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E’ un esodo senza sosta quelle che le grandi aziende hanno deciso di attuare, riporta il Wall Street Journal. Gruppi americani, francesi e tedeschi chiudono attività nel Sud Europa. Prima che sia troppo tardi.

pubblicato da Wallstreet Italia
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Italia addio. Le multinazionali se ne vanno

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“A caldo” si era deciso che a ritirare il Premio Nobel per la pace attribuito all’Unione europea sarebbero andati il presidente della Commissione Manuel Barroso, quello del Consiglio Herman Van Rompuy e quello del Parlamento Martin Schultz. Invece, la platea dei premiati sia più vasta. Ed è notizia di oggi che in Norvegia andrà, il prossimo 10 dicembre, anche il presidente del Consiglio italiano Mario Monti. Sono 18 i leader europei che hanno accettato l’invito alla cerimonia di consegna. Sei invece hanno rifiutato. Il premier britannico David Cameron guida la lista dei sei assenti, della quale fanno parte anche il premier svedese Fredrik Reinfeldt e il presidente ceco Vaclav Klaus, noto euroscettico. Il Cancelliere tedesco Angela Merkel e il presidente francese Francois Hollande hanno invece annunciato la loro partecipazione.

La soubrette non molla l’osso: Flavia Vento ha deciso che per lei è il momento di entrare in politica e non si lascia scoraggiare da niente. Ora lancia il suo movimento, Il Vento del Cambiamento, e convoca i suoi fan (ribattezzati su Twitter “le zucchette”) al primo appuntamento pubblico: la raccolta firme per la lista a Piazza del Popolo, Roma. Flavia cancella con un colpo di spugna non solo il deludente esordio nella vita pubblica di ormai dieci anni fa (quando si barcamenò tra la Margherita di Francesco Rutelli e il Nuovo Partito Liberale), ma soprattutto la maleducazione di Beppe Grillo. L’ex concorrente dell’Isola dei Famosi aveva cominciato, sempre tramite cinguettii, uno strenuo corteggiamento al leader del Movimento 5 stelle senza mai ricevere risposta. Fino a quando, anzi, lo stesso Grillo non ha deciso di “tapparle la bocca” bloccandola su Twitter. Il programma del Vento del Cambiamento? Animalismo innanzitutto: “Libererò tutti gli animali dagli zoo” ha promesso in diretta radio con Platinette. “Voglio vedere le tigri del Bioparco di Roma libere in Africa” ha twittato, prima che un suo seguace le facesse notare che l’habitat naturale dei terribili felini è in Asia. Ma non solo questo, la soubrette per il Paese promette di più: “Ospedali senza più file, tutto che funziona”.

In occasione del Cyber Monday, un americano che ha deciso di acquistare i 135 posti disponibili su un charter in direzione Las Vegas, per sè e i suoi amici, per assistere al CES, festival di elettronica.

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Entro 5 giorni la presidente dimissionaria della Regione Lazio Renata Polverini dovrà indire le elezioni regionali. Lo ha deciso il Consiglio di Stato che ha respinto il suo ricorso in appello confermando la sentenza del Tar.

tovato su: Il Fatto Quotidiano

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Lina Sinha, ex preside della prestigiosa International Montessori School di Manhattan è stata condannata a una pena fino a 7 anni di carcere per aver avuto una relazione con un suo studente. Il rapporto risale al 1995, quando la donna, ora 46enne, era direttrice dell’istituto e il ragazzino aveva 13 anni. 

La vicenda – La storia sarebbe cominciata quando la Sinha ha baciato il ragazzo per consolarlo dopo una sconfitta ad una competizione accademica. Da quel giorno, la relazione si fa sempre più intima e quando lo studente compie 15 anni, iniziano anche i rapporti completi. Per consumare i loro attimi di passione, i due amanti si incontravano in aula oppure sui forgoni della scuola. La relazione sarebbe andata avanti per 9 anni, fino al 2004, quando il giovane, ormai 22enne ha deciso di troncare la relazione con la donna. Dopo la rottura, Lina ha iniziato a perseguitarlo con false denunce di aggressione e stupro ed è stato proprio dopo l’ennesima accusa, che il ragazzo ha deciso di farsi avanti e raccontare gli abusi subiti. 

 

 

Tensione all’Ilva dopo la decisione assunta ieri sera dall’azienda di bloccare l’attività dell’area a freddo. Stamane, in concomitanza con il primo turno, diverse centinaia di persone hanno fatto pressione sugli ingressi della portinerie A e Be, alla fine, per evitare incidenti, la vigilanza ha deciso di aprire. Ma la situazione più tesa è quella alla portineria D, dove centinaia di lavoratori hanno prima forzato i varchi dello stabilimento e poi sono entrati anche nella direzione del siderurgico occupandola. Per decisione aziendale, sarebbero dovuti entrare soltanto gli addetti alla manutenzione dell’area a freddo quelli dell’area a caldo e non anche i lavoratori addetti a quei reparti che da ieri sera sono stati fermati per decisione dell’Ilva.

Monti sul Colle, Bersani a Palazzo Chigi, Vendola vicepremier: questo il futuro da incubo che si delinea nei prossimi mesi, dopo che i sogni di gloria di Pier Ferdinando Casini e Luca di Montezemolo, ma anche di Andrea Riccardi e di tanti tecnici montiani, sono stati spazzati via dall’intervento del capo dello stato. Ha voglia, Casini, di strillare che lui la “lista Monti” la farà lo stesso. Panchinato, spazzato via dalle parole di Napolitano, che ha detto che il premier in carica “è già senatore a vita e quindi non può essere candidato. Nè – ha proseguito Re Giorgio – hanno molto senso liste che si ispirino a Monti o che portino il suo nome”. Così parlando, il presidente ha spazzato via il centro e le ipotesi di “larghe intese” dopo il voto, legittimando in modo perentorio il successo di Bersani (o di chi dovesse vincere le primarie del centrosinistra) come l’unico istituzionalmente corretto. Certo, ha detto che l’attuale premier portà essere coinvolto in consultazioni per la formazione del governo “in una fase successiva” al voto. Ma questo è, nelle sue intenzioni, lo scenario “di riserva”. Assai improbabile se, come pare, si andrà a votare con il “porcellum” che garantirà il premio di maggioranza a Bersani e soci, che sono dati al 35% e quindi potranno governare godendo di una larga maggioranza (chi di porcellum ferisce di porcellum perisce, verrebbe da dire). A quel punto, a Napolitano non resterà che orchestrare il dopo-voto. Come? A spiegarlo è stato sempre oggi lo stesso Bersani, il quale si è detto sicuro che Monti continuerà nella sua opera di servizio al Paese. Dal Quirinale, come successore dello stesso Napolitano.

Alla fine la data del 16 dicembre è stata confermata. E quel giorno si terranno le primarie del Pdl. A dare la notizia per primo è stato l’ex ministro Maurizio Sacconi, uscendo dal vertice romano dei delegati provinciali e regionali a Roma. Pochi minuti dopo è arrivata la conferma ufficiale di Angelino Alfano, dopo l’incontro con Silvio Berlusconi: “Come annunciato ad ottobre, faremo le primarie il 16 dicembre”. 

In realtà, ieri, era stato lo stesso Alfano a ipotizzare un’altra data per le consultazioni, lamentando un problema legato alla mancanza di tempo: “Alla luce del fatto nuovo rappresentato dalla possibilità delle elezioni anticipate e accorpate – scriveva Alfano – il calendario delle elezioni primarie, inizialmente deciso dall’Ufficio di Presidenza del partito (con voto sequenziale ispirato al modello americano), diviene impraticabile”.

Le Veline potrebbero lasciare il bancone di Striscia la Notizia, pare che il patron Antonio Ricci abbia deciso di sostituirle per il nuovo anno.  In realtà sin dall’inizio la scelta di Alessia Reato e Giulia Calcaterra aveva suscitato molte polemiche e molti dubbi da parte degli appassionati del programma ceh a loro avrebbero preferite altre candidate, maa adessop secondo la rubrica di Diva e Donna, “sussurri tra divi”, il web avrebbe già indicato le loro erede: si tratta delle Donatella, le gemelle Giulia e Silvia Provvedi, le due cantanti (una bionda e una mora) eliminate da X Factor: tutta la rete le vedrebbe bene sulla scrivania del tg satirico…

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