Raccolta News di Economia e Finanza aggiornate in tempo reale

Roma, 28 ott. (Adnkronos) – Arginare il fenomeno della desertificazione, che in Italia riguarda il 21,3% dei suoli, attraverso allevamenti biologici e biodinamici, in altre biosostenibili. Parte l’iniziativa ‘Nutrire il suolo per nutrire il pianeta’ promossa dalla Confederazione italiana agricolori (Cia) e Anabio, presentata oggi a Roma, il cui slogan è “letame contro petrolio”.

“E’ nostro dovere promuovere e favorire l’insediamento di nuovi allevamenti e la riconversione di quelli convenzionali, arrivando in breve tempo a raddoppiare l’attuale produzione ‘Bio’ nel nostro Paese. Infatti, a fronte di una domanda sempre crescente di carni, salumi, latte e formaggi (più 11% nell’ultimo biennio) in Italia operano circa 7.700 aziende, ancora poche, seppur cresciute di oltre 1000 unità negli ultimi 24 mesi. Il raddoppio delle aziende sostenibili è tutt’altro che utopistico considerando che sulla Penisola, e solo per il comparto dei bovini, sono presenti circa 120 mila allevamenti convenzionali”.

Una sfida ambiziosa che si giocherà “per la maggior parte nel passaggio di aziende convenzionali al biologico” ha sottolineato il presidente di Anabio Federico Marchini e a cui la Cia intende dare sostegno “per l’assistenza tecnica e la formazione alle imprese” come ha detto il vice rpesidente Dino Scanavino, guardando alle opportunità offerte dai Piani di sviluppo rurale.

E proprio sui Psr è intervenuto Francesco Riva dell’ufficio agricoltura biologica del Mipaaf dicendo che “faremo di tutto affinché i Psr tengano conto di un modello di zootecnia sostenibile perché non sempre si dà sufficiente attenzione alla tutela ambientale”. “Dietro questo nostro impegno -hanno proseguito i rappresentanti di Cia e Anabio- non c’è solo il legittimo business che può profilarsi per gli agricoltori in questo comparto, un potenziale di mercato stimato di oltre 2 miliardi di euro l’anno, ma anche una strategia di lungo respiro per presidiare e nutrire al meglio le campagne e quindi l’ambiente”.

La desertificazione riguarda soprattutto il meridione, quasi la metà dei suoli soggetti al fenomeno (41%) infatti, in Italia, si trovano al Sud, dove tra l’altro, il letame prodotto dagli allevamenti animali (ovino, bovino,suino) e utilizzato per fertilizzare i campi produttivi (cereali, legumi, frutta e verdura) ammontava ad oltre 100 milioni di quintali nel 1930 ma nella stessa area geografica nel 2000 il consumo dello stesso fertilizzante organico era quantificabile in sole 92 mila tonnellate. Di contro, dal 1950 al 2000 l’impiego di energia fossile è aumentata di 50 volte per produrre concimi, diserbanti, pesticidi e per muovere le macchine che lavorano il terreno.

Le due associazioni rilevano che le 7.700 aziende zootecniche ‘bio’ italiane sono concentrate principalmente tra Sicilia, Sardegna, Lazio ed Emilia Romagna. Sono circa 200 mila i capi bovini, 700 mila gli ovini, 80 mila i caprini, 42 mila i suini, inoltre quasi 3 milioni di pollame. Il prodotto più acquistato sono le uova che da sole coprono oltre l’11% della spesa ‘bio’ complessiva delle famiglie italiane. Nel 2012 l’acquisto degli omogeneizzati ‘Bio’ è cresciuto del 13,7%, il latte del 21%.




pubblicato da Libero Quotidiano

Stop alla desertificazione, entro il 2020 raddoppiare gli allevamenti bio

Notizie del italia, economia, notizie italia

Quotidiani

Il Denaro, Il Fatto Quotidiano, Libero Quotidiano

Rispondi

Archivi