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Nell’Unione Europea fanno peggio solo Grecia e Bulgaria, Italia si piazza 72esima nella classifica del rapporto di Transparecy International. Voto ben lontano dalla sufficienza e dalla media Ue.

pubblicato da Wallstreet Italia
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Corruzione: Italia come la Colombia, peggio di Romania

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Causa alla Fornero Ora fanno sul serio e non guardano in faccia nessuno. Gli esodati passano all’attacco della Fornero. In Parlamento si è arenata l’ultima possibilità di garantire i 260 000 lavoratori che sono rimasti fuori dai provvedimenti messi in campo dal governo. Ora gli esodati vogliono portare in tribunale il ministro Elsa Fornero. I delusi hanno già dato mandato allo studio legale Alleva di Bologna per denunciare il ministero del lavoro per danni morali e mobbing sociale.

Accanimento “Contro di noi si è creato un vero e proprio accanimento da dodici mesi a questa parte. Ora basta”, afferma Francesco Flore, del Comitato Nazionale Contributori Volontari. Questi lavoratori hanno sottoscritto accordi con le proprie aziende, hanno lasciato il proprio impiego continuando a versare autonomamente i contributi per raggiungere la soglia fissata prima della riforma Fornero. “Siamo quelli che abbiamo subito più pesantemente gli effetti della riforma. Dietro di noi non ci sono sindacati o associazioni che fanno pressing sul governo”, afferma Flore. I contributori volontari rappresentano circa la metà di quei lavoratori che è ancora in attesa della salvaguardia. Sono 130.000 lavoratori, al netto dei 20 mila coperti dalla “Salva-Italia” e dalla “Spending Review”. ”Da dodici mesi viviamo in un clima di incertezza e con l’impossibilità di programmare il nostro futuro. Non sappiamo di che morte morire, e questo non può che crearci ansia , depressione. Vorrei vedere un ministro vivere una situazione del genere”, aggiunge sempre Flore. Così nasce l’idea di dare mandato allo studio bolognese, lo stesso che ha difeso i lavoratori Fiom licenziati a Pomigliano, di raccogliere le adesioni di ricorrenti per avviare una causa civile e chiedere il risarcimento per i danni causati dall’incertezza causata dai provvedimenti del governo.

I “Quindicenni” Alla protesta si sono uniti i “Quindicenni”. Un’ altra categoria travolta  dalla riforma Fornero e ora sul piede di guerra. Sono circa 65mila, hanno lasciato il lavoro prima del 1992, grazie a una serie di deroghe previste dalla legge Amato 503, e che consentiva a chi avesse versato 15 anni di contributi prima del 1992 (o avesse ricevuto entro la stessa data l’autorizzazione a versare i contributi volontari), di incassare a 60 anni – per le donne – e 65 – per gli uomini – una pensione di vecchia proporzionale a quanto versato.Ora, l’Inps ha cambiato idea. Con una circolare l’istituto per la previdenza sociale ha imposto regole più restrittive per queste deroghe, imponendo il versamento di almeno 20 anni di contributi. Così chi ormai da molti anni è fuori del mercato del lavoro a rientrare o a versare le quote mancanti. “Sono cifre impossibili da sostenere”, spiega Evelina Rossetto, del comitato “I Quindicenni”. “Si tratta per la maggior parte donne, che hanno lasciato il lavoro dedicandosi a lavori casalinghi e facendo le veci – nei fatti – dello Stato, realizzando una sorta di Welfare suppletivo. Non hanno da parte 30-40 mila euro da versare per ottenere ciò che una norma aveva già previsto spettasse loro. E non è nemmeno possibile riavere indietro quanto versato. Diventano contributi silenti, persi per sempre”. Ora la Fornero si deve difendere. Davanti alla legge e davanti a chi lavora. Cosa non facile.

Non era mai successo prima: una pornostar ha chiesto asilo all’Unione Europea perchè in patria – l’Ucraina – non le permettono di lavorare. La vicenda che l’Ue dovrà sbrogliare riguarda Anastasia Gryshay, nota ai fan del porno con lo pseudonimo di Wiska, una procace bionda che accusa il governo di Kiev di perseguitarla. Da due anni, ormai, Wiska ha lasciato l’Ucraina insieme al figlioletto e ha trovato riparo in Repubblica Ceca. Le autorità di Praga, però, vogliono espellerla e per questo lei ha fatto appello all’Unione europea. In Ucraina è stata processata con l’accusa di aver prodotto e distribuito materiale pornografico, un reato perseguito molto duramente dopo il varo delle nuove norme nel 2009. Una prima richiesta di asilo è stata già respinta dalle autorità ceche e Wiska ha deciso di fare appello alla Corte europea dei diritti dell’uomo. 

Egoisti narcisi, Peter pan incapaci di amore e generosità? Tutto il contrario: chi non ha figli accetta la più grande delle frustrazioni narcisistiche, esponendosi a una cronica mancanza di gratificazioni: magari per ragioni altruistiche, prendersi cura dei figli di altri; oppure ideali, per non sovrappopolare ulteriormente il pianeta.


pubblicato da Libero Quotidiano

I partiti fanno melina: secondo voi "salveranno" le Province anche questa volta?

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Dieci euro all’euro per fare il cartello stradale. In Abruzzo alcuni giovani si sono inventati un nuovo mestiere per sbarcare il lunario e far fronte a questo periodo di crisi. I “cartelli umani” si fermano all’incrocio di strade trafficate con l’indicazione della direzione di un negozio di nuova apertura. Intervistato da una giornalista di abruzzolive.it, un giovane commenta così la sua scelta lavorativa: “Io lo faccio di professione, per lavoro si fa tutto”. Chissà cosa ne pensa il ministro Elsa Fornero che poco tempo fa invitò i giovani italiani a non fare gli schizzinosi definendoli un pò troppo “choosy”. 


pubblicato da Libero Quotidiano

 

“Alle primarie del Pdl voterei Alessandro Cattaneo, perché garantirebbe un pò di rinnovamento e di cambiamento: il centrodestra nello stato in cui è può sperare solo in qualcosa di rivoluzionario e profondamente innovativo”. Così Giancarlo Galan, storico “fedelissimo” di Silvio Berlusconi, ad Agorà, su Rai Tre. L’ex ministro aggiunge poi che “se invece dovessi badare alla convenienza chiederei un appuntamento con Alfano, come hanno fatto tutti. Non lo faccio e voglio sperare che Alfano mi apprezzi più per questo”. Una bordata contro il segretario, insomma, di cui Galan, da tempo, contesta la linea e la gestione del partito. 

“La colpa è di Tremonti” – L’ex ministro guarda poi agli errori del Pdl spiegando che “affidare la gestione della macchina a chi è convinto di teorie ingegneristiche diverse dai principi liberali è stato un colossale errore”. In questo caso “le teorie erano soprattutto economiche perché è su queste che è avvenuto lo scontro nella legislatura. Dò la colpa a Giulo Tremonti, alla Lega Nord, a quella parte che crede legittimamente in altre cose”.   

“Rivoluzione liberale, ci credo ancora” – “Il motivo della nostra crisi vera – ha proseguito Galan – è che non abbiamo potuto mantenere le promesse fatte. Io credo ancora nella rivoluzione liberale, perché, quando l’abbiamo presentata, la ricetta liberale ha ottenuto un consenso enorme. Ci credo contro il centrosinistra che, giustamente, propone un’altra ricetta e contro quelli anche al nostro interno che non ce la lasciano fare”.

 

Nuova puntata di Ballarò, nuova copertina per Maurizio Crozza che, nel suo spazio introduttivo del programma di Giovanni Floris, prende di mira il confronto fra i candidati alle primarie del Pd andato in onda su Sky. Il comico genovese non perde tempo e tira una stoccata al manifesto scelto dal partito democratico che proponeva i 5 candidati nella veste di super eroi: “Cosa avrebbero detto i nostri nonni partigiani se avessero visto il manifesto del Pd? Sarebbero andati a sciare”. E sulle figure di riferimento elencati dai 5 politici, Crozza sfotte Nichi Vendola, presente in studio, e dichira: “Martini, il Papa e Mandela: risposte così nemmeno a Miss Italia”.

Il titolo – “Monti forever”- dice tutto: Beppe Grillo, in un editoriale pubblicato sulla rubrica settimanale postata sul suo blog, torna a puntare il dito contro strategie e macchinazioni dei partiti tradizionali dietro la riforma del Porcellum. “Rutelli – ironizza – vuole lo sbarramento del 42,5% per il premio di maggioranza (lui è tranquillo, Api rappresenta lo zoccolo duro dello 0,5%). La Lega e il Pdl, che insieme fanno sì e no il 15% ufficiale (ufficioso il 9%), vorrebbero il premio ancora più alto, al 49%, per dare stabilità al Paese”

Del resto, scrive il fondatore del Movimento 5 Stelle, i politici “vanno capiti, sono quasi estinti, per loro ci vorrebbe il premio di minoranza“.

Papà sta guardando la televisione quando nella sua tranquilla serata di fronte a Ballarò fanno capolino le regole del breviario. No alla Tv, madre di tutti i mali. E la radio? Nemmeno. Allora un giornale? Nemmeno quello è buono. Non resta che portare a spasso il cane, sempre che quello si possa ancora avere…

Leggi la striscia completa di Stefano Disegni 

tovato su: Il Fatto Quotidiano

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