Raccolta News di Economia e Finanza aggiornate in tempo reale

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Il gestore aveva illustrato ad aprile la sua strategia, affermando di scommettere contro i bond dei debiti sovrani europei, acquistando credit default swap per tutelarsi dal rischio di default. Gli è andata male.

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John Paulson perde la scommessa contro l'euro

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Travolte dai debiti, a un passo dal tracollo. Nella corsa contro il tempo per evitare il default, il rischio è di svendere il patrimonio pubblico locale. Nelle foto, il sindaco torinese Piero Fassino e il presidente della Provincia lombarda Guido Podestà.

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Provincia Milano e Torino rischiano il commissariamento

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Il dissesto finanziario diventa concreto. Ammontano a 679 milioni di euro i debiti del Comune di Reggio Calabria, sciolto poche settimane fa per contiguità mafiosa dopo la devastante relazione della commissione d’accesso che ha svelato come la ‘ndrangheta era di casa a Palazzo San Giorgio. Circa 1300 miliardi di vecchie lire di disavanzo che devono fare riflettere se confrontati ai 19 milioni di euro che, nei mesi scorsi, hanno portato al default dell’amministrazione comunale di Alessandria.

Uno degli ultimi capitoli del fallimentare “modello Reggio” lo ha scritto la sezione regionale di controllo della Corte dei Conti nella delibera sulla salute finanziaria del Comune, guidato prima da Giuseppe Scopelliti (oggi governatore della Calabria) e poi da Demetrio Arena (nella foto) entrambi del Pdl.

Dal conto al bar, alle rate dell’auto, allo staff faraonico: l’eredità “der Batman” sul Pdl non è solo politica, ma anche (e soprattutto) economica. I debiti lasciati da Franco Fiorito, ex capogruppo del partito azzurro alla Regione Lazio, superano già i 150mila euro e i creditori presentano il conto. Le voci di spesa sono delle più varie. Si va dal suo entourage di cinquantasei collaboratoria assunti, trentadue del gruppo e ventiquattro a progetto (otto provengono dalla Ciociaria, la terra di Fiorito). Ma ci sono anche la rata mensile da 3.300 euro del Suv (ora sotto sequestro), la multa da 319 euro per eccesso di velocità, e i 9mila euro per un viaggio di lavoro a Positano. Poi ci sono le attività per il gruppo, come la famosa festa in maschera a tema “antica Roma”, 17mila euro di aperitivi, i servizi fotografici e 2mila euro di cravatte. Er Batman non badava a spese, ma non le saldava neanche: tra i debiti del gruppo ci sono anche i 600 euro del conto al bar della Pisana, la sede del consiglio regionale.

I cittadini che si trovano ogni giorno a farsi i conti in tasca per le misure restrittive del governo Monti lo sanno già da tempo: ma il punto è che non solo la crescita del Pil diventa debole, peggiora anche. Il disastro europeo si avvita su se stesso.

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Austerity riduce i debiti: una vera menzogna

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I cittadini che si trovano ogni giorno a farsi i conti in tasca lo sanno già da tempo: ma il punto è che non solo la crescita del Pil diventa debole, peggiora anche. Il disastro europeo si avvita su se stesso.

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Austerity riduce i debiti: una grande bufala

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Così sarebbe se vivessimo in tempi normali. Ma questi non lo sono. Non lo sono anche perchè la Bce rimane con le mani legate, checché se ne dica. La pillola amara prescritta non guarirà il grande malato europeo.

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Misure austerity riducono debiti: una bufala

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Comperare i debiti di chi non riesce a pagare il mutuo, le rette universitarie o la fattura del medico e annullarli. Dopo mesi di silenzio, Occupy Wall Street torna sulla scena: “Acquistiamo i debiti di chi non ce la fa più, ma invece di riscuoterli li cancelliamo – si legge su www.rollingjubilee.org, il sito che in questi giorni sta lanciando il progetto – aiutiamo i debitori a liberarsi attraverso una campagna di mutuo supporto, buona volontà e disobbedienza collettiva”. Il tutto con un sito web – racconta motherjones.com –  un evento telethon a New York per raccogliere i fondi e la potenza della rete come detonatore per lanciare il sogno: aiutare chi, schiacciato dalla crisi, non ce la fa a onorare i debiti contratti con le banche. Il movimento che nel 2011 tenne sotto scacco la Borsa, e che da due mesi ha festeggiato un anno di vita, torna ad alzare la voce contro lo strapotere della finanza sulla vita degli uomini. Ma raggiungere l’obiettivo non sarà facile.

Che fine hanno fatto i debiti di Lisa Lowenstein, ex moglie americana di Vittorio Grilli? E perché le maggiori banche italiane erano così generose con lei? Attorno a questo mistero girano le indagini del procuratore della Repubblica di Busto Arsizio, Maurizio Fusco. Tutto parte dall’intercettazione ambientale del 23 maggio scorso tra il numero uno Finmeccanica Giuseppe Orsi e l’ex presidente dello Ior Ettore Gotti Tedeschi. Dice Orsi: “Grilli aveva una moglie americana… gli ha lasciato qualche casino in giro, di buchi”.

Nel mirino verbale di Beppe Grillo prima o poi finiscono tutti. E oggi il leader del Movimento 5 Stelle se la prende con il sindaco di Firenze, Matteo Renzi impegnato nella sua campagna per vincere le primarie del Pd. Sul suo blog c’è la foto di Renzi e l’ha scritta ‘Chi l’ha visto’: ”Trovo immorale che un sindaco rimetta il suo mandato per altri incarichi da lui considerati più importanti. E’ alto tradimento nei confronti degli elettori usati come un trampolino di lancio”.  L’attacco di Grillo è frontale: ”Un caso di arrampicatore politico. La legge dovrebbe proibirlo o, in mancanza di una legge, almeno l’etica personale. Il fantasma di un ex sindaco si aggira in una Firenze strangolata dai debiti: è Matteo Renzi”.

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