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Favorevoli alla “massima copertura vaccinale possibile” e “all’introduzione di misure di obbligatorietà per vaccini che proteggono da malattie per le quali esiste una reale emergenza epidemica (come esiste al momento per il morbillo)“. Perché l’anti-vaccinismo “è un fenomeno senza alcuna base scientifica che noi rigettiamo completamente”. A qualche settimana dalle accuse lanciate sul New York Times, il Movimento 5 Stelle, in un post sul blog di Beppe Grillo, si schiera apertamente a favore dei vaccini, all’indomani del decreto approvato venerdì in Consiglio dei Ministri che introduce da settembre l’obbligatorietà di 12 vaccini per l’età scolare (0-16 anni) che oltre a sanzioni salatissime contempla la più estrema: la sospensione della patria potestà. Un testo che, però, i 5 Stelle giudicheranno dopo averlo letto “nella sua interezza (e nella sua versione definitiva), e dopo esserci consultati” con “esperti nazionali ed internazionali di riferimento”. E l’auspicio per il Movimento è che “su questo tema si possa avere una seria discussione tra tutte le forze politiche, possibilmente senza strumentalizzazioni di alcun genere, vista l’importanza del tema in termini di diritto alla salute individuale e pubblica”.

Il Movimento specifica inoltre di essere “favorevole – in linea generale ma con le dovute specificazioni la cui complessità non può essere discussa o riassunta in un comunicato stampa- allo sviluppo di una politica di raccomandazione dei vaccini capillare nel territorio, sostenuta dalle necessarie risorse finanziarie ed infrastrutturali, affinché le famiglie siano accompagnate dai propri pediatri e dai propri medici verso la vaccinazione, e affinché venga rimosso ogni ostacolo pratico alla vaccinazione stesso (in altre parole, un adeguato potenziamento dei servizi a tutti i livelli)”.

I 5 Stelle propongono quindi “lo stanziamento di risorse per la creazione di un anagrafe vaccinale nazionale, efficaci meccanismi di monitoraggio della copertura a livello nazionale e regionale, la formazione di un comitato indipendente di consulenza composto da esperti del settore (i.e., sul modello americano dell’ACIP, Advisory Committee on Immunization Policies) con almeno il 50% di rappresentanti internazionali“. Un approccio, prosegue il post, “modellato sulle immunization policies dei paesi Scandinavi (e di 47 stati Usa su 50)” e che “si basa sul coinvolgimento attivo e responsabile della popolazione ed ha anche il notevole vantaggio di creare un patrimonio di fiducia reciproca tra cittadini ed istituzioni che potrà essere usato per implementare ogni altra politica di prevenzione sanitaria (alimentazione, allattamento, attività fisica, etc)”. Una posizione quindi “in favore di un approccio “persuasivo” alla vaccinazione” che “include clausole di salvaguardia che introducono misure coercitive (i.e., “obbligo”) in caso di emergenze epidemiche oppure di cadute della copertura vaccinale sotto le soglie che garantiscono l’immunità di gregge”.

Il Movimento, conclude il post, ritiene che “il tipo di persuasione attiva e capillare così delineato rappresenti il modo migliore per sconfiggere ogni forma di vaccine hesitancy e vaccine resistance in modo completo e duraturo”. Quindi, si legge ancora,”respingiamo fortemente qualsiasi insinuazione su una presunta equazione “obbligo contro non-obbligo = pro-vaccini contro anti-vaccini”, che è del tutto insensata dal punto di vista scientifico. Come detto all’inizio del comunicato, noi confidiamo sul fatto che su questo tema così importante si possa avere una discussione seria ed informata tra tutte le forze politiche italiane”.

L’articolo Vaccini, M5s: “Sì a massima copertura possibile e a introduzione obbligatorietà se c’è emergenza epidemica” proviene da Il Fatto Quotidiano.

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