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Ieri è toccato alla Fornero durante il vertice italo-tedesco sul lavoro organizzato a Napoli. Oggi è stata la volta dei ministri Passera e Barca che insieme al sottosegretario De Vincenti hanno partecipato a Carbonia a un vertice sulla situazione del Sulcis. La rabbia dei disoccupati a Napoli e quella degli operai della fabbrica di Portovesme in Sardegna si è fatta sentire e vedere. Stamattina, come ieri, però la protesta si è trasformata in scontri con le forze dell’ordine. Decine di manifestanti, gridano slogan contro i ministri e per il lavoro lanciando pietre e palloncini di vernice colorata, hanno sfondato le barriere dell’Auditorium della Grande Miniera di Serbariu proprio mentre Passera e Barca ricevevano una delegazione di sindacalisti Rsu dell’Alcoa. Sono stati respinti dalla polizia in tenuta antisommossa. 

Ieri sera, proprio in vista dell’arrivo dei ministri Passera e Barca, quattro operai della ex Rockwool hanno indossato tute ed elmetti e hanno occupato la galleria Villamarina della miniera di   Monteponi ad Iglesias per protestare  contro loro mancata ricollocazione nelle iniziative di ricupero e bonifica delle aree minerarie dismesse da parte dell’Igea, società della Regione Sarda, titolare dei siti ex minerari dell’isola. 

Alcuni manifestanti shanno detto di voler far sentire la loro voce e la loro rabbia proprio nel momento in cui i loro delegati partecipavano alla riunione con i rappresentanti del Governo. Precedentemente i ministri avevano ricevuto i rappresentanti della Portovesme srl i quali – secondo quanto riportano i sindacalisti – hanno sottolineato che la produzione di zinco e piombo è strategica per l’Italia per cui potranno stare tranquilli fino al 2015 mentre la prossima primavera si metterà a punto un progetto per assicurare la produzione nei prossimi 15-20 anni. Alla Portovesme srl lavorano circa 700 persone.   E’ stata poi la volta dell’Eurallumina che conta 333 operai. Secondo quanto riporta Antonello Pirotto il Cda della Rusal ha rattificato la disponibilità al ravvio dello stabilimento.
 Il 22 novembre verrà siglato un protocollo d’intesa per decidere tempi e investimenti per la ripresa produttiva. Tutto ruota intorno alla grande caldaia che è in grado di generare energia elettrica e termica e che dovrà essere realizzata con fondi privati e per un 15% pubblici.   Più complicata è la situazione della Carbosulcis, dove lavorano 470 operai, e del progetto per la cattura e lo stoccaggio della CO2 per la produzione di energia elettrica. Bisogna fare i conti con le norme europee sugli aiuti di Stato per cui la situazione è in corso di valutazione da parte del Governo. 

 

L’umiltà di Massimo D’Alema è proverbiale: ora compra un fondo agricolo e racconta di aver smosso il Pil, dando esempio al partito. Baffino, intervistato dal Messaggero, dopo una seriosa intervista sullo stato del Pd, del centrosinistra, del Paese, dell’Europa e del mondo, chiude con una pillola di vita privata. “Ha venduto la sua barca a vela Ikarus?” gli chiede il giornalista. “Venduta, purtroppo. Siamo in tempi di austerità – argomenta l’attuale presidente del Copasir – ho impiegato tutti i miei risparmi in una piccola attività agricola per – udite udite – generare lavoro e promuovere la crescita del Pil. Esattamente come propone il Pd”.

Allora, non conosciamo il valore dell’amata barca a vela del leader Massimo, nè tantomeno l’ammontare dei risparmi di uno che sta in Parlamento dal 1987. Ma le dichiarazioni di D’Alema sollevano qualche perplessità: o si è comprato un latifondo ampio come il suo Salento, roba da cotton welt americano (dove i possidenti fondiari si spostano in elicottero nei propri terreni), oppure Massimo dimostra ancora una volta di avere una concezione abbastanza alta di sé. Insomma, se acquistando un terreno crede di poter dare in un colpo solo impulso all’occupazione e al Prodotto Interno Lordo, oltrechè esempio della politica economica del suo partito, qualcosa nel suo ego è ipertrofico. E la prossima volta che Massimo compra la macchina nuova che succede, fa partire la ripresa del settore automobilistico?

Investitori tirano i remi in barca: voci secondo cui l’agenzia sta per togliere la tripla A agli Usa. Sull’indice Ftse Mib note stonate Stm, Saipem e sopratutto Fiat, dopo la notizia della cassa di integrazione a Pomigliano. Euro sotto quota $1,30. Spread a 320.

pubblicato da Wallstreet Italia
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Borsa Milano in frenata. Alert Bce su prestiti

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Se un figlio da sempre va per mare, può capitare che prenda una barca di un amico per divertirsi e in cambio farci sopra piccoli ma necessari restauri. Barca magnifica, fatta all’inizio degli anni novanta in un cantiere greco, quando in coppa America era già apparsa la chiglia a bulbo con le ali per planate onda dopo onda senza nessun violento sussulto.

Pozzetto comodissimo, con tavolo rigorosamente ellenico. Che chissà quante olive e quanta feta deve aver visto vincendo i trofei dell’amicizia, mentre altri ingenuamente frettolosi incredibilmente indaffarati serravano le scotte per un quarto di nodo in più perdendo così tutta la bellezza della vela. Di una comodità estrema anche il piccolo forno della grande cucina sotto coperta
usato da me grazie a un cugino molto fortunato con una piccola traina a mano ha pescato sei sgombri da porzione.

La protesta a sessanta metri da terra. E’ quanto hanno deciso di mettere in scena i segretari della Fiom-Cgil, Franco Bardi, e della Fim-Cisl del Sulcis, Rino Barca, entrambi operai dell’Alcoa, che stasera sono saliti sulla torre alta oltre 60 metri da dove alcuni giorni fa erano scesi – dopo quattro giorni – tre colleghi dello stabilimento di Portovesme (Sulcis). Le ragioni della nuova protesta sono le stesse: l’azienda, stasera, in un incontro con le rappresentanze sindacali, ha confermato il programma di spegnimento dell’impianto, che i lavoratori speravano di rallentare, anche viste le rassicurazioni fornite dalla stessa azienda al governo nei giorni scorsi.

Ryan Harris, giovane pescatore di 19 anni, ha passato 26 ore alla deriva in mare aperto dentro una cassa di plastica da un metro per uno, dopo che la sua imbarcazione era stata travolta e affondata dalle onde gelide del mare dell’Alaska. ll giovane è stato poi fortunatamente recuperato dalla guardia costiera.

Come nei film – Un’esperienza terribile quella del povero Ryan, che ricorda da vicino quella raccontata in molti film di Hollywood, da “Cast Away” (2000) a “Open water” (2004). Ed è ancora più incredibile il modo in cui Ryan ricorda di essersi tirato su di morale per non perdersi d’animo, facendosi discorsi d’incoraggiamento e cantando un brano sulle renne di Babbo Natale.

 

Circa 450 operai dell’Alcoa, al rientro dalla manifestazione di lunedì 10 settembre a Roma davanti al ministero dello Sviluppo economico, hanno occupato stamane martedì 11, la nave Tirrenia all’attracco nel porto dell’Isola Bianca a Olbia.  ”La rabbia dei lavoratori è più forte della rassegnazione”, spiega Rino Barca della Fim Cisl, mentre i suoi compagni sbattono i caschi da lavoro sulla ringhiera di protezione del traghetto. “Siamo stanchi e delusi, ma decisi a usare tutti i giorni che ci restano prima della programmata fermata della fabbrica di Portovesme per accelerare la risoluzione del problema. Vogliamo evitare che l’impianto si fermi”.

I lavoratori fanno sapere di non voler lasciare la nave. La gran parte dei loro rappresentanti sindacali sta rientrando in Sardegna in aereo. “E’ vero, l’azienda ha dichiarato che rallenterà le procedure di fermata, spegnendo fra le 5 e le 6 celle elettrolitiche al giorno”, afferma Barca, “ma da qui al prossimo 1 novembre l’impianto sarà stabilmente fermo. Ci sono ancora 270 celle in attività, quindi abbiamo ancora una cinquantina di giorni, considerato che le procedure proseguono anche il sabato e la domenica. Dobbiamo utilizzare questo tempo al meglio, per evitare la fermata”.

L’ultimo anno non è stato dei più felici e dei più facili per Emilio Fede. L’ex anchorman più amato dal cavaliere è stato estromesso dalla direzione del Tg4 e poi è stato coinvolto nella famosa (e misteriosa) vicenda della valigetta zeppa di danaro con cui si sarebbe presentato in una banca svizzera. a testimonianza della sua vulcanica indola, però, l’ex direttore non è rimasto a guardare. E giusto qualche giorno fa ha annunciato la formazione di un movimento politico, “Vogliamo vivere”, col quale intende presentarsi alle elezioni 2013 nel Nord e in Sicilia. per prepararsi alla campagna elettorale che lo vdrà opposto, tra gli altri, anche al suo (ex?) adorato Berlusconi, Emilio si è concesso una gita a Portofino. Dove è stato immortalato in compagnia di una bella (e inseparabile) brunetta.

Le vacanze per (quasi) tutti sono finite, ma perché non concedersi ancora un weekend settembrino senza pensieri? Si può fare, anche a prezzi decisamente vantaggiosi. Ecco un paio di idee tutte italiane, convenienti e vicine: una al mare, l’altra alle terme.

LIGURIA A VELA E A PIEDI. Un po’ si veleggia e un po’ si cammina. Lo scenario è quello del Golfo dei Poeti e delle Cinque Terre, in Liguria. Un weekend di fine settembre che unisce spostamenti in barca a vela e trekking soft su sentieri a picco sul mare.

 Perché l’abbiamo scelto. Con un po’ di fortuna, a settembre in Liguria si trova ancora il sole caldo. Arrivare via mare in approdi quali Porto Venere, poi, è un’esperienza davvero piacevole. E, soprattutto, il prezzo è ottimo.  

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