico, gli Stati Uniti hanno fatto sapere oggi di avere inviato altri 200 soldati in Siria per aiutare le forze curde e arabe nella battaglia per scacciare gli uomini del Califfo dalla città di Raqqa, nel nord della Siria. Tra le nuove truppe ci sono soldati delle forze speciali, che si vanno ad aggiungere ai circa 300 soldati americani già dispiegati.

L’articolo Siria, lo Stato Islamico rientra a Palmira: preso il controllo di alcuni quartieri e del sito archeologico proviene da Il Fatto Quotidiano.

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