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domande

La prima volta che lo viste erano sulla pagina Facebook di Federica Salsi*, poi sono state riprese da innumerevoli blog e giornali tra cui Pubblico. Sulla sua pagina la Salsi  risponde: “domande legittime ma sono da porre a Grillo e Casaleggio” e promette di fare in modo che le suddette arrivino a destinazione. Giulia Innocenzi ieri sera ne ha parlato da Mentana, sottolineando come queste “parlamentarie” di Grillo siano blindatissime, molto peggiori di quelle del centrosinistra che invece hanno avuto un’altissima partecipazione.

Ho sempre pensato che per insegnare Lettere bisognasse studiare Dante, Leopardi e la sintassi italiana. Credevo che un buon professore, di qualunque disciplina, dovesse dimostrare (oltre alla preparazione specifica) competenze e abilità linguistiche, elasticità mentale, cultura generale e capacità di comprendere la complessità delle situazioni che gli si presentano nella vita di tutti i giorni.

Ecco la fuga attraverso un giardino di Elsa Fornero: giorni fa scappava da “Le Iene” di Italia 1 per non rispondere alle loro domande.


pubblicato da Libero Quotidiano

Le foto della fuga della Fornero da "Le Iene"

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Alla fine hanno vinto Libero e tutti coloro che hanno sollevato lo scandalo dei ricongiungimenti onerosi. Ha dovuto alzare bandiera bianca, il ministro del Welfare Elsa Fornero, che intervistata dal giornalista di Report Bernardo Iovene ha finalmente dato qualche risposta alle domande che Libero, invano, ha posto a ministri e sottosegretari. Davanti alla telecamere, per la verità, la Fornero ha faticato per nascondere l’imbarazzo di una situazione di cui non è la principale responsabile (la legge 122 sulle ricongiunzioni è figlia del governo Berlusconi) ma che non ha fatto nulla per risolvere. Anzi, 9 mesi fa piuttosto improvvidamente il ministro del Welfare aveva commentato che “ricongiungere era un privilegio”. Oggi, sotto il peso di migliaia di casi di pensioni da 1.500 euro da riscattare a suoni di centinaia di migliaia di euro, la Fornero ammette: ”Coloro che non traggono un vantaggio evidente dalla ricongiunzione non devono pagare. Pagherà solo chi riceve pensioni alte fino a 15mila euro al mese”.

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Meglio i cronisti dei ministri – Il faccia a faccia con Iovene, di cui Corriere.it ha pubblicato un’anticipazione, inizia con il cronista che snocciola qualche caso emblematico di lavoratori che per riscattare pochi anni all’Inps, dopo decenni di contributi ad altre casse, sono costretti a sborsare anche 300mila euro. Cifre impossibili, altro che “privilegio”. “Ho fatto alcune domande all’Inps – spiega la Fornero -. Siamo sicuri che non mandiamo lettere in cui chiediamo soldi a qualcuno che il vantaggio non ce l’ha?”. Risposta: “Sto ancora aspettando”. Ce ne sarebbe per alzare la voce, ma finora il governo ha fatto lo struzzo. Di fronte alle proteste dei contribuenti e aspiranti pensionati, Elsa invita ad “avere pazienza ancora un po’, le domande di ricongiunzione vanno ritaradte il più possibile. Non fatele a 57 anni”. Di fronte alla promessa di risolvere la questione entro la fine di questa legislatura, il ministro conclude, a intervista ultimata, rivolgendosi a Iovene: “Io scado tra qualche mese, la prossima volta che dobbiamo scrivere un provvedimento chiamerò lei che mi sembra molto ben informato, persino più informato di certi miei collaboratori”. In realtà basterebbe ascoltare le testimonianze di migliaia di italiani: non mancano e non costano un euro.

 

di Chiara Pellegrini

Arrivano le Iene in conferenza stampa, nominano i precari e il ministro Elsa Fornero se ne va. La titolare del Lavoro, giunta ieri mattina al ministero della Salute, per un incontro con la stampa, è scappata dai cronisti sgattaiolando sotto una barra mobile, meglio di una danzatrice di limbo. Non ce la fa il ministro del Welfare ad avere un buon rapporto con la stampa. Prima, lo scorso 5 novembre a Torino, caccia i giornalisti «per favore, uscite se ci siete voi dovrò pensare ogni parola», e parla soppesando ogni termine come il robot Zed.  Poi, ieri, dà buca al collega ministro della Salute Renato Balduzzi, per scappare dalla troupe della Iena Filippo Roma. Ma che cosa voleva chiedere Roma al ministro e farla poi così arrabbiare?  «Volevo porgli alcune domande sulle condizioni di lavoro dei dipendenti dell’Isfol, istituto di ricerca controllato dal ministero del Lavoro», ha riferito  la Iena, «ma il ministro ha  preferito abbandonare la conferenza».

Balduzzi solidarizza con Elsa – Splende il sole sul biondo Tevere e anche sul ministero della Salute, che si affaccia su lungotevere a Ripa. Fornero arriva al dicastero e viene immediatamente avvicinata dai giornalisti.  Poi la Iena inizia a rivolgere le domande al ministro, protetto dalla scorta  e dal portavoce, che l’accompagna all’ascensore per recarsi a  colloquio con Balduzzi, ai piani superiori. Il ministro non vuole rispondere. Si alzano  i toni fra le Iene e l’entourage della Fornero. Passa mezz’ora e arriva Balduzzi per dare inizio all’incontro stampa di   presentazione della Conferenza nazionale sull’amianto, che si svolgerà da oggi a Venezia. Balduzzi critica il comportamento degli inviati della trasmissione di Italia 1 ed esprime solidarietà alla Fornero.  «Vorrei stigmatizzare questo modo di fare informazione», ha detto il ministro della Salute, «e dare la mia solidarietà al ministro Fornero, oggetto di una vera e propria persecuzione». 

Elsa preferisce Vespa – Intanto Fornero, che da una settimana continua a non voler concedere un’intervista a Libero, lascia il ministero «sgattaiolando sotto la barra mobile», racconta Roma e ripercorre la strada a ritroso, verso l’autoblu che la aspetta. «Noi», assicura la Iena, «volevamo solo rivolgergli delle   domande su 210 lavoratori sfruttati e senza contributi in un ente controllato dal ministero del Lavoro». Da parte sua il ministro, affidando il commento ad una nota stampa, dice che non «dobbiamo confondere  l’aggressività con il diritto di cronaca. Un incontro con la stampa», si legge, «rovinato e impedito dall’insistenza e dalla aggressività della troupe di una trasmissione televisiva». Troppe domande scomode per la povera Fornero e proprio nel giorno in cui, recita il comunicato, «aveva deciso  di rispettare l’appuntamento nonostante questa mattina (ieri ndr.) non fosse in buona salute». Meglio scappare e rifugiarsi, qualche ora dopo, nel comodo salotto di Bruno Vespa su Rai Uno. È a Porta a Porta che Elsa  si confessa. Dice di «soffrire» per le continue contestazioni e per la «pressione psicologica fortissima e scarsamente accettabile».  E sull’episodio delle Iene aggiunge: «Le domande che mi hanno posto erano di altro tipo rispetto alla conferenza. Mi si è impedito di entrare: c’è una difficoltà ad accettare le regole di vita democratica».  Intanto ai cronisti che l’aspettano in via Veneto, al convegno “Donne al lavoro: tre mosse vincenti”, Elsa continua a dar buca.

 

Personalmente resto convinto che il dibattito a cinque organizzato e trasmesso da Sky tg 24 la scorsa settimana abbia esaurito tutte le questioni inerenti le primarie del centrosinistra e i candidati. Tutto ciò che è venuto dopo mi è parso un tentativo, spesso vano e tardivo, delle varie emittenti di manifestare la propria presenza su un terreno tanto importante. Eppure tra inutili ripetizioni, dejà vu assortiti e spunti di colore, qualcosa di interessante è uscito anche in queste sbiadite repliche, magari all’insaputa o al di fuori delle intenzioni di chi l’ha fatto emergere.

Il ministro Fornero in fuga precipitosa dalle Iene. Elsa Fornero è arrivata stamattina alla sede del ministero della Salute per presentare con il collega Renato Balduzzi la Seconda conferenza sull’amianto. Tra i giornalisti che l’attendevano c’era anche la troupe della trasmissione di Italia Uno, capeggiata da Filippo Roma. Roma ha rincorso e incalzato la Fornero per porgli alcune domande “sulle condizioni di lavoro dei dipendenti dell’Isfol, istituto di ricerca controllato dal ministero del Lavoro“, a quanto ha poi riferito lo stesso giornalista. 


pubblicato da Libero Quotidiano

Secondo voi perché la Fornero preferisce scappare invece di rispondere alle domande?

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Elsa Fornero ormai non riesce più a parlare in pubblico. Questa mattina era attesa al ministero della Salute per un incontro con la stampa per presentare con il titolare del   dicastero Renato Balduzzi la Seconda conferenza sull’amianto. Ad  attenderla i giornalisti fra cui la troupe delle Iene capeggiata da  Filippo Roma. Il giornalista ha rincorso e incalzato la Fornero per porgli alcune domande “sulle condizioni di lavoro dei dipendenti dell’Isfol, istituto di ricerca controllato dal ministero del Lavoro”, ha riferito  la Iena, ma il ministro, dopo aver avuto un colloquio con Balduzzi, ha preferito abbandonare la conferenza. “Voglio stigmatizzare questo modo di fare informazione, sono solidale con il ministro Fornero. Certo che se ne è andata e mi dispiace molto, ma comprendo anzi manifesto tutta la mia solidarietà. La Fornero è oggetto di una persecuzione”. Il ministro della Salute Renato Balduzzi commenta così l’uscita di scena di questa mattina del ministro del Lavoro. 

Giustificazione – “Per correttezza nei confronti del Ministro Balduzzi e dei giornalisti convocati – riferisce una nota del ministero- il Ministro Fornero aveva deciso di rispettare l’appuntamento nonostante questa mattina non fosse in buona salute. Di fronte però alla prevaricazione della troupe televisiva nei confronti dei giornalisti presenti e l’insistenza nel voler porre questioni che nulla avevano a che fare con i temi previsti, il Ministro Fornero ha dovuto lasciare l’auditorium. Non si può che stigmatizzare simili comportamenti che nulla hanno a che fare col diritto di cronaca”. Insomma la Fornero scappa e va via perchè non vuole rispondere alle domande di un giornalista. La scena non è nuova.

Il no a Libero  –  Libero da settimane chiede alla fornero un’intervista per avere risposte sul provvedimento sui ricongiungimeti per le pensioni. Ma nulla. Il ministro non vuole concedere nessuna intervista. Intanto chi deve andare in pensione attende risposte che non arrivano. E i poveri lavoratori con contratti co.co.co. che lavorano per il ministero continuano a non sapere cosa ne sarà del loro futuro. Un ministro della Repubblica non può sottrarsi alle domande dei giornalisti. Fuggire non serve a nulla. Per i cittadini avere una risposta è un diritto. Per la Fornero darle è un dovere.

“Se avessero avuto un Attilio Befera a quei tempi, non ci sarebbero voluti gli Intoccabili per pizzicare finalmente Alphonse Gabriel detto Al Capone. Sarebbe bastato quel meraviglioso Redditest sfornato ieri dall’Agenzia delle Entrate. Al lo avrebbe fatto, rispondendo a tutte le domande, e avrebbe scoperto di essere evasore fiscale, consegnandosi subito al Befera di turno. Piacerebbe sapere a chi è venuta in mente una cosa così: un giochino, un test come quelli che si fanno d’estate sotto l’ombrellone, per scovare gli evasori e farli pentire non appena bocciati, con il risultato che brilla in rosso: “non conforme”. Un test per scoprire l’evasore che c’è in te è talmente geniale, che bisognerebbe mettere subito il copyright ed estenderlo ad altri settori. Ogni moglie ed ogni marito si sentirebbero più sicuri se il governo diffondesse nelle case degli italiani anche un Amortest per scoprire le infedeltà coniugali. L’uno o l’altro rispondono diligentemente alle domande del test, e se alla fine scatta la luce verde, “conforme”, tutti a dormire sonni tranquilli. Se il semaforo diventa rosso, invece drammoni. E il Sanitest, sai che vantaggi? Niente più code in pronto soccorso o dal medico di famiglia, a meno che uno risulti “non conforme”. Basta un po’ di fantasia e un popolo subito si sentirebbe meglio, isolando automaticamente i ‘non conformi’, spiega il vicedirettore di Libero, Franco Bechis, sul quotidiano di mercoledì 21 novembre. Il punto è che il redditest voluto da Befera è una burla, ma il sistema di spionaggio è sufficiente per mandarci tutti quanti ko: la luce verde alla fine del test non mette al riparo da eventuali controlli del fisco, ma se invece esce il rosso è il caso di cominciare a tremare davvero. Il nuovo giocattolo sfornato dai Befera-boys, inoltre, è inutile per acciuffare i grandi evasori (ed è pure pieno di errori), ma in compenso getta nel panico milioni di contribuenti. Con un solo risultato: il terrorismo sui consumi spalanca le porte alla depressione economica.

Leggi il commento integrale di Franco Bechis su Libero di mercoledì 21 novembre

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