Raccolta News di Economia e Finanza aggiornate in tempo reale

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Ammettiamolo, alcune volte i testi battuti dalle  agenzie non sono sempre  proprio perfetti ma in questo caso chiedo a voi, cari lettori, di aiutarmi a decifrare cosa intendesse l’onorevole Gelmini con queste parole. Se non altro,  il fantomatico comunicato sui neutrini e il tunnel era chiaro…
 
(AGI) – Roma, 1 dic. – “Nella vicenda Sallusti, che ha oggi il suo epilogo annunciato, si condensa la malattia del nostro sistema politico: polverizzato in Parlamento, nega nell’inconcludenza e nei fatti – ma anche nello spirito di fazione – quei valori universali che richiama a parole; piange lacrime di coccodrillo perché in realta’ consuma la sua vendetta contro la libera stampa. Che non è certo irresponsabile ma che, se colpevole, non va mai punita con la privazione della liberta’”. Lo afferma Mariastella Gelmini.

 

I 150 milioni di persone con psoriasi e gli oltre 100 milioni con dermatite atopica nel mondo, hanno da oggi il loro ‘campione’. E’ il dottor Andrea Chiricozzi, un giovane dermatologo dell’Università ‘Tor Vergata’ di Roma, attualmente impegnato in programmi di ricerca presso la Rockefeller University a New York. A lui e alle sue ricerche è andato il Leo Pharma Award 2012 (Silver Award), il prestigioso premio scandinavo per la ricerca scientifica. Andrea studia l’immunologia cutanea e la patogenesi di alcune malattie mediate dal sistema immunitario, quali appunto la psoriasi e la dermatite atopica e si occupa in particolare di ricerca traslazionale, quella che porta le scoperte dal laboratorio, ai pazienti. Obiettivo dei suoi studi è identificare i mediatori chiave coinvolti nei meccanismi responsabili di queste, ma anche di altre malattie infiammatorie. Il focus delle sue ricerche in questo momento è rappresentato da una sottopopolazione di globuli bianchi, i linfociti T helper 17, che producono varie citochine, tra cui IL-17, Fino a qualche tempo fa considerata solo un mediatore dell’infiammazione, è stato evidenziato di recente come IL-17 sia implicata anche nella regolazione di geni correlati ai processi di differenziazione e proliferazione di alcune cellule della pelle, i cheratinociti. La cerimonia di premiazione si è svolta a Roma, presso la Residenza dell’Ambasciatore di Danimarca, S.E. Birger Riis-Jørgensen che ha consegnato il premio di 75 mila euro insieme al dottor Paolo Cionini, Direttore Generale di Leo Pharma Italia. (LAURA MONTI)

Una tromba d’aria si è scagliata su Taranto e sugli stabilimenti dell’Ilva. La tempesta ha provocato il crollo di alcune strutture dello stabilimento e sono caduti diversi quintali di cemento. Un fulmine cade su una delle ciminiere scatendando un fortissimo incendio. Crollati un capannone, una torre e un camino. 


pubblicato da Libero Quotidiano

Apocalisse a Taranto: tromba d'aria si scatena sull'Ilva

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Quotidiani

Il Denaro, Il Fatto Quotidiano, Libero Quotidiano

Salgono a 81 persone le persone evacuate a Massa Carrara in seguito alle forti e intense piogge che stanno flagellando la Toscana da questa notte. Tre le persone che hanno dovuto lasciare la propria casa a Massa in località Romagnano; 28 a Carrara in seguito all’esondazione del torrente Carrione e del Parmignola che hanno causato una serie numerosa di allagamenti, e 50 in Lunigiana, nella frazione di Monzone dove il fiume Lucido ha rischiato di tracimare minacciando alcune case. Dopo ore di pioggia battente la situazione sta lentamente tornando alla normalità e presto gli abitanti di Manzone, fanno sapere dala protezione civile, potranno rientrare nelle loro case. Nel territorio circostante franano ancora le colline del Candia a Massa teatro di violenti smottamenti solo alcune settimane fa in seguito all’alluvione. La situazione continua ad essere molto critica in tutta la provincia apuana dove si stanno monitorando tutte le aree segnate dalla pioggia. Problemi alla viabilità, cantine, garage e scantinati allagati nella zona di costa. La strada 445 per Cerreto, in Lunigiana, è chiusa, disagi per raggiungere le frazioni del Comune di Carrara di Gragnola e Noceto.

Firenze e il Grossetano – A ripreso a piovere a Firenze e in provincia. I livelli idrometrici dei fiumi sono in leggero incremento ma sono tutti sotto il primo livello di criticità. Il personale del Servizio di Piena e della Protezione Civile provinciale continua il monitoraggio sul territorio. Secondo quanto si legge in una nota della protezione civile della Provincia di Firenze la strada 86 è stata riaperta pertanto tutte le strade di competenza provinciale sono transitabili. Permane la chiusura per frana della strada comunale via Villamagna (Bagno a Ripoli) e via Castellana (Incisa Valdarno). L’ondata di maltempo non ha risparmiato il grossetano e, in particolare, le zone di Albinia e Orbetello, colpite duramente dall’alluvione del 12 novembre scorso. Secondo quanto riferisce la sala operativa della protezione civile della Provincia di Grosseto, in alcuni poderi agricoli intorno ad Albinia a scopo precauzionale alcune famiglie sono state fatte evacuare dalle loro abitazioni. Al lavoro squadre di vigili del fuoco e uomini del comune di Orbetello.

La circolazione – Circolazione rallentata dalle 6 di questa mattina fra le stazioni Massa Centro e Carrara Avenza, sulla Direttrice Tirrenica Genova-Pisa, per l’esondazione dei torrenti Carrione e Parmignola. Lo rende noto Rfi spiegando che il traffico ferroviario era stato sospeso alle 0.55 della scorsa notte, ma l’intervento delle squadre tecniche di Rete Ferroviaria Italiana ha permesso la riattivazione del binario in direzione Sud alle 6. In particolare, spiega ancora la nota, l’Intercity Notte 799 Torino Porta Nuova-Salerno è stato deviato sulla linea Pontremolese per poi proseguire su Salerno via Firenze-Roma con un allungamento dei tempi di viaggio di circa 120 minuti. L’Intercity Notte 796 Salerno-Torino Porta Nuova è stato deviato sulla linea Pisa-Firenze-Bologna- Piacenza-Genova con un allungamento dei tempi di viaggio di circa 120 minuti. Solo alcuni treni del traffico regionale sono attestati a Sarzana e Massa Centro, previsti tra le due città servizi con autobus sostitutivi. Tutte le informazioni utili ai viaggiatori vengono comunicate a bordo dei treni e nelle stazioni interessate. 

Non sempre le dimensioni fanno la differenza. Il cervello di Albert Einstein ad esempio era piuttosto piccolo: pesava infatti appena 1.230 grammi, contro i 1.500 di uno nella media. Eppure deve esserci una ragione in grado di spiegare come mai un cervello così piccolo potesse generare tanta, geniale, intelligenza. E’ quanto deve aver pensato il gruppo di ricercatori guidato da Dean Falk della Florida State University che ha analizzato al dettaglio 14 foto inedite del cervello del grande scienziato, scoprendo alcune caratteristiche anatomiche potenzialmente in grado di spiegarne il genio. Quali, riferisce galileonet.it, lo racconta uno studio pubblicato sulla rivista Brain. Le foto analizzate provengono dall’autopsia effettuata alla morte di Einstein dal patologo Thomas Harvey, il quale prelevò il cervello, sezionandolo in 240 ‘blocchi’ che inserì poi in una sostanza simile alla resina. Da questi blocchi ricavò in seguito più di 2.000 sezioni sottilissime, che inviò negli anni a diversi colleghi perché venissero analizzate a fondo, insieme alle immagini del cervello stesso. Campioni e foto sono stati studiati più volte a partire dagli anni ’80 da diversi gruppi di ricerca, rivelando alcune caratteristiche peculiari: ora una alta densità di neuroni in alcune parti del cervello, ora una presenza anomala di cellule della glia (quelle che aiutano i neuroni a trasmettere i segnali nervosi).

Botte e insulti. E’ degenerata subito la manifestazione organizzata a Parigi contro le nozze gay. Alcune migliaia di cattolici radicali dell’istituto Civitas si sono dati appuntamento davanti al ministero della Famiglia, da dove è partito il corteo contro contro il progetto di legge del governo di sinistra che apre la strada al matrimonio e all’adozione da parte di coppie omosessuali, approvato dal governo lo scorso 7 novembre. 

 

Il Veneto è pronto a chiedere lo stato di calamità. La Toscana è in ginocchio. L’Umbria è allagata e senza luce. Il Lazio sferzato dal nubifragio. La tempesta di San Martino si è fatta sentire con forza e continua a non dar tregua alle regioni del Nord Est e del Centro. ”E’ impensabile” che il governo non dia un segno concreto di un aiuto a un territorio che “paga le tasse e in misura molto superiore a quanto viene restituito”, ha tuonato il presidente della Regione, Luca Zaia. “Abbiamo chiesto, e attendiamo dai sindaci dei territori colpiti dagli eventi di questi giorni un puntuale monitoraggio dei danni. Andando in giro ieri per il territorio, ho constatato personalmente quanto le famiglie, le imprese, le aziende agricole e i Comuni siano stati danneggiati”, ha detto annunciando che la Regione si attiverà anche formalmente per chiedere lo stato di calamità”. Intanto oggi è un’altra giornata di emergenza. 

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A Venezia l’acqua alta è arrivata a un metro e 20 centimetri verso le 9.30; ieri ce n’era stata una di un metro e mezzo, tra le più importanti della storia delle maree nella città lagunare. A Latisana, in provincia di Udine, tutto è pronto per ricevere la piena del fiume Tagliamento. Oggi le piene del Bacchiglione attraverseranno la bassa Padovama, dove ieri ci sono state esondazioni del Muson. Numerose le frane nel Bellunese, nel Trevigiano e nel Trentino. E’ ancora sospesa la circolazione dei treni da Montebelluna verso Feltre. A Vicenza si è sfiorata l’esondazione, con un livello massimo di 6 metri del fiume a Ponte degli Angeli, ma l’ondata di piena del Bacchiglione è passata e la città ha tirato un sospiro di sollievo, dopo ore che avevano fatto temere il ripetersi dell’alluvione di inizio novembre 2010.

Umbria -Sono stati una cinquantina gli interventi svolti nella notte nel perugino dai vigili del fuoco. Altrettanti sono in corso in queste ore. I telefoni della sala operativa continuano a suonare e il personale libero è stato richiamato in servizio per integrare le squadre di soccorso. Numerosi gli allagamenti, che nella zona del Marscianese e di Tavernelle hanno portato anche ad evacuare alcune famiglie vicino al fiume Nestore. Black out elettrici in varie zone del perugino. Diversi tratti della Pievaiola risultano allagati. Smottamenti anche all’altezza di Montebello, dove la corsia nord della E45 è stata parzialmente chiusa al traffico. I vigili del fuoco hanno evacuato stamani diverse famiglie dalle loro abitazioni nella zona di Allerona, a Orvieto, a causa dell’esondazione del fiume Paglia. Disposta inoltre la chiusura di tutte le scuole nell’intero comune. Nella zona di Allerona alcune persone sono anche salite sui tetti delle case e vengono soccorse con mezzi aerei oltre che quelli anfibi.La chiusura delle scuole è stata disposta dal sindaco di Orvieto Antonio Concina. Il provvedimento si è reso necessario – spiega il Comune – a causa degli effetti della piena del fiume Paglia tra Allerona Scalo e Baschi, che ha esondato nella zona di Orvieto Scalo. Rendendo necessaria nelle prime ore di questa mattina la chiusura del Ponte dell’Adunata. Protezione Civile, Vigili del Fuoco, Forze dell’Ordine e tecnici del Comune stanno tenendo sotto osservazione il tratto del fiume Paglia che attraversa il territorio comunale dove in 36 ore sono caduti 180 millimetri di pioggia.

Toscana – Circa 30 persone sono rimaste isolate in provincia di Grosseto, a causa dell’esondazione del fiume Albegna e del torrente Elsa, causata dalle forti piogge che da stanotte colpiscono la zona. Lo straripamento dei corsi d’acqua ha provocato allagamenti nei comuni di Albinia, Orbetello, Saturnia e Manciano. Alcune abitazioni di campagna sono isolate a causa degli allagamenti; i soccorritori sono in contatto telefonico con le persone non raggiungibili e alle quali hanno consigliato di salire ai piani alti delle loro abitazioni, in attesa dell’arrivo dei mezzi anfibi. Una quindicina di persone sono isolate anche nel nord della Toscana, nel comune di Fivizzano, in provincia di Massa Carrara. Qui, ci sono zone interessate da frane e smottamenti in località Casette e Forno, in Lunigiana. Circa 5.000 gli abitanti della provincia coinvolti dall’alluvione, per il danneggiamento subito dalle loro abitazioni. Nei comuni di Massa e Carrara oggi le scuole sono chiuse. Oltre 200 gli evacuati sul territorio provinciale; in alcune aree ci sono problemi di isolamento elettrico e in alcune frazioni del comune di Carrara è vietato l’utilizzo dell’acqua a scopo potabile. A Romagnano per il maltempo è straripato un torrente travolgendo una vettura: marito e moglie che erano a bordo sono stati tratti in salvo dai vigili del fuoco. Alcune frazioni di Aulla, una delle cittadine colpite dalle alluvioni dello scorso anno, sono rimaste senza corrente elettrica, acqua e gas. Oltre un migliaio di case danneggiate dall’acqua e dal fango, la rete stradale della collina lesionata, otto ponti distrutti o da rifare, la piana tra l’autostrada e il mare ancora allagata: e’ questo un primo bilancio dei danni fatto dal sindaco di Massa, Roberto Pucci, dopo l’esondazione di alcuni torrenti. Strade allagate e ampie zone senza corrente elettrica a Pisa dove sono stati tantissimi gli interventi dei vigili del fuoco. L’onda di piena del Serchio, in provincia di Lucca, temuta sin dal mattino, è passata per fortuna senza rotture di argini. 

 

Liguria - La tempesta di San Martino, che ieri aveva portato a “blindare” Genova e la Liguria con l’allerta 2, ha colpito più duramente soprattutto il Levante ligure. Nello spezzino, le zone più colpite dalla perturbazione sono state quelle dei comuni di Sarzana, Ameglia, Ortonovo e Castelnuovo Magra; oltre un centinaio le persone sfollate nella zona per precauzione, ma quasi tutte sono gia’ rientrate nelle proprie abitazioni. 

Emilia Romagna – In Emilia Romagna la Protezione civile ha attivato la fase di preallarme per rischio idraulico e idrogeologico sull’Appennino reggiano e modenese. Dopo le piogge che hanno colpito il territorio montano, possono verificarsi – si legge nell’allerta – frane, smottamenti, straripamenti di fossi con conseguente chiusura di ponti, interruzioni della viabilità. Fase di preallarme per il fiume Enza, il confine fra Reggio Emilia e Parma e anche per le aree vicine al bacino del fiume Secchia. 

Lazio – Nubifragio si è abbattuto ieri su Roma causando un black out che ha coinvolto anche lo stadio Olimpico dove si stava giocando il derby. Sempre nella parte nord della città i vigili del fuoco sono intervenuti per alcune automobili rimaste bloccate nell’acqua, che ha raggiunto i 70-80 centimetri d’altezza, per rami caduti o pericolanti e per alcuni allagamenti ai piani bassi di edifici. Se a Roma il peggio è passato resta critica la situazione a Civitavecchia, dove tutti i quartieri delle zone basse si sono allagati stamani a causa di un violentissimo nubifragio, ed è scattata un’ allerta meteo della Protezione civile regionale per l’Alto Lazio nelle prossime 12-18 ore, in particolare per la provincia di Viterbo.

 

 

Un banchetto con decine di piante di marijuana è stato allestito dai Radicali italiani davanti la sede della Camera dei Deputati a piazza Montecitorio, per sostenere l’uso terapeutico della cannabis e per la depenalizzazione dei reati legati all’uso personale. Centinaia le persone presenti, che con urla e cori hanno fatto sentire la loro voce. Tra i politici presi di mira il presidente della Camera Gianfranco Fini e l’ex sottosegretario del governo Berlusconi Carlo Giovanardi invitati a ‘farsi una canna’.

Durante la manifestazione ‘Cannabis: Italia chiama Usa’ i radicali hanno anche donato simbolicamente alcune piantine ai malati su sedia a rotelle presenti. La deputa Radicale Rita Bernardini da mesi, e pubblicamente, conduce una azione di disobbedienza civile coltivando alcune piantine di marijuana sul proprio terrazzo. “In Italia migliaia di malati, nonostante la legge lo consenta – afferma – non riescono ad avere accesso a cannabis terapeutica. Sono malati di Sla, tumore e Aids, e sono incredibili gli ostacoli frapposti a questo tipo di terapia farmacologica”.

Usa, Obama rieletto presidenteUsa, Obama rieletto presidenteVoglio annotare due frasi che ho raccolto, una all’inizio della notte di Obama, l’altra alla fine. A Roma, la più importante notte elettorale in molti anni è iniziata in un albergo dove l’ambasciatore americano aveva riunito alcune centinaia di persone (soprattutto americani a Roma) per vedere in diretta l’evento. Ma prima ha fatto un discorso, gentile e diplomatico, da ambasciatore. Salvo una cosa. A un certo punto ha detto: “Queste elezioni sono costate 6 miliardi di dollari. É una cifra davvero eccessiva. Troppi soldi e troppo poche idee”.
In quell’istante, senza sapere il risultato che sarebbe venuto dopo alcune ore, l’ambasciatore Thorne ha spiegato il senso, ma anche la gravità di ciò che stava per concludersi, quella notte, in America: una cifra immensa riversata sulle elezioni americane con un unico scopo, rimuovere Barack Obama. Per questo la seconda frase mi sembra memorabile. Ha detto il conduttore della Cnn, Wolf Blitzer, quando la vittoria di Obama è apparsa sicura: “La prima elezione di Obama è un evento storico. La sua rielezione è un miracolo”.

Il fatto è che Obama ha affrontato la rischiosissima prova della rielezione (essere presidente una volta sola è un segno che resta, non gradevole, nella storia del Paese e che si fa notare persino ai bambini a scuola) facendo il contrario di ciò che un buon manager o stratega avrebbe dovuto suggerirgli: non ha ceduto su nulla, non ha ridisegnato la sua immagine secondo un profilo più accettabile per il probabile nemico. Non ha lasciato cadere gli aspetti più contestati delle cose fatte o di quelle da fare. Qualcuno avrà fatto caso a una piccola frase del suo discorso che, da sola, lo distingue da tutti i predecessori. Eccola: “L’America è di bianchi e di neri, di nativi americani e di ispanici, di giovani e di vecchi, di abili e disabili, di etero e di gay”. Mai detto prima nella storia americana. Nuove minoranze entrano, accettate alla pari nel “melting pot”, la grande fusione di religioni e di razze che a mano a mano ha preso a bordo gli esclusi.

Il processo d’appello ai presunti eredi delle Brigate Rosse si è concluso con alcune riduzioni di pena e alcune conferme delle sentenze di primo grado. La Corte d’assise d’appello di Roma, presieduta da Mario Lucio D’Andria, ha ridotto a cinque anni di reclusione la condanna per Massimo Riccardo Porcile che in primo grado era stato condannato a 7 anni e 6 mesi e a tre anni e sei mesi la pena per Bernardino Vincenzi che era stato condannato a 4 anni e 6 mesi. Sono state invece confermate la condanna a 8 anni e 6 mesi per Gianfranco Zoja e le assoluzioni per Bruno Bellomonte, Manolo Morlacchi e Costantino Virgilio. Un altro imputato, invece, Luigi Fallico, era morto per infarto nel maggio dello scorso anno mentre si trovava in carcere a Regina Coeli.

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