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Francia

La battagliera Cécile Duflot, ministro francese responsabile delle politiche abitative, aveva già messo le mani avanti qualche settimana fa: per scongiurare il problema dei senzatetto, in particolare nelle fredde strade dell’inverno parigino, si apprestava a requisire edifici vuoti, di proprietà pubblica (come le caserme abbandonate) ma soprattutto privata, per ospitare i clochard. Sì, quei palazzi lasciati sfitti e inutilizzati da banche e assicurazioni, perfino nei quartieri più centrali della capitale. Da oggi, comunque, nel mirino dell’esponente dei Verdi, nota per le sue dichiarazioni senza peli sulla lingua (talvolta imbarazzanti anche per lo stesso François Hollande), è finita pure la Chiesa cattolica.

Enel esce dal progetto con Edf per il nucleare in Francia. Per il passo indietro il gruppo italiano, che ha notificato oggi l’esercizio del diritto di recesso dal progetto di costruzione dei reattori Epr, sarà rimborsato con circa 613 milioni di euro più gli interessi. Il divorzio, che chiude l’accordo di collaborazione strategica sottoscritto dalle due società a novembre 2007, riguarda il progetto in costruzione del reattore European Pressurized Reactor (Epr) di Flamanville in Normandia, e negli altri cinque impianti da realizzare in Francia con la stessa tecnologia. Enel sarà rimborsata delle spese anticipate, in relazione alla sua quota del 12,5% nel progetto, per un ammontare complessivo di circa 613 milioni più gli interessi maturati.

Berlino non faccia troppo la superba, però. Secondo l’istituto Ifo, per l’economia tedesca il peggio deve ancora venire. Merkel rischia la poltrona, con le elezioni del 2013 che si avvicinano.

pubblicato da Wallstreet Italia
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Francia: anche per la Germania è il vero problema dell'Europa

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Ha chiamato il figlio Jihad, che in arabo indica lo sforzo compiuto da un credente per raggiungere Allah, ma che in Occidente è meglio conosciuto con la traduzione di “guerra santa”. E fin qui, nulla di eccezionale: il nome è abbastanza diffuso nel mondo islamico. Non fosse che il piccolo è nato l’11 settembre (del 2009) e che la madre ha avuto la brillante idea di mandarlo a scuola con una maglietta con su scritto “je suis une bombe”, “sono una bomba”.

E’ successo a Sorgues, comune di meno di 20mila abitanti del sud della Francia. La donna, divorziata, è stata rinviata a giudizio per apologia di reato insieme al fratello, zio del bimbo e autore del regalo incriminato. L’udienza è fissata per il 19 dicembre davanti al tribunale correzionale di Avignone.

E’ la parola magica. A destra ma ormai anche a sinistra. La competitività: la capacità dell’economia e dell’industria nazionale di competere con gli altri Paesi diventa la sfida numero uno per uscire dalla crisi. Così è in tutta Europa, ma soprattutto in Francia, dove ancora ieri sera il presidente François Hollande, nella sua prima lunga e solenne conferenza stampa, sei mesi dopo l’elezione, ha fatto ricorso a più riprese, ancora una volta, a quel leitmotiv, la “compétitivité”. Da Parigi, però, parte pure la reazione al solito ritornello: la polemica.

Quanto costa rimettere in sesto l’industria francese? Ridarle competitività rispetto alla Germania, l’eterno concorrente, ma anche all’Italia, che, tutto sommato, con il suo manifatturiero è riuscita a difendersi meglio a livello internazionale? Secondo Louis Gallois, l’esperto nominato nel giugno scorso, dal Governo di sinistra appena insediato a Parigi, commissario generale all’investimento, occorrono almeno 30 miliardi di euro all’anno, per alleggerire i contributi sociali e di conseguenza il costo del lavoro. Già oggi l’esecutivo di Jean-Marc Ayrault dovrebbe reagire e adottare alcune misure del rapporto Gallois: si inizierebbe con un pacchetto di 20 miliardi a vantaggio delle aziende.

Si salvi chi può. Se la stangata contenuta nella manovra di stabilità fa già paura, il peggio potrebbe non essere ancora arrivato. Parola degli economisti francesi che, contrariamente all’ottimismo più volte ribadito dal premier, non credono affatto che l’Italia possa raggiungere gli obiettivi di pareggio di bilancio che si è prefissata. Neanche giocando sulle parole “strutturale” e “operativo”.

Roberto e Maria Grazia hanno deciso di trasferirsi in Francia. Almeno fino a maggio 2013, si legge nel blog che hanno deciso di aprire. Già, perché Roberto e Maria Grazia sono online per raccontare la loro impresa: trasferirsi ad Avignone in bicicletta. Azione eclatante e anche faticosa, quella di pedalare sulle due ruote, soprattutto partendo da Bologna. Roberto è un editor free lance, Maria Grazia si è laureata da poco e lavorerà come assistente di italiano per il prossimo anno scolastico. “Qualche mese fa è arrivata l’occasione – cercata – di un lavoro in Francia. Abbiamo deciso di metterci in sella alle nostre biciclette e andare a vivercela. Per adesso sappiamo che ad Avignone rimarremo fino a maggio 2013 ma faremo di tutto per inseguire passioni e possibilità, rimanendo in Provenza oppure cercando una nuova destinazione”, si legge nel blog.

Con i mercati dei bond sempre piu’ illiquidi e manipolati direttamente dagli interventi delle banche centrali, sono i CDS che offrono un quadro piu’ completo e credibile della situazione: non fa presagire nulla di buono.

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S&P declassera' Italia e Francia

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Sabrina Salerno hot in Francia: chiodo borchiato e seno esplosivo

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