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faccia

Scambiata per una minorenne, Martina Monti, l’assessore Idv del Comune di Ravenna, si è vista rifiutare un calice di vino dal barista che ha voluto vedere i suoi documenti. Forse per colpa delle tanto criticate scarpe da ginnastica All Star e per il suo look troppo casual e giovanile (tanto che il Pdl la espulse dal partito) la Monti sembra infatti una ragazzina.

Sabato sera, riporta il sito Romagnanoi.it, l’assessore è andata in uno storico locale del centro e al bancone del bar le hanno chiesto la carta d’identità per poterle servire alcol. “Mi hanno chiesto i documenti per bere un bicchiere di vino. Titolari ligi al dovere”, ha commentato poi sulla sua pagina Facebook. Dove però fioccano le critiche: “Queste Converse ti stanno dando un sacco di problemi…”. “Tutta colpa delle Converse e del raffreddore costante”. 

L’Italia della crisi aguzza l’ingegno. Per alcuni potrebbe essere solo la faccia – la più ricorrente? – della disperazione. Giudicherete voi, attenti lettori del Fatto. I numeri per ora raccontano un fenomeno che in Italia è in via di moltiplicazione: cresce il numero di coloro che hanno un doppio lavoro. Spesso sono dipendenti a tempo indeterminato, determinato o con contratto a progetto che, oltre alle loro ore di lavoro a tempo pieno o part-time, associano un’altra attività prevalentemente legata ad una passione tenuta nel cassetto (ma attenzione, non sempre).

Trovarsi davanti Mike Tyson folle di rabbia? E’ successo a Brad Pitt, quando l’ex campione di boxe beccò il divo di Hollywood a letto con sua moglie. L’ex campione dei massimi rincasò e trovò il giovan attore, al tempo ancora poco conosciuto, e Robin Givens che facevano sesso nel suo letto. Era la fine degli anni ’80, e in quegli anni “Iron Mike” era il più forte pugile vivente e uno dei più implacabili nella storia del pugilato.

“La sua faccia…” – La confessione dell’ex pugile è arrivata nel corso di un’intervista televisiva dello show Usa In depth with Graham Bensinger: “Ho perso la testa – ha spiegato Tyson, stavo per…dovresti vedere la faccia che ha fatto quando mi ha visto”. Il matrimonio tra l’ex pugile e la Givens era finito da poco (la causa per la separazione costò a Mike 10 milioni di dollari e l’accusa di violenza domestica), ma Tyson andava a casa di Robin ogni giorno per fare sesso con lei. ”Stavo divorziando – ha aggiunto in tv -, ma ogni giorno andavo a casa sua per fare sesso. Quel giorno in particolare sono stato colpito con un pugno. Ho scoperto che Brad era arrivato prima di me”. A quei tempi, per il bel Pitt, le altisonanti storie con Jennifer Aniston prima e Angelina Jolie poi erano ancora lontane…


pubblicato da Libero Quotidiano

Arcore, concluso faccia a faccia tra Berlusconi e Alfano

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Potrebbe arrivare già domani, sabato 1 dicembre, la parola fine sulla telenovela delle primarie del Pdl. Ormai, è quasi certo, non si faranno ma serve il sigillo del segretario Angelino Alfano e del presidente Silvio Berlusconi. Non passa giorno senza che l’ex premier non critichi la governance del partito, dalla linea debole dello stesso Alfano con gli ex An, i più grandi sostenitori delle primarie (che il Cavaliere bollò come “pagliacciata” perché organizzate in fretta e furia) e ora sul piede di guerra. Ma Berlusconi ce l’ha anche con gli esponenti del partito, sempre più divisi e in lotta tra loro. L’ultima puntata di Porta a porta, quando Lupi, Santanchè, Meloni e Gelmini se ne sono dette di ogni: “uno spettacolo deprimente”, avrebbe confidato ai suoi fedelissimi Silvio. 

La situazione, insomma, sta precipitando. Alfano aveva annunciato la decisione sul no alle primarie entro mercoledì prossimo, ma nel frattempo ha annullato tutti gli impegni di sabato (non andrà all’Assemblea costitente del Lazio organizzata a Roma dai Cristiano popolari di Mario Baccini) e farà rotta verso Arcore, dov’è atteso a villa San Martino per un faccia a faccia decisivo con Berlusconi. Nel Pdl continuano a circolare con maggiore insistenza le voci dell’imminente lancio della nuova Forza Italia: il Cavaliere vuole azzerare i vertici e gli organi dirigenti, cambiare nome e simbolo, creare un altro contenitore in stile 1994, con facce nuove, soprattutto giovani, ‘salvando’ solo alcuni seniores della vecchia guardia azzurra.

Il destino degli ex An –  Il Cav non vuole forzare la mano né provocare rotture dolore e controproducenti, ma il suo obiettivo è far sì che gli ex An fuoriescano e creino, perché no, un nuovo contenitore politico di destra, autonoma ma potenzialmente alleata di questa Forza Italia 2.0. Il guaio è che gli ex An non possono essere considerati una corrente compatta: i colonnelli (Ignazio La Russa, Maurizio Gasparri, Altero Matteoli, Gianni Alemanno) non hanno tutti la stessa visione del futuro anche perché le eventuali sponde (da Gianfranco Fini a Francesco Storace) sono ancora in balìa della futura legge elettorale. E Berlusconi potrebbe sempre tendergli la mano: per ottenere l’obiettivo minimo del 15% potrebbero ancora servire.

Oltre 29 milioni di impression. Così, su Twitter, Il Fatto Quotidiano si posiziona al primo posto tra gli utenti che hanno generato più impression (somma delle visualizzazioni potenziali dei tweet, ndr) durante il confronto tra Matteo Renzi e Pier Luigi Bersani andato in onda ieri sera su Raiuno. Come scrive Panorama, Il Fatto è arrivato primo rispetto a @Repubblicait (18 milioni) e @Corriereit (8 milioni), più istituzionali e con un seguito più adulto. @Matteorenzi è stato il più menzionato, con oltre 7mila citazioni, seguito subito dopo da Bersani (5.500) e dal blogger del Fatto Quotidiano @Domeniconaso, nominato circa 870 volte.

La scenata era finita sulle pagine di tutti i giornali. Quella che il governatore della Lombardia Roberto Formigoni aveva fatto alla sua portavoce Gaia Carretta. Dopo aver risposto alle domande di Cristina Parodi durante la registrazione di un programma su La7, il celeste aveva chiamato la Carretta e le aveva intimato: “Adesso tu vai là e spacchi la faccia alla Parodi. Altrimenti dei licenziata”. Il tutto davanti a diversi testimoni allibiti. Formigoni si era poi scusato sia con la sua collaboratrice che con la Parodi (che lo aveva definitro “un cafone) spiegando che l’accordo era di non parlare delle sue vicende giudiziarie, che la conduttrice di La7 aveva invece  rievocato. A dieci giorni da quell’episodio, la Carretta ha deciso di separare la sua strada da quella di Formigoni, governatore peraltro “in scadenza” visto che il prossimo marzo i lombardi si recheranno alle urne per eleggere il suo successore, dando le dimissioni a partire dall’inizio del 2013. La Carretta tirerà un sospiro: seguire Formigoni in questo ultimo anno non deve essere stata esattamente una passeggiata.

“Buongiorno. Vorrei ritirare la cartella clinica del mio parto e quella di mio figlio”.

“Faccia la fila, faccia domanda, faccia una telefonata, poi ripassi. E paghi il ticket”.

“Buongiorno. Sono qui perché ho ritirato la cartella clinica del mio parto. Lei è la capo ostetrica, giusto? Da questa cartella si evince ben poco. E’ scritta male, compilata male, fotocopiata male, (ma ce l’avete messo l’inchiostro nella fotocopiatrice?), ci sono correzioni e modifiche. Ecco, vede, qui risulta una sola somministrazione di Riabal. Invece io sono certa che le somministrazioni siano state due. Due, sì, me lo ricordo”.

“E lei come fa a ricordarselo. Scusi se glielo dico, ma lei, in quel momento, era in travaglio”.

La Lega sbatte la porta in faccia al Pdl e lo fa con le parole secche ed inequivocabili del suo segretario Roberto Maroni: “Per quanto mi riguarda, salvo che la Lega decida diversamente, con noi all’opposizione a Roma e il Pdl al Governo, non c’è la minima possibilità di fare un accordo per le politiche: sarebbe contro natura”. Presentando il suo libro Il mio Nord, Bobo ha poi sentito la necessità di smorzare un po’ i toni: “Io ho un difetto, quello di essere eccessivamente generoso, quindi, concedo sempre agli altri la possibilità di discutere e di confrontarci”. Le scadenze, in ogni caso, sono immediate e le situazioni differenti: oltre alla corsa per Palazzo Chigi, infatti, c’è da stabilire chi sarà il successore di Roberto Formigoni al Pirellone come governatore della Regione Lombardia. Anche in questo caso le tensioni sono alte, con il candidato che piace a Formigoni e a parte del Pdl, l’ex sindaco di Milano Gabriele Albertini, che ha chiarito: “Se il Pdl sostiene la candidatura di Maroni, io straccio la tessera del partito”. Se ne riparlerà, contro o secondo natura che sia.

Sarà in grado il centrosinistra di governare l’Italia devastata dalla crisi economica e dallo scontro sociale? Nei forum del Fatto Quotidiano, i candidati alle primarie, Matteo Renzi, Nichi Vendola, Bruno Tabacci e Laura Puppato, hanno risposto a questa e alle altre domande sul futuro che ci aspetta con idee e proposte più o meno convincenti e comunque mettendoci la faccia. Tutti tranne uno, il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani: non un’assenza da poco trattandosi del favorito nella corsa a due con il sindaco di Firenze; colui che potrebbe, quindi, essere il prossimo premier (Monti permettendo) alla luce dei sondaggi favorevoli ai Democratici.

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