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Raffaele ora si dà all’ippica. Avrà forse seguito il consiglio di molti siciliani che gli chiedevano di fare tutto tranne che il governatore, sta di fatto che Raffaele Lombardo dopo la vittoria di Rosario Crocetta, si è ritirato in campagna fra agrumeti e cavalli. Nella sua tenuta di Ramacca, in provincia di Catania, Lombardo si dà alla vita da pensionato. ha già collocato il figlio Toti, suo delfino, a Palazzo dei Normanni, e ora si gode il riposo. Da lì, da quella campagna agreste della sicilia orientale, Raffaele si gode arance fresche al mattino e galoppate con i suoi cavalli. La tenuta, della quale si sconosce la reale estensione, l’ha ereditata dai suoi genitori. E Lombardo sul suo futuro da agricoltore ci crede davvero e ha idee chiare per fare impresa:”Certo in Sicilia bisognerebbe cambiare mentalità nell’agricoltura: dovremmo produrre dopo aver già venduto il prodotto, come in Emilia Romagna. Invece facciamo il contrario: vendiamo mosto invece che vino e guadagnamo quindi pochissimo”. Ma per riprendere in mano la sua vita bucolica “Re Raffaele” ha dovuto fare un trasloco faticoso da Palazzo D’Orleans. Da Palermo sono stati trasferiti a Ramacca il pappagallo che lo azzannò poco prima di una conferenza stampa, le galline che aveva portato nel giardino del palazzo della regione e qualche cavallo a cui tiene molto. I puledri ha deciso però di regalarli alla clinica villa delle Ginestre per l’ippoterapia. Nella fazenda dei Lombardo c’è anche spazio per le armi. Fucili da caccia e pistole sono state sempre una passione dell’ex governatore. A Palazzo d’Orleans le teneva in un armadio del suo ufficio. Ora a Ramacca potrà tornare alla caccia e al tiro al piattello che tanto gli piace. Insomma Raffaele dopo la parentesi di governo ha per fortuna abbandonato il suo sport preferito: quello delle nomine last minute in tutti gli enti della regione siciliana. E ora fra un bicchiere di passito e una spremuta d’arancia osserva la sua Sicilia da lontano. Da molto lontano. Nell’attesa di rientrare con la sua silenziosa presenza nei giochi non appena Crocetta avrà bisogno di lui. Per la fiducia a Palazzo D’Orleans.

La donna del giorno è Nikki Nova, l’attrice soft-porno, una vera e propria celebrità negli Stati Uniti. Il 4 novembre del 2005 subì un grave infortunio cadendo da un cavallo nel corso di un set fotografico.


pubblicato da Libero Quotidiano

Nikki Nova, la donna del giorno che cade dal cavallo

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Silvio Berlusconi, per prenderla in giro, visto che è stata soprannominata “la sua amazzone”, le vuole regalare un cavallo. E lei, Michaela Biancofiore, pasionaria del Pdl, avrebbe confessato che le manca giusto quello visto che il “principe azzurro” è arrivato.

Come riporta oggi il Giornale, la Biancofiore, infatti avrebbe incontrato la sua dolce metà. Si tratterebbe di un imprenditore di 48 anni che parla solo inglese. Sarà lei a portare lui sul cavallo?


pubblicato da Libero Quotidiano

Il Cav vuol regalare un cavallo alla sua amazzone. Il principe c'è già…

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Il fantino Dean McWhinney, 21 anni, durante una gara in Australia viene disarcionato dal suo cavallo e viene immortalato ancora in volo, in questa foto a dir poco curiosa: Dean, infatti, sembra fluttuare in aria.


pubblicato da Libero Quotidiano

Fantino volante: disarcionato, sembra fermarsi in aria

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Un anno fa le polemiche furono per un cucciolo di chihuahua messo a far da comparsa nel Der Rosenkavalier di Strauss. Poi è toccato all’Aida targata Zeffirelli scandalizzare gli animalisti per il coinvolgimento di un cavallo nero e uno bianco. E ora che in cartellone c’è La Bohème di Puccini, a calcare il palcoscenico della Scala saranno un altro cavallo, insieme a un ciuchino. Un paio di passaggi veloci, garantiscono dal teatro. Ma tanto basta al garante per la tutela degli animali del comune di Milano, Valerio Pocar, per chiedere di rinunciare agli animali con una lettera aperta a Zeffirelli, che firma di nuovo la regia.

Dovete sapere che in Italia è impossibile intervistare un uomo: si chiama Sergio De Caprio ma è conosciuto come Ultimo, l’eroico capitano dei Carabinieri che arrestò Totò Riina grazie a un formidabile talento investigativo. La sua storia, oltretutto, la conoscono i milioni di spettatori che hanno visto le fiction a lui dedicate: ma non si può intervistarlo. La sua storia è stata persino processata dal solito Antonio Ingroia che l’accusò di favoreggiamento per la ritardata perquisizione del covo di Riina: fu assolto con formula piena assieme al generale Mario Mori, ma non si può intervistarlo. Voi provateci: per le necessarie autorizzazioni, il colonnello Pierangelo Iannotti ti rimbalza al colonnello Ubaldo Del Monaco, del Comando generale, il quale ti rimbalza al generale Gianfranco Cavallo e poi si ricomincia. Il tutto per via ridicolmente telefonica («basta la mia parola», anche se non basta un accidente) e con motivazioni confuse («questioni di sicurezza», «manca il pretesto dell’attualità») salvo ottenere, dopo giorni di richieste, un diniego finalmente scritto in mezza riga di mail: «Come preannunciatole nelle v.b. dal Signor Generale Cavallo e dallo scrivente, non è possibile aderire alla sua richiesta. Col. Del Monaco». Intanto Sergio De Caprio, in arte Ultimo, vive sotto scorta ma non si può intervistarlo, benché lui voglia e non veda l’ora. Ma lui obbedisce. Tacendo.

di Filippo Facci

 

Il Molleggiato prende carta e penna, scrive, confeziona la sua letterina e la gira al megafono di famiglia, Il Fatto Quotidiano, che trasforma quella letterina nel titolo d’apertura del giornale: “Caro Monti, i grillini te li troverai in camera da letto…”. Adriano Celentano trae principio e ispirazione da quello che definisce lo “stupro” di Villa Adriana, la querelle su cui si sta impantanando il governo Monti: la discarica più grande d’Europa s’ha o non s’ha da costruire a pochi passi da un pezzettino del patrimonio artistico italiano? Tra le fila dell’esecutivo, Lorenzo Ornaghi (Istruzione) sarebbe pronto a dimettersi nel caso in cui fosse inaugurato il monnezaio, mentre i ministri Anna Maria Cancellieri (Interni) e Paola Severino (Giustizia), più dialoganti, chiedono di portare il tema al tavolo del Consiglio dei ministri.

La bomba ecologica – Celentano di dubbi non ne ha: la discarica non s’ha da fare. Posizione legittima. Meno legittimi, invece, i toni con cui verga il suo atto d’accusa rilanciato in pompa magna dal Fatto. Il Molleggiato, ammesso che ce ne fosse bisogno, si schiera al fianco del guitto Beppe Grillo. Ne sposa posizioni, termini, retorica: “Cari fascisti, comunisti, democristiani di centro e di ‘lato’. I partiti ai quali avete dato il vostro ‘credo’ vi stanno lentamente AVVELENANDO”. Il cantante, come nei diari delle scuole medie (e come nei commenti sul blog di Beppe Grillo…) scrive in maiuscolo le parole che da buon urlatore vuole gridare. Secondo il Molleggiato il trucco dei partiti è quello di sempre, “mettervi uno contro l’altro”. Il sistema, ha aggiunto, è “direi quasi infallibile, se non fosse che anche per loro non sempre il COPERCHIO li aiuta”. Riecco il maiuscolo. “E quello di ‘Villa Adriana’ è un coperchio che sta per saltare”. Secondo Celentano il governo sta per sganciare una “BOMBA ECOLOGICA contro ciò che rimane delle bellezze naturali del nostro Paese”.

Lo stupro di ‘Pecoraro’ – Niente 24mila baci per Monti, politici e politicanti: sono una carriolata d’insulti, nel perfetto solco delle 5 Stelle che splendono minacciose nel cielo di un’Italia in difficoltà economica, politica e ideologica. “Nel mirino dei malefici e puzzolenti bombardieri – così Adriano – c’è Corcolle”. Il principale responsabile dello “scempio” sarebbe Giuseppe Pecoraro, ribattezzato “Pecoraio”, il prefetto di Roma che travolto dalle polemiche ha rassegnato le dimissioni dal ruolo di commissario delegato per l’emergenza rifiuti a Roma. “Pecoraro”, scriveva Clentano poche ore prima del suo passo indietro, “non demorde, continua a fregarsene, pur consapevole che tutto ciò è un vero e proprio STUPRO alla storia del nostro Paese”.

Niente testa di cavallo – Ma è nelle ultime righe della lettera del guru di Marco Travaglio che si delinea con maggior precisione il “nemico”: il governo Monti. “I tecnici – prosegue Celentano – però hanno garantito. Dopo un attento studio di circa non più di due ore, devono aver stabilito che i rifiuti non potranno essere tossici in quanto ogni cosa sarà sotto stretto controllo, non solo da parte del ‘Pecoraio’ che andrà di persona ad assaggiare i rifiuti prima di scaricarli nella buca mortale”. Infine la chiosa, delirante e guerrigliera: “Caro Monti, ancora un paio di questi colpi e alle prossime elezioni i ‘grillini’ te li troverai anche in camera da letto”. Una libera reinterpretazione della minaccia: niente testa di cavallo nel letto per il Professore, ma la capa riccioluta di Beppe Grillo.

 

Doveva essere un Lotteria in tono dimesso come un barone con il frac rammendato. Due sole batterie, nessun straniero al via. Invece la corsa faro del nostro trotto ha richiamato oltre 10mila persone nella conca di Agnano compreso il sindaco di Napoli De Magistriis che ha promesso un aiuto per l’impianto che da oggi ha messo i suoi dipendenti in cassa integrazione. Alla fine il biglietto vincente per il paradiso l’ha pescato Roberto Andreghetti che in sediolo a Mack Grace SM ha dapprima dominato la batteria con un volo condotto sempre in testa per poi replicare con lo stesso schema in finale e vincere facile facile a media di 1.11.8 al chilometro. Secondo Nesta Effe, poi nell’ordine Lover Power, Nonant Le Pin e Napoleon Bar, che aveva chiuso al betting da netto favorito. Ma girare di fuori a Mack Grace è stato impossibile e l’allievo di Bellei ha perso gradatamente mordente insieme a Marielles che pure aveva vinto l’altra batteria.

C’è poco da discutere, il cavallo allevato sui prati italiani del Baronetto Sandro Moscati ha vinto da cavallo nettamente più forte mentre un plauso lo meritano Nesta Effe secondo in batteria e in scia al vincitore in finale e Nonant Le Pin che nonostante non abbia mai visto lo steccato ha fatto due prove super. Ottima la copertura televisiva di Unire Tv con telecamere nelle scuderie che hanno seguito l’evento come sempre dovrebbe meritare l’ippica.

di Antonio Terraneo

Poteva essere il novello Furia: ribattezzato Zorro, il cavallo del Sud, con il pelo più marrone che c’è grazie alle cure da 2.300 euro al mese, pagate – neanche a dirlo – dai contribuenti siciliani. E invece nessuno sa cosa farsene. Nemmeno il suo padrone, il presidente della Regione Sicilia Raffaele Lombardo, che lo scorso dicembre lo ha donato al centro per medullolesi Villa delle Ginestre a Palermo. Un gesto nobile per avviare un percorso di riabilitazione con l’ippoterapia. Il fatto è che l’esoso equino è fermo in stalla. “Sono affari loro se lo fanno allo spiedo o lo alloggiano in una suite a cinque stelle – sbotta il governatore siciliano – Se non gli serve più me lo riprendo, anche perché nelle foto l’ho visto un po’ annoiato”. Già perché Zorro ancora non ha mai aiutato a guarire chi ha subito una lesione al midollo: “Manca il personale per iniziare la terapia” la motivazione delle istituzioni. Un medico specialista che, promettono, prenderà servizio dal 14 maggio. “Personale? Un medico? Ma se basta una banchina che porti il paziente dalla sedia a rotelle all’altezza della pancia del cavallo – si spazientisce Salvatore Balisteri, presidente dell’associazione siciliana medullolesi spinali che gestisce il centro – E’ una presa in giro e la verità è che sono degli incapaci”.

VENEZIA – Un’altra cura da cavallo per il trasporto pubblico locale, ma questa volta i residenti non dovranno più pagarne le spese, come è accaduto lo scorso anno, né in termini di costi che di servizi.

tovato su: Il Gazzettino

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