Raccolta News di Economia e Finanza aggiornate in tempo reale

durata

Giustizia lumaca in Italia, soprattutto se confrontata con il resto d’Europa. Un contenzioso civile in Italia, in primo grado, dura due volte e mezzo del tempo che si impiega in Germania per arrivare a sentenza e almeno il doppio in Francia e Spagna. Nel nostro paese si riducono i procedimenti pendenti in primo grado, che restano però 4 milioni, e la loro durata media; che in ogni caso rimane più alta di altri paesi europei, ma la situazione in Italia continua a peggiorare con riferimento ai processi in appello e in Cassazione che durano oltre 3 anni. E’ la fotografia del rapporto 2012 della Cepej-CoE (Commissione europea per l’efficacia della giustizia del Consiglio d’Europa), realizzato con il contributo dell’Irsig-Cnr e presentato a Vienna in occasione della Conferenza dei ministri della Giustizia. Sotto esame, proprio oggi che ricorre la giornata europea per una giustizia civile piuù vicina ai cittadini, i sistemi giudiziari di 46 dei 47 Stati membri del Consiglio d’Europa, incrociando i dati quantitativi e qualitativi, riferiti all’anno 2010 e relativi a budget, organizzazione della giurisdizione, flussi e durata dei procedimenti e patrocini gratuiti a spese dello Stato. 

Dalla crisi stiamo uscendo!

Dalla crisi stiamo uscendo?

Sembra uno slogan frusto, ripetuto infinite volte con infinite varianti. Un’affermazione palesemente falsa, perché ogni volta contraddetta dai fatti. Siamo sicuri che la crisi finirà?

L’aspetto sul quale vale la pena di riflettere è la temporaneità della crisi, la sua eccezionalità, che la fa vedere agli occhi di tutti (o quasi) come un evento di durata limitata, da cui uscire presto e senza troppi danni, grazie alle misure drastiche adottate per affrontarla.

Sono quattro le telefonate le telefonate intercettate tra Nicola Mancino e il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Quattro su un totale di 9.295 conversazioni intercettate sulle utenze dell’ex ministro dell’Interno su mandato della procura di Palermo. Lo si legge negli atti depositati oggi – un documento di 32 pagine – dalla stessa procura alla Consulta con cui i magistrati siciliani si sono costituiti in giudizio nel conflitto di attribuzione sollevato dal Capo dello Stato.

'Che tempo che fa del lunedì' con Fazio e Saviano'Che tempo che fa del lunedì' con Fazio e Saviano

Prima di tutto un giudizio, anzi un’impressione personale. A me la prima puntata del nuovo format feriale di Che tempo che fa è sembrata bella, molto bella: concentrata in una durata giusta, in uno spazio razionale, con una regia televisiva sempre brillante, con ospiti, come Aniello Arena, che avevano cose forti da dire e Saviano persino più efficace del solito, in un racconto più breve e inconsueto rispetto alle sue tematiche. Il finale poi, giocato sulla filastrocca jannacciana “Quelli che”, con l’ospitata di Gimondi e un paio di battute fulminanti di Paolo Rossi, era da urlo.

Trattandosi di una sperimentazione durata per un tempo limitato, i neurologi canadesi suggeriscono su “Neurology” studi più approfonditi su suoi potenziali impieghi clinici.

pubblicato da Wallstreet Italia
Link articolo:

Morbo di Parkinson, "la caffeina potrebbe aiutare a ridurre i tremori"

Notizie del italia, economia, notizie italia

Quotidiani

Il Denaro, Il Fatto Quotidiano, Libero Quotidiano

Arrivano anche nel settore agricolo i contratti di apprendistato, che potranno essere stipulati per una durata massima di 36 mesi. Dopo l’entrata in vigore del testo unico del Governo in materia e la conclusione del regime transitorio, le organizzazioni agricole con i sindacati di settore hanno sottoscritto ieri l’accordo nazionale che regolamenta questa tipologia di contratti nel settore per operai e impiegati. ”Con questi contratti si contribuisce alla stabilizzazione dei rapporti di lavoro e, attraverso la formazione, si consente la crescita professionale dei lavoratori sui quali l’impresa intende investire” commenta la Coldiretti.

tovato su: Il Denaro

Clicca qui per leggere l’articolo completo

Notizie del italia, economia, notizie italia

Campania al lavoro, contributi a fondo perduto per nuove assunzioni. La Regione Campania proroga al 31 dicembre 2012 i termini di presentazione delle istanze, da parte di piccole e medie imprese operative sul territorio regionale, per usufruire di uno speciale incentivo a fondo perduto per l’assunzione di disoccupati ed inoccupati dal almeno 12 mesi. La linea d’intervento 2 della misura Più Sviluppo Più Lavoro, nell’ambito del programma Campania al Lavoro, consente di ottenere aiuti a valere sulle risorse del Fondo sociale europeo 2007-2013. Tre le tipologie di contratto di lavoro da poter perfezionare per godere dei contributi: contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, contratto di lavoro subordinato a tempo determinato, di durata superiore a 12 mesi, contratto di lavoro di somministrazione, di durata superiore a 12 mesi. Il contributo, a fondo perduto e riconosciuto per 12 mesi, ha un valore massimo di 5 mila euro per le assunzioni a tempo indeterminato (fino a 7.500 euro per le assunzioni di disabili). E’ invece pari a 4 mila euro per le assunzioni a termine. Nel caso di assunzione part-time l’orario di lavoro non potrà essere inferiore alle 30 ore settimanali e il corrispondente incentivo previsto dovrà essere ridotto proporzionalmente.

La riforma del Lavoro contiene novità su giovani e occupazione, ammortizzatori sociali, flessibilità in entrata, partite Iva e tutele contrattuali. Segue un riassunto dei principali provvedimenti del testo del governo Monti.

Come si accede al mondo del lavoro – La riforma incide anche sul contratto di apprendistato: per evitarne usi distorti che comportino vantaggi in termini economici e normativi ai datori di lavoro, e per combattere il precariato, è stata introdotta la durata minima non inferiore a sei mesi. Per le stesse ragioni è stato fissato nella misura di 3 a 2 il rapporto tra il numero di  apprendisti che possono essere assunti presso lo stesso datore di lavoro e le maestranze specializzate (e qualificate) in servizio, che si riduce in in 1 a 1 per i datori di lavoro che occupano meno di 10 dipendenti. Un’altra novità è relativa alla previsione di una percentuale minima di qualificazione: se il datore di lavoro non avrà confermato almeno il 50% degli apprendisti assunti nei 26 precedenti, non potrà accedere alla stipula di nuovi rapporti attraverso questo istituto.

Contratti a tempo determinato – La riforma apporta modifche sostanziali. Il testo, per favorire le esigenze di flessibilità delle imprese, elimina il cosiddetto causalone nell’ipotesi del primo rapporto a tempo determinato presso il singolo datore di lavoro. Il contratto a tempo determinato potrà così essere stipulato per una durata massima di 12 mesi senza che venga apposta la causale all’atto della stipula. Più tutele per i lavoratori, invece, arrivano dal computo dei periodi prestati in somministrazione ai fini del tetto massimo di 36 mesi, effettuabili come lavoratore a termine presso lo stesso datore di lavoro nonché dall’aumento delle pause obbligatorie tra un contratto e l’altro che sale da 10 a 60 giorni per i contratti inferiori a sei mesi e da 20 a 90 per quelli di durata superiore.

Partite Iva – Per evitare che dietro a una partita Iva si nascondano rapporti di lavoro subordinato, vengono poste condizioni alla collaborazione:  avere una durata non superiore a 8 mesi; il fatturato conseguito nell’ambito del singolo rapporto di collaborazione non deve essere superiore all’80% dei corrispettivi complessivamente percepiti dal collaboratore, nell’arco dello stesso anno solare; il collaboratore non deve avere una postazione fissa presso una delle sedi del committente. Nel caso in cui le condizioni non fossero rispettate collaborazione non sarà considerata genuina e il rapporto verrà trasformato in un co.co.co o in subordinato.

I tirocini – Le novità non saranno subito in vigore: il legislatore rimanda alla Conferenza Stato-Regioni il compito di riformulare le linee guida in materia di tirocini formativi e di orientamento. Nel dettaglio, la riforma individua alcune tipologie dei principi che dovranno essere seguiti per riordinare l’impianto vigente: revisione della disciplina dei tirocini formativi, anche in relazione alla valorizzazione di altre forme contrattuali a contenuto formativo; previsioni di strumenti volti a prevenire e arginare un uso distorto di questo strumento; individuazione degli elementi qualificanti e delle conseguenze nel caso siano assenti. Si introduce anche il riconoscimento di una “congrua indennità” anche in forma forfettaria in relazione alla prestazione svolta, e il mancato rispetto sarà punito con sanzioni ingenti da un minimo di mille a un massimo di 6mila euro: gli stage dovranno essere retribuiti.

Minimo contrattuale – Viene introdotto anche per i lavoratori a progetto: la legge Fornero interviene sulla disciplina del corrispettivo collaboratori a provetto. Nel dettaglio, si prevede che il corrispettivo non possa essere inferiore ai minimi stabiliti per ciascun settore di attività, dai contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale a livello interconfederale o di categoria ovvero, su loro delega, ai livelli decentrati. 

Gravidanza, malattia, infortunio – La riforma prevede che queste tre circostanze non comportano estinzione del rapporto contrattuale, che resta in sospeso senza erogazione del corrispettivo. In caso di gravidanza, inoltre, la durata del rapporto è prorogata di 180 giorni, salvo previsione contrattuale più favorevole. In caso di infortunio o malattia, salva diversa previsione contrattuale, la sospensione del rapporto non comporta una proroga della durata del contratto, che si estingue alla scadenza. Il contratto sarà però da considerarsi risolto se la sospensione si protrae per un periodo superiore ad un sesto della durata stabilita dal contratto.

C’è il nulla osta della Regione per 146 nuove domande di incentivo a valere sul bando “Più sviluppo più lavoro”. Sbloccati fondi per quasi due milioni di euro con i quali sarà possibile immettere nelle aziende 274 lavoratori. Si consuma così un altro passaggio fondamentale del piano di rilancio dell’occupazione avviato a dicembre del 2010 con il piano “Campania al Lavoro”.

Meno tempo, più giustizia. Con la diminuzione dei nuovi carichi del 35%, della durata dei giudizi si potrà passare ”dai tre anni di durata media di oggi a poco più di due”. Il cosidetto filtro all’appello, in cui un giudice singolo valuta se un appello è palesemente inammissibile prima di procedere, non sarà “un ulteriore grado di giudizio” ma consentirà una “riduzione, tra tre o quattro anni, della durata dei giudizi in appello di circa il 20% per la cognizione ordinaria e del 30% delle altre materie”. Risponde così il ministro della Giustizia, Paola Severino, al Sole 24Ore, in una intervista su alcune norme contenute del decreto legge Sviluppo (approvato ieri dal Consiglio dei ministri che dovrebbe consentire di dedicare 80 miliardi per la crescita) che avranno ripercussioni sul settore giudiziario.

Archivi