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E’ un esodo senza sosta quelle che le grandi aziende hanno deciso di attuare, riporta il Wall Street Journal. Gruppi americani, francesi e tedeschi chiudono attività nel Sud Europa. Prima che sia troppo tardi.

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Italia addio. Le multinazionali se ne vanno

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Primarie addio. Silvio Berlusconi vince, Angelino Alfano perde. Vinto il braccio di ferro, il Cavaliere oggi tornerà ad incontrare i giocatori del Milan, domenica sarà al convegno dei cristiani popolari di Mario Baccini. L’annuncio ufficiale arriverà la prossima settimana, ma il più è fatto. La sola Giorgia Meloni è l’unica a resistere, insieme a un altro candidato, il sindaco di Pavia Alessandro Cattaneo. Nonostante manchi l’ufficialità la notizia dell’archiviazione delle primarie appare ormai più che scontata. A tessere le fila della trattativa sarebbe stato Denis Verdini secondo alcuni in accordo non solo con l’ex capo del governo ma, appunto, anche con lo stesso segretario che si sarebbe detto d’accordo (l’alternativa, d’altronde, sarebbe stato lo scontro frontale, che avrebbe trascinato il partito a un allungamento del periodo di faide interne).

 

“Una tempesta in un bicchier d’acqua”. Il ministro della salute, Renato Balduzzi liquida così le polemiche divampate dopo le parole del premier Monti sull’allarme di una futura non sostenibilità del sistema sanitario nazionale. Non ci saranno tagli, ha chiarito al question time, semmai “riorganizzazione e ristrutturazione”. E ancora: “Non ci sarà nessuna privatizzazione”. ”Mi preme precisare”, ha detto il ministro, “che il governo attualmente crede che il Servizio Sanitario sia economicamente sostenibile attraverso operazioni di riorganizzazione e ristrutturazione che non sono tagli ai servizi, ma sono la loro ottimizzazione”. Balduzzi ha sottolineato che nel caso in cui non si intervenisse “dal primo gennaio del 2014, sulla base di scelte effettuate nel 2011 dal governo Berlusconi-Tremonti, noi avremo due miliardi di nuovi ticket aggiuntivi. Personalmente penso che questo non sia sostenibile – ha osservato  - sarebbe insostenibile per il sistema, insostenibile per i cittadini, insostenibile in sè in quanto incentiverebbe molti cittadini ad andare a cercare altri nuovi ticket. Alcuni farebbero fatica a pagarli e quindi verrebbe messo in discussione proprio il loro accesso al diritto alla salute, altri andrebbero a cercarsi la soddisfazione delle prestazioni altrove, nel privato, e questo finirebbe per diminuire e indebolire il servizio sanitario nazionale”.

Arriva la franchigia – Cosa intende fare allora Monti? Balduzzi annuncia che entro Natale il governo produrrà un documento politico di indirizzo per orientare il cammino per il 2013 sulla riforma ticket. L’intenzione è quella di abolirlo, ma per farlo bisogna trovare un modo per incassare circa 5 miliardi di euro. E’ qui che entrerebbe in gioco la francigia che dovrebbe valere l’1% del reddito o dell’Isee dei cittadini. In pratica chi guadagna 100 mila euro l’anno avrà una francigia di 1000 euro; chi dichiara 10.000 euro ne pagherà 100. Ogni prestazione sanitaria ha una tariffa e i cittadini le pagheranno tutte finchè non raggiunge la sua franchigia. A quel punto smetterà di pagare. Si stanno comunque studiando dei criteri per abbassare la franchigia di chi ha malattie costose, come il cancro. Per altre patologie, invece, l’esenzione potrebbe sparire. 

 

Una carriera ineguagliabile, un ritiro e un ritorno, ma questa volta non c’è margine per tornare indietro. Dopo sette titoli mondiali, 308 Gp disputati, 91 vinti, 155 podi, 1.566 punti ottenuti, 68 pole position e 77 giri veloci, Michael Schumacher appende il casco al chiodo e dice addio alla Formula 1. Nella gallery la festa d’addio organizzata dalla Mercedes, il suo ultimo team (esordì in Jordan, passò in Benetton, poi la gloria in Ferrari).


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Schumacher appende il casco al chiodo: la festa organizzata dalla Mercedes

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di Francesco Perugini

Quando arrivò al Milan, conquistò tutti con i gol e le esultanze: con le dita a formare un cuoricino salutava la sua fidanzata di allora. Sono passati cinque anni, quella ragazza è diventata moglie, poi ex e poi lontano ricordo, mentre il cuore di Pato è diventato ingrato.

«Voglio giocare di più, devo parlare con il mio procuratore»: parole pesantissime quelle del brasiliano che hanno rovinato al Diavolo la gioia per il passaggio di turno in Champions League. Il “Paperino” è diventato grande e ora morde la mano che lo ha accolto, cresciuto e atteso durante tanti mesi di sofferenze. «Se ha detto quelle cose, avrà i suoi motivi», rincara la dose il giorno dopo l’agente Gilmar Veloz, «vogliamo capire e valutare bene la situazione con il Milan. Martedì arriverò in Italia, parlerò con Alexandre e con il Milan e poi valuteremo cosa fare. Se potrebbe andare via dal Milan? Non lo so, ne riparliamo dopo martedì».

A stupire è soprattutto il tempismo: frasi fuori luogo nel giorno del ritorno dei fantasmi. Dopo 15 infortuni muscolari, anche una semplice iperestensione della coscia sinistra fa tremare i rossoneri. Gli esami hanno escluso, però, ogni lesione:  un trauma utile solo ad alimentare le paure del brasiliano. Il Papero salterà comunque la Juventus, mentre il suo futuro dipenderà dai colloqui della prossima settimana. Se il bomber rossonero confermerà di voler cambiare aria, finirà in panchina fino a Natale. L’unica tutela possibile per un “patrimonio” che, già deprezzato rispetto ai 35 milioni offerti dal Psg a inizio anno, diventerebbe invendibile in caso di nuovi e più gravi problemi fisici.

Una grana per Allegri che non aveva mai smesso di puntare sul 23enne fino ai due gol consecutivi in Champions. L’addio del brasiliano impone l’arrivo di un altro giocatore simile per talento, età e posizione: il profilo di Mario Balotelli, lontanissimo da Manchester tra liti e addio alle coppe del City. La strada per SuperMario però è difficile e il Diavolo sonda già l’alternativa: Cristian Tello, attaccante esterno classe ’91 in scadenza con il Barça, che potrebbe arrivare in prestito dopo il rinnovo con i blaugrana.

Un passo in avanti nella “tentazione catalana” del tecnico rossonero, deciso a portare avanti il 4-3-3 anche nella sfida con la Juventus (ringraziata per i complimenti di Andrea Agnelli al Milan: il gol di Muntari è dimenticato?). Il finto centravanti stile-Messi c’è già (Bojan) e Tello aiuterebbe a completare l’attacco con El Shaarawy. Una chance per risolvere i problemi del Milan, ma anche un assist per l’arrivo di Pep Guardiola. Ma questo per ora ad Allegri non interessa.

L’icona del calcio “Made in UK”, amato dal mondo del gossip, lascia i Los Angeles Galaxy dopo 5 anni intervallati da una duplice parentesi al Milan. Sembra che sia arrivato anche per lui il momento di “appendere le scarpe al chiodo”.

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David Beckham, icona di stile, dice addio al calcio

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Dopo 15 anni con il duo hip hop dei Co’Sang, è giunto il momento del debutto solista. Davanti alle telecamere di LiberoTv Luchè svela i segreti del suo primo album  L1: “E’ un nuovo inizio, non mi sento arrivato anzi: sono un precario, devo riconquistare tutti gli appassionati”. Progetti in vista: “Con la crew di Marracash, avrò una visibilità enorme”.

 


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Luche', addio Co'Sang: "Io, rapper precario, ricomincio da Marracash"

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Giorno dopo giorno, la legge di stabilità del governo Monti cambia fisionomia. L’ultimo “lifting” è arrivato con gli emendamenti presentati dalla Commissione Bilancio, che mettono pesantemente mano al pacchetto fiscale del testo. Le novità introdotte premiano le famiglie più numerose e aumentano le detrazioni per i figli a carico. Così, il prossimo anno, una famiglia media con 30mila euro di reddito e due figli potrà godere di un maggiore sconto fiscale di 262 euro, e di 123 se il figlio è unico.

Irap e imprese – Inoltre, dal 2014, arriveranno anche significativi vantaggi per le imprese: le più piccole saranno esentate dal pagamento dell’Irap, mentre per le altre è previsto un aumento delle deduzioni forfettarie in caso di assunzioni a tempo indeterminato di giovani e donne (gli sconti saranno più consistenti al Sud).

Esodati – Novità anche dal fronte degli esodati: si allarga la platea di coloro che potranno andare in pensione con le regole precedenti alla riforma Fornero. Un emendamento approvato in Commissione salva altri 10mila esodati, che si aggiungono così ai 120mila tutelati dai due precedenti decreti ministeriali. Il totale degli esodati che vengono “salvati” sale così a 131.130.

Cifre e tempi – In totale, il pacchetto fiscale introdotto dalla Commissione Bilancio vale 6,5 miliardi di euro: 1 miliardo per il 2013 (interamente destinato alle famiglie), 3 per il 2014 (di cui 1,4 alle famiglie, 950 milioni per l’Irap e 600 al Fondo produttività) e 2,5 miliardi nel 2015 (1,2 alle famiglie, 1 per l’Irap e 200 milioni per la produttività). Il provvedimento, ora, è atteso alla Camera per domani, giovedì 15 novembre, mentre il voto finale è atteso per il 22 novembre (il governo ha posto tre voti di fiducia).

A Silvio Berlusconi non è mai piaciuto tornare indietro. Ieri, giovedì 8 novembre, però Angelino Alfano ha tirato fuori il “quid”, il delfino si è ribellato al “capo” e ha difeso strenuamente le primarie del Pdl: le consultazioni si faranno. La decisione è arrivata al termine di una giornata assurda, da vero e proprio delirio, tra coltellate e scontri frontali nell’ufficio di presidenza a Palazzo Grazioli. Lo scontro c’è stato, eccome, ed è stato “vero”. “Oggi mi è piacituo, ha avuto carattere, e Berlusconi ha capito che aria tirava”, ha spiegato Fabrizio Cicchitto riferendosi ad Alfano. Il Cav, insomma, avrebbe capito che “aria tira” e si mette a disposizione del partito promettendo il suo sostegno alla convention delle 100 città.

Il piano B del Cavaliere – Appoggio incondizionato da parte dell’ex premier, insomma? Difficile crederlo. Silvio, di fatto, ha dovuto chinare il capo. Ma forse – questo il sospetto che tormenta i sonni azzurri – lo ha fatto solo perché ha un “piano B”: la temuta “lista civica” e il conseguente addio al Pdl. Nel corso dell’ufficio di presidenza avrebbe anche proposto una lista con cui appoggiare il Pdl, per poi negare in conferenza stampa di aver pensato a progetti personali. Ma questi progetti esistono e resistono, e il sospetto è forte nel Pdl. Il nome delle ultime ore è quello dell’imprenditore Giampaolo Samorì (leggi l’intervista a Samorì; leggi il suo ritratto). Insomma, in via dell’Umiltà, nonostante le dichiarazioni e al pace in diretta tv, sono sicuri che il Cavaliere abbia un piano B: dopo il fallimento dell’operazione congiunta per il rilancio del partito, a Berlusconi non resterebbe che affrancarsi.

“Con Angelino straperdiamo” – Silvio prepara il colpo di scena. E, in via del tutto confidenziale, il piano B sarebbe stato confermato dall’ex premier ai suoi fedelissimi solo poche ore dopo lo scontro in ufficio di presidenza. “Io continuo a cercare un candidato premier. Angelino vincerà pure le primarie, ma con lui rischiamo di straperdere le politiche”, avrebbe detto, confermando la sua totale sfiducia sia nelle primarie sia nel segretario. Le sorprese, in un Pdl allo sbando, sono appena iniziate.

 

“E’ un’alba molto diversa oggi per me. Niente sarà come prima. Forza comunque!”. Così su Twitter Max Biaggi. Già, niente sarà più come pria. Perché? Perché, per la disperazione dei suoi molti fan, si ritira. La “cinguettata” arriva a poche ore dalla conferenza stampa in programma a Vallelunga nella quale Max annuncerà la decisione di ritirarsi dalle corse. Il “Corsaro”, “nemico” storico di Valentino Rossi in MotoGp, si ritira a 41 anni subito dopo aver vinto il titolo mondiale nella Superbike.

 


pubblicato da Libero Quotidiano

Max Biaggi annuncia il ritiro: l'addio su Twitter

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