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Il No resta avanti, ma il vantaggio si riduce. Soprattutto in virtù del fatto che gli italiani che nelle ultime settimane hanno maturato un’idea sulla riforma costituzionale sono in gran parte andati ad ingrossare le file del Sì. È questa la fotografia che, a meno di 50 giorni dal voto del 4 dicembre, viene fornita dai sondaggi realizzati da Emg per il TgLa7. Secondo l’istituto diretto da Fabrizio Masia, che in queste settimane ha sempre evidenziato un vantaggio particolarmente elevato a favore del No, gli oppositori alla riforma della Carta si attestano al 37%, con un aumento di 7 decimali rispetto alla settimana scorsa. Più notevole la crescita di coloro che sono favorevoli al ddl Boschi: questi ultimi passano dal 32,3% al 33,8%. Contestualmente gli indecisi scendono dal 31,4% al 29,2%.

Dati anticipati dallo stesso direttore Enrico Mentana, che sulla sua pagina Facebook si è soffermato soprattutto sul calo degli indecisi. “Nelle ultime tre settimane – scrive il direttore del TgLa7 mostrando una pagina del suo “quaderno di lavoro” – gli indecisi sono diminuiti a ritmo costante dal 34.9 al 29.2%. Quel 5,7% è andato per tre quarti al Sì e per un quarto al No”. Ed è per questo che, continua Mentana, “la sfida” del 4 dicembre “si giocherà sul filo dei decimali“. Anche perché tutti i sondaggi che vengono pubblicati da giornali e tv in queste settimane hanno come sempre un margine d’errore del 3 per cento.

partitiSul fronte dei partiti, il dato più importante evidenziato da Emg riguarda la ripresa del Pd, che dopo le sofferenze delle settimane scorse recupera lo 0,8% e si attesta al 31,5%. Una crescita, spiega Masia, dovuta soprattutto alla buona impressione riscossa dalla legge di stabilità presentata nelle scorse ore. Il Movimento 5 stelle perde invece lo 0,6%, ottenendo il 29,6% dei consensi. La Lega Nord, che si conferma terza forza, scende dal 12,8% al 12,3%, perdendo lo stesso mezzo punto guadagnato da Forza Italia, che sale così all’11,3%. Sostanzialmente stabili Fratelli d’Italia e Sinistra Italiana, rispettivamente al 4,1% e al 4%.

partiti-2Come al solito, Emg simula anche una sfida elettorale in cui il fronte del centrodestra si presentasse compatto. Ipotizzando un simile scenario, il Pd otterrebbe il 32,2% dei voti, con un aumento dell’1,1%; M5s scenderebbe dal 30,7% al 29,6%, conservando un vantaggio dell’1,7% sul listone unico con Fi, Lega e FdI.

Il M5s si conferma imbattibile nei ballottaggi. Al secondo turno i pentastellati batterebbero il Pd di oltre 6 punti (53,2% contro 46,8%) e ballot-1con un distacco ancor più notevole il centrodestra (58,3% contro 41,7%). Se il M5s non dovesse passare il primo turno, invece, a trionfare al ballottaggio sarebbero i democratici, con il 53,3% dei voti, mentre il fronte del centrodestra si fermerebbe al 46,7%.

Diffusi, intanto, anche i sondaggi effettuati da Ipr Marketing e Tecnè per Porta a Porta. Per quanto riguarda il referendum del 4 dicembre, Il No risulta in testa in entrambe rilevazioni. L’istituto di Antonio Noto mostra il fronte dei contrari alla riforma a quota 51,5%, contro il 48,5% dei favorevoli. Distacco leggermente maggiore quello registrato da Tecnè, secondo cui il No, al 52%, otterrebbe 4 punti in più rispetto al Sì.

Quanto alla sfida elettorale, il Pd si attesta al 32% per Ipr Marketing e al 31,5% per Tecnè. Il consenso di M5s oscilla, nelle due rilevazioni, tra il 27% e il 26,5%. La Lega è il terzo partito, con il 13,5% e due punti di vantaggio su Forza Italia secondo i dati raccolti da Antonio Noto; l’istituto di Michela Morizzo attesta invece la leadership di Fi nel fronte del centrodestra, col 14%, con mezzo punto in più rispetto al Carroccio.

L’articolo Sondaggi, referendum: No avanti di 3 punti. Ma il calo degli indecisi premia il Sì: “In rimonta”. Il Pd resta primo partito proviene da Il Fatto Quotidiano.

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