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abuso

Non lascia, ma raddoppia. Già condannato per tentata concussione resta al suo posto e ora rischia una nuova condanna per abuso d’ufficio. Il record è di Angelo Antonio Romano, sindaco di Brusciano, comune in provincia di Napoli, detto core ‘e mamma.

La questione inceneritore di Parma rimane ancora in sospeso. I giudici riuniti in collegio nella prima udienza di appello contro il rigetto della richiesta di sequestro del cantiere di Ugozzolo si sono riservati sul caso che da mesi fa sospirare l’amministrazione Cinque Stelle e il sindaco Federico Pizzarotti, che in campagna elettorale aveva promesso di bloccare il forno.

La decisione dei giudici Paolo Scippa, Luca Agostini e del presidente del collegio Pasquale Pantalone arriverà nei prossimi giorni. Durante l’udienza, durata oltre quattro ore, il procuratore capo Gerardo Laguardia ha presentato la sua requisitoria di fronte agli avvocati difensori dei tredici indagati nell’inchiesta aperta dalla Procura di Parma sull’inceneritore. Quindi ha chiesto di mettere agli atti altri due documenti che sono stati respinti.

L’ex assessore allo sport della regione Lombardia Monica Rizzi è stata assolta dall’imputazione di abuso di titolo relativo ad una presunta laurea in psicologia. Il giudice per l’udienza preliminare di Brescia Paolo Mainardi ha ritenuto che il fatto non sussiste. La vicenda era nata dopo la pubblicazione di un servizio del Fatto Quotidiano nel luglio del 2011 ed era proseguita fino a marzo di quest’anno, quando in diverse occasioni pubbliche l’ex membro dell’esecutivo di Formigoni aveva esibito il titolo di studio.

 

Altri guai per Tonino Di Pietro. Suo cognato, Gabriele Cimadoro, deputato dell’Italia dei Valori è tra i 54 indagati dell’inchiesta della Procura di Bergamo su una serie di questioni immobiliari legate al paese di Palazzago, dove Cimadoro vive, è stato assessore ed é proprietario di una immobiliare che sta realizzando un progetto in un’area artigianale. Per Cimadoro si ipotizza il reato di concorso nell’abuso d’ufficio perché avrebbe fatto pressione in Comune per indirizzare licenze edilizie e cambi di destinazione d’uso riguardanti alcuni terreni. L’ipotesi di partenza su cui si era messo a lavorare il pm Giancarlo Mancusi era che, prima ancora dell’approvazione del Pgt, in paese alcune licenze edilizie godessero di canali privilegiati: a beneficiarne sarebbero stati imprenditori e privati, grazie alla presunta complicità di qualcuno in municipio. Col tempo, però, gli investigatori hanno scoperto anche altro, in particolare alcuni terreni che, all’interno del Pgt, avrebbero cambiato destinazione d’uso in modo che ha destato sospetti. 

Tra le 54 persone sotto inchiesta ci sono il sindaco uscente Umberto Bosc, il suo predecessore Ferruccio Bonacina (entrambi della Lega Nord), numerosi amministratori e dipendenti comunali e imprenditori del paese. L’inchiesta ruota attorno a canali privilegiati di cui avrebbero goduto alcuni progetti immobiliari, e prevede reati che vanno dall’abuso d’ufficio al falso materiale e ideologico, alla tentata concussione. Quanto a Cimadoro, secondo chi indaga il ‘pressing’ l’avrebbe portato da esterno, quando era privo di cariche in comune (dove è stato assessore e consigliere di minoranza). La sua posizione è al momento defilata e ancora al vaglio degli inquirenti.

Ma questo è solo l’ultimo guaio dell’Idv di Tonino Di Pietro che già ha dovuto digerire gli scandali legati a Vincenzo Maruccio a Roma, Paolo di Nanni a Bologna, Marylin Fusco a Genova. A questi si devono aggiungere i suoi, sui quali Libero prima e  Milena Gabbanelli poi hanno alzato il velo. Tonino prova a difendersi, annuncia che combatterà a viso aperto perchè su di lui sono state raccontate: “grandissime e sfacciate bugie”. Sta di fatto che l’Italia dei Valori ormai è ridotta all’Italia dei valori bollati”.

 

I “guai” per Antonio Di Pietro sembrano non finire. Gabriele Cimadoro, parlamentare dell’Italia dei valori e cognato dell’ex pm di Mani Pulite, risulta indagato per concorso in abuso d’ufficio nell’ambito di un’indagine condotta a Palazzago, in provincia di Bergamo, per la quale sarebbero state iscritte nel registro degli indagati in tutto 54 persone per reati che vanno dall’abuso d’ufficio al falso ideologico e materiale, sino alla tentata concussione. Lo scrive oggi “L’Eco di Bergamo”. La Procura di Bergamo sta infatti indagando sui presunti favori di cui avrebbero goduto alcune licenze edilizie e su alcuni terreni che hanno cambiato destinazione d’uso all’interno del Pgt. Per il sostituto procuratore Giancarlo Mancusi, che coordina l’inchiesta, ci sarebbero state pressioni in municipio per indirizzare alcune pratiche. Cimadoro, titolare di una società immobiliare, in passato è stato assessore e consigliere comunale a Palazzago. Ma il pressing, per l’accusa, sarebbe avvenuto quando non aveva cariche comunali. L’inchiesta è condotta dai Carabinieri della compagnia di Zogno.

Roma, 2 nov. – (Adnkronos) – Le ordinanze di demolizione per abusi edilizi emesse in Italia dal 2000 al 2011 sono ben 46.760, mentre solo 4.956 sono state le ordinanze eseguite (il 10,6%). Il dato emerge dal Rapporto Ecomafia 2012 di Legambiente che ha monitorato la situazione di 72 città capoluogo di provincia su 104. La città che ha più immobili soggetti a ordinanza di abbattimento è Napoli con 16.837 ordinanze e solo 710 abbattimenti eseguiti (il 4,2%).

Verona, Prato e Genova sono i Comuni che hanno registrato il maggiore numero di demolizioni. (Fonte: Abbatti l’abuso, campagna nazionale di Legambiente contro l’edilizia illegale, su un campione di 72 città capoluogo di Provincia). In senso opposto Reggio Calabria che, sempre nel periodo 2001-2011, su 2.989 ordinanze di abbattimento registra zero demolizioni effettuate. Anche a Palermo sono zero le demolizioni effettuate su 1.943 ordinanze.

Il sud Italia, dunque, è più colpito dal fenomeno dell’abusivismo ma con qualche differenza. Mentre nelle medie città del nord come Treviso, Trieste e le città toscane la tipologia di abuso riguarda l’ampliamento delle case, nel centro sud e nelle zone costiere, invece, le case vengono costruite ex novo. Le coste, dunque, sono il bersaglio preferito. Secondo gli studi del Cresme, dal 2003 (anno dell’ultimo condono edilizio) al 2011 sono sorti in Italia 258mila case abusive per un giro d’affari illegale (basato sui valori medi di mercato) di circa 18,3 miliardi di euro. A questa colata di cemento illegale va aggiunto il vecchio abusivismo, quello costruito prima del 2003, ma insanabile.

“Il fatto non sussiste”. Il leader di Sel era accusato di abuso d’ufficio per aver favorito la nomina di un “amico”, il primario di chirurgia toracica dell’ospedale San Paolo di Bari, Paolo Sardella.

pubblicato da Wallstreet Italia
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Cattive notizie per i sostenitori del Monti-bis: Vendola assolto

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Il presidente della regione Puglia Nichi Vendola è stato assolto dai giudici di Bari. Nei giorni scorsi il leader di Sel aveva dichiarato che in caso di condanna sarebbe uscito dalla vita politica. La Procura di Bari aveva chiesto una condanna a 20 mesi per il reato di abuso d’ufficio. La richiesta di condanna per il governatore pugliese si riferisce al concorso da primario di chirurgia toracica all’ospedale San Paolo di Bari vinto dal professor Paolo Sardelli. Molto provato ed emozionato, Vendola è uscito sorridente dall’aula dicendo “non fatemi parlare adesso” e invitando i giornalisti a un incontro alle ore 12 nell’ufficio di presidenza della regione. Assolta anche la coimputata Lea Cosentino, ex manager della Asl di Bari. Stessa richiesta di pena anche per lei. E anche per la dirigente è arrivata l’assoluzione. 

I membri dell’Ufficio di Presidenza della Regione Lazio, tra cui Mario Abbruzzese, presidente, e Isabella Rauti, consigliere e moglie del sindaco di Roma Gianni Alemanno, sono indagati a Roma per concorso in abuso d’ufficio insieme ad altre quattro persone. Il filone d’inchiesta, nell’ambito del fascicolo sui fondi regionali, riguarda la proroga dell’incarico al segretario generale del Consiglio, Nazareno Cecinelli.

tovato su: Il Fatto Quotidiano

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Con il trenta per cento di deputati arrestati, imputati o indagati, l’ultima legislatura all’Assemblea regionale siciliana aveva meritato il primato storico di parlamento più inquisito d’Italia. Adesso, in vista delle prossime elezioni regionali, i partiti hanno promesso liste pulite, predicando un governo onesto, fatto di gente integerrima che amministrerà per il bene del popolo. E invece tra i candidati che ambiscono ad un posto a palazzo d’Orleans c’è di tutto. Dai deputati uscenti arrestati nella scorsa legislatura, ai condannati in via definitiva per peculato, passando dagli inquisiti per intestazione fittizia dei beni e gli indagati per voto di scambio.

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