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Un esercito di giornalisti in campo per difendere la giornalista bocciata all’esame di Stato. Giulia Innocenzi non ha superato la prova di abilitazione professionale. Per primo Libero ha rilanciato la notizia, poi ripresa un po’ ovunque. Una notizia che scatenato diverse ironie sulla “maestrina” rimandata a settembre e sui “cattivi maestri”, Michele Santoro e Marco Travaglio. Di contro, in molti, sono scesi in campo in difesa della santorina (e contro l’ordine dei giornalisti).

Il presidente – Tra gli alfieri schierati in difesa di Giulia c’è anche Enzo Iacopino, presidente dell’ordine nazionale dei giornalisti: “Considero la giornalista praticante Giulia Innocenzi molto brava. Il non aver superato la prova è solo un incidente“, scrive su Facebook. Poi aggiunge: “Il presidente dell’Ordine non dovrebbe dirlo: ma non è il tesserino che fa di una persona un giornalista”. Di fatto, Iacopino nega l’importanza dell’esame di Stato. Simile il ragionamento di Luca Telese, che sul suo blog su Linkiesta parla di “siti sciacalleschi” e “parassiti dileggiatori”, ovvero quelli che hanno riportato la notizia della bocciatura. Telese si spinge più in là, parlando dell'”assurdo di considerare come un giudizio attendibile un concorsone taroccato per costituzione, in cui può capitare di andare benissimo o malissimo per puro caso”.

Telese – L’ex conduttore di In Onda prosegue: “La domanda da farsi è: ma se uno fa già il giornalista da dieci anni, come può non ottenere l’abilitazione a fare quello che già fa? E se non la ottiene lo ha fatto abusivamente? Come si può bocciare Giulia Innocenzi nello scritto? Possibile che Giulia improvvisamente non si ricordi più come si scrive? Che abbia fatto proprio all’esame errori di grammatica o di sintassi? Possibile ma improbabile”. Non ha dubbi Telese: sbagliato bocciarla. Sembra quasi adombrare un “complottone“. Per fugare i sospetti, forse, sarebbe interessante poter leggere il testo della Innocenzi, il testo che le è valso la bocciatura.

La schiera dei difensori della santorina è fitta. E, come detto, nel mirino, ci finisce anche l’Ordine. Apre le danze Mattia Feltri de La Stampa, che cinguetta: 

La bocciatura all’esame di giornalismo di @giuliainnocenzi dimostra la ridicola inutilità dell’esame medesimo

— mattia feltri (@mattiafeltri) October 31, 2013

Gli risponde Pierlugi Battista del Corriere della Sera:

@mattiafeltri @giuliainnocenzi E dell’Ordine dei giornalisti, residuo fascista unico in tutto il mondo democratico occidentale

— Pierluigi Battista (@PierluigiBattis) October 31, 2013

Quindi Marco Alfieri, direttore de Linkiesta, che rilancia l’intervento di Telese.

Ma ha senso l’ordine dei giornalisti o l’esame è quello dei lettori? Leggere @lucatelese @giuliainnocenzi http://t.co/jFvuRT9JIA

— Marco Alfieri (@AlfieriMarco) October 31, 2013

Non poteva mancare un “aiutino” da un collega del Fatto Quotidiano, Emiliano Liuzzi:

la mia solidarietà all’ottima collega @giuliainnocenzi. è brava, a differenza di molti. l’esame da giornalista? solo una sanatoria

— Emiliano Liuzzi (@EmilianoLiuzzi) October 31, 2013

Quindi Simone Spetia, di Radio24:

@nomfup Di base non prenderei l’esame da giornalista come qualcosa di indicativo, né nel bene, né nel male @giuliainnocenzi

— Simone Spetia (@simonespetia) October 31, 2013

Infine un intervento a sorpresa, quello di Nicola Porro, vicedirettore de Il Giornale che riportava la notizia della bocciatura della Innocenzi in prima pagina.

@giuliainnocenzi bocciata all’esame di giornalismo? Un mondo di rosiconi che gode. Che schifezza

— nicola porro (@NicolaPorro) October 31, 2013

Un fiume di solidarietà giornalistica alla giornalista non professionista, Giulia Innocenzi: forse i colleghi potrebbero anche insegnarle qualcosa…




pubblicato da Libero Quotidiano

Telese, Battista, Feltri, etc: tutti a difendere la Innocenzi Piuttosto insegnatele qualcosa…

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