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Ci siamo: dopo mesi e mesi di attese e scontri, il governo francese ha adottato oggi il progetto di legge che apre la strada al matrimonio gay e all’adozione da parte di coppie dello stesso sesso. Le polemiche non finiscono, ma passano ora in Parlamento, dove il testo sarà discusso in aula a partire dal gennaio prossimo. L’approvazione definitiva, in ogni caso, appare scontata, dato che i socialisti del premier Jean-Marc Ayrault e del presidente François Hollande dispongono della maggioranza assoluta nell’Assemblea nazionale.

Gay e lesbiche come genitori, ecco il problema.  La frontiera delle resistenza più o meno omofoba (comunque almeno un po’ omofoba) si è spostata su quest’ultima trincea. 

E’ talmente importante questa trincea che per difenderla si tengono il più lontano possibile le truppe, pardon, coppie omosessuali. In Italia non abbiamo uno straccio di riconoscimento giuridico perché sennò ‘si arriva al matrimonio gay’ e non si può arrivare al matrimonio gay perchè sennò si arriva a ‘dare’ bambini agli omosessuali.  E’ stato così  già alla partenza della vicenda, nel lontano 1992.

Ruper Everett, uno dei primi attori dello star system a fare coming out sulla sua omosessualità ormai più di 20 anni fa, ha scatenato un caso in Gran Bretagna. L’attore, che dal canto suo ha sempre detto di non sentirsi parte di nessuna comunità, si è infatti dichiarato contrario all’adozione per le coppie omosessuali in un’intervista rilasciata al Sunday Times: “Mia madre sostiene che i bambini abbiano bisogno di una madre e di un padre e io sono d’accordo con lei” ha detto. Aggiungendo poi: “Non riesco a immaginare nulla di peggio che essere cresciuti da due papà gay”. Le associazioni Glbt hanno reagito immediatamente attaccando l’attore: “Non esitono prove che i bambini cresciuti dalle coppie gay soffrano per la loro condizione, Rupert dovrebbe uscire un po’ di più e verificare i fatti in prima persona”, hanno detto. Everett, che spesso ha recitato nei panni di personaggi omosessuali, era anche stato in lizza per interpretare nientemeno che James Bond, ma dopo essersi dichiarato, aveva perso la parte, poi andata a Pierce Brosnan.

Il Prefetto di Napoli Andrea De Martino nomina commissario prefettizio del Comune di Quarto Vincenzo Greco prefetto in quiescenza. Un provvedimento che nasce dalle dimissioni dalla carica del sindaco della cittadina flegrea Massimo Carandente Giarrusso, rassegnate il 10 luglio scorso e che saranno esecutive dalla mezzanotte di oggi 31 luglio. In attesa dell’adozione del decreto di scioglimento da parte del presidente della Repubblica, De Martino sospende anche il Consiglio comunale e affida la provvisoria gestione dell’Ente al Commissario prefettizio. A quest’ultimo sono stati attribuiti i poteri del consiglio comunale, del sindaco e della giunta. Greco, nominato prefetto nel 2004, è stato prima rappresentate governo di Vibo Valenza e Chieti ha già svolto incarico commissariale nel comune di Minturno. Contestualmente il Prefetto di Napoli, su delega del Ministro dell’Interno, nomina una Commissione di indagine in base alle norme antimafia, che opererà al fianco del Commissario prefettizio intervenendo sul diverso versante della verifica di eventuali fatti attinenti non solo alla gestione politica ma anche a quella burocratica dell’ente e che, eventualmente, possano integrare gli estremi di adozione del provvedimento di scioglimento per infiltrazione della criminalità organizzata del Comune di Quarto.

E’ il primo Gay pride, oggi, per le strade di Parigi, con la sinistra al potere, dopo tanti anni. L’Inter-Lgbt (l’insieme delle organizzazioni di lesbiche, gay, bisex e trans) lo sa bene. Ha appoggiato François Hollande durante la campagna delle presidenziali. E oggi si presenta alla cassa ricordando certe promesse elettorali, come il matrimonio gay. Il nuovo Governo, comunque, non sembra avere la memoria corta su certe battaglie.

In Italia la recessione potrebbe richiedere “l’adozione di alcune misure di bilancio supplementari”. La previsione si legge nella parte dedicata all’Italia delle prospettive economiche dell’Ocse 2012, presentate oggi a Parigi. L’economia dell’Italia, conferma l’organizzazione internazionale, ”è di nuovo entrata in recessione, sotto la pressione delle economie europee indebolite e delle conseguenze di breve termine del rigore di bilancio. L’attività continuerà probabilmente a retrocedere l’anno prossimo ma si riprenderà a fine 2013“. In particolare, secondo i dati dell’organizzazione sullo sviluppo economico e la cooperazione, nel nostro Paese il prodotto interno lordo calerà dell’1,7% nel 2012 e dello 0,4% nel 2013. ”La riduzione della spesa e l’aumento delle tasse previsto dovrebbe ridurre ancora il deficit per riportarlo a un livello molto basso nel 2013 e sono sulla buona via per eliminarlo completamente nel 2014″ aggiunge lo studio.

In questo periodo dell’anno le sale insegnanti delle scuole italiane traboccano di pacchi-regalo. Qualcuno li scarta avidamente, vedendo forse in quel dono un riconoscimento della propria professionalità; altri li mettono da parte, pregustandone l’apertura nell’ora buca.

E’ l’inizio della sarabanda dei libri di testo, del festival della nuova adozione. Per la verità il momento esaltante del pacco-regalo è solo successivo, com’è logico, a un lento lavorio dei rappresentanti editoriali che, solitamente nel mese di marzo, battono sistematicamente le scuole del territorio a loro assegnato. Più ci si è mostrati disponibili verso i rappresentanti e, soprattutto, più si è fatta ventilare l’ipotesi di una possibile nuova adozione, più il nostro pacco si staglierà oggi voluminoso in sala insegnanti e susciterà l’ invidia dei colleghi.

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