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L’emendamento salva-Monte dei Paschi di Siena bocciato in commissione bilancio al Senato. Problemi nella copertura finanziaria per i 3,9 miliardi di soldi pubblici che dovrebbero essere erogati all’istituto.

pubblicato da Wallstreet Italia
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Colpo di scena: MPS trema, a rischio salvataggio stato?

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Lo dice senza giri di parole: “Sono oltre 260 mila i precari nella pubblica amministrazione” e “non è ipotizzabile una stabilizzazione di massa”. Il ministro per la Pubblica amministrazione, Filippo Patroni Griffi, fotografa così lo scenario del mondo del lavoro nel settore pubblico. Durante un’audizione alla commissione Lavoro della Camera, Patroni Griffi ha ricordato che i precari sono 130mila nella scuola, 115mila tra sanità e enti locali e 15mila nelle amministrazioni centrali.

Per il ministro la stabilizzazione di massa “sarebbe contro il dettato costituzionale” e annullerebbe la possibilità di entrata nelle amministrazioni pubbliche dei giovani. “Ogni soluzione deve essere graduale“, ha aggiunto, spiegando che tra le possibilità per risolvere temporaneamente il problema dei contratti in scadenza c’è la deroga al limite massimo per i contratti a termine (36 mesi) portandola in alcuni casi specifici a 60 mesi.

La Camera ha approvato la legge sull’equo compenso per i giornalisti freelance e i collaboratori autonomi. Dopo mesi di tira e molla, ora è arrivato il via libera, con il voto unanime della commissione cultura di Montecitorio convocata in sede legislativa.

Come ricordato dal sottosegretario all’Editoria, Paolo Peluffo, la legge istituisce una commissione presso il dipartimento Editoria della presidenza del Consiglio che dovrà definire l’equo compenso e redigere un elenco dei media che garantiranno il rispetto delle retribuzioni. “Mi auguro – dice Peluffo – che tutti, sindacati dei giornalisti, datori di lavoro, ministeri interessati, l’Inpgi, l’Ordine dei giornalisti collaborino per cercare assieme soluzioni equilibrate che rispondano all’obiettivo posto dalla legge. Legge che rappresenta una novità importante non solo nel nostro Paese ma nello scenario europeo perché sancisce il valore economico e sociale dei lavoratori della conoscenza, in un momento di totale trasformazione dell’editoria verso il digitale”.

La Commissione industria del Senato ha approvato all’unanimità, contro il parere negativo del governo, l’emendamento che proroga di 5 anni le concessioni demaniali balneari come fa sapere il relatore del Pd, Filippo Bubbico, dopo il via libera della commissione al decreto sviluppo.

L’emendamento presentato in commissione Industria dai relatori, Simona Vicari (Pdl) e Filippo Bubbico (Pd), prevedeva che le concessioni demaniali balneari fossero prorogate sino al 2045. La commissione bilancio del Senato ha bocciato la modifica, dando invece il via libera condizionato a una proroga di 5 anni, sino al 2020, più compatibile con quello che potrebbe essere il frutto della mediazione del governo con la Commissione europea che pretende invece l’indizione di un’asta.

La Commissione industria del Senato ha approvato all’unanimità, contro il parere negativo del governo, l’emendamento che proroga di 5 anni le concessioni demaniali balneari come fa sapere il relatore del Pd, Filippo Bubbico, dopo il via libera della commissione al decreto sviluppo.

L’emendamento presentato in commissione Industria dai relatori, Simona Vicari (Pdl) e Filippo Bubbico (Pd), prevedeva che le concessioni demaniali balneari fossero prorogate sino al 2045. La commissione Bilancio del Senato ha bocciato la modifica, dando invece il via libera condizionato a una proroga di 5 anni, sino al 2020, più compatibile con quello che potrebbe essere il frutto della mediazione del governo con la Commissione europea che pretende invece l’indizione di un’asta.

Nuova bacchettata dell’Europa ai tentativi italiani di sorvolare sull’evidenza pubblica per le concessioni balneari in scadenza nel 2015. Dalla Commissione Ue arriva un sonoro “no” dopo che l’emendamento al decreto legge Sviluppo, presentato nella commissione Industria di palazzo Madama dai relatori Simona Vicari (Pdl) e Filippo Bubbico (Pd), ha chiesto un’ulteriore proroga di 30 anni alle concessioni. Proroga o rinnovo automatico, evidentemente per l’Ue cambia poco. “Un rinnovo automatico di 30 anni non sarebbe compatibile con quanto prevede il diritto comunitario”, ha detto nelle ultime ore Stefaan De Rynck, portavoce del commissario Ue per il Mercato unico Michel Barnier. “Le concessioni degli stabilimenti balneari– ha scandito De Rynck- dovrebbero essere accordate per un periodo di tempo appropriato e limitato e non dovrebbero essere aperte a rinnovi automatici né dare alcun altro tipo di vantaggio al gestore la cui autorizzazione è scaduta”. E dato che “un’estensione di 30 anni di tutte le concessioni attuali sarebbe incompatibile con le leggi Ue”, la Commissione invita l’Italia “ad adottare regole compatibili con la direttiva Servizi”.

“Per la delicatezza della materia abbiamo rinviato il decreto sulla incandidabilità dei condannati riservandogli un Consiglio dei ministri ad hoc: era necessario per affrontare questo tema significativo e urgente per poter affrontare le elezioni con le nuove norme”. Lo ha detto il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri ai microfoni di Rai radio 1 a proposito del decreto legislativo sull’incandidabilità dei condannati che sarà domani all’esame del cdm.

Lo ha ammesso la stessa Commissione Europea: l’Europa non è stata in grado di reagire con coerenza alla crisi, ha lasciato che banche e finanza facessero i loro comodi. Ora, quale punizione per i singoli stati? Opinione di Valerio Valentini.

pubblicato da Wallstreet Italia
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Sovranità SOS: verranno a prenderci con la forza

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Tirano il fiato, dopo le ultime proteste, i bagnini italiani. Le concessioni demaniali potrebbero essere prorogate di ulteriori 30 anni dalla data di scadenza, fissata per il 31 dicembre 2015. Niente di ufficiale ancora: la speranza degli esercenti è riposta in un emendamento al decreto legge sviluppo presentato nella commissione industria di palazzo Madama da Simona Vicari (Pdl) e da Filippo Bubbico (Pd). L’accordo è dunque bipartisan e l’obiettivo è di rinviare l’applicazione della direttiva europea Bolkestein, con la quale le concessioni saranno assegnate tramite asta pubblica.

Quando lo Stato è in difficoltà le mafie gongolano. Succede in Campania, dove 478 beni immobili confiscati alla camorra (quasi un terzo dell’intero patrimonio immobiliare sottratto alla criminalità organizzata locale) non possono essere consegnati agli enti locali e riconvertiti a fini di pubblica utilità perché sono gravati da ipoteca o perché sono ancora occupati. Spesso da persone che non ne hanno titolo, spesso dagli stessi familiari dei boss. E delle 367 aziende confiscate, soltanto il 2% è ancora attivo sul mercato: solo 8 di queste impiegano lavoratori, per un totale di 50 persone.

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