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Diritto

La Turchia lo chiedeva da tempo. Ora è stata accontentata. Come previsto la Nato ha autorizzato il dispeigamento di batterie di sistemi di difesa antimissile Patriot in Turchia al confine con la Siria. Lo ha deciso il vertice dell’Alleanza Atlantica accogliendo la richiesta di Ankara, costretta più volte a rispondere a colpi sparati dalla Siria e caduti in Turchia. L’episodio più grave causò 5 morti ad Akcacale all’inizio di ottobre. I Patriot, di fabbricazione Usa, dovrebbero essere forniti da Germania e Olanda come avvenne nel 2003 in occasione dell’invasione in Iraq. Una soluzione che può garantire meglio i confini turchi ma che sembra un segnale alla Siria da parte della Nato. Gli Stati Uniti in sostanza armano la Turchia per cercare di piegare la resitenza di Damasco. Intanto in Siria la guerra civile continua ad insanguinare le strade. E il regime resta alò suo posto. 

La riforma delle pensioni sta per finire in un’aula di giustizia. I 260 mila esodati (licenziati senza diritto alla pensione) passano al contrattacco. Decisi a portare in tribunale il ministro Elsa Fornero.

pubblicato da Wallstreet Italia
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Lavoratori: pronta class action contro Fornero per mobbing

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Molto tempo fa il capitalismo finanziario, che non ama la democrazia, inventò le azioni senza il diritto di voto. Sono trascorsi un po’ di decenni e un partito ha fatto un’invenzione analoga: le tessere senza il diritto di voto. Paradossalmente perché questa invenzione avesse corso nella politica bisognava che nascesse un partito “democratico”. Ed è grazie a questa scintillante innovazione che oggi il sottoscritto non potrà andare a votare alle primarie. Lo so che si infastidiscono assai i burocrati e lo zoccolo duro dei quadri e dei militanti quando sentono sollevare questi problemi. Tutto ciò che turba il loro senso di partito li irrita. Si risentono quando critichi le liste bloccate per il Parlamento. Si risentono quando critichi le liste bloccate per gli organi dirigenti di partito. Si risentono se gli parli di Penati prima che arrivi la magistratura. Così è se gli tocchi le regole di queste primarie. Le regole, le regole.

Ieri il Consiglio dei Ministri, dopo una seduta di quattro ore, ha approvato il c.c. decreto “salva-Ilva”.

La storia è nota: la magistratura ha chiesto il sequestro e la chiusura di alcune attività della nota acciaieria tarantina perché lesiva per la salute dei cittadini. Ma l’Ilva, se vengono bloccate le attività produttive, rischia di chiudere e di lasciare a casa migliaia di lavoratori.

La certezza: se si è arrivati a questo punto è perché le regole nel tempo, non sono state rispettate. Vi è addirittura il sospetto che l’Ilva abbia corrotto i tecnici incaricati di fare le verifiche, continuando così a produrre nuocendo alla salute pubblica ed aggravando la situazione, sino a portarla a questo punto di “non ritorno”.

drone-usadrone-usaMolti articoli sono apparsi sui giornali, in particolare statunitensi, in questi giorni sul tema degli omicidi mirati.

Tra gli altri, va segnalata una lunga inchiesta del Washington Post che è stata ripresa da Internazionale di questa settimana, sotto il titolo “La lista segreta di Obama”. Vi si descrive come il governo Usa stia mettendo a segno in segreto la c.d disposition matrix, ossia “un sistema che renderà più facile individuare, catturare e uccidere i sospetti terroristi in ogni regione del mondo”. Il sistema si basa sull’uso massiccio di droni, ossia di aerei telecomandati a distanza. Il governo Obama ha molto intensificato il ricorso a tale strategia militare.

La procura di Milano ha sequestrato d’urgenza in via preventiva il portale di condivisione per giornali, libri, fumetti e musica www.avaxhome.ws, una sorta di ‘edicola digitale’ pirata da cui venivano scaricati illegalmente i contenuti. Il procedimento era nato dalla denuncia della Mondadori, presentata il 12 giugno del 2012 contro Avaxhome, il portale di condivisione di contenuti che è senza scopo di lucro. Il provvedimento firmato dal pm Ferdinando Esposito, e già convalidato dal gip, è senza precedenti perché è la prima volta che viene ipotizzato il reato di ricettazione contro un sito internet.

 Venerdì 9 novembre 2012, ore 16 nell’ Alula Magna Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Catania – Via Vittorio Emanuele II, 9 (Piazza Cutelli) – ci sarà la commemorazione dell’Avvocato Serafino Fama’: “La destrutturazione dello Stato di Diritto”.

Il 9 novembre del 1995, a Catania, con sei colpi di pistola veniva ammazzato, per volontà mafiosa, l’avvocato Serafino Famà. Diciassette anni dopo, in occasione dell’anniversario di quell’atroce delitto, familiari e colleghi organizzano un incontro per ricordare la figura del penalista siciliano, professionista integerrimo che agiva a difesa della forma e delle regole, un uomo di Legge che si rifiutava di scendere a compromessi. 

In sanità vi sono fattori che condizionano la possibilità e la capacità di accedere alle cure delle persone. Come ad esempio se un cittadino non sa o sa di certe possibilità; o se un cittadino si può o non si può permettere certe prestazioni;o se vi è una lista di attesa più o meno lunga; o se per curarsi il cittadino deve andare in altre regioni o all’estero; ed infine gli orari di funzionamento dei servizi con i quali il cittadino deve fare i conti .

Il matrimonio tra persone dello stesso sesso è in vigore in Spagna dal 2005. Solo ieri, però la Corte costituzionale ha emesso una sentenza, attesa da 7 anni, sulla legittimità costituzionale della legge approvata da Zapatero. Il verdetto, approvato a maggioranza, ha finalmente posto fine alla diatriba, generata dal ricorso promosso dal Partito Popolare, sulla compatibilità della legge in parola con l’art. 32 della Costituzione spagnola, ai sensi del quale “El hombre y la mujer tienen derecho a contraer matrimonio con plena igualdad jurídica“.

La storia che voglio raccontare accade curiosamente proprio nel giorno della condanna a Berlusconi a quattro anni per frode fiscale; una condanna che ha generato la consueta reazione di sdegno nei suoi avvocati e nel Pdl che hanno parlato (tanto per cambiare) di accanimento giudiziario, arrivando addirittura a chiedere l’ergastolo per i giudici. Potremmo pensare che questa ostentata insofferenza rispetto alla legge e la presunzione di intoccabilità, accada semplicemente per lo strapotere e la ricchezza del Cavaliere.
Il fatto che voglio raccontare, invece, ci porta a riflettere su quanto, purtroppo, questo ventennio di “diseducazione collettiva” a reti unificate abbia abbruttito il nostro paese. Ma al contempo, per fortuna, non sia riuscita a piegarlo fino in fondo.
Sono le 8,30 circa di questa mattina quando Andrea Artioli passa vicino alla scuola elementare di via Cuneo, a Carpi, rientrando a casa da una salutare corsetta mattutina. L’occhio gli cade casualmente su un’auto parcheggiata nello spazio per disabili, senza il dovuto contrassegno. Si ferma a guardare un istante. Dall’interno dell’auto, il proprietario, che sta accompagnando a scuola i due figli, gli rivolge la parola indispettito: “C’è forse qualcosa che non va?”
Andrea, un uomo buono, un pacifista ed ecologista che ho avuto la grande fortuna di conoscere personalmente, gli risponde pacatamente, come è nel suo stile, con limpido senso civico“Non si potrebbe parcheggiare nello spazio per disabili”.
L’uomo non perde un attimo, scende dall’auto ed aggredisce Andrea iniziando a prenderlo a pugni; lo colpisce violentemente al volto, ripetutamente, davanti agli occhi increduli di tanti genitori che stanno accompagnando i propri figli a scuola. Andrea non reagisce, mette le mani dietro alla schiena dimostrando un coraggio e una forza d’animo che successivamente i passanti dichiareranno stupefacente. Sono quegli stessi passanti a gettarsi sull’uomo per bloccarlo, per poi chiamare la polizia e testimoniare l’accaduto. Ferito e infine svenuto per i tanti colpi ricevuti, Andrea viene portato in ospedale per accertamenti e cure. Gli viene fatta anche una Tac alla testa per scongiurare possibili traumi interni. L’ho sentito al telefono, ora per fortuna sta meglio, anche se gli è stata ordinata una settimana di riposo assoluto da parte dei medici.
Qualcuno potrebbe pensare che si tratti di un triste ma tutto sommato “normale” fatto di cronaca, non degno di particolare attenzione. Io credo invece che -come ci ha insegnato Martin Luthe King– non si debba tacere di fronte a simili barbarie e sia opportuno prendersi almeno un momento per una riflessione. Anzitutto vorrei sottolineare quanto Andrea sia una persona squisita, dolce, affabile, mai scortese o capace di provocazioni. Chiunque lo conosca può testimoniarlo. Non c’è dunque nulla che possa in qualche modo “giustificare” la violenza di questo incivile che lo ha aggredito brutalmente, se non la volontà di difendere un qualcosa -vissuto come sacrosanto– che potremmo quasi definire come il “diritto all’illecito“. Questo mi pare il frutto del messaggio, diffuso costantemente in questi anni, che la furbizia è virtù, mentre l’onestà è una cosa da fessi. Un messaggio devastante su un piano educativo e culturale, che lascerà tracce a lungo, specialmente nei giovani, cresciuti con questa scala di disvalori.
La profonda convinzione di essere dalla parte della ragione nel difendere questo inviolabile “diritto alla furbizia” -anche quando questa comporti illeciti- ha spinto questo villano a pensare di poter compiere impunemente un’aggressione in pieno giorno e davanti a tanti testimoni, quasi fosse lui ad avere subito un sopruso.
Oltretutto questo è accaduto dinanzi agli occhi dei suoi figli e di tanti altri bambini, proprio all’ingresso di una scuola elementare. Se diciamo, e a ragion veduta, che l’esempio è decisivo in educazione, mi pare che quanto accaduto si commenti da solo!
Ma in questa triste e incredibile vicenda, per fortuna, di esempi ce n’è anche un altro e brilla per pulizia e dignità: è quello di Andrea il cui coraggio e la concreta testimonianza di nonviolenza, se non sono riusciti nell’immediato a generare nell’aggressore la “autoconsapevolezza della propria ingiustizia” (per dirla come Gandhi), hanno perlomeno mostrato una coerenza, fermezza e determinazione nella pratica nonviolenta che hanno portato a riflettere tutti i presenti, negli occhi dei quali le sue braccia incrociate dietro alla schiena rimarranno a lungo come un messaggio indelebile.
Cavaliere, mi consenta, lei ha incassato una duplice sconfitta. Nonostante tutto, non è riuscito a piegare tutti. Qualcuno -chiamateci pure fessi- cammina ancora a testa alta, pur se in mezzo a tanta “ordinaria” furbizia e inciviltà.

tovato su: Il Fatto Quotidiano

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