Raccolta News di Economia e Finanza aggiornate in tempo reale

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“La sanità pubblica chiamata a ripensarsi in vista di una rimodulazione e di adattamenti di cui dobbiamo avere consapevolezza. Dobbiamo imparare a gestire il divenire del processo demografico in corso in modo più efficiente“. E’ quello che ha detto il presidente del Consiglio, Mario Monti, intervenendo alla cerimonia di chiusura dell’Anno europeo dell’invecchiamento attivo. Il capo del governo torna quindi a parlare del sistema sanitario nazionale dopo che qualche giorno fa ha lanciato l’allarme giudicandolo a rischio.

Entro gennaio vi sarà il bando per assegnare mille licenze, si prevedono nuove possibilità di impiego oltre ad un giro d’affari che toccherà in un solo anno il miliardo e mezzo di euro.

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Sale da poker: nuovo decreto porterà 50 mila posti di lavoro

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È un’assicurazione a rovescio: se c’è un freddo eccezionale come lo scorso anno, l’Enel attiverà le sue centrali a olio combustibile per risparmiare gas ed evitare black out, se il clima è mite non lo farà. Ma in ogni caso noi consumatori pagheremo 250 milioni di euro in bolletta, soldi che andranno di fatto all’Enel in cambio della disponibilità a utilizzare quelle centrali, ormai poco utilizzate e inquinanti, dal valore di mercato simbolico.

Senza incentivi male anche il Giappone. Per i costruttori transalpini il 2012 potrebbe essere l’anno peggiore dal 1998: debacle Peugeot e Renault (-22,9% e -33,5%). Meglio del mercato il gruppo Fiat, che comunque arretra del 10,6%.

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Auto, crollo vendite in Francia. Anno peggiore dal 1998, ma Fiat non ne approfitta

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Nella giornata della protesta all’austerity per gli esperti di IHS l’anno prossimo sarà terribile per l’economia mondiale. Rischi da America a Cina. Ma è l’Europa ad essere più fragile. Eventuali shock economici saranno violenti sul Pil italiano e spagnolo

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Anno 2013, tempesta perfetta. Spagna e Italia le più a rischio

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Anno non proprio facile quello di Demi Moore che proprio l’11 novembre varcherà la soglia dei 50 anni. La star di Ghost, Soldato Jane e La lettera scarlatta, spegnerà 50 candeline ma l’atmosfera attorno a lei è tutt’altro che festosa. La diva dovrà cercare di dimenticare il periodo orribile iniziato l’anno scorso quando venne annunciata la separazione dal terzo marito, Ashton Kutcher che dopo ben sei anni di matrimonio l’aveva tradita con una bionda di 22 anni. Nonostante il crollo fisico e mentale provocato dalla rottura co Kutcher, Demi continua ad essere una delle attrici più belle di Hollywood e a chi le chiede se dietro a questa sua bellezza quasi “eterna” possano nascondersi svariati interventi di chirurgia estetica risponde: “E’ completamente falso, non ho mai fatto nessun intervento chirurgico. La chirurgia plastica e’ un modo per combattere le nevrosi. Il bisturi non ti rende felice. Per il momento preferisco essere una bella dona della mia eta’ piuttosto che cercare disperatamente di sembrare una trentenne”.

Un passato glorioso che non ritorna – Se dal punto di vista sentimentale, questo non è un bel momento per Demi Moore, anche da quello professionale le cose non sembrano andare meglio. Oggi i ruoli importanti per la bella Demi scarseggiano e il periodo d’oro, iniziato con il successo di Ghost al fianco di Patrick Swayze, e continuato poi con Proposta Indecente con Robert Redford, Codice d’onore insieme a Tom Cruise, La lettera scarlatta, Striptease e Soldato Jane di Ridley Scott sembra essere finita con la fine gli anni Novanta in concomitanza con la fine del suo secondo matrimonio, con Bruce Willis, con cui ha avuto tre figlie Rumer, Scaut LaRue e Tallulah Belle. Del primo matrimonio, invece, negli anni Ottanta, con Freddy Moore, l’attrice ha conservato il cognome.

 

La recessione che continua, il Pil che cade ancora, la disoccupazione che aumenta e i consumi che si contraggono. Le previsioni a tinte fosche per quest’anno e per il 2013 sono dell’Istat. L’istituto di statistica, innanzitutto, vede un “rilevante incremento” del tasso di disoccupazione per quest’anno, al 10,6%. Mentre nel 2013 il tasso continuerebbe a salire raggiungendo l’11,4% “a causa del contrarsi dell’occupazione”, unito all’aumento dell’incidenza della disoccupazione di lunga durata. Quanto alla spesa privata per consumi dovrebbe registrare quest’anno una contrazione del 3,2%. Nel 2013, la spesa dei consumatori risulterebbe ancora in calo (-0,7%),per “le persistenti difficoltà sul mercato del lavoro e della debolezza dei redditi nominali”.

“Sempre meno soldi all’economia reale e più sostegno allo Stato”. A fare i conti in tasca ai rubinetti delle banche è stato il Centro studi Unimpresa che ha analizzato i dati sull’ultimo anno di stretta del credito. “Negli ultimi dodici mesi il ritmo dei finanziamenti delle banche ha visto un drastico calo degli impieghi nei confronti delle famiglie e delle imprese: tra settembre 2011 e agosto scorso, lo stock di crediti ad aziende e cittadini è calato, rispettivamente, del 3,6% (-32,7 miliardi) e dello 0,4% (-2 miliardi). Percentuale che passa al 2,02% (-18 miliardi) e all’1,15% (-5,8 miliardi) se si guarda all’andamento del solo 2012″, rileva l’analisi che svela il doppio binario dei flussi di denaro visto l’andamento in controtendenza “dei finanziamenti alla pubblica amministrazione centrale (+6,06% su base annua e +5,2% nel 2012), che sono aumentai di 10,5 miliardi negli ultimi dodici mesi, 9 dei quali concessi tra gennaio e agosto scorso”. 

 

Manca meno di un mese al primo compleanno dei Prof. Il 18 novembre 2011, infatti, Mario Monti e i suoi ministri incassavano la fiducia (record di ogni tempo nella storia della repubblica con 556 sì)  della Camera. Da quel giorno, il debito pubblico italiano ha preso a galoppare all’impazzata: roba che, a confronto, il Cavaliere e i suoi erano dei ronzini stanchi. Il dato, l’ultimo di una lunga serie e che smentisce il “miracolo” di cui Monti e i suoi si vantano a chiacchiere, arriva da un’indagine del Centro studi Unimpresa (Associazione di categoria delle micro, piccole e medie imprese), che ha preso in esame l’andamento del debito pubblico nostrano nel corso degli ultimi due anni: 2011 e 2012.

Dice Unimpresa che egli ultimi 24 mesi il debito pubblico italiano è cresciuto di quasi 126 miliardi di euro, passando da 1.849 miliardi a 1.975 miliardi (assai vicino alla soglia “psicologica” dei 2.000 miliardi). Dei 126 miliardi accumulati tra il mese di settembre 2010 e lo scorso agosto, oltre il 66%, pari a 83,9 miliardi, si riferisce agli ultimi 12 mesi; fino a settembre 2011, invece, il «buco» nei conti statali del Paese era aumentato di 41,8 miliardi. Nei primi otto mesi del 2012, il buco è aumentato di quasi 70 miliardi, con una media di 8,6 miliardi al mese, cioè 282 milioni di euro al giorno. Tale media giornaliera scende a 152 milioni di euro se si guarda a tutto il 2011, governato fino ai primi di novembre da Berlusconi. 

“Con questi dati – spiega il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi – non vogliamo entrare in polemica con la politica e in particolare col Governo guidato dal professor Mario Monti. Tuttavia, come molti osservatori in questa fase cerchiamo di contribuire al dibattito con gli addetti ai lavori in una fase delicatissima per il futuro del Paese”.

 

 

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