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Hanno rischiato di uccidersi per una spilla a forma di svastica. Sarebbe questo, infatti, il movente della lite sfociata nell’accoltellamento di Stefano Zecchina, il militante del centro sociale Orso ferito domenica a Milano, secondo quanto riferito dall’aggressore, che si è costituito oggi. “Sono stato aggredito mentre passavo in metrò – ha raccontato agli agenti l’aggressore, un 17enne milanese – perché avevo sugli abiti una spilletta a forma di svastica“. A quel punto, “impaurito” per l’aggressione, il giovane ha estratto un coltellino e ha colpito l’avversario. La sua ricostruzione, che dovrà essere confrontata con quella dell’aggredito, è al vaglio degli investigatori.

Una donna fugge di casa scendendo le scale, scappa dalla violenza mentre  i pensieri accompagnano il suo cammino fino ad una spiaggia dove ritrova la propria forza.  Sono le sequenze dello spot Potenziare i centri, Rafforzare le donne realizzato da D.i.Re l’associazione  nazionale  dei centri antiviolenza, per sensibilizzare sul problema della vittimizzazione  di genere e promuovere i centri antiviolenza che da trent’anni in Italia affiancano le donne nei lunghi ma possibili percorsi di allontanamento da partner violenti.  

Spot-D.I.Re-VB-01 from Luca Tommasini on Vimeo.

Mentre in America parte l’assalto ai grandi centri commerciali per il consueto shopping natalizio del Black Fraiday, il mercato resta volatile in attesa di un accordo sul fiscal cliff. Abbiamo l’impressione che un mercato a questi livelli resti vulnerabile a uno scenario di quasi rottura. di Alessandro Fugnoli, Kairos

pubblicato da Wallstreet Italia
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Usa: consumatori aggressivi, investitori perplessi

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Venezia, 20 nov. (Adnkronos) – Il Veneto si prepara al Natale: anche qui c’è la corsa alle luminarie ma se i grandi centri commerciali organizzano già in queste giornate di novembre accensioni ufficiali dell’albero di Natale e si addobbano con enormi decorazioni, spesso molto costose, i centri storici si devono rifare alle idee che vengono alle varie associazioni di commercianti e ai pochi fondi dispensati dalle amministrazioni.

Ma non sarà un Natale troppo sobrio: l’importante sarà privilegiare illuminazioni green, che consumano poco e fanno quindi risparmiare, nonchè iniziative promosse da sponsorship di vario tipo. A Padova è confermato a grandi linee l’allestimento dello scorso anno con la predilezione per impianti a led che sono più sostenibili; le prime luci, spiega il Comune, sono già state montate in alcune vie della città il resto lo faranno le richieste, pervenute in questi giorni, da parte dei singoli negozianti alla Casa Comunale che vorranno addobbare la propria via.

A Venezia la situazione è più delicata: il Comune si trova a dover sistemare le decorazioni natalizie sia in città storica, che sottostà ad una serie di restrizioni importanti, e a Mestre dove comunque servono fondi: perciò gli assessori competenti sono al lavoro per trovare chi ci metta i soldini; secondo l’assessore ai Lavori Pubblici, Alessandro Maggioni, “serve dare un segnale di sobrietà, non faremo mancare le luminarie ma non possiamo prevedere stanziamenti aggiuntivi”. Perciò via libera a chi volesse supportare economicamente iniziative promozionali ‘ad hoc’.

Un primo segnale arriva da quei commercianti che hanno pensato di autofinanziarsi e dall’associazione “Immagina Mestre” che donerà l’abete da mettere in Piazza Ferretto: il cuore cittadino.

Il prossimo 29 novembre si illumineranno invece gli alberi di “Verona si veste di luce”: grande festa in particolare davanti a Porta Nuova per l’accensione di un grande albero alto 20 metri, anche questo sponsorizzato; ad incaricarsi dell’operazione la Bauli disporrà altri abeti più piccoli in varie zone della città.

“Quest’anno avremo – spiega l’assessore alle attività economiche della città scaligera, Enrico Corsi – luci tra le più belle d’Europa realizzate con materiale innovativo che consente di ridurre le emissioni di andidride carbonica del 60 percento. Per questo Natale abbiamo inoltre ritenuto più conveniente acquistare le luminarie che cosi potranno essere utilizzate per più anni”.

Contestato ovunque. Pure fra le mura amiche di casa. Il premier Mario Monti, è stato duramente contestato questa mattina durante una visita all’Università Bocconi di Milano. Monti, ex rettore dell’ateneo milanese, era stato invitato per presentare il suo libro Le parole e i fatti. Una cinquantina di giovani  lo hanno contestato al grido di “basta austerity, soldi subito, Monti a casa, Milano non ti vuole”, mostrando cartelli con la scritta “un anno di Monti, austerity, precarietà e manganellate. Auguri”. La tensione è rimasta sempre alta, con cordoni della polizia all’esterno dell’università in difesa del premier. Le forze dell’ordine, polizia e carabinieri in  tenuta antisommossa, hanno caricato i manifestanti con scudi e   manganelli, dopo che i giovani dei centri sociali avevano cercato di   sfondare la linea di contenimento creata da militari e polizia. Sul   cordone delle forze dell’ordine sono piovute verdure, uova, petardi e   vernice e poi i giovani dei centri sociali hanno cercato di forzare i blocchi. Mentre a Roma Luca Cordero di Montezemolo con la sua Italia Futura gli chiede “tecnicamente” di scendere in campo, Monti riflette e presenta le sue fatiche letterarie. Ma a quanto pare il consenso, soprattutto fra giovani, precari e studenti è ai minimi storici.

E’ la prima volta da quando è entrata in vigore. Si tratta della legge 40, quella sulla fecondazione assistita. Il Tribunale di Cagliari ha riconosciuto il diritto di una coppia di procedere con la diagnosi preimpianto. Lei è malata di talassemia major e lui è portatore sano. Sono stati autorizzati dal giudice a eseguire il test all’Ospedale Microcitemico di Cagliari.

Il Tribunale sardo ha emanato un’ordinanza con la quale ha stabilito che i centri pubblici italiani specializzati in procreazione medicalmente assistita (Pma) devono offrire la diagnosi preimpianto alle coppie che la richiedono perché affette da malattie genetiche. I due infatti si erano rivolti all’ospedale cagliaritano che aveva respinto la diagnosi grazie alla quale si riesce a sapere se anche l’embrione è affetto dalla patologia dei genitori. 

Rimini, 8 nov. – (Adnkronos) – Per incentivare la raccolta dei rifiuti elettronici, basta ‘parcheggiarli’. Per smaltire piccoli elettrodomestici, cellulari, lampadine a risparmio energetico, televisori, monitor e pile, i cittadini non saranno più costretti a rivolgersi ai centri di raccolta comunali, ma potranno usufruire di speciali cassonetti intelligenti, automatici e in grado di assicurare la tracciabilità dei rifiuti. E’ il nuovo ‘Raee Parking’, prototipo per la raccolta dei rifiuti elettronici di piccole e medie dimensioni e delle pile esauste che il consorzio Ecolight presenta a Ecomondo, la fiera in corso a Rimini fino al 10 novembre.

“L’obiettivo di questo progetto sperimentale è incrementare la raccolta dei rifiuti elettronici, in particolare quelli di piccole dimensioni che sono anche i più difficili da intercettare. Per fare questo sono stati studiati degli innovati metodi di raccolta per garantire anche una completa tracciabilità dei Raee conferiti”, spiega il direttore generale di Ecolight, Giancarlo Dezio. L’obiettivo è recuperare quanti più Raee possibili, non solo perché così si evita che siano disperse nell’ambiente sostanze inquinanti, ma anche perché da un loro corretto trattamento è possibile ricavare significativi quantitativi di materie prime seconde.

Il Raee Parking è un contenitore al quale si accede utilizzando una tessera di riconoscimento, si indica poi la tipologia di Raee da conferire e il contenitore procede a pesare il rifiuto e a censirlo. Quindi in automatico, si aprirà una porta dove il rifiuto potrà essere conferito. Tutti i Raee raccolti saranno così tracciati e gestiti da un computer centrale e, una volta che i contenitori interni saranno pieni, sarà il computer a registrare e inviare la richiesta di svuotamento e sostituzione.

Viste le sue dimensioni (7 per 2,5 metri), il Raee Parking è stato pensato per essere posizionato in grandi spazi, possibilmente in prossimità di grandi centri di vendita per coinvolgere anche il circuito della distribuzione. Tra le possibilità, quella di prevedere per esempio, carte di riconoscimento elettroniche affiliate allo punto vendita, innescando scale virtuose di accumulo di punti oppure per accedere ad una particolare scontistica.

Il Raee Parking si aggiunge al “Raee mobile”, camion itinerante attrezzato per ricevere qualsiasi tipo di Raee, e al cassonetto stradale dedicato ai piccoli rifiuti elettrici, entrambi promossi da Hera. Tutti saranno utilizzati nella fase sperimentale del progetto europeo. A partire dal 2013 e per circa due anni, infatti, saranno posizionati nei territori di Bologna, Ravenna, Castenaso e Lugo, oltre nell’area di Saragozza in Spagna nell’ambito del progetto Identis Weee che si concluderà nel 2015 con la raccolta dei dati e una valutazione della sperimentazione.

Hospice e centri di terapia del dolore aperti in numero insufficiente rispetto alle effettive necessità della popolazione, farmaci oppiacei che continuano a rimanere ancora quasi un tabù, soprattutto per i medici. E poi manca il coordinamento tra medico di famiglia, specialista e strutture sul territorio, lasciando così spesso il paziente da solo e senza una guida. E’ questa la realtà che si trova ad affrontare in Italia una persona che soffre di dolore cronico, anche se da due anni c’è una legge, la 38/2010, che dice chiaramente che ogni cittadino ha diritto ad accedere alle cure palliative e alla terapia del dolore nell’ambito dei livelli essenziali di assistenza. A dirlo non sono solo le associazioni dei malati, ma anche i medici e i dati del ministero della Salute.

L’appello dell’associazione nazionale dei centri antiviolenza “Donne in Rete” denuncia la 105° vittima di femminicidio (questa una delle stime, per altri sono 100, ndr) in Italia da inizio 2012 : Carmela, morta a 17 anni per difendere la sorella, sia l’ultima vittima. La violenza sulle donne non è un’emergenza, ma un fenomeno strutturale di una società che pone uomini e donne in una relazione di disparità. Non è più tollerabile che, in un Paese che si definisce civile, le violenze sulle donne e i femminicidi avvengano nell’indifferenza della società e della politica.

Negli ultimi tre anni il numero di cittadini che si rivolgono ai centri di aiuto e’ arrivato al 33,3% della popolazione. Pensionati, casalinghe e immigrati i piu’ colpiti. A 6 milioni i pasti serviti nelle mense.

pubblicato da Wallstreet Italia
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Caritas: un italiano su tre è povero, sistema di welfare incapace

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