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Faceva il guardialinee per il campionato dilettantistico di calcio. E’ stato ucciso a calci e pugni da baby giocatori inferociti. I protagonisti di questa assurda tragedia è Richard Nieuwenhuizen, un uomo di 41 anni e alcuni ragazzini di età compresa fra i 15 e i 16 anni che giocano nell’Amsterdam Nieuw Sloten. La polizia ne ha già arrestati tre, sospettati di avere partecipato al brutale pestaggio durante una partita giocata domenica ad Almere, vicino ad Amsterdam, nella quale giocava anche il figlio

Non ha nulla a che fare con lo sport – “E’ scappato ma i ragazzi lo hanno inseguito e picchiato”, ha spiegato un portavoce della polizia. L’uomo, un padre di famiglia, è stato colpito con calci e pugni alla testa, riportando gravi danni cerebrali. Trasportato d’urgenza in ospedale, Nieuwenhuizen si è spento dopo poche ore. La notizia della sua morte è stata data dal club Buitenboys presso il quale lavorava come dirigente. La polizia non ha escluso ulteriori arresti. La notizia, intanto, ha provocato lo sdegno delle istituzioni e delle autorità olandesi. “Tutto ciò non ha niente a che fare con lo sport e in nessun   caso si può tollerare”, ha affermato il ministro dello sport olandese  Edith Schippers. Diversi partiti hanno chiesto sanzioni più severe   per arginare il fenomeno della violenza nel calcio dilettantistico. Anche la federcalcio olandese ha condannato l’episodio. “E’ un fatto terribile”, ha detto un portavoce della Knvb.

 

“Baby io in palestra profumo di Chanel, chi puzza in palestra è perché non si lava”. Cecilia Capriotti commenta così le foto che ha pubblicato su Twitter e che ha subito ripreso tgcom. La bella attrice si mostra durante un allenamento in palestra con leggings neri e canottiera scollata. Nella serie di immagini si vede anche le gambe e i glutei scultorei della Capriotti.


pubblicato da Libero Quotidiano

Cecilia Capriotti e il sexy allenamento in palestra

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Una storia dell’orrore, quella che viene da Palermo, dall’istituto alberghiero Piazza del capoluogo siciliano. Una ragazzina, tra il 2006 e il 2007, quando aveva appena 16 anni, si sarebbe lasciata convincere da due suoi compagni di scuola a prostituirsi. Ma non è tutto. Perché tra i clienti della minorenne – che aveva una complessa situazione familiare ed era iscritta in quella scuola per avere sostegno psicologico – ci sarebbero stati anche quattro professori dell’istituto alberghiero. La notizia è stata rilanciata dall’edizione locale del quotidiano La Repubblica, che racconta come la ragazzina si prostituisse in auto nel parco della Favorita, mentre qualche volta avrebbe consumato i rapporti in un albergo. A rendere ancor più inquietante una storia drammatica le tariffe della giovane, che andavano dai 5 ai 10 euro. Le indagini sul caso sono condotte dalla squadra mobile del capoluogo siciliano, e sono in cors degli accertamenti per verificare l’attendibilità di quanto dichiarato dalla ragazza. Secondo quanto si è appreso, al momento, non ci sarebbero indagati.

Baby design e creatività : queste due componenti sono alla base del progetto del designer finlandese Heikki Ruoho che ha personalizzato la cameretta dei più piccoli creando un set di sedie di cartone riciclato. Finalmente nasce una sedia particolare dedicata ai bambini sulla quale potranno sbizzarrirsi a scrivere, disegnare e colorare, scongiurando l’incubo ricorrente dei genitori, di scarabocchiare tutto quello che gli passa a tiro nei loro “impeti di creatività”.La sedia per bambini Kenno, parte di una linea completa di arredi “a misura di bimbo” che comprende anche la libreria e il tavolino, è il risultato della sperimentazione di un nuovo tipo di cartone riciclato: un materiale robusto ma leggero, che può essere utilizzato come un foglio di carta. Il cartone è ricoperto da un adesivo a base d’acqua.Anche l’assemblaggio dei pezzi può trasformarsi in un divertente gioco per i più piccoli: semplice e intuitivo.La sedia è formata infatti da cinque pezzi di cartone assemblati tra di loro a formare una struttura robusta e affidabile, senza alcun utilizzo di collanti o viti.Una volta cresciuti i bambini le sedie possono venire riciclate proprio come la semplice carta.Una struttura su cui non solo si può ma, anzi, si deve disegnare. Quindi fortunatamente all’incubo di ogni genitore il designer Heikki Ruoho sembra proprio aver trovato un’ottima soluzione.

 

Dopo Marina, Pierilvio e Barbara, tocca ora a Luigi entrare nella più grande delle società della famiglia Berlusconi. Il figlio più piccolo di Silvio e Veronica Lario è stato infatti nominato dall’assemblea dei soci nel consiglio d’amministrazione della Fininvest, insieme a Maurizio Costa e Danilo Pellegrino. Lo annuncia un comunicato della holding della famiglia Berlusconi. Sono stati confermati poi gli amministratori Marina Berlusconi (presidente), Pasquale Cannatelli (amministratore delegato), Barbara Berlusconi, Bruno Ermolli, Ubaldo Livolsi, Roberto Poli e Salvatore Sciascia.

L’ingresso nel cda di “baby” Berlusconi è legato alla recente uscita dal board di Pier Silvio, che è entrato nel consiglio d’amministrazione di Mediobanca. Luigi, classe 1988, si è laureato lo scorso anno in Economia e Finanza presso l’università milanese Bocconi, dove sta frequentando il Master in discipline economiche e sociali. Dal 2007 è membro del cda di Mediolanum e da fine 2011 è consigliere delegato per la gestione finanziaria di Holding Italiana Quattordicesima.

 

E’ uno dei successi di Salerno, a Pontecagnano, il Baby Caring, un asilo a tempo che ha tra i principali obiettivi l’educazione sostenibile dei più piccoli. Si tratta di un progetto che incontra le esigenze delle famiglie con orari molto flessibili. È aperto infatti tutto l’anno, sette giorni su sette, dalle 7 del mattino alle 21 e può ospitare fino a 50 bimbi dai 2 ai 6 anni di età.
Struttura all’avanguardia concepita interamente secondo i criteri di salubrità e sostenibilità ambientale a impatto zero, nel Baby Caring le differenti scelte progettuali si rapportano strettamente ai metodi educativi e pedagogici qui applicati.
L’innovativo progetto architettonico, eseguito dallo studio Blast Architetti di Milano, comprende una superficie interna di 460 metri quadrati e un giardino esterno di 100 metri quadrati: gli elementi ispiratori sono stati quelli della bioarchitettura, disciplina che punta a creare un rapporto di equilibrio fra ambiente naturale e costruito, senza spreco di risorse. Sono stati utilizzati materiali naturali nelle vernici al tuorlo d’uovo, nei pavimenti in linoleum e negli arredi rigorosamente in legno massello o certificato in classe E1 con bassissima emissione di formaldeide, studio delle cromie e disposizione dei mobili secondo le indicazioni del Feng Shui (antica disciplina orientale applicata all’architettura per elevare il benessere all’interno degli ambienti domestici).Anche la domotica entra da protagonista nel progetto per gestire tutto il sistema degli impianti d’illuminazione, climatizzazione e videosorveglianza, controllando la qualità interna dell’aria e garantendo il massimo comfort.L’idea del Baby Caring prende piede dalla mancanza sul territorio nazionale di asili nido e servizi per l’infanzia, situazione che al Sud risulta nettamente più accentuata.Non si tratta di una struttura tradizionale, bensì di un luogo di supporto alle famiglie in cui i bambini possono trovare spazi adatti a loro ed educatori attenti e preparati. La particolarità di questo asilo è l’utilizzo di diversi linguaggi comunicativi, attraverso la cultura ecosostenibile: arte, musica, teatro puntano a sollecitare comportamenti virtuosi e sostenibili, attraverso l’uso di materiali rinnovabili e riciclabili con l’idea di stimolare i giochi creativi grazie agli eco-laboratori puntando anche sull’interesse per il riuso e il riciclo dei materiali.

Ha monopolizzato il red carpet della New York Fashion Week, sottraendo flash e copertine a star come Victoria Beckham. Tacchi alti, microabito nero interamente ricoperto di paillettes e grandi occhiali scuri. Come una vera diva, che, però, ha solo 12 anni. Si chiama Cecilia Cassini, è italo-americana e abita con papà, mamma e fratellino a Encino, deliziosa cittadina della California. 

La stampa americana osanna questo baby fenomeno come la più giovane fashion designer al mondo. Tutte le bambine degli Stati Uniti vogliono indossare le sue creazioni: celebrità come Miley Cyrus, protagonista del telefilm Disney Hannah Montana, fanno a gara per essere vestite da lei. Perfino la top model Heidi Klumm ha scelto per la figlia i suoi modelli. Cecilia è ormai una celebrità, tanto che la tv ha pensato di dedicare a lei e alla sua famiglia un reality show. Confession of a fashionette (questo il titolo della docu-fiction a puntate) arriverà in Italia da lunedì, alle 21, su E! Entertainment (canale 129 di Sky).

Cecilia, lei sa che tra breve anche gli italiani impareranno a conoscerla, grazie alla tv?

«Sì e ne sono molto felice: la mia famiglia è per metà italiana. I miei nonni vengono da lì, da una città che credo sia vicino a Monaco».

Forse, intende dire il principato di Monaco? La Liguria, una delle regioni italiane è là vicino.

«Sì, è probabile che la città da cui viene la mia famiglia sia lì. Comunque, è stata proprio mia nonna a incoraggiarmi nella professione: le sono molto grata».

Quando ha iniziato a creare abiti?

«A 6 anni mi regalarono una macchina per cucire: da allora, non ho più smesso».

Così lei oggi è la fashion designer più giovane al mondo?

«Si dice fashionette! Ci tengo molto, perché credo lo abbiano coniato apposta per me».

A dispetto della sua giovane età, sembra molto determinata. Qual è il suo sogno?

«Voglio che tutto il mondo indossi le mie creazioni: un giorno ci saranno negozi di Cecilia Cassini in ogni Paese. In fondo, ho molto tempo a disposizione per perseguire i miei obiettivi: sono giovane, lo ha detto lei».

Troppo giovane, secondo alcuni…

«Si riferisce alle critiche che ogni tanto muovono a me e ai miei genitori. Allora mi spieghi: perché per lavorare e fare carriera avrei dovuto aspettare di invecchiare? Insomma, ho le idee chiare già adesso».

C’è un couturier in particolare cui si ispira?

«Mi hanno invitata alla settimana della moda newyorkese: devo dire di aver tratto ispirazione da tutte le sfilate che ho visto. In particolare, voglio diventare la nuova Coco Chanel, o il prossimo Valentino». 

A cosa pensa quando disegna i suoi abiti?

«Che tutte le ragazzine della mia età hanno il diritto di essere sempre al top, in ogni momento della giornata. Prenda me, ad esempio: nemmeno quando gioco a tennis rinuncio alle piume o ai lustrini».

Oltre agli abiti, quali oggetti preferisce disegnare?

«I cappelli, come quello che indosso in questo momento. Sembra una rosa gigantesca e serve anche a mantenere l’acconciatura, perché in realtà è una fascia elastica».

Con Cecilia, a bordo della limousine che la porta in giro di atelier in atelier, c’è l’inseparabile madre. A lei chiediamo se è contenta del successo precoce della sua bambina.

«E lei al mio posto non lo sarebbe? Guardi quant’è carina! La sua passione per la moda coinvolge tutta la famiglia: io e mio marito la seguiamo h 24. La sala da pranzo, a casa, è diventata la sua sartoria. Ben inteso: Cecilia sa che, prima di tutto, ci sono la scuola e i compiti. Detto questo, essere la madre di un enfant prodige di cui parlano tutti i giornali è divertente e surreale nello stesso tempo».

di Giovanni Luca Montanino

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