Raccolta News di Economia e Finanza aggiornate in tempo reale

cessate

Dopo una notte di bombardamenti su Gaza, un attentato a Tel Aviv e almeno sei morti e oltre venti feriti nella sola giornata di oggi è stato raggiunto un accordo per un cessate il fuoco tra Israele e Hamas. Lo ha detto una fonte palestinese vicina ai negoziati. Poco prima la tv Canale 10 e la radio militare avevano annunciato che il paese della Stella di Davide era pronto a un cessate il fuoco unilaterale. La giornata non è stata solo una giornata di lancio di missili, piazzamento di una bomba su un autobus e raid aerei, ma anche una disperata corsa contro il tempo della diplomazia. 

tovato su: Il Fatto Quotidiano

 Esplosione -  A Tel aviv si torna indietro nel tempo. E’ esploso un autobus in pieno centro. A bordo c’erano civili isreleiani. Il bilancio per ora non parla di morti. Ci sono venti feriti di cui tre gravi. L’autobus è esploso molto probabilmente per un ordigno posizionato dentro una borsa. Ora è caccia all’attentatore. L’attentato di matrice palestinese è legato alla tensione fra Israele e Gaza che ha reso negli ultimi giorni la regione incandescente. Da tempo non c’erano attenatti terroristici a Tel Aviv. L’ultimo risale al 2006. Insomma sembra sia tornata una strategia del terrore. I palestinesi rispondono con gli attacchi terroristici ai raid israeliani sulla striscia di Gaza. ”Se davvero si tratta di una operazione della nostra resistenza, ce ne felicitiamo”: è il primo commento a Gaza di una emittente di Hamas dopo aver appreso dell’esplosione a Tel Aviv. Nei giorni scorsi i mezzi di comunicazione di Hamas avevano avvertito gli israeliani della possibile ripresa degli attentati in Israele. La polizia di Tel Aviv sta setacciando la zona circostante il posto dove è avvenuta l’esplosione, nella sensazione che un attentatore si trovi ancora nelle immediate vicinanze. Un elicottero della polizia sorvola la città. Secondo le prime valutazioni, un ordigno sarebbe stato piazzato in una borsa all’interno dell’autobus. Si presume che l’attentatore possa trovarsi nelle strade vicine. All’interno dell’autobus non ci sono cadaveri, ha precisato la televisione commerciale Canale 10.


Bombardamenti – Intanto la notte scorsa sono proseguiti i bombardamenti su Gaza. E’ stata probabilmente la notte più dura dall’inizio della crisi. e pensare che proprio ieri si era parlato di una probabile tregua. Fonti mediche hanno aggiornato nelle ultime ore il bilancio delle vittime a 139. Il numero dei feriti supera il migliaio. I bombardamenti sono giunti dal cielo, dal mare e dalla artiglieria. Un importante edificio di governo è stato letteralmente raso al suolo. Colpite anche tubature di combustibile che passavano sotto al confine fra Egitto e Gaza. Per lunghe ore la Striscia è rimasta immersa in un’ oscurità totale. Ieri migliaia di persone avevano abbandonato in fretta le proprie abitazioni in seguito ai precisi avvertimenti dell’esercito israeliano che restando nei loro rioni avrebbero messo a repentaglio la propria sicurezza. “Non abbiamo chiuso occhio tutta la notte”, hanno riferito. In queste ore a Gaza regna un clima di incertezza: da un lato vi è la speranza che un cessate il fuoco possa essere annunciato in giornata. Dall’altra esiste il timore che Israele possa inasprire ulteriormente gli attacchi.

 

I negoziati e la Clinton – Giunta la scorsa notte a Gerusalemme, dove ha incontrato il premier israeliano Benyamin Netanyahu, il Segretario di stato statunitense Hillary Clinton prosegue oggi gli sforzi per concordare un cessate il fuoco nei combattimenti fra Israele e Gaza. La Clinton e’ arrivata a Ramallah (Cisgiordania) per aggiornare il presidente dell’Anp Abu Mazen sul tentativo diplomatico di concludere a Gaza un cessate il fuoco. Lo riferisce radio Gerusalemme secondo cui – prima della partenza per il Cairo – laGiunta la scorsa notte a Gerusalemme, dove ha incontrato il premier israeliano Benyamin Netanyahu, il Segretario di stato statunitense Hillary Clinton prosegue oggi gli sforzi per concordare un cessate il fuoco nei combattimenti fra Israele e Gaza. Clinton e’ arrivata a Ramallah (Cisgiordania) per aggiornare il presidente dell’Anp Abu Mazen sul tentativo diplomatico di concludere a Gaza un cessate il fuoco. Lo riferisce radio Gerusalemme secondo cui – prima della partenza per il Cairo – la Clinton tornera’ ad incontrare a Gerusalemme il premier Benyamin Netanyahu, per la seconda volta nelle ultime ore.

Agli abitanti volantini di Israele: “lasciate le vostre case immediatamente”. Il Cairo parla di “aggressione farsa”. Sin qui morti 24 bambini. Nella sola giornata di ieri hanno perso la vita 33 persone. Un uomo pugnala guardia all’ambasciata Usa di Tel Aviv.

pubblicato da Wallstreet Italia
Link articolo:

Gaza-Israele: ok a cessate il fuoco mediato da Egitto

Notizie del italia, economia, notizie italia

Quotidiani

Il Denaro, Il Fatto Quotidiano, Libero Quotidiano

Si lavora per il cessate il fuoco in Palestina. Israele frena sull’avvio dell’operazione di terra, il segretario dell’Onu Ban Ki Moon invita alla prudenza, Hillary Clinton, segretario di Stato degli Usa, annuncia la missione in vicino Oriente per mediare tra le parti. Nella notte appena trascorsa ancora bombardamenti sulla striscia di Gaza per colpire “siti sotterranei per il lancio di razzi – come si legge nel comunicato dell’esercito israeliano -, tunnel dei terroristi e depositi di armi, nonché molti edifici usati dai terroristi come centri di comando e controllo e una decina di tunnel usati come centri operativi da Hamas”. La giornata del 19 novembre si è conclusa con 32 morti nei territori palestinesi, portando a 109 il bilancio totale delle vittime.

La frenata di Israele – La notte tra il 19 e il 20 novembre ha visto il premier israeliano Benjamin Netanyahu in riunione con i principali ministri del suo esecutivo per discutere dei prossimi passi del montante conflitto. “Prima di decidere un’eventuale offensiva terrestre – ha spiegato una fonte del governo israeliano – il primo ministro vuole esaurire tutte le opzioni diplomatiche per vedere se sia possibile ottenere un cessate il fuoco di lunga durata”. Secondo fonti giornalistiche israeliane, si va verso un armistizio di 24 o 48 ore con allentamento delle condizioni di embargo sulla striscia di Gaza.

Il monito – Mentre il Consiglio di Sicurezza dell’Onu si blocca sulle risoluzioni da prendere in merito alla situazione palestinese, il segretario generale Ban Ki Moon dal Cairo invita le parti in conflitto a cessare le violenze. In particolar modo, scoraggia il governo israeliano dall’intraprende le operazioni di terra: “Tutte le parti devono interrompere le violenze immediatamente – ha detto – un’ulteriore escalation metterebbe a rischio l’intera regione”.

Non decolla, ancora, la missione dell’Onu in Siria. I caschi blu iniziano oggi a svolgere i loro compiti di osservazione e garanzia del cessate il fuoco, ma sono ancora pochi e le condizioni di sicurezza perché possano svolgere il loro compito non sono del tutto stabilite, specialmente in alcune aree del paese.

«Ci stiamo organizzando per essere pronti il prima possibile», ha detto il colonnello marocchino Ahmed Himmiche, comandante del primo gruppi di caschi blu, ai reporter a Damasco. «Siamo ottimisti», ha aggiunto. Nella capitale siriana finora è stato schierato solo il primo reparto di osservatori internazionali, meno di una cinquantina, ma il contingente dovrebbe essere aumentato almeno fino a 250 nei prossimi giorni, se la situazione lo consente. L’Onu ha chiesto al governo siriano di lasciare che gli osservatori facciano il loro lavoro nel modo più completo possibile.

Sembra finito il fragile cessate il fuoco che per due giorni aveva fatto sperare che in Siria si potesse arrivare a una soluzione politica per fermare lo spargimento di sangue che dura da oltre un anno.

Sarà difficile che Bashar al Assad rispetti il cessate il fuoco scattato stamattina. Le motivazioni sono semplici. Subito dopo l’entrata in vigore del cessate il fuoco gli attivisti hanno invitato tutti a scendere in piazza, in modo pacifico, in tutto il paese. Non avere forze armate che reprimano le manifestazioni, come è stato fatto sino ad ora, significherebbe per molti siriani, che fino a questo momento hanno avuto timore, la possibilità di scendere in piazza in “sicurezza”. In questi ultimi giorni a Damasco ci sono stati degli episodi simbolici che ci dicono che anche nella capitale molto si sta muovendo.

Non ci sono al momento segni di combattimenti in Siria, dopo che alle 6 ora locale (le 5 in Italia) è entrato il vigore il cessate il fuoco previsto dal piano Annan, che ha mediato un accordo di tregua fra governo e ribelli. L’osservatorio siriano per i diritti umani ha riferito di esplosioni nella città di Zabadani, vicino al confine con il Libano, poco dopo il cessate il fuoco, ma ha aggiunto che non è chiara l’origine degli scoppi. Un residente in città ha detto che questa Š stata bombardata nella notte, ma che non si è sentito niente dopo il cessate il fuoco. Attivisti nelle città di Hama, Homs e Damasco riferiscono che la situazione è calma. Il regime secondo il piano avrebbe dovuto ritirare le sue truppe dalle città teatro di combattimenti martedì scorso, ma questo non era avvenuto. Ieri, alla vigilia del cessate il fuoco, sono stati uccisi 25 civili in combattimenti. Il ministero della Difesa ieri aveva detto che avrebbe interrotto le operazioni militari giovedì mattina, ma non aveva parlato di ritiro dalle città e aveva precisato che avrebbe reagito a qualsiasi «assalto» di gruppi armati. Gli attivisti hanno riferito di non aver visto alcun segno di ritiro dei carri armati dai centri abitati.

Il ministro della Difesa di Damasco annuncialo stop delle operazioni militari a partire da giovedì alle 6

tovato su: Il Corriere della Sera

Clicca qui per leggere l’articolo completo

Archivi