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Per l’attuale primo cittadino Michael Bloomberg, al terzo mandato, il segretario di Stato “sarebbe la scelta migliore per la mia successione”. Ma in casa Clinton si sta ragionando anche alla corsa alla presidenza 2016.

pubblicato da Wallstreet Italia
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Tentazione Hillary Clinton sindaco di New York

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Nessun favoritismo, almeno al seggio. Matteo Renzi, presentatosi intorno alle 17.30 al seggio allestito in piazza dei Ciompi sede dell’Arci fiorentina, s’è messo in coda come un cittadino qualsiasi, nonostante l’assedio di giornalisti e telecamere. “Faccio la fila come tutti gli altri“, ha detto Renzi, che al suo arrivo è stato accolto con un applauso da un gruppo di elettori. A un certo punto qualcuno gli ha urlato: “Mettiti in coda!“. E lui, prontamente, ha risposto: “Lo sto facendo”. Dopo le operazioni di registrazione, il sindaco di Firenze è di nuovo uscito dal seggio per fare la fila come gli altri elettori. Dopo i primi momenti di concitazione per la presenza delle telecamere, ai quali in modo deciso il sindaco ha chiesto di non intralciare le operazioni di voto, la situazione si è fatta più tranquilla. Più volte il sindaco ha chiesto ai cronisti di non fargli domande “per rispetto degli altri”. Il primo cittadino è riuscito a votare alle 20.10 dopo due ore e mezza di fila.

Nessun favoritismo, almeno al seggio. Matteo Renzi, presentatosi intorno alle 17.30 al seggio allestito in piazza dei Ciompi sede dell’Arci fiorentina, s’è messo in coda come un cittadino qualsiasi, nonostante l’assedio di giornalisti e telecamere. “Faccio la fila come tutti gli altri“, ha detto Renzi, che al suo arrivo è stato accolto con un applauso da un gruppo di elettori. A un certo punto qualcuno gli ha urlato: “Mettiti in coda!“. E lui, prontamente, ha risposto: “Lo sto facendo”. Dopo le operazioni di registrazione, il sindaco di Firenze è di nuovo uscito dal seggio per fare la fila come gli altri elettori. Dopo i primi momenti di concitazione per la presenza delle telecamere, ai quali in modo deciso il sindaco ha chiesto di non intralciare le operazioni di voto, la situazione si è fatta più tranquilla. Più volte il sindaco ha chiesto ai cronisti di non fargli domande “per rispetto degli altri”.

C’era il redditometro. Poi c’è stato l’obbligo per gli intermediari finanziari di comunicare all’Agenzia delle Entrate le movimentazioni di capitali. Adesso è arrivato il redditest, per ora nella versione destinata al cittadino; da gennaio prossimo in quella utilizzabile dal Fisco (si dovrebbe chiamare spesometro). Una rivoluzione; ma, per una volta, una rivoluzione positiva.

Tutto parte da due banali considerazioni: l’evasione fiscale è micidiale (160 miliardi di euro annui secondo la Corte dei conti; 250 secondo Eurispes); e le possibilità di verifica da parte del Fisco pari al 10 % circa rispetto alle dichiarazioni presentate (cioè, il contribuente ha il 90 % di probabilità di non essere controllato). Poiché il numero degli accertamenti non può essere incrementato (non si può mettere un finanziere dietro ogni contribuente!); e poiché l’evasione fiscale (in uno con la corruzione e la spesa pubblica clientelare) ci ha portato sull’orlo della bancarotta; non resta che utilizzare al meglio gli strumenti a disposizione. Solamente 10% di accertamenti; ma che almeno siano eseguiti nei confronti di quelli che, per così dire, promettono bene. Però qui sta il punto dolente: identificare quelli che promettono bene è complicato e può portare a ingiustizie sostanziali. Con il redditest-spesometro le cose dovrebbero migliorare. 

Il Tar del Lazio ha disposto che la presidente della Regione Renata Polverini indica entro cinque giorni le elezioni. I giudici amministrativi, accogliendo il ricorso del Movimento Difesa del Cittadino, hanno disposto così che le elezioni avvengano entro 90 giorni dallo scioglimento del Consiglio regionale avvenuto il 28 settembre. E in risposta alla sentenza, la Regione con una nota ha subito annunciato che proporrà ricorso al Consiglio di Stato: “Una decisione  – si legge – che risulta in totale contraddizione con le recenti pronunce della medesima sezione del Tar del Lazio, con riferimento alle elezioni regionali del 2010″.

In sanità vi sono fattori che condizionano la possibilità e la capacità di accedere alle cure delle persone. Come ad esempio se un cittadino non sa o sa di certe possibilità; o se un cittadino si può o non si può permettere certe prestazioni;o se vi è una lista di attesa più o meno lunga; o se per curarsi il cittadino deve andare in altre regioni o all’estero; ed infine gli orari di funzionamento dei servizi con i quali il cittadino deve fare i conti .

Dopo le accuse di Report, le lusinghe di Grillo e le minacce di Donadi si continua a parlare di Antonio Di Pietro. Ma stavolta a farlo sono i sindaci di due importanti città del Mezzogiorno, Luigi De Magistris, sindaco di Napoli, e Leoluca Orlando, primo cittadino di Palermo. Dalle loro parole traspare una critica al partito e al suo capo, ma anche la necessità e la voglia di tagliare i ponti con quel che è stato e ricominciare.

jinpig-obamajinpig-obamaQualche giorno fa su Weibo, il twitter cinese, girava una vignetta a due riquadri. Nel primo un cittadino americano si tappava le orecchie per non ascoltare più le litigate tra Obama e Romney in diretta tv. Nel secondo un cittadino cinese appoggiava un cornetto acustico alla grande porta chiusa della Sala del Popolo, ma comunque non riusciva a capire cosa succedesse lì dentro.

Neanche a dirlo, la vignetta è scomparsa dal web in poche ore ma la mia collega – ormai avvezza alle consuetudini del web cinese – l’aveva già salvata sul suo computer. Ricomparirà su China Files il 7 novembre quando daremo via allo speciale che per sette giorni seguirà in diretta il XVIII congresso del Pcc. Perché?

Il sistema era semplice e collaudato: quando un contribuente si presentava da lui per versare le imposte, lui fingeva di fare il versamento, preparava una falsa ricevuta da consegnare al cittadino, e poi, una volta conclusa l’operazione, annullava il pagamento e si metteva in tasca i soldi. Così Federico Sabattini, cassiere e operatore di retro-sportello negli uffici di Equitalia di diverse città dell’Emilia Romagna, si è appropriato in quattro mesi (dal giugno all’ottobre del 2007) di quasi 60mila euro. Somma che ora, come stabilito dalla Corte dei conti dell’Emilia Romagna, dovrà restituire interamente alla società di riscossione dei tributi.

Da giorni gli addetti ai lavori litigano sull’interpretazione della nuova regolamentazione delle autorizzazioni edilizie in aree sottoposte a tutela. Per essere un articolo di un disegno di legge «sulla semplificazione», e scritto da un governo tecnico, non c’è male.

Per le associazioni ambientaliste, la norma apre un varco alla cementificazione anche delle porzioni protette del nostro martoriato territorio. Per i ministri dell’Ambiente e dei Beni Culturali, non è vero: «non c’è nessuna diminuzione del livello di tutela del paesaggio». Per Salvatore Settis, infine, «il disegno di legge sulle semplificazioni appena approvato dal Consiglio dei ministri si scontra con un piccolo intoppo: la Costituzione» (Repubblica, 21 ottobre).

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