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Grillo

L’euro è il dito, ma la Ue è la luna, la sua parte nascosta, di cui si sa poco o nulla”. Lo scrive Beppe Grillo sul suo blog, in un post critico nei confronti dell’Unione europea. “L’italiano è più a conoscenza dei dibattiti del Senato americano che delle decisioni prese a Bruxelles. Forse perché non c’è molto da dire di un luogo che assomiglia a un club Med, a un dolce esilio dei trombati alle elezioni nazionali come Mastella”, scrive Grillo. “L’annullamento della politica europea, sostituita nei fatti da un’unione bancaria europea, non è quello che volevano i padri fondatori Adenauer, De Gasperi, Monnet e Schuman. L’Europa non è una banca, ma una somma di popoli e di civiltà millenarie. Prima dell’euro era necessario creare le fondamenta di regole comuni, ad esempio di politiche per la Difesa e per la fiscalità. Siamo passati dall’Europa di Giulio Cesare e Carlo Magno all’Europa dello spread”, prosegue il fondatore del M5S. “I partiti italiani usano la Ue come un alibi, alla bisogna, quando serve, come per la Tav in val di Susa, che in realtà non vuole più nessuno in Europa, oppure la ignorano completamente, come avviene per il falso in bilancio, la legge anti corruzione (che ci viene chiesta dal 1999), il conflitto di interessi, l’elezione di condannati in Parlamento e per tutte le immani porcate per le quali siamo ‘calpestati e derisi’ – dice ancora Grillo -. Il potere della Ue è sanzionatorio: se non applichi le sue direttive paghi la multa”.

“Ce la sto mettendo tutta e ce la facciamo, altrimenti Grillo dal 30 va all’80%”. Lo dice il presidente del Senato, Renato Schifani, intervistato da Fiorello a margine di una visita all’associazione Andrea Tudisco che ospita bambini oncologici e le loro famiglie. ”Spero che il mio ottimismo – aggiunge Schifani – a breve si traduca in certezza. Ci sono notevoli margini per pensare che a breve si arrivi ad un’ampia intesa tra le forze parlamentari. Tra i partiti – prosegue il presidente del Senato – c’è una fase estremamente delicata e costruttiva. I partiti con grande responsabilità stanno facendo in modo che il provvedimento arrivi in Aula per una riforma condivisa. Oramai i tempi sono brucianti – conclude – le lancette si devono fermare”.

Beppe Grillo mi sta spaccando in due. Perché tutto in lui è un conflitto permanente: quello tra forma e sostanza. E io non sono ancora riuscito a mettermi d’accordo con me stesso su un punto fondamentale: do retta alla sostanza o mi lascio indirizzare, nei miei giudizi su di lui, dalla forma? Mi spiego meglio anche ritenendo, spero non presuntuosamente, che altri siano immersi nello stesso dubbio. Se chiudo un occhio e con quello aperto bado solo ai contenuti di Grillo e del suo movimento non barcollo nemmeno per un secondo e mi schiero dalla sua parte. Dalla parte di chi sbugiarda la grande industria, denuncia i vizi della finanza che sta uccidendo i diritti, vuole far sparire dalla circolazione quella maggioranza di politici nel migliore dei casi arruffoni e spiega di essere il leader di una nuova superdemocrazia che rimanda all’agorà greca; in cui molto semplicemente se c’è chi vuole che nel cortile di casa non si faccia un buco nella roccia che sprigionerà all’aria tonnellate di amianto cancerogeno semplicemente si vota e quel buco non si fa.

Divisi in politica. Uniti al sole. Lo scorso week end anche la moglie di Beppe Grillo si è concessa una vacanza-relax in Kenya. Proprio come Silvio Berlusconi. La moglie del leader cinque stelle, Parvin Tadjk, ha alloggiato in un resort vicino a quello dove era ospite il Cav. Su una cosa la Grillo family è d’accordo con la casta: la vacanza spendi e spandi. Il Grillo resta a casa fra blog, Salsi, diktat e veline ai giornalisti e la moglie tranquilla se ne va al mare vicino al Cavalire e vicino a Flavio Briatore. Come prova di “first-grillina” non sembra proprio disdegnare quei posti da sogno che tanti politici con mogli e non prendono d’assalto appena hanno bisogno di rinfrescare le idee. Chissà magari anche a Beppe piacciono i resort del Kenya. Sua moglie studia già il piano per le vacanze dopo le prossime elezioni. Porterà Beppe a Malindi e chissà che lì incontarndo il Cav non possa nascere una nuova alleanza. Per la scelta del resort..a cinque stelle.

Beppe Grillo è molto bravo a distruggere ciclicamente se stesso. La scomunica a Federica Salsi è attaccabilissima. E la censura ad Agorà un autogol. Molti, su tali errori, hanno gioiosamente sguazzato. Tipo Gad Lerner, che lunedì sera a L’Infedele ha voluto dimostrare plasticamente perché Grillo detesti tanto certi talk-show.

Quel sessista di Grillo. Il post sul “punto G” è stato letto da Lella Costa come attacco maschilista, anche se Grillo alludeva semplicemente all’orgasmo dell’ego che la tivù garantisce. La trivialità di Grillo è bipartisan: Pisapia è “Pisapippa”, Renzi soffre di “invidia penis”. Non è un’attenuante: è un fatto.

Se la ride Debora Serracchiani: “Ai talk show televisivi io vado volentieri – dice ai microfoni di Un Giorno da Pecora -, ma senza orgasmi”. Ma chi ha detto che in tv la donna gode? Beppe Grillo. ”A lui dico – fa la Serracchiani – una cosa molto semplice: Beppe, relax…”. L’eurodeputato Pd, candidata alla presidenza della Regione Friuli Venezia Giulia, risponde alla battuta del comico genovese sulla partecipazione non autorizzata di Federica Salsi, consigliera a 5 Stelle a Bologna, a Ballarò di Giovanni Floris. Ma riconosce il valore di concorrente elettorale al M5S: “Soprattutto al nord Grillo farà sentire la sua presenza, in questo momento è l’avversario vero, ma credo ci siano le condizioni per tenerlo basso”.

Il matrimonio – Per la Serracchianisi avvicina il momento del sì con il suo compagno Riccardo, con cui è fidanzata da vent’anni. “Si, mi sposo a dicembre, prima di Natale – ha detto agli intervistatori Giorgio Lauro e Claudio Sabelli Fioretti – oggi ho fatto le pubblicazioni”.


pubblicato da Libero Quotidiano

Grillo e Di Pietro votavano Berlusconi. Secondo voi…

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I dissidenti ormai sono una corrente a parte. Parlano da soli e attaccano il leader. Oggi è il turno di Giovanni Favia, consigliere regionale in Emilia Romagna per il M5S, primo ribelle che in un “fuori onda” osò dare del dittatore a Beppe Grillo. In un’intervista al Corriere della Sera torna a parlare del Movimento e lo fa ribadendo la sua posizione di contestatore. Accusa i militanti di essersi montati la testa dopo il voto e rinnega la sua fedeltà a Grillo. “Il movimento non deve ricalcare i vizi dei vecchi partiti. La fedeltà dovrebbe sparire, ci dovrebbe essere invece lealtà. Si è fedeli tra coniugi o a delle idee. La fedeltà cieca verso le persone è propria solo dei cani”, afferma Favia. E sul chi lo ha accusato di essere il regista delle esternazioni di Federica Salsi risponde: “E’ ridicolo: è tanto se la sento una volta al mese. Di sciocchezze ne ho sentite tante, come quelle che davano per certo un mio cambio di partito. Invece sono qui e continuo a lavorare per il nostro gruppo”. Poi va giù duro ancora su Grillo e sul suo no ai talk show :”Grillo ha un’idea di garante un pò invasiva, un garante che non solo fa rispettare le regole, ma le stabilisce e decide come si applicano”. Sul suo futuro Favia comunque non ha dubbi, pur non essendo in nessuna lista resterà a lavorare per il movimento. Sa anche di non essere fra i preferiti di Gianroberto Casaleggio, il guru e ombra grigia del movimento. “Non sono apprezzato da Casleggio. Questioni secondarie. Era prevdibile. Non mi stupisco”. Favia va per la sua strada. Da primo dissidente è ora uno dei dissidenti. La contestazione nel movimento cresce. Grillo è davanti ad un ostacolo che nè lui nè il guru avevano previsto: la critica. Interna.

A stretto giro dal diktat per vietare gli studi di talk show ai suoi militanti, arriva un’invettiva di Beppe Grillo contro i giornalisti tv, colpevoli, scrive il leader del Movimento 5 Stelle sulla sua bacheca Facebook, di esser pagati per trasformare zucche vuote in statisti . “Chiunque sa che i giornalisti televisivi sono lì per grazia ricevuta (e stipendio ricevuto) dai loro editori. E che i loro editori sono i partiti insieme alle lobby che li sostengono. Queste macchiette – incalza – fanno comizi politici (ma il termine antipolitici è più appropriato in quanto fanno gli interessi di gruppi politici o economici) tutti i giorni, dal mattino presto a notte fonda spacciandoli per in…formazione. Uomini di alta e autoproclamata cultura che, dall’alto dei loro valori morali, etici, sociali e soprattutto di appartenenza, sono pagati profumatamente per il servizietto pubblico al Bersani, al Renzi, al Casini di turno”. “Lerner, Fazio, Formigli, per citare solo alcuni della truppa cammellata che imperversa nel piccolo schermo, sono le nuove fate smemorine il cui compito – scrive Grillo – è trasformare delle zucche vuote in statisti e attaccare con qualunque mezzo e ferocia chi mette in discussione il Sistema (del quale sono i pretoriani) e proteggere il loro portafoglio”.

Federica Salsi non fa arrabbiare solo Grillo. Dopo il suo intervento di ieri nell’aula del consiglio comunale di Bologna in cui ha evocato Scientology, la chiesa fondata da Ron Hubbard si è risentita e ha deciso di inviare un comunicato per replicare e prendere le distanze dal Movimento 5 stelle e dal consigliere bolognese. “Con un certo stupore leggiamo che la signora Federica Salsi teme che il Movimento 5 stelle divenga come Scientology, prendendo Scientology come parametro di riferimento negativo, almeno nelle sue intenzioni. Come possa farlo ci sembra incomprensibile”.

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