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Facciamo

“Caro Bersani, siamo entrambi a Milano. Ci prendiamo un caffè insieme e facciamo un appello alla serenità per domani?”. E’ l’invito, via twitter, che Matteo Renzi rivolge al rivale per frenare lo scontro in corso sulle regole in vista del ballottaggio di domani. Una mano tesa dopo la lite quasi “h24″ che ha contraddistinto gli ultimi tre giorni e questo quasi esclusivamente sulle regole per votare. Renzi era arrivato a parlare di “rischio brogli”. Dall’altra parte Bersani aveva chiesto di non “sfregiare” la portata della grande mobilitazione di domenica scorsa.

 

Chiamatelo lapsus: sta di fatto che il presidente del Senato Renato Schifani ha di fatto ammesso quello che in molti, i più maliziosi, avevano già capito. Quasi tutto il parlamento sta lavorando per una legge elettorale che possa ingabbiare e disarmare Beppe Grillo. “Se non ce la facciamo, altro che 30%, Grillo arriva all’80 per cento”. Il concetto è semplice: se la Casta fallisce anche l’ultima riforma, il voto popolare la travolgerà a favore dell’unico vero anti-sistema, per quanto demagogo e populista. Schifani prima la fa passare come una riforma “che interessa i cittadini”. “Ce la facciamo, spero che il mio ottimismo in breve si trasformi in certezza”. Poi, come detto, lo scivolone. 

 

Il piano: Monti bis – “Tra i partiti – dice il presidente del Senato – c’è una fase estremamente delicata e costruttiva. I partiti con grande responsabilità stanno facendo in modo che il provvedimento arrivi presto in Aula. I tempi sono brucianti – ha concluso Schifani – ma i partiti se ne stanno facendo carico responsabilmente perché, ad un certo punto, le lancette si dovranno fermare”. I partiti cercano un accordo che possa favorirli in tutto: mostrarne i meriti agli occhi dell’opinione pubblica e garantirsi altri cinque anni di tranquillità, magari sotto l’ombrello di un Monti bis a Palazzo Chigi e senza che le truppe guastafeste di comici e anti-Casta creino troppo scompiglio.

“Colpo di stato” – Il nodo, naturalmente, è il premio di maggioranza al 42,5%, un limite allo stato attuale del panorama politico irraggiungibile e che ha fatto sbottare per primo il grande favorito alle prossime elezioni, il segretario del Pd Pierluigi Bersani (Matteo Renzi permettendo): “Non ci vogliono far governare”, ha detto l’uomo di Bettola, mentre è di oggi il commento al solito piccante del leader del Movimento 5 Stelle: “Questo è un colpo di stato”. In realtà l’anti-grillismo di Schifani è semplicemente lo specchio del terrore che circola a Montecitorio e Palazzo Madama, dove già buona parte della Casta è alle prese con la temuta “operazione liste pulite” annunciata dal ministro degli Interni Annamaria Cancellieri che mira a escludere dalle candidature i condannati in via definitiva. Ce n’è di che essere preoccupati, meglio occuparsi di un problema alla volta.

 

 

“Facciamo l’albo degli elettori, mi va bene; siamo favorevoli anche al fatto che gli elenchi siano pubblici, va bene anche il doppio turno” ma “la pre-registrazione no”. Così il sindaco di Firenze Matteo Renzi sembra aver dato il via libera alle regole contenute nella bozza che sarà votata sabato dall’assemblea del Pd e che hanno scatenato molte reazioni.

Facebook raggiunge quota un miliardo di utenti che almeno una volta al mese usano il social network. Ad annunciare il traguardo “senza precedenti” è Mark Zuckerberg: “Celebrare il raggiungimento di un miliardo di persone mi riempie di gioia”, ha commentato. Con la diffusione degli smarphone, Facebook è diventata l’applicazione più utilizzata. Seicento milioni di persone in tutto il mondo si collegano a Facebook dal cellulare. Da record anche gli altri numeri: 1,13 trilioni di Mi Piace, 140,3 miliardi di connessioni di amicizia, 219 miliardi di foto sono state condivise sul social network da quando fu fondato nel 2004. Ogni giorno su Facebook sono caricate più di 300 milioni di foto e oltre 235 milioni di persone usano i giochi sulla piattaforma ogni mese.

“Qualcosa di grande” - “E’ un momento per onorare le persone a cui offriamo il nostro servizio. Penso che abbiamo fatto qualcosa di importante per questa occasione. Per la prima volta in assoluto nella nostra storia, abbiamo fatto qualcosa di grande per esprimere chi siamo e qual è il nostro ruolo nel mondo – ha sottolineato Zuckerberg -. Facebook significa molte cose diverse per molte persone differenti. Un miliardo di persone differenti. Ma chi siamo – è qualcosa che ha a che fare con i nostri valori, con la nostra missione. Crediamo che la necessità di aprirsi e connettersi è ciò che ci rende umani. E’ ciò che ci unisce. E’ ciò che dà significato alle nostre vite. Facebook non è il primo servizio che le persone hanno inventato per connettere. Facciamo parte di una ricca tradizione di persone che creano strumenti per unirci”. 

“Tutto ci connette” - “Oggi quindi, celebriamo questa tradizione. Onoriamo l’umanità formata da persone a cui offriamo questo servizio, e onoriamo tutte le cose che le persone fanno quotidianamente per unirci – ha aggiunto il fondatore -. Sedie, campanelli, aerei, ponti, giochi. Queste sono tutte cose che ci connettono. E’ facile dimenticare il motivo per cui facciamo queste cose. E’ facile sentirsi isolati. E’ facile sentirsi soli. Quindi forse il motivo per cui facciamo queste cose è per ricordarci che non siamo soli”.

24 ani fa moriva Mauro Rostagno. Ieri a Milano molti amici, artisti e persone hanno voluto ricordarlo. Questo il mio ricordo per lui e la sua meravigliata complessità:

Facciamo un patto. Un regolamento per le storie. Per cercare di provare a tenerlo almeno in bilico questo paese che tende sempre a volere stare a testa in giù e raccontarci che sia comunque tutto così normale. Un patto mica solo per i professionisti, delle storie. Per tutti: chi le racconta, chi le ascolta, chi le vive, chi le subisce, chi le nasconde, chi le confessa e chi sente anche se gli mancano le ultime prove. Ci sono tutti, a pensarci bene. Un patto mica come un comandamento, molto più laico, divertitamente profano come quelle lotte senza bava alla bocca ma con la meraviglia della missione, che manca la tenda, le frecce e gli indiani per poter essere benissimo un pomeriggio tutti insieme in giardino.

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