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Concessioni

Incassata una sconfitta al Senato sulle concessioni balneari, ora l’ultima spiaggia per il Governo resta il maxiemendamento che gli permetterà di rivedere la miniprorogra di 5 anni, dal 2015 al 2020, approvata dalle Commissioni Bilancio e Industria. La norma, frutto di un emendamento bipartisan presentato nei giorni scorsi dai senatori Simona Vicari (Pdl) e Filippo Bubbico (Pd) della Commissione Industria, inizialmente prevedeva addirittura una proroga di 30 anni, dal 2015 al 2045.

La proroga passa a 5 anni dai 30 previsti. La decisione di dare parere favorevole unanime delle commissioni Bilancio e Industria del Senato non piace nemmeno alla Commissione Europea. Asta rinviata al 2020.

pubblicato da Wallstreet Italia
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Spiagge, governo battuto: concessioni rinviate 5 anni

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Nuova bacchettata dell’Europa ai tentativi italiani di sorvolare sull’evidenza pubblica per le concessioni balneari in scadenza nel 2015. Dalla Commissione Ue arriva un sonoro “no” dopo che l’emendamento al decreto legge Sviluppo, presentato nella commissione Industria di palazzo Madama dai relatori Simona Vicari (Pdl) e Filippo Bubbico (Pd), ha chiesto un’ulteriore proroga di 30 anni alle concessioni. Proroga o rinnovo automatico, evidentemente per l’Ue cambia poco. “Un rinnovo automatico di 30 anni non sarebbe compatibile con quanto prevede il diritto comunitario”, ha detto nelle ultime ore Stefaan De Rynck, portavoce del commissario Ue per il Mercato unico Michel Barnier. “Le concessioni degli stabilimenti balneari– ha scandito De Rynck- dovrebbero essere accordate per un periodo di tempo appropriato e limitato e non dovrebbero essere aperte a rinnovi automatici né dare alcun altro tipo di vantaggio al gestore la cui autorizzazione è scaduta”. E dato che “un’estensione di 30 anni di tutte le concessioni attuali sarebbe incompatibile con le leggi Ue”, la Commissione invita l’Italia “ad adottare regole compatibili con la direttiva Servizi”.

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