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La Commissione industria del Senato ha approvato all’unanimità, contro il parere negativo del governo, l’emendamento che proroga di 5 anni le concessioni demaniali balneari come fa sapere il relatore del Pd, Filippo Bubbico, dopo il via libera della commissione al decreto sviluppo.

L’emendamento presentato in commissione Industria dai relatori, Simona Vicari (Pdl) e Filippo Bubbico (Pd), prevedeva che le concessioni demaniali balneari fossero prorogate sino al 2045. La commissione bilancio del Senato ha bocciato la modifica, dando invece il via libera condizionato a una proroga di 5 anni, sino al 2020, più compatibile con quello che potrebbe essere il frutto della mediazione del governo con la Commissione europea che pretende invece l’indizione di un’asta.

La Commissione industria del Senato ha approvato all’unanimità, contro il parere negativo del governo, l’emendamento che proroga di 5 anni le concessioni demaniali balneari come fa sapere il relatore del Pd, Filippo Bubbico, dopo il via libera della commissione al decreto sviluppo.

L’emendamento presentato in commissione Industria dai relatori, Simona Vicari (Pdl) e Filippo Bubbico (Pd), prevedeva che le concessioni demaniali balneari fossero prorogate sino al 2045. La commissione Bilancio del Senato ha bocciato la modifica, dando invece il via libera condizionato a una proroga di 5 anni, sino al 2020, più compatibile con quello che potrebbe essere il frutto della mediazione del governo con la Commissione europea che pretende invece l’indizione di un’asta.

Tirano il fiato, dopo le ultime proteste, i bagnini italiani. Le concessioni demaniali potrebbero essere prorogate di ulteriori 30 anni dalla data di scadenza, fissata per il 31 dicembre 2015. Niente di ufficiale ancora: la speranza degli esercenti è riposta in un emendamento al decreto legge sviluppo presentato nella commissione industria di palazzo Madama da Simona Vicari (Pdl) e da Filippo Bubbico (Pd). L’accordo è dunque bipartisan e l’obiettivo è di rinviare l’applicazione della direttiva europea Bolkestein, con la quale le concessioni saranno assegnate tramite asta pubblica.

Il decreto prevede che le concessioni demaniali marittime vadano a gara. Offerte migliori selezionate “con il criterio dell‘offerta economicamente piu‘ vantaggiosa”. Sindacati in rivolta: portera’ al dissolvimento di 30 mila imprese e 300 mila lavoratori.

pubblicato da Wallstreet Italia
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Spiagge all'asta: spariranno 30 mila imprese balneari

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La Regione riapre i termini per la presentazione dei progetti di valorizzazione delle foreste demaniali e riattiva la riserva da 6 milioni di euro già appostata nel 2011. In pratica enti pubblici e imprese che hanno aderito alla misura 227 del Psr possono completare i programma la cui scadenza era stata originariamente fissata al 31 dicembre dello scorso anno, allo stesso modo gli organismi provinciali del settore Agricoltura hanno a disposizione più tempo per concludere le procedure previste dalla legge.

tovato su: Il Denaro

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Salvaguardare il sistema degli stabilimenti balneari italiani attraverso l’esclusione dall’evidenza pubblica per le concessioni demaniali. Arrivano segnali d’intesa da Bruxelles ma le organizzazioni imprenditoriali del comparto balneare, con una nota congiunta Sib-Confcommercio, Fiba, Assobalneari e Cna Balneatori dicono no alle gare per le concessioni demaniali. Nel documento comune si sottolinea che le Regioni, le Province e i Comuni hanno con decisione motivato e sostenuto la necessità di trovare una soluzione ad un problema che riguarda non solo 30mila imprese e 100mila addetti diretti, ma il futuro e la peculiarità del turismo balneare italiano e dell’economia turistica del territorio. “Se oggi qualcuno pensa che queste migliaia di persone e i sindacati che li rappresentano – si legge nella nota – non siano abbastanza determinate a difendere fino in fondo, con ogni mezzo, il proprio lavoro e il proprio futuro si sbaglia davvero di grosso. Lo faremo sia continuando a sostenere con forza, nei confronti del Governo e dell’Unione europea, le stesse argomentazioni giuridiche che per altri settori sono state ritenute valide, sia mettendo in atto in tutti i litorali italiani e non solo, decise iniziative e manifestazioni di protesta nel corso di questa stagione turistica che saranno certamente adeguate al dramma che stiamo vivendo. Sulla questione delle concessioni le categorie balneari hanno annunciato, per i prossimi giorni, una mobilitazione nazionale con la chiusura simbolica degli stabilimenti.

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