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Obama riceve Donald  Trump alla Casa Bianca
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“Abbiamo avuto un’eccellente conversazione. Faremo di tutto per aiutarla ad avere successo perché così anche il nostro Paese avrà successo”. Sono parole di Barack Obama al termine dell’incontro, il primo, col neoletto presidente Donald Trump. Un confronto che ha definito “ampio” ed “eccellente”, durante il quale sono stati toccati vari temi, anche di “politica estera e politica interna”, oltre che “aspetti organizzativi”. È stato il primo faccia a faccia tra i due che, fino a oggi, non si erano mai conosciuti. Ed è durato il triplo del tempo previsto: non 30 minuti come annunciato già all’indomani del voto, ma un’ora e mezza. “Ho grande rispetto del presidente – ha detto il magnate – Abbiamo parlato di tanti temi e non vedo l’ora di avere altre conversazioni. E’ stato un grande onore incontrarla”. Ha poi aggiunto di volere voler ascoltare i suoi suggerimenti. Alla domanda se in futuro si farà consigliare da lui, ha risposto che “Obama una gran brava persona”.

Poche parole e nessuna domanda dai giornalisti che, peraltro, Trump non ha voluto nemmeno sul suo jet privato nel volo da New York a Washington. La prima deviazione dal protocollo, che prevede la prassi consolidata di portare con sé i cronisti nel corteo o nell’aereo del neopresidente per documentare la prima storica visita nella sua futura residenza. Un gesto che però non arriva a sorpresa, visto che durante la sua campagna il tycoon è stato fortemente critico con i media, alcuni dei quali banditi temporaneamente per una copertura ritenuta faziosa.

Ma al di là dei toni cordiali e distensivi della breve conferenza stampa, Washington Post e Wall Street Journal scrivono che gli Obama hanno cancellato la ‘photo-opportunity’ con la attuale e futura coppia presidenziale all’ingresso sud della Casa Bianca. Uno scatto all’ingresso meridionale della sede della presidenza che è una tradizione, in questo caso ignorata. Una conferma, sottolinea il Wsj, di quanto imbarazzanti restino i rapporti dopo le accuse incrociate in campagna elettorale, dove gli Obama hanno attaccato duramente il candidato repubblicano. Nella sua prima visita alla Casa Bianca dopo aver vinto le elezioni nel 2008, Barack Obama e la moglie Michelle posarono per le telecamere accanto a George W. Bush e la first lady Laura. Ma l’ipotesi è smentita dal portavoce della Casa Bianca Josh Earnest che, interpellato dai giornalisti, si è limitato a dire: “Non è vero”.

Earnest ha aggiunto che l’obiettivo del colloquio tra i due “non era di risolvere le reciproche differenze” che “non hanno risolto”, ma “di assicurare un’agile transizione” specificando però “che non si erano mai incontrati e vista l’importanza che il presidente pone sul buon svolgimento della transizione, il colloquio è da definirsi eccellente”. Parlando invece degli scontri e delle proteste che si sono verificate dopo il risultato elettorale, il portavoce ha puntualizzato che Obama crede nel diritto dei cittadini di manifestare contro la vittoria del neopresidente in modo non violento, ma vuole che le persone sentano il messaggio che “tutti siamo americani e patrioti“. “È importante che ci ricordiamo, un giorno o due dopo le elezioni che siamo democratici e repubblicani, ma prima ancora siamo americani e patrioti”, ha affermato.

Quando Obama entrò per la prima volta alla Casa Bianca nel 2008

Per Trump è il primo incontro con Obama, ma non la prima volta alla Casa Bianca: su Twitter Chris Donovan, giornalista dell’emittente Abc, ricorda 30 anni fa, per la precisione nel 1987, il tycoon entrò nella residenza invitato dall’allora presidente Ronald Reagan, anche lui repubblicano. Al fianco di Trump, biondissima, la moglie di allora: Ivana Zelnickova, fotomodella di origini ceche.

This is not Donald Trump’s first time at the White House pic.twitter.com/BQKrD0cxz3

— Chris Donovan (@chrisdonovan) 10 novembre 2016

In questa occasione si svolge anche il primo faccia a faccia anche tra la first lady Michelle e Melania, mentre in tutto il Paese sfumano le proteste di chi ha manifestato contro la sua elezione. Intanto sui media americani, iniziano a uscire alcune indiscrezioni sui prossimi responsabili dei ministeri Usa. Secondo Cnbc lo staff di Trump considera Jamie Dimon, amministratore delegato di JPMorgan e considerato il ‘maghetto’ di Wall Street per il ruolo svolto durante la crisi del 2008, come possibile candidato a segretario al Tesoro. Concluso l’incontro con Obama, il Trump ha visto lo speaker della Camera Paul Ryan al Capitol Hill Club e Mitch McConnell, leader della maggioranza al Senato a Capitol Hill.

La transizione da Obama a Trump – È iniziata ai primi del 2016, come spiega un documento diffuso dalla Casa Bianca in occasione dell’incontro di oggi. Obama si è preparato con estrema cura per la transizione dei poteri, di cui una parte del suo staff ha iniziato ad occuparsi fin dall’inizio di quest’anno. A gennaio 2016 sono stati creati due consigli per la transizione, uno per la Casa Bianca (Whtcc) e l’altro per le agenzie del governo (Atdc). Dopo le convention che hanno ufficializzato la nomination di Donald Trump e Hillary Clinton, i due organismi hanno cominciato a lavorare regolarmente con le squadre di transizione dei due candidati.

Ora che ha vinto Trump, la sua squadra troverà un responsabile per il passaggio di poteri in ogni agenzia dell’amministrazione, con il materiale informativo già pronto. Per quanto riguarda la sicurezza nazionale, Trump ha già beneficiato di briefing dell’intelligence in quanto candidato. Ora i briefing diventano giornalieri, ma vi saranno anche due esercitazioni inter agenzie per la gestione delle emergenze.

Il personale della Casa Bianca ha già ricevuto istruzioni per presentare lettere di dimissioni che scatteranno il giorno dell’insediamento di Trump, mentre sono stati predisposti strumenti amministrativi e informatici per facilitare le procedure di selezione e assunzione dei loro successori. Non è stato trascurato nemmeno l’aspetto della transizione digitale fra le due amministrazioni, compresa l’archiviazione dei documenti dell’amministrazione Obama.

L’articolo Trump, primo incontro con Obama alla Casa Bianca. Il neopresidente: “Un onore, collaboreremo” proviene da Il Fatto Quotidiano.

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