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«Protesto per una paga migliore: con quello che mi danno non riesco a comprare del cibo per i miei bambini che hanno meno di 6 anni». Sono le parole paradossali di Pamela Waldron al New York Times. Pamela lavora infatti in un Kentucky Fried Chicken della “Grande Mela” da otto anni ma guadagna poco meno di 8 dollari l’ora (5,50 euro) e per questo è in sciopero da giovedì scorso insieme ai suoi colleghi di KFC, McDonald’s, Burger King, Taco Bell, Wendy’s e a molti altri lavoratori delle catene di “fast food” o meglio “junk food” (cibo spazzatura).

Tempo fa ho affermato su questo blog che quella di impiccare i banchieri non costituisce tutto sommato una buona idea. Ribadisco tale posizione. Intanto, perché sono contrario alla pena di morte per principio. Poi, perché la categoria così formulata mi pare troppo ampia, includendo sicuramente magari anche persone che si dedicano alla loro attività in buona fede e credono ancora nella funzione della banca come intermediario fra risparmio e investimento, cioè la funzione classica e a ben vedere indispensabile della stessa, oggi però radicalmente messa in discussione dall’ascesa, più o meno resistibile, del capitale finanziario. 

Lady Gaga si spoglia per il suo nuovo profumo. Nella pubblicità di Fame, la sua prima fragranza la popstar resta completamente nuda, coperta solamente da piccoli lillipuziani che, strisciando sul suo corpo, le nascondono le parti intime. L’immagine è stata pubblicata prima su Twitter e poi su Facebook. L’opera d’arte è del fotografo Steven Klein. Il profumo contiene note di nettare, incenso, miele e albicocca e sarà disponibile nei negozi nel mese di agosto.


pubblicato da Libero Quotidiano

Lady Gaga nuda per Fame, il suo primo profumo

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Oggi devo farmi un panino e come vedete ho con me una bacchetta magica. So che mi direte che potrei usarla diversamente. Che potrei pensare alla fame del mondo. Alle guerre di cui nessuno parla. Alle violenze che tutti i giorni donne tragicamente spaventate subiscono da maschi imbecilli.
Ma oggi devo farmi un panino. Un solo benedetto panino.

Il quadro delle pensioni italiane dipinto dall’Istat per l’anno 2010 lascia poco spazio a interpretazioni: gli italiani che non lavorano più vivono con poche decine di euro al giorno e le loro pensioni sono (in conseguenza di stipendi praticamente rasoterra) tra le più basse dell’Europa occidentale. Nel dettaglio, l’Istituto nazionale di statistica  dice che l’importo medio delle pensioni è pari a 10.877 euro, superiore di 237 euro rispetto al 2009 (+2,2%). In totale i pensionati sono 16,7 milioni e percepiscono, in media, 15.471 euro all’anno. Il 14,4% dei pensionati riceve meno di 500 euro mensili; il 31% (5,2 milioni di individui) un importo tra 500 e 1.000 euro. Il che significa che quasi la metà dei pensionati italiani vive con meno di 1.000 euro al mese. Il 23,5% tra 1.000 e 1.500 euro e il restante 31,1% più di 1.500 euro.

C’è chi però la crisi, anche quella delle pensioni, non la sente affato. Anzi, naviga letteralmente nell’oro. Tra i “Paperoni della terza età” ci sono ovviamente i politici. Chi certamente non ha problemi di danaro è per esempio Giuliano Amato, che becca 31.000 euro lordi al mese: 22.048 dall’Inpdap e 9.363 in quanto ex parlamentare. Lamberto Dini arriva a quota 25.000: 18.000 da ex di Bankitalia e 7.000 dall’Inps. L’ex ministro ed ex parlamentare Publio Fiori prende 16.000 euro netti dall’Inpdap e 10.631 come ex vicepresidente della Camera. L’ex sindacalista Sergio D’Antoni arriva a 5.233 euro netti. Carlo Azeglio Ciampi 30.000 da ex presidente di Bankitalia e 4.000 dall’Inps. Romano prodi si mette in tasca ben tre pensioni: 4.246 euro dall’Inpdap, 4.725 da ex parlamentare, 5.283 dall’Unione europea.

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