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Ambiente

Siena, 5 dic. – (Adnkronos) – La Provincia di Siena e il progetto Siena Carbon Free 2015 sono saliti sul podio più alto del premio Liveable Communities Awards, conquistando il primo posto (International Gold Award) del concorso internazionale promosso dal Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP) dedicato alle buone pratiche.

Il prestigioso riconoscimento – conquistato in termini assoluti su 150 progetti selezionati da una giuria internazionale fra oltre 400 proposte pervenute e in rappresentanza di 70 Paesi del mondo – è stato ritirato nei giorni scorsi dall’assessore provinciale all’ambiente, Gabriele Berni e dal dirigente del Settore politiche ambientali, Paolo Casprini negli Emirati Arabi Uniti, dove si è svolta la cerimonia di premiazione per l’edizione 2012.

Il progetto Siena Carbon Free e l’impegno comune per un territorio a zero emissioni di Co2 entro il 2015, forte anche di questo riconoscimento, saranno al centro di un articolato convegno in programma oggi mercoledì 5 e giovedì 6 dicembre alla Certosa di Pontignano.

La due giorni dedicata allo sviluppo sostenibile, promossa dalla Provincia di Siena e da Apea, in collaborazione con l’Università degli Studi di Siena, sarà l’occasione per fare il punto sullo stato dell’ambiente in provincia di Siena, sulle politiche messe in campo in questi anni e su quanto rimane ancora da fare per raggiungere il traguardo di un futuro a emissioni zero per le Terre di Siena.

“Il prestigioso riconoscimento internazionale – commenta con soddisfazione il presidente, Simone Bezzini – conferma che l’esperienza di Siena Carbon Free è unica nel suo genere, a livello nazionale e internazionale, e può contare su risultati certificati che danno valore e scientificità alla nostra azione. Grazie agli investimenti promossi da tempo sul fronte dello sviluppo sostenibile e alla condivisione della comunità e di tutti gli attori del territorio, Siena è oggi un laboratorio della sostenibilità accreditato a livello internazionale ed è in questa direzione che continueremo a lavorare, convinti che su questi temi sia possibile costruire una risposta alla crisi economica, in termini di creazione di occupazione e sviluppo, e indirizzare l’economia del futuro”.

“La Provincia di Siena – aggiunge l’assessore provinciale all’ambiente, Gabriele Berni – ha portato per la prima volta l’Italia sul podio più alto di questo concorso internazionale, concorrendo con città e comunità di tutto il mondo di dimensioni molto maggiori rispetto a noi per territorio, popolazione e disponibilità di risorse. Oltre al primo premio nelle buone pratiche ambientali abbiamo ricevuto altri due riconoscimenti, un secondo posto nella categoria Project e uno nella categoria Whole City”.

Il premio ci stimola e incoraggia a portare avanti con determinazione il raggiungimento dell’obiettivo Siena Carbon Free, il cui valore sta acquistando sempre più forza e interesse anche a livello internazionale. “L’azione vincente – dice ancora Berni – conta sul coinvolgimento e il contributo di tutto il territorio, grazie alla qualità progettuale del progetto Siena Carbon Free, alla capacità di governance della Provincia di Siena nello sviluppo sostenibile, al coinvolgimento delle istituzioni e delle comunità locali verso l’obiettivo e all’avvio di azioni concrete di green economy che puntano su risparmio ed efficientamento energetico e sviluppo delle energie rinnovabili. Un ringraziamento particolare va a tutti coloro che da diversi anni stanno lavorando a questo progetto con importanti risultati, a partire dal dirigente del Settore politiche ambientali della Provincia di Siena, Paolo Casprini”.

Il premio, aperto a soggetti pubblici e privati, rappresenta una delle più importanti competizioni a livello internazionale per quanto riguarda le buone pratiche nella gestione dell’ambiente a livello locale e ha lo scopo di svilupparle e condividerle per migliorare la qualità della vita dei cittadini attraverso azioni sempre più sostenibili.

Le delegazioni partecipanti si sono confrontate sui contenuti, sulle idee e sullo stato di attuazione delle loro attività al fine di condividere le esperienze sulle buone pratiche e individuare nuove azioni da mettere in campo per continuare a migliorare uno sviluppo sostenibile dei propri territori. Risultati e premiati dell’edizione 2012 del premio Liveable Communities Awards sono disponibili sul sito www.livcomawards.com.

Più essere, meno avere, scegliendo un’evoluzione che tenga conto del limite delle risorse, alla ricerca dell’essenziale. È questo il messaggio di “menopermenofapiù”, iniziativa dedicata a bambini e ragazzi fra i 5 anni e i 29 anni  che parteciperanno alla settima edizione del Premio Giornalisti nell’erba, concorso di giornalismo ambientale per giovani e giovanissimi che, da quest’anno, diventa ancora più internazionale, vista la possibilità di portare testi in inglese, francese, tedesco e spagnolo.

Giornalisti Nell’Erba (gNe), nato nel settembre del 2006 da un’idea della giornalista Paola Bolaffio, non si limita a insegnare ai più giovani il giornalismo ambientale, ma include anche formazione, eventi, laboratorio permanente e giornale online, ovviamente fatto dai ragazzi. Il successo di questo progetto ha dell’incredibile: dai 50 partecipanti del primo anno, si è passati a 150 il secondo, fino ad arrivare agli oltre 5000 gNe in tutta Italia. Il progetto raggiunge oggi un milione di utenti, tra bambini e ragazzi, con scuole, centri sportivi, famiglie, agenzie educative, associazioni, enti e molti altri soggetti compresi fra i 36mila contatti della sua rete.

La ‘partita’ che si sta giocando a Taranto è di una gravità inaudita: questo comunicato di Medicina Democratica  (cui mi onoro di appartenere), mi sembra esemplare per chiarezza e incisività.

Rispetto per le decisioni della magistratura, intervento dello Stato per la bonifica, il risanamento e per produzioni compatibili con l’ambiente e la salute a Taranto

Medicina Democratica, innanzitutto, si stringe nella solidarietà con le vittime dell’evento meteorico che mercoledì ha colpito Taranto ed in particolare alla famiglia del lavoratore Francesco Zaccaria.

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge per scongiurare la chiusura dell’Ilva, che continuerà a produrre garantendo però da parte dell’azienda il rispetto dell’ambiente e soprattutto investimenti per migliorare le tecnologie. A sorvegliare il rispetto delle regole sarà un garante. Il decreto, sottolinea il premier Mario Monti in conferenza stampa, che “non è un ‘salva Ilva’ ma ‘salva ambiente, salute e lavoro'”. Questo decreto “mette in condizione l’azienda – ha proseguito il ministro dello Sviluppo Corrado Passera – di rispettare tutti i limiti dell’Aia (l’autorizzazione integrata ambientale, ndr) che a sua volta ha recepito le indicazioni della magistratura”. Il 6 dicembre prossimo il Tribunale del riesame dovrà pronunciarsi sul sequestro degli impianti a caldo dello stabilimento di Taranto, “e credo che anche i giudici dovranno tenere conto di questa legge”, ha sottolineato il ministro dell’Ambiente Corrado Clini, a blindare la sopravvivenza del secondo polo siderurgico europeo al centro delle polemiche per l’impatto ambientale sulla città. Un impatto ambientale che ha spinto il gip di Taranto a porre i sigilli sugli impianti e, conseguentemente, la proprietà Riva ad annunciare la chiusura definitiva

Cosa prevede il decreto – Il decreto varato oggi dal Consiglio dei ministri “stabilisce che la società Ilva abbia la gestione e la responsabilità della conduzione degli impianti e che sia autorizzata a proseguire la produzione e la vendita per tutto il periodo di validità dell’Aia”. Il rilascio a ottobre da parte del Ministero dell’Ambiente dell’autorizzazione integrata ambientale ha anticipato gli obiettivi fissati dall’Unione europea in materia di BAT – best available technologies (tecnologie più efficienti per raggiungere obiettivi di compatibilità ambientale della produzione) di circa 4 anni. Con il provvedimento odierno – spiega il comunicato di Palazzo Chigi – all’Aia è stato conferito lo status di legge, che obbliga l’azienda al rispetto inderogabile delle procedure e dei tempi del risanamento. Qualora non venga rispettato il piano di investimenti necessari alle operazioni di risanamento, il decreto introduce un meccanismo sanzionatorio che si aggiunge al sistema di controllo già previsto dall’Aia. “I provvedimenti di sequestro e confisca dell’autorità giudiziaria – spiega ancora il comunicato stampa –  non impediscono all’azienda di procedere agli adempimenti ambientali e alla produzione e vendita secondo i termini dell’autorizzazione”. “L’Ilva – spiega il comunicato stampa – è tenuta a rispettare pienamente le prescrizioni dell’autorizzazione ambientale”.  Palazzo Chigi definisce il decreto legge “un cambio di passo importante verso la soluzione delle problematiche ambientali, il rispetto del diritto alla salute dei lavoratori e delle comunità locali interessate, e la tutela dell’occupazione”. “In questo modo – prosegue la nota – vengono inoltre perseguite in maniera inderogabile le finalità espresse dai provvedimenti assunti   dall’autorità giudiziaria”.

 

 

Un’isola artificiale al largo di Riccione, paradiso incontaminato del turismo, a breve diventerà realtà. Il nome ha il sapore straniero, T.h.e.re, “Touristic Hub Emilia Romagna Est” che ricorda le nuove Smart Cities dall’idea sostenibile, ma l’obiettivo è quello di inserirsi nel panorama romagnolo con strutture e mezzi d’avanguardia. Il progetto definitivo sarà presentato a febbraio davanti ad esperti della comunità europea e rappresentanti dei ministeri di ambiente e infrastrutture, ma l’idea generale è già chiara sulla carta. Un atollo di un chilometro di diametro a circa 5 miglia dalla costa. Porto, hotel, ristoranti, centri benessere sono solo alcune delle attrattive che potrebbe ospitare, con un’unica prerogativa: essere totalmente auto sostenibile a livello energetico.

L’impegno di Mario Monti e del governo sull’Ilva: tutelare occupazione e ambiente. E’ quanto comunica Palazzo Chigi sul caso dello stabilimento di Taranto. Il premier ha provato a rassicurare: “Il governo non ha alcuna intenzione di entrare in contrasto con la magistratura e farà attenzione alle indicazioni dei magistrati”. Inoltre, l’esecutivo rivendica che sul caso Ilva, sin dal 5 settembre e a seguito della riunione organizzata il 17 agosto a Taranto, il Consiglio dei ministri ha concordato una strategia condivisa con le amministrazioni locali, che mira anche a evitare un impatto negativo sull’economia stimato in 8 miliardi di euro annui.

La limatura del decreto – I sindacati, da par loro, chiedono una maggiore assunzione di reponsabilità per quella che definiscono “una tragedia economica e occupazionale che mette a rischio anche la credibilità del Paese”. Monti ha replicato assicurando che il decreto legge per sbloccare la situazione già domani, venerdì 30 novembre, sarà all’esame del Consiglio dei ministri. Il decreto non è però ancora stato consegnato ai partecipanti della riunione: il governo, infatti, deve proseguire nella “limatura” del testo dopo aver ricevuto un sostanziale via libera da parte di chi ha preso parte al vertice. Il provvedimento è chiesto tanto dal governo quanto da azienda e sindacati; la Regione, da par suo, contesta la necessità che l’intervento del governo non assuma i connotati di uno scontro con la magistratura. 

Dubbio di costituzionalità – Nel dettaglio, il decreto punta a dare valore di legge all’Autorizzazione integrata ambientale dello scorso 26 ottobre, restituendo la gestione dello stabilimento all’azienda, nel rispetto delle severe prescrizioni (in parallelo, viene prevista la decadenza dei custodi). Grazie al decreto, i sequestri andrebbero a perdere efficacia, mentre la riapertura dell’impianto dovrebbe avvenire in automatico con l’entrata in vigore del decreto stesso. La durata del decreto è legata ai tempi di adempimento dell’Aia. L’osservanza delle prescrizioni verrà controllata da un “garante”, affiancato da un comitato dei lavoratori. Resta ancora il possibile ricorso di incostituzionalità, ventilato dal presidente dei Verdi, Angelo Bonelli. Questa possibilità, però, è stata negata dal ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, che sostiene che il provvedimento non abbia altro come scopo altro che l’applicazione della legge.

Il vertice – Al vertice di Palazzo Chigi hanno preso parte anche  il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà , il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, quello dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, il ministro del Lavoro, Elsa Fornero e il responsabile della Salute, Renato Balduzzi. Presenti anche il presidente dell’Ilva, Bruno Ferrante, il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola con il sindaco di Taranto e il presidente dell’omonima provincia, oltre ai rappresentanti sindacali.

La protesta – Nel frattempo, fuori da Palazzo Chigi, si svolgebva la protesta di centinaia di lavoratori dello stabilimento tarantino: la loro manifestazione è stata bloccata in via del Corso dalle forze dell’ordine. Duri gli slogan dei lavoratori contro governo e Parlamento: “Politici, siete solo dei parassiti”, urlavano. Proteste anche a Genova, dove i lavoratori dell’impianto locale dell’Ilva hanno ancora bloccato il centro.

Se si voleva una riprova della continuità del governo Monti con il precedente sul mancato rispetto della magistratura e dei principi costituzionali, ce l’ha servita il ministro dell’ambiente Clini sul “caso Ilva”.

Dopo la premessa d’obbligo “io non ho mai attaccato i magistrati” e l’indignazione per le dichiarazioni di dirigenti che lo hanno definito “uomo dell’Ilva” Corrado Clini ha sciorinato ancora una volta la tiritera burocratica: “dal marzo 2012 quando ho riaperto la procedura per l’AIA [Autorizzazione Integrata Ambientale] ho sempre richiamato il rispetto per la legge che prevede sia il ministro dell’ambiente a stabilire le modalità con le quali un impianto industriale debba essere esercito in modo da salvaguardare la salute e l’ambiente”.

Torino, 28 nov. – (Adnkronos) – Dal progetto alla finitura seguendo il filo conduttore della sostenibilita’. In tempi di green economy anche l’edilizia e’ chiamata a rispondere a nuovi criteri in grado di ridurre l’impatto ambientale e i consumi di energia, tema al centro della sezione specifica “Energia & Ambiente” di Restructura, il salone dell’edilizia e dell’architettura sostenibili a Torino dal 29 novembre al 2 dicembre. Negli stessi giorni si svolge anche la seconda edizione di Protec, il focus su tecnologie e servizi per la protezione civile e ambientale.

Produzione alternativa del calore, bioarchitettura e prodotti ecologici, sistemi per risparmio e riciclo dell’acqua, sono alcuni dei temi al centro della sezione di Restructura che vedra’ protagoniste le aziende impegnate a trovare e realizzare nuovi modelli e nuove soluzioni che possono contribuire al miglioramento dell’ambiente costruito.

Obiettivo, dimostrare a operatori del settore e privati, che realizzare una citta’ a misura di cittadini e di ambiente e’ possibile, idea che sta alla base di uno dei piu’ importanti interventi di riassetto urbanistico in corso in Italia e che sara’ al centro del convegno del 30 novembre: il recupero di un’area di Torino di 600.000 metri quadrati, un tempo occupata dall’insediamento Michelin. Il progetto nasce da un’idea di riqualificazione delle infrastrutture presenti in questa parte di citta’, specie l’asse stradale di Corso Romania che collega la citta’ di Torino alla citta’ di Settimo Torinese, con il coinvolgimento delle amministrazioni dei comuni limitrofi con i quali si dialoga per dare un assetto unitario rispetto alle aree circostanti.

In programma anche workshop di apprendimento e confronto per i professionisti del settore edile e i progettisti, per prendere confidenza diretta con i nuovi materiali e le nuove tecniche di lavorazione. Per tutti i visitatori, torna “Incontra l’Architetto”: alcuni architetti mettono a disposizione la propria professionalita’ in incontri della durata di 30 minuti per dare indicazioni progettuali su impianti, materiali e soluzioni tecniche. Completano la proposta degli eventi i RestrucTour, visite guidate a cantieri e siti di particolare rilievo in termini di sostenibilita’.

Protec, invece, si apre con il convegno di domani dedicato a “La valutazione del rischio” al quale prendera’ parte, tra gli altri, Raffaele Guariniello della Procura della Repubblica di Torino per presentare l’attivita’ della Procura su pericoli naturali, industriali e nei trasporti. E’ in programma anche la tavola rotonda “La Protezione Civile dal comune alla citta’ metropolitana: l’attuale organizzazione e quella futura” sulla gestione dell’emergenza in ambito metropolitano e sull’organizzazione della Protezione Civile nel nuovo e futuro contesto della Citta’ Metropolitana e sulle criticita’ che gli amministratori dovranno affrontare nel nuovo assetto.

Si parlera’ anche di progetti in zona sismica, occasione di discussione dello stato della pratica professionale dopo l’emanazione delle Norme Tecniche sulle Costruzioni nel 2008, riprendendo alcuni esempi reali da cui dedurre alcune indicazioni sulla buona pratica.

 

Mentre protezione civile e soccorritori facevano la conta dei morti, dei feriti e dei danni causati dalla tromba d’aria che si è abbattuta su Taranto, il ministro dell’Ambiente Corrado Clini interveniva in aula alla Camera su caso dell’ilva per dire che la chiusura dell’Ilva oltre a fare un favore alla concorrenza non migliora l’ambiente.  ”Lasciare senza reddito 20mila famiglie vuol dire assumersi responsabilità non stimabili sul piano sociale”.  Con la chiusura dello stabilimento dell’Ilva “le condizioni ambientali di Taranto peggiorano; l’unica possibilita’ per risanare e’ l’applicazione Aia”. E ha aggiunto: “Il rischio e’ che si verifichi quello che e’ successo in altri siti abbandonati e non gestiti, con la moltiplicazione di effetti dannosi”. Il piano per l’adeguamento alle   prescrizioni Aia “comporta investimenti per circa 3 mld” e c’è stato   “l’impegno dell’azienda a investire le risorse necessarie”. 

All’attacco Il ministro ha sottolineato cge questo impegno “non era scontato”.  ”Si rileva – aggiunge il Ministero – con rammarico e preoccupazione che ancora una volta, giunti ad un passaggio importante della vicenda Ilva, si diffondano notizie false tese a screditare e delegittimare l’azione del Ministro, come era già accaduto nei mesi scorsi con la diffusione della notizia, anche in quel caso falsa, di una citazione di Clini nelle intercettazioni telefoniche relative all’inchiesta penale. Circostanza a suo tempo smentita dallo stesso procuratore Sebastio”. Il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini, quando era direttore generale del Ministero, non firmò l’Aia per l’Ilva nel 2011. Lo afferma in un nota il Ministero. “La notizia secondo la quale Corrado Clini, da direttore generale del Ministero dell’Ambiente, avrebbe firmato l’AIA per l’Ilva rilasciata nel 2011 dal Ministro Prestigiacomo è falsa, ed era stata già smentita nelle scorse settimane. E’ notorio che Corrado Clini – si legge nella nota – da direttore del Ministero dell’Ambiente non si occupava di Autorizzazioni Integrate Ambientali (AIA) e non ha avuto quindi alcun ruolo in quella rilasciata all’Ilva”. 

 

Il ministro dell’Ambiente Corrado Clini è intervenuto questa mattina a La telefonata di Maurizio Belpietro, in onda su Canale 5. Il politico ha parlato del caso Ilva e ha dichiarato: “L’Ilva è favorevole all’investimento da 3 miliardi di euro per risanare gli impianti”. “I giudici si occupino di reati e non dell’aministrazione dell’ambiente”, ha poi aggiunto Clini. E sull’azione di governo sulla vicenda: “Governo ed enti locali sono pronti a fare il loro dovere per scongiurare la chiusura dell’Ilva di Taranto”. 


pubblicato da Libero Quotidiano

Clini a Belpietro: "I giudici si occupino di reati, non di ambiente"

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