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Via libera contro il parere del Governo ad una risoluzione sull’accatastamento degli immobili rurali in commissione Finanze alla Camera. La risoluzione impegna il governo a valutare una proroga fino a maggio 2013 per la dichiarazione dei fabbricati rurali iscritti nel catasto dei terreni. Il termine precedente era il 30 novembre.  Il ‘no’ del Governo era stato motivato durante una seduta alla fine di ottobre dal sottosegretario all’Economia, Vieri Ceriani: “Un’eventuale proroga – spiegava – inciderebbe sulla quantificazione della base imponibile ai fini dell’Imu con una riduzione del gettito fiscale di competenza dello Stato dei comuni tenendo conto, altresì, della non imponibilità dei fabbricati strumentali ubicati nelle zone montane”.

Le attività di accertamento e controllo fiscale nei primi nove mesi del 2012 hanno portato a 5.197 milioni di euro le entrate tributarie, che corrispondono a +6,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Secondo il Dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia, ai fini di un confronto omogeneo, al netto dell’imposta sostitutiva una tantum sul leasing immobiliare registrata nel mese di aprile 2011, le entrate tributarie erariali presentano una crescita tendenziale pari al 4,2%. (+11.886 milioni di euro). Le imposte dirette aumentano del 4,3% (+6.359 milioni di euro). Il gettito Ire (imposta sul reddito) evidenzia una lieve flessione dello 0,4% (-446 milioni di euro) che riflette l’andamento delle ritenute dei lavoratori autonomi (-4,0%), dei versamenti in autotassazione (-4,9%) e la riduzione dal 10% al 4% della ritenuta d’acconto applicata ai pagamenti relativi ai bonifici disposti dai contribuenti per beneficiare di oneri deducibili o di spese per le quali spetta la detrazione d’imposta. Crescono, invece, le ritenute dei lavoratori dipendenti pubblici (+0,6%) e dei dipendenti privati (+1,4). Risulta sostanzialmente stabile il gettito Ires che si attesta a 19.158 milioni di euro (-0,3%, pari a -66 milioni di euro).

Con la legge di stabilità, il Governo prevede per il 2013 l’aumento di un punto percentuale dell’aliquota Iva ordinaria e ridotta. Tuttavia, i dati sembrano indicare che il precedente incremento avvenuto a settembre 2011 non solo non ha contenuto la perdita di gettito dovuta alla recessione, ma l’ha amplificata. Una spiegazione possibile è che si sia registrata una maggiore evasione, motivata presumibilmente proprio dall’aumento dell’aliquota oltreché dalla crisi.

di Roberto Convenevole e Alessandro Santoro, 16.10.2012, lavoce.info

Duecentoquaranta milioni di euro dagli invalidi di guerra, quasi cinquanta milioni dai disabili, oltre 1 miliardo dai tagli degli sconti fiscali. Sono le stime fatte dalla Relazione Tecninca delle risorse che il governo otterrebbe con alcune delle disposizioni contenute nell’ultima versione della legge di Stabilità che inizia oggi l’iter parlamentare.

In particolare ammontano a 49,8 milioni i risparmi che, sempre secondo la relazione, si otterrebbero con il dimezzamento dei permessi retribuiti che, in base alla legge 104, consentono ai lavoratori pubblici di assistere un parente disabile. “L’intervento trae origine – spiega la Relazione – dalla maggiore incidenza percentuale nella fruizione dei permessi nel settore pubblico rispetto a quella riscontrata nel settore privato e dalla conseguente esigenza di ricondurre a livelli fisiologici”.

 

Il governo di Mario Monti ci è costato più di dieci miliardi di tasse. Grazie alle riforme fatte dal governo Monti e dall’ultimo Giulio Tremonti, a tanto ammonta la mazzata subita dagli italiani per chiudere o tentare di chiudere lo spread con la Germania. Il ministero dell’Economia ha pubblicato i dati delle entrate fiscali da gennaio ad aogsoto 2012; è qesto il periodo in cui sono state applicate le misure decise dal governo. L’Imu soprattutto. Dai numeri emerge che, nonostante il calo del gettito Iva, e di quello legato ai giochi, nelle casse ci sono quasi tredici miliardi, di cui dieci derivanti dalle tasse, l’Imu soprattutto. Un dato, questo, che va letto alla luce del calo del gettito Iva paria a meno 913 milioni di euro di incasso per lo stato: La prima dell’Imposta sugli immobili ha assicurato allo Stato 3,9 miliardi di euro. A rimpinguare le casse dello Stato anche i bolli e le accise. Anche la lotta all’evasione sembra diventare strutturale e prevedibile: ormai il 95% dei controlli va a segno quest’anno e si prevede di replicare il risultato del 2011 quando Agenzia delle Entrata e Finanza portarono in cassa 12,7 miliardi. 

 

 

Il governo di Mario Monti pensa a una revisione dell’Imu. L’esecutivo sta valutando una diversa retribuzione del gettito Imu nel rapporto tra Stato e Comuni. Da mesi, infatti, il Tesoro studia soluzioni per rivedere la ripartizione del balzello introdotto dal governo Monti. Ma sul tavolo c’è anche una seconda ipotesi che potrebbe alleggerire il peso dell’imposta per certe categorie: la Commissione Finanze della Camera discute anche della possibilità di inserire nella delega fiscale forme di progressività per quel che concerne l’Imu nei confronti delle famiglie o dei pensionati maggiormante in difficoltà. Un’Imu più leggera per le categorie disagiate, insomma, ma in che termini ancora non è dato saperlo. Eccola, la seconda mossa del Monti-elettorale, che giusto ieri, giovedì 4 ottobre, ha dichiarato (per poi ritrattara e offrendoci il consueto pastrocchio mediatico, assoluta specialità dei tecnici) di voler abbassare le tasse “entro il termine della legislatura”.  

“Impossibile girarla tutti ai Comuni” – L’annuncio di una possibile revisione della distribuzione del gettito della nuova Ici è stato dato dal sottosegretario all’Economia, Vieri Ceriani, che ha però escluso “la proposta di attribuzione dell’intero gettito derivante dall’Imu ai Comuni”, un’ipotesi che “non sarebbe effettivamente realizzabile lasciando invariato l’importo del fondo di riequilibrio”. L’Imu è un’imposta nominalmente comunale, ma la manovra correttiva dello scorso dicembre – il cosiddetto decreto “salva-Italia” – prevede che metà del gettito riscosso sulle abitazioni differenti dalla prima casa vada all’Erario. Nel dettaglio, la nuova Ici dovrebbe fruttare nel 2012 poco più di 20 miliardi, 3,28 dall’abitazione principale e 16,8 dalle altre case, in base alle previsioni di gettito fornite dal Tesoro a inizio luglio. Lo Stato dovrebbe incassare quindi 8,4 miliardi. Il problema è che il fondo di riequilibrio vale circa 9 miliardi, e girando l’intero gettito Imu ai Comuni non resterebbero risorse sufficienti per garantire tutti i servizi essenziali attraverso il fondo. Il timore è che si ripeta una situazione analoga a quella dello scorso agosto, quando diversi comuni si trovarono sull’orlo di una crisi di liquidità per aver ottenuto con l’Imu un gettito significativamente inferiore rispetto alle previsioni del Tesoro.

Le due soluzioni tecniche – Secondo Ceriani, ci potrebbero essere due “soluzioni tecniche:  da un lato una perequazione orizzontale, con il trasferimento di parte del gettito Imu dallo Stato al fondo di riequilibrio; dall’altro la destinazione diretta di una quota del gettito derivante dall’Imu al fondo perequativo stesso”. Il sottosegretario ha quindi concluso che il tema dell’Imu è “da affrontare insieme all’Anci” e “dovrà essere oggetto di un’apposita inziativa legislativa”. In particolare, Ceriani conferma l’intenzione di trovare una soluzione “entro il termine dell’anno, e comunque in tempi rapidi”. Secondo alcune fonti governative citate dalla Reuters, la nuova struttura dell’Imu potrebbe confluire nella Legge di stabilità per il 2013, che il Consiglio dei ministri dovrebbe varare martedì 9 ottobre.

 

Lo stock delle tasse locali negli ultimi 15 anni in Italia ha toccato in assoluto l’importo record di 102 miliardi di euro, con un aumento del 114,4%. Lo ha calcolato la Cgia di Mestre, analizzando il gettito riferito alla tassazione chiesta da Regioni, Province e Comuni dal 1996 al 2011. Nell’anno di partenza dell’analisi, le tasse locali erano pari a 47,6 miliardi di euro complessivi. Su ogni italiano pesano mediamente per 1.684 euro. Una situazione, denuncia la Cgia, destinata a peggiorare nel 2012.

L’Amministrazione centrale, invece – rivela l’analisi della Cgia – ha aumentato le entrate nello stesso periodo soltanto del 9%. Se nel 1996 il gettito era di 320,9 miliardi di euro, nel 2011 l’Erario ha incassato 349,9 miliardi, mentre il Pil nazionale, sempre negli ultimi 15 anni, è cresciuto del 15,4%.

Ci sono tasse e tasse. Definirne alcune “buone” troverebbe un consenso assai limitato, ma l’aumento del gettito di alcune, almeno da un punto di vista economico, è un segnale sicuramente positivo. E’ il caso di Iva e Irpef (che oggi si chiama Ire): l’aumento del gettito della prima è infatti il segnale di un aumento dei consumi (positivo, anche perchè è di stimolo alla produzione di beni); il segno più della seconda è invece conseguenza di un aumento dei redditi (che non è difficile considerare positivamente). Ebbene, su entrambi i fronti, il governo Monti ha fin qui perso. Sull’Iva, addirittura, ha fatto peggio di prima, perchè col passaggio dell’aliquota dal 20 al 21% la contrazione dei consumi è stata tale da provocare un riduzione delle entrate dello Stato nei primi sei mesi del 2012 dell’1,4%, pari a 705 milioni di sonanti euro (altro che nuove entrate per 3,2 miliardi previste per il 2012). Anche sull’Ire Monti ha fin qui perso la scommessa, perchè l’aumento del gettito derivante dai prelievi sul reddito dei dipendenti pubblici e privati è inferiore al punto percentuale, a causa del ridursi dei redditi superiori ai 90mila euro l’anno. E quello derivante dai prelievi dai lavoratori autonomi è addirittura in calo del 3,8%. 

Poi ci sono le entrate derivanti dalle tasse cosiddette “cattive”, sulle quali Monti ha invece ottenuto entrate enormi: in primis dall’aumento delle accise sui carburanti (cattive perchè l’aumento della benzina e del gasolio si riflette, a catena, sul costo delle merci che grazie a quei carburanti vengono trasportate da un punto all’altro del Paese): ebbene, dal pieno degli italiani, lo stato ha incassato nei primi sei mesi del 2012 10,9 miliardi di euro, cioè il 24,2% in più rispetto al primo semestre dello scorso anno. E dire che le vendite di carburanti in Italia sono calate dall’inizio dell’anno di circa il 10%. “Cattiva” è pure l’Imu, l’imposta sulla prima casa che va a colpire il classico e storico bene rifugio degli italiani e dal quale lo stato ha fin qui raccolto 3,9 miliardi di euro. E che dire delle tasse sul gioco (lotterie, gratta e vinci, lotto ai quali si rivolge soprattutto chi è in difficoltà economiche): lo Stato ci ha tirato fuori la bellezza di 6,6 miliardi di euro.

Nonostante l’aumento dell’aliquota Iva di un anno fa, la crisi si fa sentire soprattutto sul fronte dei consumi interni di beni durevoli: l’Iba fa registrare una flessione del 2,2%. L’operazione di Monti quindi non è riuscita: aumentare l’imposta non gli è servito ad aumentare gli entrate in quanto i consumi sono stanganti. Meglio invece sul fronte dell’Imu in quanto la nuova imposta sulla casa fa volare le entrate del prossimo mese: il gettito registrato nel periodo gennaio-giugno di quest’anno è aumentato del 4,3%. Il gettito della prima rata di acconto dell’imposta muncipale con i suoi 3943 miliardi di euro, ha contribuito per circa il 50% a far crescere il gettito di oltre 7,9 miliardi di euro, pari al 4,3 per cento in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.  Come sottolinea il Dipartimento delle Finanze nella nota di accompagnamento ai dati sulle entrate gennaio giugno 2012, il gettito per l’Erario rispetto al precedente mese di maggio è cresciuto dell1,8%. 

Nei primi sei mesi dell’anno lo Stato ha incassato il 4,3% in più di tasse rispetto allo stesso periodo del 2011. Le maggiori entrate, fanno sapere dal dipartimento finanze del ministero dell’Economia, sono dovute all’Imu, da alcune variazioni normative e dai controlli contro l’evasione. Diminuiscono invece le tasse pagate da liberi professionisti e imprese, l’Iva e le imposte derivanti dal gioco. Si è invertita quindi la rotta, che a gennaio aveva fatto prevedere una decrescita del gettito fiscale. Secondo il ministero le entrate sono cresciute “a ritmi superiori” per effetto “delle misure correttive varate a partire dalla seconda metà del 2011″.

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