Raccolta News di Economia e Finanza aggiornate in tempo reale

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, scrive il Washington Post, ha rivelato informazioni altamente riservate sullo Stato islamico nell’incontro della settimana scorsa nello Studio Ovale con il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov. In particolare gli ha parlato della possibilità che i jihadisti usino computer portatili per fare un attacco terroristico contro voli commerciali. E’ l’ultima accusa sui rapporti pericolosi tra Trump e Mosca, immediatamente smentita però dalla Casa Bianca. “Questa storia, così come è stata raccontata, è falsa”, ha affermato il consigliere per la Sicurezza nazionale, Herbert Raymond McMaster. Ma lo scoop è stato confermato a Buzzfeed da due funzionari dell’amministrazione. Una delle fonti, messa al corrente dopo l’incontro della scorsa settimana nello studio ovale, ha detto al sito di notizie politiche che quanto è successo tra il presidente Trump, il ministro russo Lavrov e l’ambasciatore di Mosca Serghiei Kislyak “è molto peggio di quanto scritto finora”. Come è noto, gli Usa hanno già vietato l’uso di laptop e iPad in cabina nei voli diretti in Usa da otto Paesi a maggioranza musulmana, autorizzando il loro trasporto solo in stiva.

“Il presidente – ha assicurato il generale McMaster, ricordando di essere stato presente all’incontro tra Trump e Lavrov – non ha rivelato alcuna operazione militare che non fosse già nota pubblicamente“. “Ero nella stanza, non è successo”, ha insistito il consigliere per la Sicurezza nazionale, secondo il quale quanto da lui sostenuto dovrebbe valere più di rivelazioni di fonti anonime. Nello Studio Ovale, mercoledì scorso, c’era anche il segretario di Stato Rex Tillerson, che, in una nota, ha precisato: “E’ stata discussa un’ampia gamma di temi, tra cui le minacce e gli sforzi comuni contro il terrorismo. Durante questo scambio, è stata discussa la natura di minacce specifiche, ma non sono stati discussi metodi, fonti o operazioni militari“.

Le precisazioni di McMaster e Tillerson non sono però bastate a frenare gli attacchi dell’opposizione democratica, né le perplessità di alcuni esponenti del Gop. Bob Corker, presidente repubblicano della commissione Esteri del Senato, ha parlato di “una spirale negativa” nella quale si è avvitata la Casa Bianca, dove la mancanza di disciplina sta creando “un clima preoccupante”. Durissimo il commento del leader della minoranza democratica al Senato, Chuck Schumer: “Rivelare informazioni classificate a questo livello è estremamente pericoloso e mette a rischio le vite degli americani e di quelli che raccolgono informazioni di intelligence per il nostro Paese”.

Secondo le denunce del Washington Post, che cita funzionari attuali e passati dell’amministrazione, le informazioni rivelate da Trump a Lavrov e all’ambasciatore russo a Washington Kislyak sono state fornite da un importante alleato degli Stati Uniti in base a un accordo di condivisione dell’intelligence, ma i dettagli, data la delicatezza del tema, non sono invece stati trasmessi. E l’alleato, sottolinea il quotidiano, non aveva dato agli Stati Uniti l’autorizzazione a condividere il materiale con la Russia. Dopo l’incontro, alcuni funzionari della Casa Bianca avrebbero tentato di ‘contenere i danni’ delle rivelazioni, informando dell’accaduto Cia e Nsa che, interpellate dal giornale, non hanno voluto commentare. Trump avrebbe rivelato anche la città nel territorio dell’Is in cui il partner degli americani avrebbe rilevato la minaccia. Al corrente di ulteriori dettagli del piano, tra cui il nome della città, il Washington Post ha deciso di non rivelarli, su richiesta di funzionari dell’amministrazione, per evitare che vengano compromesse le capacità di intelligence

L’articolo Usa, Washington Post: “Trump ha rivelato informazioni altamente riservate sull’Isis al ministro russo Lavrov” proviene da Il Fatto Quotidiano.

tovato su: Il Fatto Quotidiano

Notizie del italia, economia, notizie italia

Quotidiani

Il Denaro, Il Fatto Quotidiano, Libero Quotidiano

Rispondi

Archivi