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“Non ha fatto nulla”. Il Pdl è sul piede di guerra. Dopo la decisione della Giunta per il Regolamento di dare l’ok per il voto palese in Aula sulla decadenza di Silvio Berlusconi, adesso è l’ora della resa dei conti. Nel mirino degli azzurri c’è il presidente del Senato, Pietro Grasso. La parola d’ordine è “guerriglia”.  “Il presidente del Senato stavolta si è spinto troppo oltre. Ha avallato un abominio giuridico sulla pelle del Cavaliere. Questa volta non gliela faremo passare liscia”. La rabbia degli azzurri è evidente già nelle parole scandite per mettere all’indice l’ex magistrato. A sottolineare l’errore di Grasso è Lucio Malan che afferma: “È una cosa che grida vendetta, un colpo di stato, un demoniaco rovesciamento del significato delle regole”. Renato Schifani promette battaglia e martedì, assicura ai suoi, alla ripresa dei lavori dell’aula, si alzerà e rivolgerà un violento j’accuse alla seconda carica dello stato.

“Guerrigli contro Grasso” – “E la guerriglia continuerà nei giorni successivi in termini che dobbiamo ancora valutare”, confida, secondo l’Huffingtonpost, un consigliere del Cav. Grasso dunque è sul banco degli imputati. Poteva fermare la macchina impazzita che si era messa in moto in Giunta, ma è rimasto fermo. È Donato Bruno a delineare la strategia allo studio in queste ore: “Sia io che Roberto Calderoli che Anna Finocchiaro siamo stati nominati relatori delle modifiche da apportare al regolamento ed eventualmente prendere contatti con i colleghi della giunta del Regolamento della Camera per armonizzare i due regolamenti”. Per Bruno non è possibile modificare il regolamento “solo con un voto di giunta e senza un passaggio in Aula” e “quando c’è la violazione delle regole la democrazia attraversa dei seri problemi”. Arriva la protesta anche da parte di Angelino Alfano: “Ora, innanzitutto in sede parlamentare, lì dove si è consumato questo sopruso, sarà battaglia per ripristinare il diritto alla democrazia”.

La data del voto
– Ora per cominciare la battaglia anti-Grasso il Pdl attende che venga calendarizzato il voto su Berlusconi. La riunione dei capigruppo dovrebbe arrivare all’inizio della prossima settimana. Il voto potrebbe esserci in una data che va dall’11 al 15 novembre. Queste le date che proporranno i Cinque Stelle. Ma il Pdl cercherà di rinviare il voto. Schifani preferisce calendarizzarlo “dopo la legge di stabilità”. Ergo tra fine novembre e i primi di dicembre. 




pubblicato da Libero Quotidiano

Voto palese, Pdl contro Grasso: "Sarà battaglia in aula, lui è complice"

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