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Casta

Il governo ricorre alla sua 47esima fiducia per far votare al Senato la disposizione che taglia i costi della politica. Approvati i tagli al numero e agli emolumenti dei consiglieri regionali. Che fine fanno i vitalizi?

pubblicato da Wallstreet Italia
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I nostri politici non si smentiscono mai. E ora per tagliare il numero del parlamentari per l’anno prossimo ne aggiungeranno novanta. Avete capito bene: per costituire una Commissione di riforma della Costituzione verranno create novanta poltrone in più che, come riporta oggi il Corriere della Sera, non potranno avere doppi incarichi e avranno il compito di tagliare i parlamentari, abolire il bicameralismo perfetto e modificare i poteri del presidente della Repubblica.

Queste poltrone, poi, hanno un prezzo. Questa commissione infatti ha un costo che deve essere coperto, in parti uguali, da Camera e Senato. “Il trattamento economico dei membri della Commissione costituente è pari a quello dei membri della Camera dei deputati, ivi comprese le indennità accessorie”. Ovvero: venti milioni di euro in un anno. Senza aggiungere che stando all’articolo 138 della Costituzione, fare questa riforma è compito del Parlamento.  

Beppe Grillo ora si sente un partigiano. Si vuole smarcare forse da quelle accuse che qualche tempo fa avevano messo il Movimento Cinque Stelle sotto una luce “nera”. I metodi di piazza, le urla, un populismo da basso ventre, marce, e traversate a nuoto avevano fatto pensare ad un movimento che potesse prendere libera ispirazione da quel fascismo della prima ora del 1922. Ora Beppe ci tiene a puntualizzare: “Se non ci fosse il M5S in Italia arriverebbero gli eversivi veri. Noi abbiamo riempito un vuoto. Negli altri stati ci sono le albe dorate, in Francia c’é Le Pen, in Ungheria ci sono i nazisti. Unica alternativa è il Movimento 5 Stelle. Siamo una barriera protettiva tra lo Stato e la gente. Siamo una barriera protettiva tra lo Stato e la gente”. Secondo Grillo il movimento è l’ultima barriere per evitare un ritorno dei fascisti al potere. Peccato che i suoi discorsi, i suoi post sul blog abbiano tutt’altro tono. E’ di soli pochi giorni fa il suo invito alla violenza. La sua chiamata alla rivolta con una proposta diretta ai poliziotti: “Passate con noi, con gli studenti e i manifestanti e siate rivoluzionari nelle piazze”, un marciamo verso il potere contro la casta. La casta che fino a prova contraria ancora comunque rappresenta le istituzioni. E Grillo nelle sue adunate non ha mai distinto il concetto di istituzione da quello di casta e di mala politica. Ha sempre accomunato le due cose. Inoltre dentro il suo movimento con epurazioni, regie oscure targate Gianroberto Casaleggio, non sembra che ci sia tutta quella democrazia che il Beppe va predicando. Insomma barriera contro il fascismo fuori forse, ma dentro il M5S sicuramente no.

Un governatore italiano che guadagna più del premier svedese con la pretesa di star contenendo i costi? Un consigliere regionale che incassa meglio di un deputato inglese dopo essersi ridotto lo stipendio? E’ possibile, in Italia. I nostri amministratori si tagliano gli stipendi, ma ci costano comunque  più di quanto non pesino i loro colleghi stranieri (con cariche più prestigiose) sulle proprie comunità. Perché i nostri politici sono umili e hanno imparato la lezione della crisi (si fa per dire): ci dicono che vogliono ridurre i costi della politica, ma si garantiscono lo stesso una vita da nababbi.

La proposta – La conferenza Stato-Regioni starebbe definendo la propria proposta al governo circa il contenimento dei costi della politica. Secondo le indiscrezioni, l’intenzione è ridurre gli stipendi di tutte le amministrazioni regionali prendendo ad esempio quelle che adesso sono le più sparagnine: le retribuzioni, quindi, dovrebbero “limitarsi” a 6 mila euro al mese per i consiglieri (come in Emilia-Romagna) e a 7500 euro per i presidenti (come in Umbria). Il risparmio complessivo alla fine dell’anno per le casse dello stato sarebbe di 45-40 milioni di euro.

Quanta modestia – Al netto di tredicesime, quattordicesime, indennizzi, rimborsi e gettoni di presenza, lo stipendio annuo di un consigliere regionale ammonterebbe a 72mila euro. Poco? Mille euro in più dei deputati neozelandesi, duemila in più di quanto si vedono riconosciuti i deputati alla House of Commons in Inghilterra e i parlamentari svedesi, il doppio di quanto guadagnano i “diputados” spagnoli. E i governatori? Con 90 mila euro all’anno, la loro dichiarazione dei redditi è più grassa di quella del capo del governo spagnolo (stipendio fissato a 78mila euro) e più bassa di soli 5mila euro di quella del primo ministro inglese.

Quello che più fa arrabbiare è il presidente del Consiglio comunale, Basilio Rizzo. Dice che non lo ritiene un privilegio, “perchè questi biglietti non ci costano nulla”. Bisogna capirlo, perchè lui a Palazzo Marino, sede del Comune di Milano, sta dal lontano 1985. Logico che per lui sia normale entrare allo stadio di San Siro gratis, senza sborsare un euro. Che privilegio volete che sia? Se tutto va bene, lui, non immagina nemmeno i prezzi dei biglietti. Non sa che per vedere la partita senza bisogno del binocolo ci vogliono una cinquantina di euro.

A Milano, come in tantissime altre città, tra i bonus per chi fa politica (anche da semplice “peone” del Consiglio comunale) ci sono anche gli ingressi gratuiti allo stadio. Nel settore migliore, ovviamente: quello con le poltroncine rosse (che alla gente nornale costano dai 150 euro in su, a seconda dell’importanza delle partite). E a poche settimane dall’inizio del campionato, i radicali si sono messi a fare i conti in tasca a consiglieri e assessori comunali, scoprendo che in meno di un anno i politici cittadini sono finiti in tasca migliaia di tagliandi.

Prima in classifica è l’assessore allo Sport Chiara Bisconti, che ne ha intascati 358 di biglietti gratuiti. Lei si difende dicendo che li ha devoluti praticamente tutti alle associazioni no profit. Segue il primo cittadino Giuliano Pisapia a quota 104 (“ma lui – precisano dallo staff – ha utilizzato personalmente solo quello per il derby di andata dello scorso campionato e quello per vedere Springsteen”). Poi l’assessore alla Cultura Stefano Boeri (97) e la collega alla Casa Lucia Castellano (82). Ultima, a quota 50 biglietti, la titolare dell’Urbanistica Lucia De Cesaris. Tra i consiglieri comunali, il primato è del suddetto Basilio Rizzo a quota 98 ingressi. Staccatissimo Raffaele Grassi dell’Idv a 33. In Provincia, 54 ingressi gratuiti sono andati al presidente Guido Podestà e 43 a Bruno Dapei, il quale spiega di trovare “normale” che “la tribuna autorità veda la presenza di alcune cariche istituzionali”.

In tutto, scrivono i radicali sul loro sito, dal 2 giugno 2011 al 1 aprile 2012, i tagliandi gratuiti messi a disposizione del Comune per l’accesso allo stadio sono stati 20.172, di cui 14.186 effettivamente utilizzati.

 


pubblicato da Libero Quotidiano

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Va bene, abbiamo capito.
La Casta politica italiana è quanto di più brutto, disgustoso, schifoso e parassita sia stato dato di vedere negli ultimi 150 anni. Dobbiamo cacciarli tutti, dal più celebre senatore al più infimo funzionario di ente locale, per sostituirli con gente migliore: cittadini capaci, persone oneste, e persino semplici volenterosi.
Appurato ciò, passiamo oltre. Perché in questo Paese, oltre a cacciare la casta, c’è da capire un po’ di cose.

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