Raccolta News di Economia e Finanza aggiornate in tempo reale

Dopo cinque anni Julian Assange vede la fine del soggiorno obbligato nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra, in cui si è rifugiato per evitare l’estradizione negli Stati Uniti. La Procura svedese ha infatti annunciato la chiusura delle indagini preliminari aperte nel 2010 contro il fondatore di Wikileaks per un presunto stupro. Per ora, Scotland Yard ha fatto sapere di essere obbligata a rispettare il mandato di cattura, per cui all’uscita dalla sede diplomatica Assange sarebbe arrestato. Ma quelle per violenza erano le uniche accuse formalmente aperte nei suoi confronti, perché durante l’amministrazione Obama il dipartimento di Giustizia aveva deciso di non incriminarlo per la rivelazione dei documenti top secret: avrebbe creato un precedente per perseguire anche i media che pubblicano informazioni classificate. Di tutt’altro avviso Donald Trump, che ha definito l’arresto di Assange “una priorità“ facendo ipotizzare una possibile riapertura del caso.

pic.twitter.com/dDvB1Vekhg

— Julian Assange (@JulianAssange) 19 maggio 2017

La decisione della procura svedese arriva dopo una recente nuova istanza d’archiviazione della difesa ed è motivata dal fatto che non c’è la possibilità di arrestare Assange “per l’immediato futuro”. La procura ha aggiunto che il processo potrebbe essere riaperto qualora il fondatore di Wikileaks tornasse in Svezia prima che il reato cada in prescrizione, nel 2020. Le accuse erano state avanzate sulla base della denuncia di due donne che, dopo aver avuto rapporti consensuali con Assange, gli avevano imputato di avere a un certo punto tolto il preservativo. L’attivista australiano ha peraltro sempre negato ogni colpa, tanto più dopo che una delle stesse accusatrici aveva poi ritirato la deposizione, e ha ripetutamente avanzato il sospetto di una montatura organizzata ad arte per consentire in un secondo momento alla Svezia di consegnarlo agli Usa. Ora il capo della procura pubblica, Marianne Ny, ha deciso di portare a conclusione l’inchiesta avviata nel 2010. E i procuratori svedesi hanno ora abrogato il mandato di arresto.

Per ora Scotland Yard ha fatto sapere di essere obbligata a rispettare il mandato di cattura emesso dalla Westminster Magistrates’ Court nei confronti di Assange se il fondatore di Wikileaks dovesse uscire dall’ambasciata dell’Ecuador di Londra. Ma il suo avvocato difensore Per E. Samuelsson, parlando all’emittente pubblica Radio Svezia, ha detto che “è libero di lasciare l’ambasciata quando vuole”. “È contento e sollevato”, ha raccontato, “ma critica il fatto che si sia tardato così tanto”. Secondo quanto ha raccontato, l’avvocato ha informato il suo cliente della notizia con un sms, al quale Assange ha risposto: “Sul serio? Oh mio Dio!”. Sul profilo Twitter di Assange, dopo l’annuncio, è stata diffusa una sua foto sorridente.

Le autorità e l’intelligence americana considerano Assange un ‘nemico’ per aver diffuso attraverso Wikileaks documenti segreti e rivelazioni imbarazzanti su Washington. Ma finora non risultano aver ancora aperto un’inchiesta formale contro di lui, anche se nei giorni scorsi il nuovo capo della Cia, Mike Pompeo, è tornato a sparare a zero su Wikileaks, additandola come “un servizio d’intelligence non statale ostile” agli Usa.

L’articolo Wikileaks, Svezia archivia le indagini su Assange per stupro. Scotland Yard: “Mandato di cattura per ora resta valido” proviene da Il Fatto Quotidiano.

tovato su: Il Fatto Quotidiano

Notizie del italia, economia, notizie italia

Quotidiani

Il Denaro, Il Fatto Quotidiano, Libero Quotidiano

Rispondi

Archivi