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La proroga passa a 5 anni dai 30 previsti. La decisione di dare parere favorevole unanime delle commissioni Bilancio e Industria del Senato non piace nemmeno alla Commissione Europea. Asta rinviata al 2020.

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Spiagge, governo battuto: concessioni rinviate 5 anni

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Una sinistra fumata nera al vertice europeo di Bruxelles sul bilancio dell’Unione Europea: le divisioni tra falchi e colombe sono troppo forti. L’attesa riunione si chiude con un nulla di fatto. Insanabili, per ora, le diverenze tra i fautori della linea del rigore (guidati in questo caso dalla Gran Bretagna) e i Paesi mediterranei. Herman Van Rompuy, il presidente del Consiglio europeo, ha avanzato una nuova proposta, che di fatto non è stata nemmeno discussa: nel vertice ci si è limitati a verificare che possa essere costituita una base per un futuro negoziato.

L’incertezza - L’appuntamento è stato rinviato all’inizio del prossimo anno: gennaio o febbraio, è ancora da stabilire. Alcune fonti diplomatiche italiane hanno specificato che “il rinvio è meglio di una rottura”. La voce è stata fatta circolare pochi minuti prima dell’annuncio ufficiale del fallimento, effettuato dalla presidenza cipriota. Le stesse fonti del governo di Roma hanno fatto sapere che non sarebbe comunque un problema data l’assenza di scadenze immediate. Al contrario, un eventuale accordo a ventisei – Gran Bretagna esclusa – sarebbe “drammatico”. Da par suo, Londra sembra che non abbia voluto mollare un millimetro.

Londra intransigente - Secondo le indiscrezioni, il premier britannico Cameron si è dimostrato più intransigente di tutti sull’intricata questione del bilancio pluriennale: fonti diplomatiche hanno riferito che anche Angela Merkel, addirittura, avrebbe avuto una linea meno dura rispetto a quella di Gran Bretagna, Svezia e Olanda. Al termine degli incontri, il vertiche ha affidato a Van Rompuy il “mandato” di presentare una nuova bozza di compromesso, che sarà discusso in un successivo incontro di capi di Stato e di governo. 

I tagli - Nel dettaglio, al vertice, si discuteva del bilancio europeo per il periodo 2014-20: la COmmissione aveva proposto un budget da 1.047 miliardi di euro, che Van Rompuy ha ridotto a 973. I tagli proposti dal presidente del Consiglio Ue, in particolare, riguardavano la spesa per la Pac e per i fondi di coesione. Secondo Londra e i Paesi rigoristi, i tagli sono insufficienti: il “fronte dell’austerità” li ha reputati troppo esigui. Per Francia e Italia, al contrario, i tagli sono inaccettabile: obiettivo dei paesi “amici della coesione” è preservare gli aiuti allo sviluppo.

 

Si sono conclusi senza un accordo i lavori del Consiglio europeo dedicato al Bilancio 2014/2020.  ”Meglio il rinvio di una rottura sul bilancio”, è il commento a caldo di fonti della delegazione italiana, che sottolineano come questa fosse “la preferenza in generale della maggior parte dei leader”. Perché l’alternativa sarebbe stata fare un accordo “a 26“, senza la Gran Bretagna. Il premier David Cameron, infatti, si è presentato a Bruxelles ben deciso a ottenere tagli alle principali voci di stanziamento, dai fondi per l’agricoltura a quelli per la coesione. Il confronto è avvenuto, tra ieri sera e oggi, su una bozza presentata dal presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy. Ma, come ampiamente previsto, la bozza è rimasta tale. 

Ne’ vincitori ne’ vinti. Merkel: niente intesa nel 2012, non sarà possibile raggiungere un compromesso sul budget dell’Unione Europea. Ennesimo flop dell’Europa, i leader litigano su tutto. Leggi i quattro blocchi.

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Bilancio Ue: nessun accordo, tutto rinviato a gennaio

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Merkel: niente intesa nel 2012, non sarà possibile raggiungere un compromesso sul budget dell’Unione Europea. Ennesimo flop dell’Europa, i leader litigano su tutto. Leggi i quattro blocchi.

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Bilancio Ue: nessun accordo, tutto rinviato a gennaio. Monti: pronti al veto

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Ci mancava solo Mario Monti a gettare benzina sulla due giorni di summit europeo dedicato al bilancio Ue 2014-2020 che inizierà questa sera alle 20 a Bruxelles. Le parole del Premier italiano sembrano una dichiarazione di guerra a chi vuole tagliare certi capitoli del bilancio europeo, in  particolare i fondi per la coesione, l’agricoltura e i meccanismi di ripartizione. Il riferimento è alla Gran Bretagna di David Cameron, arrivato a Bruxelles con tutte le intenzioni di tagliare il bilancio di circa 150 miliardi di euro e di conservare per intero il rebate (risarcimento) che Londra riceve ogni anno.

Ha portato una città al dissesto finanziario. Ora è imputato per falso in atto pubblico, truffa allo Stato e abuso d’ufficio. Si tratta dell’ex sindaco di Alessandria Piercarlo Fabbio, politico del Pdl che ha guidato la città piemontese dal 2007 fino allo scorso maggio conducendola sull’orlo del crac. Insieme a lui sono accusati degli stessi reati anche l’ex assessore alle finanze della sua giunta, Luciano Vandone, e il direttore economico-finanziario del Comune, Carlo Alberto Ravazzano, che avrebbero preparato il bilancio truccato. Proprio i due autori materiali del rendiconto falsato non erano in aula, ieri, davanti alla corte presieduta dal giudice Aldo Tirone. C’era solo l’ex primo cittadino. Alla sua sinistra c’era il nuovo sindaco di Alessandria, Rita Rossa (Pd), a rappresentare il Comune come parte lesa: “Vogliamo rappresentare i diritti di un’intera comunità danneggiata dalla cattiva gestione – dichiara -. Oggi i cittadini vivono delle difficoltà, mi chiedono se i responsabili pagheranno. Noi speriamo che la giustizia accerti la verità dei fatti e sancisca un risarcimento”.

La nuova minaccia al bilancio europeo 2014-2020 viene da chi non te la aspetti, l’Italia. Il ministro alle Politiche comunitarie, Enzo Moavero, oggi a Bruxelles ha parlato chiaro: “L’Italia è pronta a mettere il veto se l’accordo sul bilancio Ue 2014-2020 non sarà equo per i nostri cittadini e gravoso per il nostro Paese”. Una brutta notizia per i leader europei che solo qualche ora prima avevano parlato di “accordo possibile” al vertice di giovedì e venerdì prossimo, anche se il vento che soffia da Londra è tutto tranne che conciliante. La stampa inglese parla infatti di “mission impossible”.

La spesa per le famiglie, nel 2011, è arrivata a 6,7 miliardi, con una crescita significativa rispetto all’anno precedente (+4,5%). E’ quanto emerge dal Bilancio sociale dell’Inps. In crescita risultano anche le prestazioni per maternità (+4,3%), pari a circa 3 miliardi, e le prestazioni per malattia (+2,1%), che ammontano a 2 miliardi.


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Inps: nel 2011 spesa per famiglie a 6,7 mld

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Il ddl stabilità è arrivato nell’aula della Camera: verrà approvato con la fiducia, quindi la versione definitiva è quella uscita dalla commissione. Bilancio di crisi, si sa, coi tagli e l’aumento dell’Iva e i soldi che non bastano mai. Eppure l’attività elettorale o di clientela in Parlamento non fa sosta nemmeno in recessione: niente assalti alla diligenza, per carità, ma la certosina raccolta delle briciole sotto al tavolo. È la marchetta al tempo della crisi, per così dire: eccovene una breve carrellata censita nel mare delle votazioni notturne, degli emendamenti illeggibili, del bizantinismo delle procedure parlamentari.

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