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Il governo ricorre alla sua 47esima fiducia per far votare al Senato la disposizione che taglia i costi della politica. Approvati i tagli al numero e agli emolumenti dei consiglieri regionali. Che fine fanno i vitalizi?

pubblicato da Wallstreet Italia
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Gli sprechi della Casta: ecco cosa cambierà con il decreto

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Il governo ha firmato il provvedimento con il quale vengono messi a disposizione della regione Sardegna i primi 38 milioni di euro del totale delle risorse assegnate al Piano per il Sulcis, pari a 127,7 milioni.

Dopo le polemiche di questi mesi che hanno portato gli operai a occupare la miniera Carbosulcis e dopo la rassicurazione da parte dell’esecutivo di non chiuderla entro la fine del 2012, si tratta del primo degli impegni presi dal governo nell’incontro tenuto nel Sulcis il 13 novembre, data della firma del Protocollo d’intesa “per la definizione di obiettivi e condizioni generali di sviluppo e l’attuazione dei relativi programmi nel Sulcis-Iglesiente”. E’ quanto si legge in una nota del Ministero della Coesione. Il finanziamento servirà per attuare tre interventi condivisi dalle amministrazioni centrali e dalla regione: portualità di Portovesme (7 milioni), area franca di Portovesme (1 milione), allargamento SS Carbonia – S. Giovanni Suergiu – Giba (30 milioni). “Con il provvedimento, inoltre, viene stabilito – si legge ancora nella nota – che le ulteriori risorse saranno messe a disposizione con successivi e tempestivi provvedimenti”. 

Dovrà essere trovata l’intesa sul bilancio che l’Unione europea avrà a disposizione per i prossimi sette anni. Gran Bretagna e altri 7 Paesi chiedono tagli. Portogallo e Italia dicono no, con quest’ultima che minaccia il veto.

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Guerra aperta sui tagli ai fondi Ue. Al via il summit

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Il comune di Roma ha recentemente inaugurato un programma di e-bike sharing che sembra destinato a rimanere sulla bocca di molti.

Si tratta di una flotta di 90 biciclette a pedalata assistita, le e-bike 0, equipaggiate con il penultimo ritrovato della scienza e della tecnica, la Green Wheel, sviluppata congiuntamente da Ducati Energia e dal MIT e presentata in occasione del vertice ONU sul clima di Copenhagen del 2009.

Assalto alla rete, questo é successo in commissione giustizia al Senato, con la ferma opposizione solo di pochi. Il testo che modifica le norme della diffamazione a mezzo stampa, passa ora all’esame dell’aula. Una brutta pagina non solo per i giornalisti (multe salate e risarcimenti a gogò) ma anche per il web. Sono state infatti estese le stesse norme anche alla rete.

Ancora una volta, dopo il decreto Romani sulle web TV e sul copyright, si approfitta di una materia diversa per mettere mano alla “troppa” libertà di internet. E questo nonostante la giurisprudenza della Cassazione avesse anche di recente escluso i giornali on line dall’applicazione delle regole sulla stampa. Nel testo approvato in commissione c’è anche una disposizione (l’art. 3) ben più pesante che impone a tutti i siti e ai motori di ricerca, quindi non solo ai giornali telematici, la rimozione di scritti o immagini ritenuti diffamanti nonché pesanti sanzioni (fino a 100.000 euro).

Il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, ha dato disposizione per il rilascio di un permesso di soggiorno per motivi umanitari, per la durata di sei mesi, a favore di Adoiou Abderrahim, il cittadino marocchino che pochi giorni fa si era gettato in un canale in Abruzzo per soccorrere gli occupanti di un’auto incidentata.

La concessione del permesso di soggiorno, rileva il Viminale, è stata decisa per “il coraggio, l’elevato senso civico e lo spirito di appartenenza alla comunità dimostrati lo scorso 17 ottobre quando ha tratto in salvo una famiglia, tra cui un bambino di cinque anni, che si trovava a bordo di un veicolo finito fuori strada nelle acque di un canale”.

La politica fiscale, la scelta di chi e come tassare per reperire le risorse indispensabili ai servizi pubblici e alla salvaguardia del bene comune, rappresenta, almeno dal momento della nascita degli Stati moderni, ma per molti versi anche da prima e quindi da tempi immemorabili, un punto di estrema importanza per stabilire la vera natura di un governo, di uno Stato, di una classe dominante.

Il provvedimento spiega che “l’attività è diretta a favorire adeguati tempi di percorrenza dei vari tragitti verso la Camera per gli utenti delle sedi”. Di che misure si tratta? “Dell’incremento della disponibilità di parcheggi a disposizione degli utenti parlamentari migliorandone l’efficienza di utilizzo mediante una razionalizzazione degli spazi nelle aree interne a disposizione della Camera”. Il costo dello scherzetto? Oltre 5 milioni di euro, per la precisione 5.656.000 euro. L’obiettivo, come detto, è “favorire la mobilità. Soltanto quella degli inquilini del Palazzo però, e non dei cittadini, sempre più limitati da multe, strisce blu e una viabilità impossibile. I “plebei” viaggino pure in metrò e tram. Gli onorevoli, al contrario, si costruiscono un parcheggio a pochi passi da Montecitorio, e per farlo stanziano una mostruosa quantità di fondi. Un vero e proprio schiaffo in tempo di crisi.

“Miglioramento della mobilità” – La decisione della Camera è stata segnalata dal quotidiano Il Messaggero. Gli onorevoli non hanno dubbi, la loro è una scelta giusta. A Montecitorio spiegano: “I deputati devono pur essere messi in condizioni di andare a lavorare”. Insomma, secondo loro avere un parcheggio tutto loro e sempre a disposizione in piazza del Parlamento, ovviamente gratuito, è un diritto inalienabile. E a rendere ancor più amara la beffa un commento di un deputato, che sceglie di nascondersi dietro l’anonimato: “Dopotutto i mezzi pubblici a Roma non funzionano”. Meglio costruirsi un parcheggio, dunque, piuttosto che stanziare soldi per la mobilità pubblica, per bus e metrò. Per la Casta contano soltanto i privilegi, e chissenefrega di una popolazione piagata da tasse, crisi, povertà e disoccupazione. Come detto, in bilancio hanno inserito una voce decicata “al miglioramento della mobilità dei deputati e degli impiegati parlamentari”. Uno degli obiettivi è evitare agli onorevoli le multe per sosta selvaggia che, poverini, i nostri onorevoli prendono quotidianamente.

Loro e loro soltanto – Ad oggi gli spazi per deputati e impiegati di Montecitorio sono il parcheggio di via della Missione (che conta una quarantina di posti) e quello interrato di Villa Borghese (c’è una convenzione pagata dalla Camera con i nostri soldi), da cui parte un bus navetta per Montecitorio. La Casta mugugna, perché da qualche tempo su piazza del Parlamento è stato “rubato” agli onorevol parte dello spazio dal I Municipio. Ma il problema è presto risolto, con 5 milioni di euro di soldi pubblici. La cifra verrà spalmata nell’arco dei prossimi tre anni. Nel dettaglio l’utilizzo dei fondi non è ancora stato deciso. Il documento spiega che, comunque, si dovranno proseguire “i contatti con il Comune di Roma per un aggiornamento delle intese realtive alle problematiche della mobilità nel centro storico degli utenti delle sedi parlamentari”. I problemi sono solo loro. Quelli dei cittadini non contano…

“La mia disposizione è a non candidarmi. Semmai posso candidarmi, se il partito mi chiede di farlo”. Lo afferma l’ex presidente del Consiglio e dirigente Pd, Massimo D’Alema, all’indomani dell’annuncio di Walter Veltroni che ha assicurato di non volersi candidare per il Parlamento alle Politiche 2013. ”E’ il Pd – continua D’Alema – che deve decidere se ci sono delle personalità che è opportuno che restino in Parlamento.

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I carabinieri del Noe, su disposizione del gip di Velletri Giuseppe Cairo, hanno sequestrato lo stabilimento Italcementi di Colleferro per violazione delle norme che regolano le emissioni nocive.

Il direttore dello stabilimento Alfredo Vitale è indagato.

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