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Grecia

Nell’Unione Europea fanno peggio solo Grecia e Bulgaria, Italia si piazza 72esima nella classifica del rapporto di Transparecy International. Voto ben lontano dalla sufficienza e dalla media Ue.

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Corruzione: Italia come la Colombia, peggio di Romania

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Il riacquisto del debito greco allenta ulteriormente la tensione sui titoli di Stato dei sorvegliati speciali della zona euro. In testa Spagna e Italia, con i Bonos di Madrid che a metà giornata cedono 13 punti base di rendimento, per un differenziale con il Bund decennale tedesco che scende a 374 punti. Segue a ruota l’Italia i cui Btp a dieci anni registrano un calo dei tassi d’interesse di 11 punti base al 4,38% per uno spread con Berlino che è tornato sotto la soglia dei 300 punti, a 297 punti base, un andamento che non si vedeva dal 21 marzo scorso.

Trenta deputati della coalizione hanno votato contro, ma Merkel la spunta. Passa la nuova tranche dal Bundestag. Alla Germania costerà 730 milioni. Uno dei due maggiori sindacati statali ellenici ha indetto una nuova astensione dal lavoro, in segno di protesta contro il pacchetto di austerità approvato dal Parlamento.

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Da Germania nuovi aiuti a Grecia, ma la maggioranza non c'è

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Via libera del Bundestag tedesco al terzo pacchetto di aiuti per la Grecia. Il Parlamento lo ha approvato ad ampia maggioranza, anche col sostegno dei partiti di opposizione Spd e Verdi. Le misure di agevolazioni dovrebbero consentire al debito greco di scendere al 124% del Pil nel 2020. Prima del voto è intervenuto il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, il quale ha chiesto il voto a favore sull’aiuto economico ai parlamentari, ribadendo che ”resta il principio delle condizioni per la Grecia: per Atene è possibile avere delle concessioni solo se porta avanti le riforme passo dopo passo in modo coerente”. 

Il Bundestag vota nuovi aiuti ad Atene. Uno dei due maggiori sindacati statali ellenici ha indetto per oggi una nuova astensione dal lavoro, in segno di protesta contro il pacchetto di misure di austerità approvato dal Parlamento.

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Dalla Germania nuovi aiuti alla Grecia

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Nella crisi greca c’è qualcuno che non vuole che notizie e dati alfanumerici vengano diffusi e, quindi, veicolati ai cittadini che stanno pagando il prezzo più caro del quasi default. La Bce ha detto no all’accesso a due documenti connessi alla situazione economica del paese quasi fallito, in quanto “la loro divulgazione avrebbe arrecato pregiudizio alla tutela dell’interesse pubblico della politica economica dell’Unione e della Grecia”. Così la pronuncia del Tribunale di primo grado dell’Unione europea sul ricorso presentato da Bloomberg Finance proprio contro la decisione dell’istituto ora guidato da Mario Draghi di negare l’accesso a due file relativi all’impatto su deficit e debito pubblici degli swap negoziati fuori borsa. Oltre che sulla cosiddetta operazione Titlos, una società creata ad hoc dalla Banca nazionale Greca (l’istituto, per intenderci, che nel biennio di crisi ha regalato 70 miliardi di finanziamento pubblico a giornali e tv del paese), e sulla possibile esistenza di operazioni analoghe, che avrebbero come immediata conseguenza riflessi precisi sui livelli di debito e deficit pubblici dell’intera eurozona.

Mai che si possa stare un giorno tranquilli. Al terzo tentativo, l’Eurogruppo, a notte fonda, trova l’accordo sugli aiuti alla Grecia e la riduzione del debito. Le Borse fanno festa dall’Asia all’Europa, lo spread scende sotto quota 330, i ministri se ne vanno da Bruxelles soddisfatti. Tutto bene? Macché. Proprio oggi l’Ocse rivede al ribasso le stime dell’Italia: nel 2013, Pil -1% -hai capito?, l’uscita dal tunnel-, ancora su la disoccupazione, ancora giù i consumi. E potrebbe servire una nuova manovra (ma il responsabile dell’economia Grilli lo nega).

Ma quanto glieli fanno sospirare gli aiuti promessi alla Grecia, dove – è allarme di ieri – cominciano a scarseggiare i medicinali, segnale estremo della gravità della crisi economica e sociale. Al Vertice europeo della scorsa settimana, quello finito con un nulla di fatto sui bilanci Ue 2014/20120, i leader avevano detto che non c’era più problema e che la riunione dell’Eurogruppo, lunedì, sarebbe stata poco più di una formalità. Meno di 24 ore dopo, tutto invece pareva sul punto di saltare, o almeno di slittare al 3 dicembre. Poi la riunione è stata confermata e, ieri, di nuovo, fino a metà giornata, anche il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schauble si mostrava ottimista.

Ma, cominciati i lavori, sono cominciati i dolori. Sotto la presidenza di Jean-Claude Juncker, i ministri delle finanze dei Paesi dell’euro cercavano di definire, con l’Fmi, il Fondo monetario internazionale, un piano per rendere il debito ellenico sostenibile. E così la riunione è andata avanti a tarda sera, sotto l’incubo dei due insuccessi precedenti. Perché quella di ieri è stato il terzo incontro, in meno di due settimane, dell’Eurogruppo sempre sugli aiuti alla Grecia. E fortuna che il Vertice europeo di metà ottobre aveva dato il suo avallo a interventi che evitino il fallimento di Atene.

Sul caso Grecia serve un passo da parte di tutti, aveva chiesto all’inizio dell’Eurogruppo il componente tedesco del direttorio della Bce, Joerg Asmussen, e dopo quattordici ore di negoziati è stato accontentato. Accordo raggiunto sulla sostenibilità del debito greco e 44 miliardi di euro sbloccati, che arrivano a soccorrere “il rosso fisso” dei conti di Atene. Un mix di misure che coinvolge tutti i soggetti in gioco, stati membri, Grecia e Fmi, ha dichiarato il presidente dell’eurogruppo Jean Claude Juncker. Ovvero taglio di 100 punti base degli interessi sui prestiti bilaterali, riduzione di 10 punti base del costo delle garanzie che la Grecia paga al fondo Salva-Stati, moratoria di 10 anni (come chiedeva Berlino) sui tassi dei prestiti concessi dal fondo salva-Stati, proroga di 15 anni delle scadenze dei prestiti e uno slittamento di 10 anni dei pagamenti degli interessi. I creditori inoltre rinunciano ai loro profitti sui bond greci, in quanto li gireranno direttamente ad Atene in un conto bloccato. Convergenza anche sul grande nodo della discussione, ovvero la sostenibilità del debito, su cui l’Fmi dice sì a rivederne la soglia: l’iniziale 120% entro il 2020 è stato portato al 124%, per poi scendere drasticamente al 110%.

Dopo più di 13 ore ore di trattative, l’intesa è solo politica. Ancora incognite su cui dovrà fare sacrifici per salvare Atene. Washington chiede che le banche rinuncino ai profitti sui bond. Nein assoluto della Germania.

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Accordo Ue-Fmi su Grecia: ma si litiga su taglio debito

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