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“Molto preoccupato” per l’atteggiamento del Lingotto, visto che non vede la determinazione della casa automobilistica a superare la crisi con gli investimenti. Al ministro la politica sembra continuare a piacere.

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Passera lancia alert Fiat. E non esclude candidatura elezioni

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Gianni Alemanno prende le distanze da Silvio Berlusconi. La sua discesa in campo sarebbe per il sindaco di Roma “irrazionale” e per questo lancia un appello al segretario del partito Angelino Alfano, perché convochi l’ufficio di presidenza per fissare una nuova data per le primarie. “La mancanza di chiarezza”, puntualizza, “rischia di essere devastante per il Pdl”. “Io stesso sono stanco di tutti questi rinvii e ‘stop and go’ e quindi immagino quanto possano esserlo i nostri elettori e militanti”, ha detto ai microfoni di SkyTg24 durante la trasmissione “Un caffè con”. Quanto alla data delle eventuali primarie del centrodestra, il sindaco ha spiegato che “il 16 dicembre è ormai troppo vicino, ma si può fissare una data a gennaio, sperando che il governo faccia chiarezza sulla data delle elezioni”. A tal proposito, ha concluso Alemanno, “aspettare fino ad aprile è veramente troppo e quindi mi auguro che il governo, senza bisogno di minacce, dia una risposta ad Alfano”.

Nessuna scissione – Riguardo a Silvio Berlusconi, Alemanno è categorico: “Non penso che sia riproponibile la sua candidatura. Sarebbe un atto irrazionale, tutto il percorso che abbiamo fatto da un anno e mezzo a questa parte indica la necessità di un ricambio generazionale, di una nuova formula per tutto il centrodestra”. L’ex colonnello di An si dice non interessato a scissioni a  destra: “Credo che oggi bisogna ragionare in termini di centrodestra perchè questa è la vasta area politica che cerca gli stessi valori, anche se con declinazioni, sfumature e accenti diversi”. “Mi sento una persona di centrodestra e non  voglio ritornare all’angolo come destra pura pura”, ha concluso Alemanno.

No alla Lega – Il sindaco di Roma boccia anche un eventuale accordo con il Carroccio. “L’alleanza con la Lega non è obbligata. Credo che la Lega abbia fatto scelte molto negative per l’assetto del paese e crea grandi problemi al centro sud. Sinceramente mi auguro che il Pdl trovi una nuova strada che non obblighi all’alleanza con la Lega”, ha detto a Sky Tg 24, aggiungendo che “in tutto questo stiamo attendendo anche la nuova legge elettorale, anche questo è un passaggio fondamentale, perchè è necessario fare questa riforma che magari allenti la necessità di alleanze scomode o obbligatorie”.

 

 

Giorgia Meloni vuole correre bene per le primarie del Pdl. lei è già partita con la sua campagna. E da buon competitor deve distinguersi dal principale rivale: il segretario del pdl Angelino Alfano. E così precisa subito le differenze fra lei e lui. “Io  escludo la possibilità di un Monti bis. Alfano no”. Un’altra differenza tra la Meloni e Alfano consiste nel rapporto con la classe dirigente del partito. “Basta cooptazioni. Chi ha avuto un ruolo dovrebbe rimettere il   mandato. Avanti chi se lo merita, chi ha consenso e chi è preparato”, ha affermato. Sulla sua candidatura ha anche precisato: “Ho deciso di candidarmi   quando mi sono accorta che i vertici me lo sconsigliavano, mentre la   base mi chiedeva di partecipare”. 

Il Cav non è un problema Su Berlusconi e un suo no alle primarie l’ex ministro della gioventù è stato chiaro:”Le primarie selezionano un candidato premier. E Berlusconi non intende fare il premier. Devo aggiungere altro?”. Quindi per la Meloni il problema Cav non esiste. Lei non ha dubbi le primarie si faranno e la campagna per la scelta del candidato premier è già partita. Su un punto è d’accordo con Alfano, ovvero la non candidatura degli indagati sia alle primarie che al parlamento: “La legge che impedisce ai condannati  per reati contro l’amministrazione di essere candidati è un provvedimento che ho proposto tre anni fa. Mi hanno guardato come se  fossi pazza. Io mi spingo fino a dire che se i magistrati si  assumessero davvero la responsabilità delle loro azioni e se venisse introdotto un giusto processo, davvero breve, sarei addirittura per non candidare gli indagati”. Le primarie del Pdl ormai sono partite. La Meloni non si ferma più. 

La candidatura unica per la Lombardia rilanciata oggi dal Silvio Berlusconi non piace al presidente uscente Roberto Formigoni che viene anche punzecchiato da Daniela Santanché, che si è ritirata dalle primarie del centrodestra. Su Twitter il Celeste scrive al Cavaliere:  ”Berlusconi: ‘Maroni possibile candidato unico. Silvio, unico di chi?”. L’ex presidente del Consiglio ha detto di sperare in una candidatura unica di Pdl e Lega alla guida del Pirellone che sia “magari” quella dell’attuale segretario del Carroccio.

Il presidente della Repubblica dà la versione definitiva sull’ipotesi di candidatura del premier alle elezioni di primavera: essendo senatore a vita non può rappresentare partiti. Non è stato eletto a novembre 2011 e non lo sarà il prossimo anno.

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Napolitano mette tutti a tacere: Monti non è candidabile

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di Marianna Baroli

Meno di ventiquattro ore. Questo il tempo che ci è servito per portare la nostra missione in rete e sulla carta stampata. Ci siamo diffusi con rapidità, provocando scalpore tra agenzie stampa, quotidiani online e cartacei. La Lombardia parla di «Libero» ma soprattutto parla di Fabrizio Biasin, il candidato civico da noi scelto per competere nella corsa al Pirellone indetta da patto civico. 

 Questo è solo il primo passo di un percorso per il raggiungimento dell’autentico senso civico, tanto sbandierato a destra e a manca in queste giornate di campagna per le primarie. Entro domenica 25 novembre, infatti, per rendere effettiva la nostra candidatura come  «Libera Mente» dobbiamo raccogliere 3000 firme. Avete capito bene. Ben 3000 persone devono credere in noi, credere nel nostro candidato, credere nella nostra corsa con il patto civico.

 Per aiutarci nella nostra missione il vostro contributo è essenziale.  Ma come fare ad aiutarci davvero? Abbiamo messo online su Facebook una pagina ad hoc per supportare il  nostro candidato. Su www.facebook.com/LiberamenteBiasin troverete un link da cui scaricare tutta la modulistica necessaria per diventare dei veri e propri «sottoscrittori della candidatura a presidente della Regione Lombardia di Fabrizio Biasin». Su ognimodulo si possono raccogliere fino a cinque firme, ma potete anche inviarci soltanto una firma (la vostra) e sarà comunque utile a raggiungere l’obiettivo dei 3mila. Diffondete, dunque,  la nostra missione tra amici e parenti,. Andate da panettiere, dal veterinario, dall’idraulico e aiutateci apponendo la vostra firma. Il passaggio più antipatico, perché fa perdere qualche minuto, è allegare ai moduli firmati una fotocopia o una fotografia (fronte e retro) di un documento d’identità valido per ogni firmatario. Con un cellulare dotato di macchina fotografica farete in frettissima, altrimenti una cartolibreria con fotocopiatrice e fax fa al caso vostro.   

Il pacchetto completo va quindi inviato a noi. Potete farlo tramite pc, inviando il tutto al nostro indirizzo e-mail liberamentebiasin@gmail.com oppure scegliere tramite fax al numero 0299966264. Se poi la tecnologia proprio non fa per voi, moduli e copia potete anche inviarceli per posta in busta chiusa a «Redazione Libero Quotidiano. Viale Majno 42. 20129 Milano». L’importante è che tutto arrivi tra le nostre mani con un margine di tempo utile a sottoporre ai vertici del patto civico di centrosinistra la nostra candidatura (dunque al più tardi venerdì 23 o sabato 24). 

Ma chi è il nostro candidato? Fabrizio Biasin, comasco, classe 1978 è un giornalista professionista e capo della sezione sport del nostro quotidiano. In passato non si è mai occupato di politica, ma non si può dire che questo sia un punto a suo sfavore. Anzi. «Ora è il momento giusto» spiegava proprio ieri dalle pagine di Libero. «C’è spazio per nuove idee» e lui è pronto a sottoporre ai cittadini lombardi i  suoi progetti per una Lombardia migliore. Il nostro telefono squilla senza sosta da quando il suo viso si è fatto porta bandiera della nostra causa civica e siamo stati costretti a creare un vero e proprio angolo elettorale all’interno della nostra redazione. Nella nostra casella e-mail, sul profilo Twitter (@BLiberamente) e nella pagina Facebook del nostro portavoce piovono le richieste di lettori pronti a darci una mano a concorrere in questa gara civica. Civico e civile, un gran lavoratore, da sempre fedele al suo spirito di vita e alle sue passioni: questi sono i tratti principali di Fabrizio che fanno di lui, per noi e molti altri, in candidato perfetto. 

E dopo l’annuncio delle agenzie stampa di martedì che ci ufficializzavano come concorrenti al grande gioco delle primarie lombarde anche quotidiani come Il Corriere della sera  e Repubblica  hanno  inserito il nostro Fabrizio nella rosa dei candidati del patto civico.  I giochi sono fatti. Entro domenica nelle nostre mani dobbiamo avere 3000 firme. Un progetto ambizioso ma che siamo certi di riuscire a portare a termine anche grazie a voi.

“Un grandissimo errore politico”, Ignazio La Russa, in un’intervista a Repubblica “boccia la candidatura di Giorgia Meloni alle primarie: “stavolta – dice –   Giorgia rischia di rottamare proprio quelle tesi che vorrebbe   sostenere”. Comunque, “non ce l’ho con lei”, piuttosto con quelli   “come Sandro Bondi, che pensano che la Meloni possa essere utile ad   affossare le primarie. Ci sarà una ragione se i più  contenti della sua candidatura sono quelli che vogliono mantenere nel   partito lo status quo. Giorgina si interroghi su questo”.

   A chi gli domanda se il sostegno dell’area ex An ad Angelino Alfano sia contro Berlusconi, “anche questa- replica l’ex ministro –   è la vulgata di chi vuole seminare zizzania. Puntiamo su di lui   perchè è l’alternativa a una situazione di incertezza che è durata   fin troppo, perché garantisce al Pdl un orizzonte lungo e perchè è   d’accordo con noi che non saranno candidati personaggi   impresentabili”. Oltre al fatto che il segretario del Pdl “ha accolto   le nostre precondizioni per sostenerlo, ovvero: mai più con la   sinistra, mai più Monti bis o un governo tecnico”.    Alle primarie “noi puntiamo ad avere un milione di persone,   sarebbe un successo travolgente. Comunque – mette in chiaro – mi sono   andato a vedere i precedenti: Sarkozy vinse con 300 mila voti”. Quanto  all’alto numero di candidati alla corsa per conquistare la leadership,  ”spero si facciato tutti un esame di coscienza e si presentino solo   quelli convinti di poter battere la sinistra – auspica La Russa –   altrimenti è solo un’inutile conta o vanità”.

Nonostante tutte le difficoltà e le resistenze, il Pdl procede verso le consultazioni per la scelta del leader. Una decisione in parte osteggiata da Silvio Berlusconi, una soluzione voluta e cercata con tutte le forze da Angelino Alfano, che parte come grande favorito. Dopo settimane di indiscrezioni, il ventaglio dei nomi pari essere quello definitivo: dieci sicuri, più uno incerto (quello di Tremonti). Su Liberoquotidiano.it vi riproponiamo il sondaggio di qualche settimana fa, riveduto e corretto alla luce delle candidatura: voi chi votereste a queste primarie (poiché non è stata ufficializzata la sua candidatura, il nome dell’ex ministro dell’Economia è stato escluso)? Potete votare al nostro sondaggio on-line oppure inviando una email con il nome del candidato nell’oggetto del messaggioprimariepdl@liberoquotidiano.it oppure ancora scrivendo il nome del vostro leader al numero di fax 02 999 66 264.


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A mezzogiorno di oggi scade il termine per presentare la candidatura alle primarie del Pdl. Al momento gli aspiranti al titolo di premier sono quattro: Alfano, Giampiero Samorì, Guido Crosetto, Daniela Santanché. La loro campagna è già iniziata da un pezzo e ognuno di loro è convinto di poter mettere il proprio nome su quella rifondazione del partito indispensabile per recuperare credibilità in vista delle prossime Politiche. 

Ma c’è un out sider in grado di scompaginare tutto: Giorgia Meloni che scioglierà la riserva solo oggi. Francesco Storace, leader de La Destra, sul giornale che dirige, dà per scontata la sua candidatura: “Le primarie del Pdl potrebbero trasformarsi in una cosa meno triste rispetto a quella immaginata finora se davvero, come ci riferiscono fonti assolutamente attendibili, Giorgia Meloni si candida per contendere ad Angelino Alfano la leadership per la presidenza del consiglio espressa dal suo partito”, ha scritto sul Giornale d’Italia, sottolineando anche l’imbarazzo di Gasparri e La Russa che invece hanno fatto endorsment per Alfano.

Sabato scorso, alla convention organizzata dai due ex colonnelli di An a Milano, è stato chiaro l’alto indice di gradimento che l’ex ministro della Gioventù riscuote sulla base. Una standing ovation con cori da stadio ha accolto Giorgia Meloni quando è salita sul palco e gli applausi hanno chiaramente dimostrato che se decidesse di scendere in campo per Alfano la vittoria alle primarie sarebbe tutt’altro che scontata.  Anche perché la Meloni starebbe pensando di affiancarsi in ticket al formattatore forzista Alessandro Cattaneo, sindaco di Pavia. E in questo caso, mormorano a via dell’Umilità, non ce ne sarebbe per nessuno.  

 

Roberto Formigoni fa un passo indietro. Non si candiderà alle primarie del Pdl. Lo ha annunciato su twitter: “Ho deciso di non presentare la mia candidatura alle primarie del Pdl ma di sostenere quella di Angelino Alfano“. L’ormai ex governatore della Lombardia adesso riscende in campo come sostenitore della candidatura del segretario Alfano. E lo vuole fare seriamente. “Nasceranno ovunque comitati di Rete Italia per Alfano premier. Obiettivo mobilitare tutta la nostra gente per le primarie del Pdl”, ha aggiunto. Formigoni ha anche spiegato il perchè del suo appoggio ad Alfano:”Ha sposato priorità in cui credo: dottrina sociale cristiana, questione settentrionale, piena democratizzazione Pdl”. Ora Formigoni dopo le polemiche per gli scandali e le inchieste scoppiate sul Pirellone e sulla sua giunta, ha dovuto fare marcia indietro. La sua popolarità ha cominciato a scricchiolare e quindi forse non vuole esporsi più di tanto nella corsa alle primarie del Pdl. E pensare che solo qualche mese fa Formigoni indicava se stesso come probabile successore di Berlusconi per un’eventuale candidatura a premier. La scalata di Alfano si fa sempre più consistente. E i big del partito cominciano tutti ad allinearsi dalla sua parte. 
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