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Freddo o no in ogni caso noi consumatori pagheremo. Soldi che andranno all’Ente Nazionale Energia in cambio della disponibilità a utilizzare centrali ormai poco utilizzate e inquinanti, dal valore di mercato simbolico.

pubblicato da Wallstreet Italia
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Enel: italiani avranno 250 milioni caricati in bolletta

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È un’assicurazione a rovescio: se c’è un freddo eccezionale come lo scorso anno, l’Enel attiverà le sue centrali a olio combustibile per risparmiare gas ed evitare black out, se il clima è mite non lo farà. Ma in ogni caso noi consumatori pagheremo 250 milioni di euro in bolletta, soldi che andranno di fatto all’Enel in cambio della disponibilità a utilizzare quelle centrali, ormai poco utilizzate e inquinanti, dal valore di mercato simbolico.

Una piccola rivoluzione in bolletta, una boccata d’ossigeno per famiglie e imprese. Strano, ma vero. Le bollette del gas, infatti, diminuiranno del 6-7 per cento. Il cambiamento del modo in cui verrà calcolato il prezzo è materia dell’Autorità per l’energia, che vuole incidere sul prezzo del metro cubo di metano che intessa all’incirca un terzo dei consumi nazionali (75 miliardi di metri cubi la stima nel 2012). Si tratta, nel dettaglio, della maggior parte dei consumi domestici, escluse le grandi aziende e i produttori termoelettrici.

Il documento – Dal 14 novembre scorso l’Autorità ha reso pubbliche le intenzioni con un “documento di consultazione” a cui i soggetti coinvolti dovranno rispondere entro il 3 dicembre: l’obiettivo dell’Autorità è arrivare a introdurre il nuovo sistema dal secondo quadrimestre 2013. Ma che cosa cambia? Semplice: gli extra-ricavi che fino ad oggi venivano incamerati grazie ai cambiamenti internazionali ed europei del mercato del gas dovranno, in futuro, essere spartiti anche con i consumatori. In cifre, si tratta di circa 8 centesimi di euro per ogni metro cubo. Gli 8 centesimi sono la differenza tra i 39-40 centesimi del prezzo al punto di ingresso nazionale di Tarvisio e i 31 centesimi di quello praticato invece su mercati europei.

La differenza – Oltre il 90% del gas importato in Italia è relativo a contratti di lungo periodo (anche superiori ai 10 anni), ma la crisi dei consumi ha aperto una breccia al “gas di mercato”, più economico. Così, mentre i grandi gurppi come Eni soffrono e accusano perdite sui “take or pay” (i contratti di lungo periodo, appunto), le società di vendita al dettaglio si procurano il gas a prezzi spot. I margini si annidano nel fatto che, storicamente e fino ad oggi, l’Autorità ha stabilito la tariffa praticata alla stragrande maggioranza delle famiglie sulla base dei contratti “take or pay”, più cari. Così, almeno da un paio di anni a questa parte, le società di vendita hanno lucrato su questo differenziale, che in parte verrebbe restituito agli operatori (ovvia e scontata la rabbia e la contrarietà delle società di vendita del gas, municipalizzate in prima fila).

Sentite il caso che m’è “capitato di fresco” – e, credo, non solo a me: magari, qualcuno ci si ritrova -. Ricevo una bolletta dall’Acea (Azienda per l’energia e l’acqua di Roma): i consumi elettrici di casa mia del quarto trimestre. L’importo è un po’ elevato (ma quando mai non lo è?), ma non mi fa scattare campanelli d’allarme: la scadenza è il 6 agosto e pago regolarmente. Un mese dopo, mi arrivano lo stesso giorno due lettere datate entrambe 5 settembre: l’Acea mi informa che c’è stato “un imprevisto problema tecnico” e che non è stata in grado “di inviare le fatture con la periodicità prestabilita” –io, in realtà, non me n’ero accorto: mi pareva tutto regolare-. Però, tranquillo, “l’anomalia è stata recentemente superata” e d’ora in avanti tutto filerà liscio. Basta che ora paghi.

Dopo oltre 130 anni, da quando fu inventata da Thomas Edison, la vecchia lampadina ad incandescenza va in pensione e lascia spazio alla più eco-friendly lampada a risparmio energetico, che permetterà di inquinare meno e anche di risparmiare sulla bolletta.

Dal primo settembre, infatti, nell’Unione Europea scatta il divieto di vendita delle ultime “vecchie” lampadine in circolazione, quelle di potenza compresa tra i 25 e i 40 watt. Le altre erano state gradualmente eliminate dal 2009, in base alla normativa europea sull’Ecodesign o direttiva EUP (Energy Using Products) 2005/32/EC. Rimangono quindi sul mercato i neon, le lampade economiche compatte, i LED e fino al 2016 le alogene. Questo significherà ridurre in un colpo solo sia l’inquinamento che il costo della bolletta.

 

Tra le tasse più odiate dagli italiani, e per questo tra le più evase, c’è l’abbonamento Rai. E’ stato stimato che sono circa 500 milioni di euro l’anno che non entrano nelle casse della tv pubblica per colpa di chi non paga il canone ai quali si devono aggiungere 900 milioni che potrebbero arrivare dagli abbonamenti speciali se tutti onorassero la gabella. 

Soldi, tanti soldi, al quale Monti non vuole rinunciare. Ecco allora che sembra tornata in auge l’idea di riscuotere l’imposta per il finanziamento della Rai attraverso una percentuale inserita nella bolletta elettrica. Un metodo, dicono i nuovi vertici della televisione di Stato, che dovrebbe servire a risolvere l’attuale evasione. Ma c’è dell’altro. Palazzo Chigi, scrive Paolo Conti sul Corriere, vorrebbe mettere in campo questa mossa (che lascerebbe al buio chi non paga) anche per rafforzare la candidatura alla presidenza di Anna Maria Tarantola, invisa a Pdl che parla di “violazione della legge” per via dell’ingerenza diretta del Governo nella gestione della tv pubblica. Alla Tarantola, Monti affiderebbe esplicitamente il compito di “gestire il nuovo provvidenziale flusso di denaro evitando sprechi e dispersioni”. In questo modo, si legge sul Corsera, “assumerebbe ulteriore forza e sarebbe difficile anche per il Pdl votare contro”. E così la neopresidente eletta a Viale Mazzini potrebbe utilizzare quel denaro per investire su prodotti di qualità da “servizio pubblico”, riportando la Rai alla sua ragion d’essere. Sarebbe difficile anche per il Pdl, a questo punto, votare contro.

 

 

Mentre avete appena finito di pagare l’Imu e vi accingete a completare il pagamento dell’Irpef, preparatevi ad aprire ancora il portafoglio. Da luglio, infatti, arrivano nuovi rincari in bolletta. Ad anticiparli, in attesa delle decisioni ufficiali sulle tariffe dell’Autorità, è il consueto rapporto del centro studi di Nomisma. «Prevediamo per il gas un incremento del 2%, mentre per la bolletta dell’elettricità la nostra previsione è di un aumento dell’1-1,5%», spiega il presidente di Nomisma Energia, Davide Tabarelli. A spingere il caro-tariffe sarà principalmente l’effetto dei prezzi delle materie prime registrati nei mesi passati. 

Nuovi aumenti L’aumento di luglio si andrà ad aggiungere ai rincari già effettuati nei mesi scorsi. Il calcolo complessivo della stangata aggiuntiva su luce e gas da gennaio alla fine dell’anno, secondo le stime di Federconsumatori, potrebbe aggirarsi sui 200 euro a famiglia. Già adesso con gli aumenti scattati finora e con le nuove stime di Nomisma il conto da gennaio è aumentato di circa 72 Euro per l’elettricità e 78 Euro per il gas. «Cifre elevatissime, che risultano particolarmente gravi ed insostenibili per le famiglie», commentano i consumatori che chiedono un «intervento con operazioni determinate» nel settore dell’energia, per ridurre i pesanti oneri di sistema e aumentare la ancora scarsa competitività di mercato. L’Italia d’altra parte detiene già il «triste primato» delle bollette più care d’Europa considerato che le famiglie francesi per 100 kWh di energia elettrica, incluse le tasse, pagano il 32% in meno rispetto all’Italia e i cittadini inglesi il 24% in meno. Uno scenario che si replica per il gas: in Francia si paga il 26% in meno rispetto all’Italia e in Inghilterra ben il 41% in meno. «Per far diminuire i costi dell’energia anche nel nostro Paese occorre effettuare una sana pulizia delle bollette, depurandole di tutti gli oneri, contributi e tasse che hanno un discutibile legame con i beni acquistati», chiedono Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, per i quali è «indispensabile» ridurre almeno l’aliquota Iva al 10% per il metano ed al 5% per l’elettricità. 

L’allarme E a lanciare l’allarme sul caro-bollette è anche la Coldiretti, secondo cui per effetto degli aumenti in bolletta la spesa per energia elettrica, combustibili e trasporti delle famiglie italiane ha superato il 19% di quella totale, sorpassando addirittura nel 2012 quella per gli alimentari e le bevande. L’aumento della spesa energetica in un momento di crisi, secondo Coldiretti, «ha un doppio effetto negativo». Da una parte riduce il potere di acquisto dei cittadini e delle famiglie, dall’altra aumenta anche i costi delle imprese particolarmente rilevanti per l’agroalimentare durante l’estate. Il che significa che alla fine della fiera le famiglie oltre a sborsare più denaro per luce e gas si troveranno anche a dover fare i conti con l’aumento dei prezzi sui banchi di mercati e supermercati. 

di Sandro Iacometti

twitter@sandroiacometti

 

Spesso neppure ce ne accorgiamo perché rispetto ai salassi di luce o gas, il costo dell’acqua rimane poca cosa. Eppure, come emerge dall’ultimo rapporto di Cittadinanzattiva, ogni anno la bolletta idrica pesa un po’ di più sulle nostre tasche. Goccia dopo goccia il rincaro ha raggiunto il 25% negli ultimi 5 anni con un balzo di quasi il 6% solo nel 2011. Una famiglia di tre persone paga oggi in media 290 euro l’anno, 16 euro in più di un anno fa e 67 euro più del 2007.

Da martedì primo maggio la bolletta della luce sarà più cara del 4,3%, con un aggravio annuo medio di oltre 21 euro. L’incremento si somma a quello deliberato lo scorso 30 marzo. L’Autorità per l’energia aveva allora approvato l’aggiornamento del secondo trimestre 2012 per le sole componenti legate alla materia prima, alle tariffe di rete e agli oneri di dispacciamento, determinando un aumento dal primo aprile del 5,8% (con un aggravio medio annuo di 27 euro) annunciando che alla fine del mese di aprile si sarebbe reso necessario un ulteriore incremento per il periodo maggio-giugno, a copertura della cosiddetta componente A3 della bolletta, quella cioè in cui vengono traslati sulle utenze elettriche i costi degli incentivi alle rinnovabili.

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