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Alfano

Settimane di tensione nel Pdl che aspetta la decisione definitiva di Berlusconi di lasciare i suoi e correre da solo. Già nei giorni scorsi sembrava una prospettiva certa, ma la rottura non si è ancora consumata. In attesa del vertice tra il Cavaliere e i colonnelli del centrodestra atteso nel pomeriggio, Alfano, La Russa, Cicchitto, Gasparri e Quagliariello si sarebbero incontrati per una cena ‘segreta’ ai Parioli, secondo quanto riportato da Il Giornale, per discutere “delle contromosse da mettere in campo per cercare di arginare un Berlusconi con cui i rapporti sono ormai ai minimi termini”. 

“Tra tutti quelli del Pdl la persona con più presa è sicuramente ancora Berlusconi”. Così Flavio Briatore, ospitei a “24 Mattino” su Radio 24, sulla situazione confusionaria nel centrodestra. “Largo ai giovani ma in questo momento i giovani nel Pdl non ci sono. Alfano? Gli elettori non mi sembrano così eccitati da Alfano. Non so se non abbia il quid o il quod, ma ci vuole carisma: quello che aveva Renzi e che in effetti ha anche Bersani. Le primarie del centrosinistra sono state una grande lezione. Nel Pdl invece si fanno, poi non si fanno, domani sì, dopodomani no, c’è solo molta confusione”, aggiunge Briatore. 

Fascino africano – E alla domanda se Berlusconi sia intenzionato a ricandidarsi, Briatore ha risposto: “Onestamente non lo so, credo che stia valutando, se non si è ancora espresso vuol dire che non è ancora sicuro”. Alla domanda su cosa trovi di speciale Berlusconi in Kenya, Briatore ha risposto. “E’ un posto speciale, se uno viene in Kenya è fuori dalle beghe quotidiane: c’è molta serenità e sei molto protetto, è come essere ancora nella pancia della mamma. Ma Berlusconi non si ritirerà lì: ha ancora molte energie da spendere in Italia”. Flavio Briatore ha aggiunto, sulle primarie del centrosinistra: “Io avrei preferito una vittoria di Renzi perché si parlava di rinnovamento, però succede sempre così: quando pensi che qualcosa debba succedere, in Italia non succede mai. Bersani è un gran professionista, sicuramente sarà bravo, ma tanto valeva provare con un giovane”. Briatore ha parlato anche del governo Monti e del calo dello spread: “La nostra immagine all’estero è migliorata, però con quali sacrifici? Dal Qatar hanno comprato, ma investono nei settori che indico da una vita e tutti mi attaccano: sul lusso e sul turismo. Il turismo dovrebbe essere la prima azienda italiana e invece siamo l’unica nazione europea che non ha una catena alberghiera”. 

Niente politica – Briatore ha escluso una sua possibile candidatura: “Però seguo con interesse la politica, l ’Italia è il Paese che amo. Dobbiamo rivitalizzare il sud, investire non in acciaierie ma in turismo, in alberghi; dobbiamo avere una linea aerea interna per portare i turisti nei vari posti; dobbiamo recuperare i musei che devono essere aperti 24 ore al giorno. Invece c’è immobilismo: il 36% di giovani non ha lavoro, il Pil è sceso del 2-3%. Benissimo la cura Monti, ma adesso bisogna parlare di ripresa, ridare entusiasmo: l’Italia in questo momento è un Paese molto triste”. Briatore snocciola anche una sua ricetta economica: “Si possano trovare i soldi da dare in più nella busta paga a chi lavora, subito. Basterebbe eliminare gli sprechi. Quando paghi un salario solo il 50%, anche meno, va in mano al dipendente e il resto va nelle casse dello Stato. Visto come le casse dello Stato gestiscono questi soldi, si potrebbe dare un altro 30, 40% in più al dipendente e far dimagrire lo Stato”. E alla domanda sul perché Berlusconi non abbia fatto queste cose, Briatore ha risposto: “Non lo so, io parlo per Flavio Briatore”. Infine Briatore ha annunciato di voler querelare Marco Travaglio: “Lui mi attacca da anni. Ho sopportato troppo, ora basta. C’è una querela per lui, è in arrivo”.

Era la cena di Natale. Un pò in anticipo ma pur sempre la cena di Natale. Gli invitati tanti. Circa 450. Tutti seduti ai tavoli de “Il Villaggio”, un ristorante di Formigine, nei pressi di Modena. A fare gli onori di casa Giampiero Samorì e Carlo Giovanardi per l’appuntamento natalizio del Pdl di Modena. Una tradizione. Un modo per scambiarsi gli auguri e stare in compagnia. Certo 450 invitati sono tanti. Poi se 200 li porta Samorì, l’occasione per un comizio diventa ghiotta. Giovanardi accetta l’invito ad una condizione. condizione: nente comizi. E soprattutto niente comizi contro Alfano. Ebbene si mangia, si scherza, si ride e poi si fa il comizio. Lo invocano a gran voce gli invitati. Samorì non riesce a resistere e prende la parola. Giovanardi ci resta male. Samorì parla e fa il suo bel discorso. E’ un discorso pungente. Troppo pungente per Giovanardi. Samorì conclude il suo intervento dicendo che Alfano e Giovanardi devono prepararsi perchè saranno i prossimi ad essere rottamati. Non proprio carino per essere un discorso ad una cena di Natale. In mezzo ai due contendenti c’è il povero Enrico Aimi, il coordinatore regionale del Pdl. E’ lui l’organizzatore della cena e non vuole figuracce, ma non riesce ad impedire a Samorì di parlare. Quando Samorì finisce il suo comizio succede di tutto. Scoppia il parapiglia fra Giovanardi e Samorì.  Secondo i presenti, i due sarebbero andati ben oltre i toni da gentiluomini, arrivando a prendersi a spintoni e a tirarsi per la giacca. C’e’ chi racconta addirittura che Giovanardi avrebbe preso per il collo il finanziere. “Io non so chi ha preso per il collo chi. Ero alla cassa e ho visto solo che a un certo punto si sono allontanati per discutere”, riferisce cauto Emilio Nannini, consigliere Pdl di Maranello. Al centro della baruffa ci sono motivi molto più profondi. Carlo Giovanardi alle primarie del Pdl sostiene apertamente la candidatura di Angelino Alfano. Samorì invece sostiene se stesso.  E così quale migliore occasione di una cena di Natale fra l’elettorato di Giovanardi per fregare qualche voto ad Angelino? La cena alla fine è stata interrotta. A quanto pare i due hanno continuato a discutere a lungo. La cena è finita a tarallucci e vino. Finiranno così anche le primarie del Pdl?

“Basta rinvii, si convochi questo ufficio di presidenza, si rifissi una data delle primarie, riprendiamo un percorso interrotto. Altrimenti rischia di essere devastante per il nostro schieramento”. Il giorno dopo le primarie del Pd,  Gianni Alemanno si appella al Cavaliere e al segretario Alfano affinché anche il centrodestra, come il centrosinistra, abbia le sue primarie per scegliere chi candidare a Palazzo Chigi. In un’intervista su SkyTg24 il sindaco di Roma ha spiegato che la scelta del leader da parte degli elettori sarebbe la soluzione allo stallo che il Pdl. ”A prescindere da chi ha vinto a sinistra – ha detto -, proprio per essere competitivi, è necessaria una risposta diversa. Non propongo strade anti berlusconiane, propongo strade che vadano oltre questa situazione, che poi sono le stesse che ha indicato lo stesso Berlusconi. Lui ha indicato Alfano alla segreteria del partito, ha dato l’indicazione delle primarie: deve essere coerente con se stesso. Sono berlusconiano in questa versione – ha sottolineato Alemanno – quella del superamento di questa fase. Berlusconiano di sei mesi fa”. 

“Election day” sì, ma il 10 febbraio e non il 10 marzo. Aprendo la crisi subito per stringere una nuova alleanza. Dopo settimane di tentennamenti e fughe, il numero uno della Lega Roberto Maroni, ieri, ha lanciato un appello preciso al segretario del Pdl Angelino Alfano. Parlando davanti a centinaia di militanti riuniti al porto vecchio di Genova (lo stesso luogo in cui nel novembre 1994 Bossi fece pollice verso al primo governo Berlusconi), l’ex ministro degli Interni ha rotto gli indugi in vista delle elezioni politiche 2013: “Condivido la proposta di fare l’election day per risparmiare 100 milioni di euro ma gli faccio una proposta: siccome il 10 febbraio sono fissate le elezioni regionali, facciamo l’election day lo stesso giorno, anticipando la scadenza della legislatura”. Per farlo, secondo Maroni, il Pdl dovrebbe “staccare subito la spina al governo”. Scelta, ha lasciato intendere, che potrebbe aprire nuovi scenari anche nei rapporti con la Lega. Il segretario leghista ha anche annunciato che il Carroccio presenterà nei prossimi giorni una mozione di sfiducia nei confronti del ministro dell’Economia. Un assist al Pdl per togliere la spina ai tecnici già prima di Natale. 

 

 

Gianni Alemanno prende le distanze da Silvio Berlusconi. La sua discesa in campo sarebbe per il sindaco di Roma “irrazionale” e per questo lancia un appello al segretario del partito Angelino Alfano, perché convochi l’ufficio di presidenza per fissare una nuova data per le primarie. “La mancanza di chiarezza”, puntualizza, “rischia di essere devastante per il Pdl”. “Io stesso sono stanco di tutti questi rinvii e ‘stop and go’ e quindi immagino quanto possano esserlo i nostri elettori e militanti”, ha detto ai microfoni di SkyTg24 durante la trasmissione “Un caffè con”. Quanto alla data delle eventuali primarie del centrodestra, il sindaco ha spiegato che “il 16 dicembre è ormai troppo vicino, ma si può fissare una data a gennaio, sperando che il governo faccia chiarezza sulla data delle elezioni”. A tal proposito, ha concluso Alemanno, “aspettare fino ad aprile è veramente troppo e quindi mi auguro che il governo, senza bisogno di minacce, dia una risposta ad Alfano”.

Nessuna scissione – Riguardo a Silvio Berlusconi, Alemanno è categorico: “Non penso che sia riproponibile la sua candidatura. Sarebbe un atto irrazionale, tutto il percorso che abbiamo fatto da un anno e mezzo a questa parte indica la necessità di un ricambio generazionale, di una nuova formula per tutto il centrodestra”. L’ex colonnello di An si dice non interessato a scissioni a  destra: “Credo che oggi bisogna ragionare in termini di centrodestra perchè questa è la vasta area politica che cerca gli stessi valori, anche se con declinazioni, sfumature e accenti diversi”. “Mi sento una persona di centrodestra e non  voglio ritornare all’angolo come destra pura pura”, ha concluso Alemanno.

No alla Lega – Il sindaco di Roma boccia anche un eventuale accordo con il Carroccio. “L’alleanza con la Lega non è obbligata. Credo che la Lega abbia fatto scelte molto negative per l’assetto del paese e crea grandi problemi al centro sud. Sinceramente mi auguro che il Pdl trovi una nuova strada che non obblighi all’alleanza con la Lega”, ha detto a Sky Tg 24, aggiungendo che “in tutto questo stiamo attendendo anche la nuova legge elettorale, anche questo è un passaggio fondamentale, perchè è necessario fare questa riforma che magari allenti la necessità di alleanze scomode o obbligatorie”.

 

 

Angelino Alfano tenta di tenere la barra dritta, nonostante la bufera che da settimane ormai ha travolto il Pdl. E così ancora oggi il segretario segna con una doppia riga blu la parola primarie. “Che sono da fare”, nonostante tutto e tutti. “Perché – prosegue – se ci dividiamo siamo destinati a scomparire”. Mica poco. Quindi spiega come “molteplici fattori hanno ridotto la nostra capacità di forza sull’elettorato. Ma la risposta non è quella di dividere ciò che è stato faticosamente unito, condannandoci tutti alla irrilevanza davanti ad una sinistra che ha saputo rilanciarsi dialogando con il suo elettorato”.

Le primarie si faranno, perché Berlusconi al momento non ha dato disponibilità a candidarsi. E’ il segretario del Popolo delle libertà, al termine di un lungo incontro (di quasi 5 ore) ad Arcore con Silvio Berlusconi al quale ha partecipato anche Gianni Letta, a dichiarare che “non è avvenuta alcuna marcia indietro”. ”C’è da lavorare per costruire il centro destra con un grande partito – aggiunge – Ho ribadito la mia ferma opinione relativa alla unità del Pdl trovando la grande disponibilità di Berlusconi” ha detto Alfano ai microfoni di Tgcom24 e ha assicurato: “Le primarie le abbiamo fissate per il 16 di dicembre e oggi non è avvenuta nessuna marcia in dietro”. Le parole del segretario arrivano dopo che due giorni fa aveva annunciato che la decisione sulle primarie sarebbe arrivata la prossima settimana e che aveva aperto a un ritorno di Berlusconi, che però sembra intenzionato a lanciare “Forza Italia 2.0″ e a cancellare le consultazioni popolari. Eppure era stato proprio lui a indire le primarie escludendo la sua discesa in campo.


pubblicato da Libero Quotidiano

Alfano: "Primarie confermate". Cosa farà Berlusconi?

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Primarie il 16 dicembre e no allo scioglimento del Pdl. Sono queste le richieste del segretario azzurro Angelino Alfano al termine della riunioe di 4 ore con Silvio Berlusconi e Gianni Letta a Villa San Martino, ad Arcore. “Al Cavaliere ho ribadito il nostro sì alle primarie, c’è da lavorare per ricostruire il centrodestra. Ho ribadito anche la mia ferma opinione: serve l’unità del Pdl, fermo restando l’esigenza di rinnovamento”. Ma Berlusconi che farà? Si candiderà? “Non mi ha espresso la sua volontà in questo senso, se lo deciderà lo rivelerà nei tempi e nei modi che riterrà opportuni”. 

Angelino, missione impossibile – L’impressione a caldo, in attesa delle reazioni dell’altro diretto interessato, Berlusconi, è che il segretario sia uscito da Villa San Martino senza essere riuscito a convincere l’ex premier nonchè fondatore del partito. ”Oggi non è avvenuta alcuna marcia indietro sulle primarie”, ha ribadito Angelino, ma pare quasi forma di autoconvincimento. D’altronde la missione è quasi impossibile: il partito è spaccato, ex An e montiani hanno già le valigie in mano, senza contare che gli stessi ex An sono divisi al loro interno tra chi le primarie le vuole (Giorgia Meloni) e chi no (Ignazio La Russa e Maurizio Gasparri in primis). Il Cavaliere negli ultimi giorni non ha mai mancato di criticare con i suoi fedelissimi l’atteggiamento di molti leader e colonnelli del partito, che gli sembrano più interessanti a regolare i conti piuttosto che a rifondare il partito e rendersi alternativa credibile al centrosinistra. Per questo l’ipotesi di Forza Italia 2.0, in attesa di scegliere chi imbarcare, è ancora con forza sul tappeto. Alfano doveva far dimenticare questo quadro poco entusiasmante a un politico che dell’entusiasmo ha sempre fatto la propria forza propulsiva. E quattro ore potrwebbero non essere bastate.

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