Raccolta News di Economia e Finanza aggiornate in tempo reale

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L’attivita’ nel terziario scende ancora, a 44,6 da 46. Vendite commercio al dettaglio nell’area euro -1,2% su mese in ottobre e -3,6% su anno. Una flessione così marcata non si vedeva da maggio 2009.

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Italia: aziende in ginocchio. Consumi Ue: peggior crollo da 3 anni

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Natale in chiaroscuro: sale la speranza, ma cresce anche il numero di coloro che temono sia il peggior Natale  del triennio. Secondo il sondaggio Confesercenti-Swg il 54% degli italiani (era il 51% nel 2011) si affida alla speranza per definire l’ormai prossimo Natale e in tal modo cerca di contrastare gli incubi della crisi e del futuro. Ma cresce anche in modo netto il numero di coloro che non si fanno illusioni: per 19 milioni di connazionali sarà il peggior Natale dal 2010 (si sale dal 25% del 2011 al 38% di quest’anno). Venti milioni non vedono differenze con l’anno passato, mentre una consistente minoranza, 11 milioni, crede in un miglioramento. A risentirne sono i consumi: a dicembre, in totale, gli italiani spenderanno 36,8 miliardi: il 3% in meno rispetto al 2011, quando ne spesero 38.

Effetti sulla tredicesima E la lunga recessione si riflette anche sull’utilizzo della tredicesima: cala di due miliardi la quota destinata agli acquisti (ora a 17 miliardi e 787 milioni) e in particolare ci saranno 700 milioni in meno per i regali. Una parte consistente della tredicesima, 11 miliardi e 739 milioni,andrà invece a rimpinguare i risparmi erosi dalla difficoltà economiche: gli italiani, insicuri sulla possibilità di una rapida ripresa, preferiscono accantonare quasi due miliardi in più rispetto al 2011. Circa 12 miliardi provenienti dalle tredicesime, invece, verranno usati per far fronte ai mutui e pagare i debiti (+641 milioni sul 2011), mentre quasi 13 miliardi e mezzo saranno impiegati per affrontare le necessità della casa e della famiglia (in calo di 1 miliardo e 314 milioni) .Non si può dimenticare che, sempre secondo il sondaggio Confesercenti-Swg, dal 2010 al 2012 sale di 8 punti il numero di coloro che arrivano con il proprio reddito solo alla terza settimana del mese (dal 20% al 28%); crescono invece di 5 punti coloro che arrancano fino alle seconda (dall’8% al 13%), mentre cala vistosamente la percentuale di coloro che ce la fanno fino alla fine del mese (dal 72% al 59%). Di conseguenza per il 2013 la richiesta più diffusa (31%) è quella del lavoro, seguita subito dopo da ‘meno tassè (23) al pari della ‘riduzione dei costi della politicà. 

Sarà un Natale amaro e in linea con la situazione di crisi del Paese, quello alle porte. A dicembre, in totale, gli italiani spenderanno 36,8 miliardi di euro, oltre il 3% in meno rispetto al 2011, quando spesero 38 miliardi. In calo più o meno della stessa percentuale (-2,7%) i consumi innescati dalle festività dell’ultimo mese dell’anno: nel 2012 saranno di 10,7 miliardi, contro gli 11 registrati nel 2011.

È un’assicurazione a rovescio: se c’è un freddo eccezionale come lo scorso anno, l’Enel attiverà le sue centrali a olio combustibile per risparmiare gas ed evitare black out, se il clima è mite non lo farà. Ma in ogni caso noi consumatori pagheremo 250 milioni di euro in bolletta, soldi che andranno di fatto all’Enel in cambio della disponibilità a utilizzare quelle centrali, ormai poco utilizzate e inquinanti, dal valore di mercato simbolico.

Lo S&P 500 chiude la settimana con un guadagno di +0,4%, e il mese di novembre in crescita +0,2%. Scambi in calo, a un valore inferiore -15% rispetto alla media degli ultimi 30 giorni. VIDEO: RUMOR SUL FISCAL CLIFF

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Wall Street piatta, calo spese consumi più forte da maggio

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Si aspettano indicazioni anche dal fronte manifatturiero dell’area di Chicago: l’indice potrebbe riagguantare finalmente la soglia di espansione. Le trattative per evitare il fiscal cliff proseguono.

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Futures Usa peggiorano, calo spese consumi più forte da maggio

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Crescita lievemente inferiore alle attese, ma in miglioramento rispetto al +2% inizialmente riportato. Peggiorano i consumi, al ritmo più lento in più di un anno.

pubblicato da Wallstreet Italia
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Usa: Pil III trimestre rivisto al rialzo a +2,7%

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Roma, 29 nov. – (Adnkronos) – Lampioni e semafori in città, l’illuminazione ‘costa cara’ per le casse pubbliche. E’ questo il dato che emerge dalla ricerca dell’Enea nell’ambito del Progetto Lumière, dedicato a sindaci e comuni per promuovere l’efficienza energetica, e riferito ai consuntivi del 2010. Basti pensare che la media italiana di consumi pro capite per la pubblica illuminazione è di 105 kwh. Mentre in Germania si consuma meno della metà, ovvero circa 42 kWh ad abitante. Con gli aumenti più recenti del costo dell’energia elettrica si sta superando in Italia la spesa di un miliardo l’anno per l’illuminazione pubblica, il che significa poco meno di 20 euro ad abitante.

Secondo la Fire (Federazione italiana per l’uso razionale dell’energia), il costo dell’illuminazione pubblica si aggira fra il 15 ed il 25% del totale delle spese energetiche di un Ente locale, e può raggiungere il 50% di quelle elettriche. La spesa per l’illuminazione, in dettaglio, è rappresentata da un 90% per i lampioni (illuminazione vera e propria) e dal restante 10% per i semafori. L’impiego di alimentatori elettronici permetterebbe di ridurre i consumi di energia elettrica fra il 5 ed il 10%, mentre basterebbe installare dei riduttori di flusso per risparmiare dal 15 al 30%.

Al momento, quindi, l’illuminazione pubblica è una voce che nel bilancio di un’amministrazione comunale ha un notevole peso specifico. Lo confermano anche i dati di due gruppi di Enti locali (30 comuni della Provincia di Roma e un gruppo di comuni della provincia di Milano aderenti al Patto dei Sindaci) che attraverso il software EcoRegion e il database della fondazione Cariplo, stanno quantificando, monitorando e analizzando on line le proprie emissioni di Co2, per arrivare alla presentazione di un Piano d’azione per l’energia sostenibile (Paes), opportunamente calibrato sulle esigenze e le caratteristiche del territorio

Tornando al primo dei due casi in esame, la Provincia di Roma ha istituito la prima Community EcoRegion in Italia, della quale fanno parte tutti i Comuni della Provincia che hanno aderito al Patto dei Sindaci e trovano nell’ente il loro punto di riferimento come Supporting Structure.

Prendendo come anno di riferimento il 2009 e valutando i dati elaborati di tutti i comuni (tranne Roma, che non fa parte del database, e considerando comunque che in alcuni casi si è dovuti ricorrere a stime), il consumo energetico attribuibile alla pubblica illuminazione si prende il 45% del totale dei consumi energetici dell’ente comunale e il 67% dei consumi elettrici: in termini di emissioni si parla di quasi 13.500 tonnellate di Co2 complessive.

I consumi pro capite oscillano dai 12 kwh/abitante di Rocca Priora ai 150 kwh/abitante di Carpineto Romano, mentre il dato medio si attesta sui 72 kwh/abitante. Analogamente a quanto fatto dalla community della provincia di Roma, i dati riportati nel database della fondazione Cariplo, per i comuni della Provincia di Milano (escluso il capoluogo) aderenti al Patto, parlano invece di un dato medio pari a 90 kwh/abitante.

Torino, 28 nov. – (Adnkronos) – Dal progetto alla finitura seguendo il filo conduttore della sostenibilita’. In tempi di green economy anche l’edilizia e’ chiamata a rispondere a nuovi criteri in grado di ridurre l’impatto ambientale e i consumi di energia, tema al centro della sezione specifica “Energia & Ambiente” di Restructura, il salone dell’edilizia e dell’architettura sostenibili a Torino dal 29 novembre al 2 dicembre. Negli stessi giorni si svolge anche la seconda edizione di Protec, il focus su tecnologie e servizi per la protezione civile e ambientale.

Produzione alternativa del calore, bioarchitettura e prodotti ecologici, sistemi per risparmio e riciclo dell’acqua, sono alcuni dei temi al centro della sezione di Restructura che vedra’ protagoniste le aziende impegnate a trovare e realizzare nuovi modelli e nuove soluzioni che possono contribuire al miglioramento dell’ambiente costruito.

Obiettivo, dimostrare a operatori del settore e privati, che realizzare una citta’ a misura di cittadini e di ambiente e’ possibile, idea che sta alla base di uno dei piu’ importanti interventi di riassetto urbanistico in corso in Italia e che sara’ al centro del convegno del 30 novembre: il recupero di un’area di Torino di 600.000 metri quadrati, un tempo occupata dall’insediamento Michelin. Il progetto nasce da un’idea di riqualificazione delle infrastrutture presenti in questa parte di citta’, specie l’asse stradale di Corso Romania che collega la citta’ di Torino alla citta’ di Settimo Torinese, con il coinvolgimento delle amministrazioni dei comuni limitrofi con i quali si dialoga per dare un assetto unitario rispetto alle aree circostanti.

In programma anche workshop di apprendimento e confronto per i professionisti del settore edile e i progettisti, per prendere confidenza diretta con i nuovi materiali e le nuove tecniche di lavorazione. Per tutti i visitatori, torna “Incontra l’Architetto”: alcuni architetti mettono a disposizione la propria professionalita’ in incontri della durata di 30 minuti per dare indicazioni progettuali su impianti, materiali e soluzioni tecniche. Completano la proposta degli eventi i RestrucTour, visite guidate a cantieri e siti di particolare rilievo in termini di sostenibilita’.

Protec, invece, si apre con il convegno di domani dedicato a “La valutazione del rischio” al quale prendera’ parte, tra gli altri, Raffaele Guariniello della Procura della Repubblica di Torino per presentare l’attivita’ della Procura su pericoli naturali, industriali e nei trasporti. E’ in programma anche la tavola rotonda “La Protezione Civile dal comune alla citta’ metropolitana: l’attuale organizzazione e quella futura” sulla gestione dell’emergenza in ambito metropolitano e sull’organizzazione della Protezione Civile nel nuovo e futuro contesto della Citta’ Metropolitana e sulle criticita’ che gli amministratori dovranno affrontare nel nuovo assetto.

Si parlera’ anche di progetti in zona sismica, occasione di discussione dello stato della pratica professionale dopo l’emanazione delle Norme Tecniche sulle Costruzioni nel 2008, riprendendo alcuni esempi reali da cui dedurre alcune indicazioni sulla buona pratica.

Nei negozi le vendite sono diminuite dell’1,8% nel tradizionale appuntamento dello shopping pre-natalizio in America. Chi invece ha speso su internet e’ salito del +21% rispetto al 2011.

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Consumi Usa, boom di vendite online nel Black Friday

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