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Nichi Vendola ha già perso le primarie. Almeno per Enrico Mentana. Su twitter il direttore di Tg La7  ha già fatto gli inviti per un confronto prima del secondo turno delle primarie del Pd. Ma l’invito quando ancora non si è nemmeno votato per il primo turno sembra inopportuno. Soprattutto se gli invitati sono solo due. Pierluigi Bersani e Matteo Renzi. Insomma niente invito per Nichi vendola, già dato sicuro perdente. Chicco Mentana è chiaro nel suo tweet: “Siccome tutti sanno come andrà a finire, invito @pbersani e @matteorenzi a un confronto tv in prima serata il sabato prima del secondo turno”. Renzi ha già risposto: “@ementana @pbersani io ci sto direttore. Ciao”. Insomma è già tutto pronto per lo scontro Bersani-Renzi, con buona pace degli altri candidati e di Vendola. Pierluigi non ha ancora risposto ma c’è da giurare che lo farà. Vendola intanto fa gli scongiuri. E i follower di mitraglietta sono scettici e danno un consiglio anche a Renzi che ha già detto si: “Ci voleva un Gori a dirgli che la risposta giusta era ‘no, non si sa come va a finire’, santiddio.

 

Obama accetta le dimissioni del direttore della Central Intelligence Agency. Il pluridecorato generale comandante Usa in Afghanistan e Irak (indagato dall’Fbi per migliaia di email): “Ho tradito mia moglie con un’altra”. Lei è Paula Broadwell (nella foto con Petraeus in aereo), 40 anni, autrice della sua biografia. Con un’Opinione di Oscar Bartoli

pubblicato da Wallstreet Italia
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Cia, si dimette Petraeus: ha un'amante. Sesso o spie?

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Un docu-fiction molto individuale, incentrato sulla depressione di un direttore della fotografia (A Walk in the Park, di Amos Poe); una storia collettiva non solo nella costruzione ma anche nella tematica trattata (Centro Historico, quattro corti diretti da Aki Kaurismaki, Pedro Costa, Victor Erice e Manoel de Oliveira); una storia di tanti portata avanti da uno solo (Aspettando il Mare, di Bakhtiar Khudojnazarov); una storia d’amore tra due persone provenienti da mondi diversissimi (Main dans la main di Valérie Donzelli); e un thrilleraccio divertente con un serial killer irresistibile per il quale è difficile non fare il tifo (Lesson of the Devil, di Takashi Miike).

Nulla di fatto per Augusto Minzolini a Mediaset. L’ex direttore del Tg1 e l’azienda del Biscione hanno interrotto ogni trattativa e Minzo resta così a coordinare i corrispondenti all’estero della tv di Stato, incarico che ricopre da quando è stato estromesso dalla direzione del telegiornale del primo canale. Le ragioni dello stop sarebbero innazitutto di natura economica, visto che l’Augusto direttore prende dalla Rai uno stipendio sui 500mila euro l’anno, mentre il Biscione sarebbe stato disposto a pagargliene non più di 300mila. E dire che lo stesso Silvio Berlusconi si era speso per favorire l’arrivo a Cologno Monzese del Minzo, ma in tempi di spending review aziendale e di incassi pubblicitari che languono è passata la linea (tenuta ad esempio da Barbara Berlusconi) della prudenza di fronte a spese importante senza garanzie di maggiori introiti. In più, Minzolini puntava a “Matrix” mentre a Mediaset avevano per lui altri programmi (come sostituire Mimum alla guida del Tg5). E in Rai, vista la liquidità dell’attuale situazione politica, sono sempre più convinti che Minzolini punti, prima o poi, a un ritorno al Tg1. Obiettivo che lo avrebbe spinto, in questo periodo, a farsi vedere con maggiore assiduità negli uffici al settimo piano della sede di viale Mazzini e negli studi di Saxa Rubra.

E’ Paula Broadwell la donna che avrebbe spinto il direttore della Cia, David Petraeus, alle dimissioni. La presunta amante è la biografa dell’uomo ed è l’autrice del volume “All inn: the education of general David Petraeus”. Petraeus ha inviato la lettera di dimissioni al presidente Barack Obama che le ha accettate, nel testo, afferma la Cnn, l’ormai ex numero uno della Cia ha affermato di aver tradito la moglie giudicando questo “un comportamento inaccettabile per un leader di un’organizzazione come la Cia”


pubblicato da Libero Quotidiano

La donna che ha fatto dimettere il numero uno della Cia

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Il numero uno della Cia David Petraeus, si è dimesso. Petraeus aveva avuto in precedenza un incontro con Barack Obama, che più tardi rilascerà una dichiarazione ufficiale sulla vicenda. Secondo una fonte di intelligence citata da ‘Politico’ le dimissioni sarebbero dovute ad una relazione extraconiugale. A reggere la guida dell’agenzia, hanno riferito le fonti dell’intelligence che hanno diramato la notizia, sarà il vicedirettore della Cia, Michael Morell.

“Dopo essere stato sposato per oltre 37 anni”, ha scritto Petraeus in un messaggio al suo staff, “ho commesso un errore molto grave impegnandomi in una relazione extraconiugale. Tale comportamento è inaccettabile, sia nella veste di marito che di capo e di un’organizzazione come questa. Questo pomeriggio il presidente ha accettato le mie dimissioni”. La decisione di ‘Dave’, ha spiegato il direttore del National Intelligence, James Clapper, “è un colpo perché se ne va uno dei servitori dello Stato più rispettati”.

Sono indagati anche in Svizzera. Il faccendiere Pierangelo Daccò, l’ex assessore regionale Antonio Simone, l’ex patron della Fondazione Maugeri, Umberto Maugeri, e l’ex direttore amministrativo, Costantino Passerino, risultano indagati per riciclaggio in un’inchiesta avviata dal Procuratore pubblico cantonale di Lugano Raffaella Rigamonti.

I quattro verranno interrogati per rogatoria dal magistrato svizzero davanti al gip di Milano Laura Marchiondelli.

tovato su: Il Fatto Quotidiano

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Rimini, 7 nov. (Adnkronos) – In 10 anni si è consolidata la raccolta differenziata di carta e cartone. A stilare un bilancio all’Adnkronos è Claudio Montalbetti, direttore generale di Comieco, il Consorzio nazionale recupero e riciclo degli imballaggi a base cellulosica. In particolare, spiega Montalbetti, “oggi viaggiamo intorno a circa l’80% di riciclo di tutti gli imballaggi di carta e cartone immessi sul consumo nazionale e un recupero superiore al 90%”.

Un risultato che permette di dire che “di 10 imballaggi di carta e cartone immessi sul mercato 9 vengono recuperati e riciclati”. Inoltre, sottolinea Montalbetti, “abbiamo segnali incoraggianti anche dalle aree che ancora oggi fanno fatica, in particolare il centro e il sud. Cito il caso di Catania dove la raccolta differenziata che languiva adesso ha avuto un vero e proprio sprint con incrementi a due cifre. Sono dati importanti che ci fanno ben sperare”.

A livello nazionale, la raccolta differenziata di carta e cartone è passata da 1 milione di tonnellate del 2000 alle oltre 3 milioni di tonnellate del 2011, con un procapite medio attuale di 50,6 chilogrammi per abitante. Quanto al 2012, “registriamo una sorta di flessione generalizzata non solo nella carta ma in tutti i materiali e soprattutto nei rifiuti solidi urbani. Questo è l’effetto della recessione. Con la crisi si consuma di meno, ci sono quindi meno rifiuti ma anche meno carta e cartone da riciclare. Possiamo però dire che i comuni che hanno avviato la raccolta differenziata nonostante la recessione non solo l’hanno confermata ma anche consolidata”.

Con enormi benefici per l’ambiente. La raccolta e il riciclo di carta e cartone “consente ogni anno il risparmio di oltre 1 milione di tonnellate di Co2 nell’atmosfera, che equivalgono al blocco totale del traffico su strada in Italia per 6 giorni e 6 notti”. Nonostante i progressi “esiste ancora almeno 1 milione di tonnellate di materiale cellulosico che finisce nell’indifferenziato. Se riuscissimo a recuperare anche questo materiale si incrementerebbe ulteriormente il tasso di raccolta differenziata almeno del 3%”.

Per raggiungere questo obiettivo secondo il direttore generale di Comieco, “l’infomazione è fondamentale per la quantità ma anche per la qualità del materiale che viene conferito nella raccolta differenziata. Su questo ci stiamo impegnando da tempo. In questo contesto abbiamo diverse iniziative. Una è il Palacomieco che è un’occasione per cittadini, famiglie e scuole di sapere come funziona il ciclo del riciclo. Domani saremo a Bassano del Grappa con il Palacomieco”.

L’ex direttore di Libero e Il Giornale: “Per fortuna c’è Grillo che sta sfasciando tutto. E questo mi provoca degli orgasmi. Oggi voterei assolutamente per lui”. ASCOLTA INTERVENTO IN RADIO.

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Movimento 5 Stelle, endorsement di Feltri: "Voto per Grillo"

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Vota Beppe Grillo e tifa per Antonio Di Pietro al Quirinale, perché in fondo “meglio andare a cena con lui che con Berlusconi”. Il direttore del Giornale Vittorio Feltri non finisce di stupire e di cantare fuori dal coro e, da storico uomo di destra, sbandiera a La zanzara su Radio24 il suo endorsement per il comico-leader del Movimento 5 Stelle: “Provo un certo godimento, degli orgasmi, a vedere Grillo sfasciare tutto. Il nostro sistema politico è talmente marcio che spero che dal grande caos rinasca tutto. oggi voterei per lui”. In collegamento con degli esterefatti Giuseppe Cruciani e David Parenzo: ”Meno male che c’è Grillo – continua Feltri – ma vi rendete conto di cosa ha fatto in Sicilia? Andare lì a nuoto, un’impresa meravigliosa. Dopo la nuotata la mia stima per lui è aumentata tantissimo. Mi affascina chi fa casino, è bello stare a vedere quanto riuscirà a sfasciare, una meraviglia”. E le donne del movimento che lo criticano per la frase sul punto G, chiedono i conduttori?: “Che pensavano, di essersi iscritte al Rotary?”. Altre scintille su Di Pietro: “Sarei contentissimo se andasse al Quirinale, non è che finora abbiamo avuto dei campioni al Colle. Io stimo moltissimo Di Pietro, personalmente non mi ha mai querelato, ha sempre portato in tribunale Il Giornale. Spesso ci vediamo a cena e abbiamo un ottimo rapporto”. D’altronde, a tavola “almeno non dice le barzellette e usiamo entrambi un linguaggio contadino. Sono più a mio agio e non vuole fare la primadonna come Silvio”. Chiusa su Alessandro Sallusti, il direttore del Giornale condannato per diffamazione a 14 mesi di carcere per il caso DreyfusRenato Farina: “Io avrei subito pagato il giudice, lui è un testone…”.

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